Credo che narrazione, design, tecnologia e media differenti possano coesistere.
Il mio lavoro è far si che questo accada.
Questo è il posto dove condivido note, idee, lavori in corso. Tutti i giorni.
...o quasi.

A complicated life

30 April 2008 | 1 Commento

Sono giorni duri, divertenti, impegnativi, nervosi e rilassati.

Giorni che mi mettono continuamente alla prova.

Mi sono travestito in una spugna che apprende ogni cosa le capiti sotto mano, ma anche in un acuto e silenzioso osservatore.

Ho visto, sentito e letto tante cose. Alcune imbarazzanti, altre deliranti, altre apprezzabili, altre allucinanti.

Ho scoperto nuovi amici. Ne ho confermati altri, mentre ho cancellato qualcuno dalla mia personale lista delle affinità.

Sono stato avvertito, consigliato, ignorato, disprezzato, criticato, invidiato, disapprovato, amato e lodato.

Ho avuto soddisfazioni e delusioni.

Ho dormito poco.

Ho riflettuto molto e ho capito che questa è la vita e non vale la pena prendersela e che la cosa più bella è poter essere ancora qui a raccontarvi quanto la mia felicità stia facendo scivolare tutto.

Sono illeso, sappiatelo…e continuo ad andare avanti.


In loving memory: 25 aprile 1945

25 April 2008 | 2 Commenti

“Un’adunata spontanea e collettiva: un movimento di popolo, una iniziativa di popolo”: così definisce Calamandrei la Resistenza. Non solo quindi una guerra di volontari. E questo moto popolare sbocciò subito, alla notizia dell’armistizio dell’8 settembre, malgrado l’ignavia e il criminale disinteresse per il popolo e per l’esercito manifestati dal governo Badoglio e dalla monarchia complice del fascismo.

Già il 9 settembre a Porta S. Paolo a Roma, popolo e granatieri di Sardegna combattono (e muoiono) affrontando i paracadutisti tedeschi. La divisione Acqui a Cefalonia vota la resistenza all’ordine di resa emesso dal comando germanico, combatte per una settimana, viene massacrata (oltre 6.000 fucilati dopo la resa) mentre le divisioni Venezia e Taurinense in Jugoslavia costituiscono la divisione partigiana “Garibaldi” che combatterà sino alla fine della guerra con la resistenza jugoslava.

Truppe italiane e popolo combatterono a Barletta, a Lanciano, a Matera, in Corsica con i francesi, a Piombino e in tante altre località mentre Napoli insorge e, solo con la forza disperata dei suoi abitanti, si libera dall’esercito tedesco che aveva progettato una resistenza ad oltranza nello stesso tessuto urbano. E’ la prima grande città europea che si libera da sé (27-30 settembre 1943) quando l’esercito nazista domina ancora, dalla Norvegia al Garigliano, dalla costa normanna all’Ucraina, comprese Grecia e penisola balcanica. La prima divisione partigiana (patrioti della Maiella) in Italia si costituisce in Abruzzo a ridosso della linea Gustav, disposta dai tedeschi tra il Garigliano e l’Adriatico a sud di Pescara.

Naturalmente procedendo verso il nord la Resistenza italiana assume aspetti sempre più articolati e coinvolgenti con il passare dei mesi e con una sempre più capillare organizzazione. Si è detto “iniziativa di popolo”. Non può essere diversamente poiché un esercito alla macchia che nell’estate 1944 verrà a coinvolgere oltre 200.000 “ribelli” e un numero di formazioni partigiane tra le 100 e le 150, non può sopravvivere neppure una settimana senza la partecipazione e il sostegno della popolazione che per questo scontò rappresaglie, deportazioni, massacri di civili inermi.

Fu un esercito di popolo, ma anche un esercito politico cioè improntato da scelte di carattere ideologico, magari confuse nella mente dei più giovani che avevano solo ricevuto l’educazione del ventennio, ma significativamente orientate dai vari commissari, dai più anziani ed esperti che avevano vissuto la lotta politica nei primi decenni del secolo o scontato la galera fascista o partecipato alla difesa della repubblica spagnola. E questo esercito non si limitò alle azioni belliche di sabotaggio delle comunicazioni, di attacco ai presidi fascisti o nazisti, ma costituì – fatto che ha del prodigio – il nucleo democratico attorno al quale si costituirono le prime giunte comunali, le prime espressioni di autogoverno nelle quali, per la prima volta in Italia, trovarono spazio anche le donne. Del resto le donne non furono assenti dalla lotta partigiana, ma presenti come staffette di collegamento e di supporto, come infermiere, come tutrici di ricercati, di ebrei, di perseguitati e in molti casi furono le donne stesse combattenti. Su queste basi fu possibile nell’estate del ’44 la costituzione di vaste areee libere, le cosiddette repubbliche partigiane: le valli piemontesi, Torriglia nell’appennino ligure, le Langhe, Montefiorino nell’appennino modenese, la Carnia, la cosiddetta repubblica della Val d’ Ossola, il Cansiglio e il Grappa. Furono zone ove si esercitarono le prime forme di autogoverno e persino in qualche caso, le elezioni democratiche.

Tutto questo fu possibile solo con la partecipazione di popolo e con la totale delegittimazione non solo dell’occupante nazista ma di quella sedicente repubblica sociale che il residuo fascismo di guerra aveva instaurato con il permesso dell’esercito tedesco. E’ per questo che neghiamo a quel regime ogni dignità rappresentativa. L’autorità di quel regime promanava solo dalle concessioni dell’occupante che, autonomamente, aveva già disposto l’amputazione di parte del territorio italiano, coatuendo con l’alpenvorland, comprendente le province di Belluno, Trento e Bolzano, una nuova regione germanica inglobata nel Tirolo e con l’Adriatiesche Kustenland comprendente oltre l’Istriae la Slovenia le province di Trieste, di Gorizia e di Udine un’altra regione germanica inglobata nella Carinzia austriaca. La repubblica di Mussolini accettò senza discutere mai i nuovi confini italiani e in tutti quei territori venne a mancare da subito, ogni parvenza di autorità legale italiana. Di quale mai difesa della patria potè mai fregiarsi la repubblica di Mussolini ?

Le forze armate che la R.S.I. riuscì, col permesso tedesco, a costituire , non furono mai, dico mai, impiegate contro i “nemici” eserciti anglo-americani che risalivano la penisola se si eccettua una breve permanenza del battaglione Barbarigo della X Mas sul fronte di Anzio e una poco più che simbolica comparsa di qualche reparto della “Monterosa” in Garfagnana negli ultimi giorni di guerra, contro il contingente brasiliano.

Tutte le forze militari e tutte le famigerate polizie autonome (bande Koch, Carità ecc., legione Muti, brigate nere, X Mas, Guardia repubblicana) ebbero solo e unicamente il compito di contrastare i partigiani, di eseguire rappresaglie in concorso con le SS tedesche, con ausiliari di varia provenienza etnica, di allestire campi di detenzione, di praticare la tortura sistematicamente, di cacciare e deportare ebrei. Rifiutiamo a loro il titolo di combattenti come si è tentato di fare recentemente da parte di esponenti parlamentari di destra e quindi nessuna equiparazione ai partigiani della Resistenza è mai possibile. La pacificazione è un processo politico che risale ormai a 60 anni fa, ad opera esclusiva della Resistenza che dopo 20 mesi di lotta durissima – nel cui computo vanno sempre ricordate anche le stragi naziste di inermi cittadini (Marzabotto, Civitella in Val di Chiana, S. Anna di Stazzema, padule di Fucecchio, Castello di Godego, Colle della Benedicta, Boves ecc. ecc.) – riuscì con l’insurrezionepopolare a liberare le città del Nord prima dell’arrivo alleato e a difendere e a salvare le fabbriche, le centrali elettriche, gli stessi porti di Genova e di Venezia.

La Resistenza ebbe infine l’altissimo merito di aver reso possibile la rapida ricostruzione del paese, avviata una rinascita politica con l’istituzione della Repubblica e l’elaborazione di una avanzata , democratica Costituzione. Tutte le forze politiche che avevano contribuito alla resistenza, da quelle marxiste social-comuniste alle forze laiche e risorgimentali repubblicane ed azioniste, dalle forze di ispirazione cattolica a quelle liberali, si ritrovarono nella Carta Costituzionale approvata, dopo oltre un anno di discussioni aperte e democratiche, quasi all’unanimità (453 sì e solo 62 no nonostante la già avvenuta distinzione tra una maggioranza governativa e una minoranza di opposizione).

Difendere quella Carta e con essa il valore della Resistenza è oggi un imperativo morale prima che politico

Francesco Scattolin


Current Italy is coming…

24 April 2008 | 5 Commenti

Qui c’è molto da fare. Noi stiamo cercando di farlo al meglio delle nostre possibilità. Stiamo preparando tutto il necessario per permettere a chiunque, senza distinzione alcuna, di diventare parte del processo di generazione e distribuzione di contenuti sul Web, ma sopratutto in TV in un modo che in Italia non si era mai visto.
Nel frattempo ieri sera mi sono preso una pausa in un ambiente rilassante e amichevole come quello di Como. Bella serata, ma arrivato a casa sono letteralmente crollato.


Viaggio a New York

20 April 2008 | 15 Commenti

Per motivi che non vi sto qui a spiegare io e Sonia abbiamo ricevuto due biglietti aerei a/r (aperti) per New York. L’unica limitazione è che questi due biglietti devono essere utilizzati entro maggio prossimo.

Sto scrivendo questo post perchè, come successo in passato, i vostri consigli e le vostre dritte sui viaggi mi sono tornati davvero utili. Partendo dal presupposto che non sono mai stato negli Stati Uniti, questa volta il problema è ancora più serio.

Come tutti sappiamo i consigli affidabili in questi casi sono il miglior approccio ad un viaggio. Ecco perchè di tanto in tanto faccio un uso improprio di questo blog per chiedervi aiuto.

Guide, siti e riviste a parte vorrei dei consigli sulla città: quando partire? dove dormire? dove e cosa mangiare? cosa vedere uscendo dai “classici” giri turistici per andare a sbirciare un po’ di vera newyorkesità. Insomma, il rischio per me in questo caso è di perdermi mentalmente tra le mille offerte che questa città offre. Per questo motivo vi chiedo aiuto. So che tra di voi ci sono “esperti” della grande mela, perciò fatevi avanti please! Non so davvero da dove partire.

Ovviamente ho dei limiti in questo senso: non credo di poter rimanere più di 10 giorni ed il mio budget non è da Hotel Palace :) .

Per il resto prenderò in considerazione qualunque consiglio, quindi fatevi sotto!


Current Italy: il vero motivo per cui mancherò al barcamp

18 April 2008 | 15 Commenti

Ho aspettato a rendere nota la notizia per scaramanzia, ma ora è ufficiale. Sono ufficialmente un dipendente di Current Italy.  Insieme a Livia mi occuperò dell’Online, una parte davvero consistente della filosofia Current.

Come molti di voi sanno, l’8 Maggio inizieranno le trasmissioni su Sky al canale 130. Per questo motivo  il lavoro da fare fino ad allora sarà davvero tanto e tutto deve essere pronto in tempo (anche perchè il 9 avremo Al Gore in ufficio).

Per questo motivo mi toccherà seguire il MateraCamp da lontano, ma sarò lì con il cuore.

Questo progetto però è stupendo. Il team è fantastico. Gli studi sono eccezionali. Il “capo” è un genio. Per me un punto di partenza davvero importante ed io sono orgoglioso di farne parte.

Per quanto riguarda voi blogger, sappiate che presto vi verrà data la possibilità di diventare davvero attori protagonisti di un processo di democratizzazione dell’informazione in un contesto mass-mediatico nazionale vecchio e logorato. Per la prima volta la TV “vera” la farete veramente voi perciò sappiate che diventerete realmente parte attiva di un processo di generazione e diffusione dei contenuti che mai si era visto in Italia fino ad ora.

Ci sono un sacco di sorprese che stiamo preparando e che sono sicuro faranno piacere a tutti coloro che la rete la vivono con la mia stessa intensità. Per ora però non vi svelo nulla. ;)

Rimanete in ascolto e se volete approfondire qualcosa di più su Current guardatevi questo video sul momentaneo sito italiano.


Il sorpasso

11 April 2008 | 3 Commenti

I kilometri che dividono Potenza da Rivello non sono tanti e se percorsi ad una velocità moderata ci si impiega un’ora e qualche minuto. Così ieri dopo due inizitive in città ed un comizio con il sindaco di Potenza divisi in due macchine ce ne siamo andati a Rivello per chiudere la campagna elettorale con un comizio in vecchio stile. In una macchina Elisabetta (Zamparutti), Sergio (D’elia) e Roberto (Speranza), nell’altra Enrico, Luigi ed Io. La Basilicata presa dal lato occidentale si intreccia con la Campania e allunga le mani alla Calabria per poi rientrare in se stessa. Rivello è un paesino di poche anime, ed ancor meno elettori, e dove una lunga e sana tradizione socialista ha accompagnato questo piccolo borgo a cavallo dei due secoli. In Basilicata sono tanti i posti dove la buona e la bella politica si è fatta e si continua a fare, la politica fatta di cose concrete, di azioni piccole me necessarie ed utili. La politica umile e mai aggressiva, quella che avvicina le persone e che le ascolta. Sono convinto che Elisabetta e Sergio torneranno a Roma con in testa il belvedere di Rivello, con la sua bellezza mozzafiato. Io torno a casa con la cosapevolezza che questa mia regione ha dentro di se una bellezza unica ed un sorriso che neanche il mare sa di avere. E la bontà della sua gente, la saggezza e la schietezza dei suo modi e la semplicità della sua vita sono cose che non hanno prezzo e non hanno paragone. I sogni. le speranze, le aspettative, le attese che si incontrano nelle piazze lucane e che si incorciano con il Partito democratico mi danno ancora una volta in più la sensazione che questo modo di vivere, questo modo politico di vivere così appasionato, tenace, deciso, concreto è davvero uno dei modi migliori per riempire degnamente una vita, che fa sentire vivi.Mancano poche ore all’apertura dei seggi e manca davvero poco al sorpasso definitivo della Pdl. I sondaggi non sono disponibili ma qualche voce amica ci fa capire che è possibile la rimonta ed il sorpasso. meno2? meno4? Quanti punti di disitanza? Domenica e lunedì siate coraggiosi, girate pagina e scommettete sul Partito Democratico e su Walter Veltroni. La competizione è tra questi due leader, ogni voto che non va al Pd va a rafforzare il principale esponente dello schieramento a noi avverso. Siate saggi. [...]

via Sergio Ragone

Non mi va di aggiungere niente a queste splendide parole e a questa splendida storia. Chi vuole però può guardare cosa è successo a Matera durante la visita di Walter. Mi hanno raccontato che c’era più gente che alla festa patronale.

Siate coraggiosi. Voltate pagina.


On the road

8 April 2008 | 6 Commenti

Quello che mi sta capitando questi giorni è strano. Non ricordo di essere mai stato così. Soprattutto emotivamente. L’ansia e la paura di perdere un occasione importante mi sta portando ad un po’ di malessere emotivo. E’ strano visto che molti lo definirebbero solo un lavoro. Un lavoro che personalmente aspetto da molto tempo.

Ed ora è lì. E’ come un treno che non passava più ormai da anni e che ora è lì di fronte a me.

Vorrei salirci su ed assaporare il gusto di quel viaggio. Vorrei poter gustare la compagnia, il paesaggio e l’avventura, consapevole che tutto quello che passa non sarà passato invano, ma ora mi tocca attendere sperando di non peggiorare tutto con quest’ansia che esce fuori solo nelle occasioni importanti.

Attendo.


MuxTape: musica d’altri tempi

4 April 2008 | 1 Commento

Devo ammettere che adoro questo servizio. Lo adoro per la sua semplicità d’uso. Lo adoro perchè per caricare una canzone perdo quasi lo stesso tempo che impiegavo anni fa a registrarmi le cassette dalla radio sul vecchio (ma sempre affascinante) Pioneer fine anni ’70 di mio padre. Lo adoro perchè mi limita la selezione e quindi mi impone di scegliere con attenzione. Lo adoro perchè ha quella gran cassetta da ’120 come logo che tanto mi fa tornare in mente la musica che passava nella vecchia Ford Escort di papà quando d’estate tornavamo da Montescaglioso e di sera attraversavamo i banchi di lucciole che ci illuminavano il cammino verso Matera. E l’aria era calda, i finestrini abbassati ed il suono della Ford s’immischiava con quello dei grilli e delle cicale. Dallo stereo uscivano molto spesso i Pink Floyd o Phil Collins. E mai come ora mi manca quella Ford, quelle cassette e la chitarra di Gilmour gracchiante che si estedeva lungo i campi di grano arsi dal sole cocente del Sud e dagli accendini dei contadini impazienti di riseminare.

La mia cassetta ha due lati e in quei due lati c’è un passato ed un futuro. Un amore verso ciò che è stato tanto tempo fa ed un amore verso quello che è il mio presente musicale. Che la musica bisogna amarla.