18 March 2011 | Commenta

Sono reduce da una bella giornata tinta dai colori della nostra bandiera e dall’azzurro del cielo di Matera che forse, clemente, ha voluto inneggiare anche lui per un giorno al colore dei Savoia. E’ stato un giorno strano, che non credevo potesse accogliere tanta partecipazione. Ho visto una città mossa dalla voglia di festeggiare una nazione in cui ancora ci si rispecchia nonostante, vista da qui, questa nazione appaia un po’ strana.
La partecipazione cittadina è stata straordinaria e girando per le vie del centro per tutto il giorno sembrava quasi si respirasse la stessa aria che si respira il giorno della festa patronale. Il che la dice lunga sull’approccio estremamente positivo che si è avuto nei confronti dell’evento.
Sentivo la gente per strada parlare del discorso di Napolitano come qualcosa di alto che mancava da tempo dalle cronache politiche. Sentivo la gente orgogliosa del fatto che anche la sua città fosse rappresentata nella grande mostra sul risorgimento ospitata dalle Officine Grandi Riparazioni di Torino. Mostra che ospita quel grande simbolo che accomuna tutti i cittadini di questa terra: il carro trionfale della Festa della Bruna, simbolo inoltre di un’antica tradizione di lavorazione della cartapesta, tradizione che denota come già da secoli fa questa città recuperava e riutilizzava la carta destinata all’immondizia per produrre qualcosa che oggi chiamiamo arte.
Tutti, o quasi, incuranti però che i loro avi, in questa stessa terra, combatterono al fianco di quelli che molti chiamano Briganti, ma che alcuni chiamano partigiani o eroi. Combatterono quel risorgimento contro un esercito di disperati dalle giubbe rosse che volevano liberarci dai Borboni usando omicidi, stupri, saccheggi e ogni altro tipo di violenza che oggi la storia italiana sta cercando di dimenticare.
Quegli stessi discendenti dei Lombardi, Veneti, Piemontesi che con il sangue ci tolsero ai Borboni (con i quali poi stavamo tutto sommato bene), che oggi ci vengono ad insultare chiamandoci terroni e dicendoci che vogliono scindersi in virtù di una loro storia su un’ipotetica e inesistente patria padana.
Ma tutto questo quella gente che ho visto in piazza forse non lo sa o forse, credo, pur sapendolo, ha accettato di guardarlo con occhi positivi facendo in modo che quei nostri caduti del risorgimento non avessero perso la vita invano. Facendo quindi in modo che, pur noi avendocela davvero un’identità circoscritta nei confini del Regno delle due Sicilie, abbandonassimo quella idea di nazione per abbracciare una nazione più grande. Per abbracciare cioè uno scopo più grande.
E così abbiamo fatto, combattendo e morendo di lì a poco dalla parte di quella stessa bandiera che avevamo combattuto al fianco di Carmine Crocco.
Perchè quella bandiera l’abbiamo sentita subito nostra.
La scena più bella di oggi però l’ho vista stamattina, quando dopo aver letto un post, sono uscito di casa e mi sono ritrovato di fronte ad un momento bellissimo.
Ho visto la finestra del mio vicino di casa, un signore molto anziano, aprirsi e far uscire un tricolore. La cura e la tenerezza che questo signore ha messo nel sistemare la bandiera fuori dalla sua finestra è stata straordinaria, e nonostante il tremolio delle mani, gli acciacchi dell’età e la statura minuta che non permetteva all’anziano vicino di sporgersi per sistemare per bene la bandiera, costui è riuscito comunque a permettere alla bandiera di srotolarsi cadendo verso il basso, mostrando il tricolore nella sua interezza. Ma non la stava semplicemente srotolando. La stava riportando in vita, accarezzandola, proteggendola quasi da un sole che da tempo quella bandiera non vedeva. Come se fosse una vecchia compagna che aveva tenuto con se in casa per molto tempo. Una certezza che gli ha fatto compagnia in tutto questo tempo, durante la guerra, mentre i suoi figli crescevano, mentre sua moglie moriva, fino ad oggi, quando con dei movimenti lenti, ma precisi e teneri, ha voluto restituire a quella bandiera lo spazio e la vita che si meritava.
E finita l’operazione di spiegamento, prima di tornare dentro, l’ho visto fermarsi per un attimo, come a volersi assicurare che potesse ancora sventolare alla prima brezza, convinto quasi che quello sventolio in qualche modo potesse dimostrargli che lei non era invecchiata e, anzi, che aveva solo bisogno del coraggio di qualcuno come lui per poter tornare in vita più forte e brillante che mai.
Stasera, al mio ritorno a casa, quella bandiera non c’era più e mi piace pensare che l’abbia riposta con se in casa, al riparo dal freddo della notte, così che domani potesse mostrarla di nuovo al mondo dalla sua finestra, consapevole di non essere da solo perché chiunque passerà lì sotto, vedendo quella bandiera saprà che lì dentro potrà trovare qualcuno che condivide gli stessi valori, la stessa storia e le stesse emozioni per un paese bellissimo che meriterebbe di essere festeggiato ogni giorno così.
25 January 2011 | Commenta

Abbiamo scritto questo appello rivolto a tutti i candidati Sindaco di Torino. E’ possibile aderire commentando questo post o scrivendo a fabio.malagnino@gmail.com
Cari candidati,
gli italiani non hanno fiducia nello Stato e nelle amministrazioni.
La corruzione nella Pubblica Amministrazione in Italia è oggi stimata tra i 50 e i 60 miliardi di euro all’anno. La qualità della nostra spesa pubblica è agli ultimi posti in ogni classifica tra i paesi avanzati.
Le pubbliche amministrazioni si trincerano dietro una legge sulla trasparenza amministrativa che mostra tutti i suoi limiti e dietro interpretazioni restrittive della normativa sulla privacy che stabiliscono che le informazioni pubbliche non siano necessariamente pubblicabili. Possono essere rese disponibili nei siti web degli enti, senza però poter essere indicizzate dai motori di ricerca (e quindi, di fatto, irraggiungibili).
Nell’epoca della cultura digitale essere trasparenti significa adottare il modello dell’Open Government.
Le amministrazioni pubbliche devono mettere a disposizione tramite Internet tutti i dati di cui dispongono, nella misura in cui non vengano rivelate informazioni personali coperte da privacy, in modo che possano essere utilizzati liberamente dai cittadini per analizzarne funzionamento, prestazioni e per costruire innovazione.
L’open government si propone di creare le condizioni organizzative, culturali e politiche affinché ogni cittadino abbia il diritto di contribuire a creare progetti per il cambiamento, di trasformazione democratica e di modernizzazione della società italiana.
Aprire la mole di informazioni contenute nelle pubbliche amministrazioni in modo creativo, intelligente ed open consentirebbe di fornire migliaia di nuovi servizi utili a tutti i cittadini. Occorre considerare gli utenti come risorse da coinvolgere nella progettazione, produzione e valutazione piuttosto che come destinatari passivi di processi studiati a tavolino.
Succede a New York, Los Angeles, Toronto, Sidney e, per rimanere vicino a noi, a Londra.
E succede anche in Piemonte, in via sperimentale con dati.piemonte.it dove sono pubblicati alcuni dati dell’amministrazione regionale.
Con questo appello desideriamo lanciare una sfida ai candidati alle primarie: fare di Torino la prima città completamente open gov. La cornice normativa c’è già e basterebbe una semplice delibera di giunta.
Inoltre la tecnologia, ed in particolare internet e gli strumenti di accesso alla Rete, sono elementi abilitanti ai processi di partecipazione. Per questo motivo è dovere di chi amministra favorire lo sviluppo, la promozione, il potenziamento di internet, del wi-fi realmente libero e gratuito, del software Open Source.
Centralità del cittadino, partecipazione, accesso universale ai dati pubblici, uso del web sono tratti distintivi dell’open government e delle sue ricadute economiche. In questo contesto è infatti immaginabile la crescita dell’imprenditoria e della creatività giovanile, il lavoro per aziende e professionisti locali impegnati nello sviluppo dell’Open Source, la facilità di interazione tra i vari soggetti favorita dallo sviluppo capillare di internet.
Chi di voi, nel caso diventi sindaco, è disposto a impegnarsi concretamente su questi temi?
Fiducia, attraverso trasparenza e apertura dei dati, e coinvolgimento, attraverso la co-produzione dei servizi, sono le due parole chiave che dovrebbero stare alla base del progetto per la Torino del futuro.
Fabio Malagnino – giornalista e blogger
Nicola Mattina – imprenditore comunicazione d’impresa
Juan Carlos De Martin – Politecnico di Torino
Gianluca Dettori – imprenditore, fondatore Dpixel
Giovanni Calia – social media strategist
Marco Zamperini – tecnologo, professore, blogger e giornalista
Mark Vanderbeeken – imprenditore
Vittorio Pasteris – giornalista e blogger
Michele Visciola – imprenditore
Andrea Toso – manager editoria
Pietro Izzo – giornalista e blogger
Gianluca Gobbi – caporedattore Radio Flash Torino
Alessandro Mercuri – psicologo dell’organizzazione
Marco Titli – studente
Dal blog di Fabio.
Foto di joeburded.
22 December 2009 | 4 Commenti
Sto per partire ed in mano ho un biglietto di sola andata.
Mi sposto verso Sud, dopo quasi 9 anni.
Sarà strano tornare, come sempre ho fatto in questi periodi, sapendo di prendere una pausa da questa parte d’Italia così…diversa.
Oggi, tra l’altro, ho tenuto l’ultima lezione del mio corso di Cultura dei Nuovi Media allo IED di Torino. Anche questo bellissimo modo per continuare a portarmi dentro un’altra splendida città che ho amato e che amo, è arrivato al suo epilogo. E Torino, negli ultimi due anni non l’ho mai lasciata per davvero.
Di fatto, mi rendo conto quasi d’improvviso, e sicuramente non del tutto, che sto lasciando tutto questo in un modo brusco, veloce, non interiorizzato abbastanza.
Queste due città, Torino e Milano, mi hanno insegnato tanto, non c’è dubbio. Mi hanno fatto crescere, mi hanno fatto vedere il mondo che non avevo mai visto. Mi hanno fatto conoscere il bene e il male, la bellezza, l’austerità, la modernità, la frenesia, la follia, l’arte, l’impegno, la passione, il sudore, l’orgolgio, l’ambizione.
Per me però, devo dirlo, sono sempre state solo delle amanti. E non me ne vogliano per questo.
La prima, austera, silenziosa, delicata, gentile, accogliente e soprattutto bella. Bellissima. Con un fascino unico al mondo, di quelli che ti innamori subito e che, comunque vada, porterai per sempre nel cuore.
La seconda più bruttina certo, ma capace di pigliarti per le palle quando serve. Curata, energica, libera, moderna, viaggiatrice, mondana, cazzuta, un po’ pallida, ma con il sangue cocente nelle vene, viziata, con i tacchi alti, il rossetto e l’aria di quella che ti devi consquistare con la forza.
La mia sposa però, che di tanto in tanto andavo a trovare, non se l’è presa poi così a male. Ha capito. In fondo non sono stato il primo che l’ha tradita. Eppure torno ora più vicino di quanto lei non creda. Mi vedrà più spesso e si sa, la lontananza in amore può fare molto bene.
A me ha fatto bene, forse fin troppo.
Un signore che sto amando tantissimo in quest’ ultimo periodo e che proprio oggi, dopo anni, rileggevo in treno, mi ha regalato una meravigliosa verità. Ironia della sorte lo ha fatto sulla tratta Torino-Milano, in un paesaggio fiabesco, imbiancato, silenzioso, morbido, davvero nordico, che lascio ai miei ricordi come mille altre esperienze, mille altre facce, abbracci, amori, amici, paesaggi, ricordi di questi ultimi 9 anni.
“D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.”
Di questa frase faccio tesoro.
Nel frattempo saluto le mie amanti.
Non è un addio. E’ un arrivederci.
Gli amori, se pur passeggeri, te li porti dentro finché non ne senti la mancanza.
25 May 2009 | Commenta
Frontiers quest’anno si confronta con un mondo dove i beigé computer desktop e le sue classiche modalità d’uso sono il vecchio, mentre la mobilità, l’internet delle cose, gli spime ne rappresentano una esplosiva evoluzione capace di influenzare radicalmente i nostri comportamenti sociali e la conoscenza del mondo che ci circonda.
Il programma di quest’anno è qui.
Eccovi l’esilarante intervento di Bruce del 2008. Intervento davvero molto “Torino-centrico”:
1 December 2008 | 3 Commenti
Torino non è solo una città bella. Sarebbe una descrizione troppo banale e restrittiva.
Non è solo la città in cui ho passato una parte importante e indimenticabile della mia vita.
Torino è una città fantastica, magica dice qualcuno, sicuramente ammaliante. Una città che trasmette fascino e signorilità da ogni dove.
E’ la città a cui devo molto di quello che sono diventato. Di sicuro la mia seconda città natale e mi sento fiero di questo.
Quella che trovo attraverso uno dei “personaggi” che questa città la animano, dandole il carattere, la tempra e l’intelligenza di cui è permeata, è una raccolta di fotografie che dopo quella diecicentina, è tra le più belle che io abbia mai visto sulla città sabauda.
Questo qui sotto ne è solo un esempio.

Vai alla galleria.
7 June 2008 | Commenta

Ero alla fiera del libro di Torino di 4 anni fa. Nella sala grande del lingotto parlava Umberto Eco. Alla fine del lungo ed estenuante intervento “semiotico” di Eco durato più di un’ora mi alzo, mi giro e mi trovo Dino Risi di fronte. Lo guardo. Mi guarda. Lui sorride e mi dice : “che palle!”.
24 February 2008 | 5 Commenti
I due giorni dedicati a fare “rete fuori dalla rete” sono terminati. Ieri non avevo neanche la forza di accendere il computer e scrivere qualcosa, anche perchè ci sarebbe davvero molto da scrivere.
L’immagine di ieri sera con Axell al mio fianco sulla strada di casa diceva tutto: distrutto, stremato ma soddisfatto e orgoglioso di quello che si è stati in grado di fare insieme agli altri organizzatori/aiutanti (Vittorio, Maurizio, Arsenio, Elena, Daniela)
Non farò lunghe liste di link, tanto sicuramente me ne perderei qualcuno. Vorrei solo ringraziare tutti quelli che sono venuti al BarCamp e con i quali ho trascorso una splendida giornata, ma ancor di più vorrei ringraziare gli anziani e i curiosi che sono venuti ai Web Days di venerdì: persone straordinarie che ci hanno resi fieri di quello che facciamo.
Ed è proprio per questo che continueremo a farlo.
19 February 2008 | Commenta

Ci stiamo avvicinando alle due giornate torinesi dedicate alla rete. Venerdì l’evento un po’ più istituzionale dei Web Days in cui interverrò con una piccola presentazione sui Feed RSS.Sabato la giornata “interstizio” con la ormai affermata formula BarCamp. L’evento si annuncia denso e ricco di ospiti e interventi. Un vero e prorpio successo di partecipazione.
Domani e dopodomani sarò a Milano per un paio di colloqui e poi venerdì pronto a vivermi il week-end nel migliore dei modi.
Se siete nei paraggi non potete non fare un salto al “circolo dei lettori” anche solo per un saluto passeggero. Vi aspettiamo!
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Abigailkcz i love this site.godd place to go.
millionier Scrivi il tuo commento qui….
filippo Mi sto preparando per percorrere parte delle strade da te indicate in bicicletta. Davvero...
Obormotmain Scrivi il tuo commento qui….