Credo che narrazione, design, tecnologia e media differenti possano coesistere.
Il mio lavoro è far si che questo accada.
Questo è il posto dove condivido note, idee, lavori in corso. Tutti i giorni.
...o quasi.

Dalla Seconda Repubblica alla Repubblica 2.0

21 February 2010 | 3 Commenti

Tornare a parlare nella propria città è sempre qualcosa di magico. Avere un pubblico che senti tuo, che non senti “pubblico”, ma che senti parte stessa di te è qualcosa di inappagabile.
Questa volta sono tornato a parlare dei temi “miei” grazie all’invito della lista civica “Matera a 5 stelle“, in cui molti amici ci stanno credendo, mettendoci anima e corpo. L’ho fatto con lo stesso spirito con cui ho partecipato (sempre su invito) alla festa dei giovani democratici a Metaponto nel 2007.
Cedo che soprattutto nei piccoli comuni, contino le idee e le persone, meno i partiti o i movimenti.
Per questo sono stato contento di dare il mio contributo per la lista civica materana che fa capo a Beppe Grillo (movimento nazionale che non adoro particolarmente), ma che localmente trova esponenti e giovani capaci e volenterosi.
Sono stato invitato a parlare di connettività. Io ho deciso di parlare di “ferrovie” e di “case di vetro”.
Perchè? Cosa c’entrano le ferrovie e le case di vetro con la connettività? E’ presto detto. Di seguito le mie slide condivise su slideshare. A breve arriveranno anche i video.
Come amo dire, dovremmo passare dalla seconda Repubblica alla Repubblica 2.0. In questo movimento maternao ci sono tutti i presupposti per farlo.
Buona campagna elettorale a tutti.

Il video dell’incontro arriverà a breve.


La nota storta

22 December 2009 | 2 Commenti

Lunedì 28 dicembre 2009 alle ore 21.00 partecipa in diretta web alla puntata pilota di una nuova serie di programmi dedicati all’approfondimento delle notizie e fatti locali: la nota storta. Ospiti in studio, collegamenti via chat, interventi e servizi esterni con i testimoni ed i protagonisti della vita pubblica lucana.

In questa prima puntata il blogger HB ospita in studio Roberto Cifarelli, presidente del Parco della Murgia Materana ed elemento di rilievo della vita politica del centro-sinistra lucano. Che tu sia un fuori-sede o uno stanziale invia le tue domande a Materatown, oppure partecipa in diretta tramite la finestra chat mentre guardi il programma collegandoti al sito www.lanotastorta.info

Il formato della trasmissione prevede l’incontro dal tono informale, tra un blogger ed un protagonista della vita pubblica, politica, culturale del territorio di riferimento (materano e lucano). In circa 30 minuti il blogger materano HB (www.hyperbros.com) intervista e commenta, insieme all’ospite in studio ed ai commentatori collegati via Skype, i fatti di stringente attualità ripresi dalla rete internet nei vari blog, social network e siti di informazione consentendo agli utenti connessi di interagire col personaggio ospitato.

COME SEGUIRE IL PROGRAMMA IN DIRETTA? Per seguire il programma, basta collegarsi all’indirizzo del sito www.lanotastorta.info alle ore 21.00 di ogni lunedì. Col passare delle settimane, in una apposita sezione dello stesso, saranno archiviate le varie puntate del programma, per una fruizione in modalità on- demand, consentendo ai visitatori di inviare commenti in formato testuale.


Amanti

22 December 2009 | 4 Commenti

Sto per partire ed in mano ho un biglietto di sola andata.
Mi sposto verso Sud, dopo quasi 9 anni.
Sarà strano tornare, come sempre ho fatto in questi periodi, sapendo di prendere una pausa da questa parte d’Italia così…diversa.
Oggi, tra l’altro, ho tenuto l’ultima lezione del mio corso di Cultura dei Nuovi Media allo IED di Torino. Anche questo bellissimo modo per continuare a portarmi dentro un’altra splendida città che ho amato e che amo, è arrivato al suo epilogo. E Torino, negli ultimi due anni non l’ho mai lasciata per davvero.
Di fatto, mi rendo conto quasi d’improvviso, e sicuramente non del tutto, che sto lasciando tutto questo in un modo brusco, veloce, non interiorizzato abbastanza.
Queste due città, Torino e Milano, mi hanno insegnato tanto, non c’è dubbio. Mi hanno fatto crescere, mi hanno fatto vedere il mondo che non avevo mai visto. Mi hanno fatto conoscere il bene e il male, la bellezza, l’austerità, la modernità, la frenesia, la follia, l’arte, l’impegno, la passione, il sudore, l’orgolgio, l’ambizione.
Per me però, devo dirlo, sono sempre state solo delle amanti. E non me ne vogliano per questo.
La prima, austera, silenziosa, delicata, gentile, accogliente e soprattutto bella. Bellissima. Con un fascino unico al mondo, di quelli che ti innamori subito e che, comunque vada, porterai per sempre nel cuore.
La seconda più bruttina certo, ma capace di pigliarti per le palle quando serve. Curata, energica, libera, moderna, viaggiatrice, mondana, cazzuta, un po’ pallida, ma con il sangue cocente nelle vene, viziata, con i tacchi alti, il rossetto e l’aria di quella che ti devi consquistare con la forza.
La mia sposa però, che di tanto in tanto andavo a trovare, non se l’è presa poi così a male. Ha capito. In fondo non sono stato il primo che l’ha tradita. Eppure torno ora più vicino di quanto lei non creda. Mi vedrà più spesso e si sa, la lontananza in amore può fare molto bene.
A me ha fatto bene, forse fin troppo.

Un signore che sto amando tantissimo in quest’ ultimo periodo e che proprio oggi, dopo anni, rileggevo in treno, mi ha regalato una meravigliosa verità. Ironia della sorte lo ha fatto sulla tratta Torino-Milano, in un paesaggio fiabesco, imbiancato, silenzioso, morbido, davvero nordico, che lascio ai miei ricordi come mille altre esperienze, mille altre facce, abbracci, amori, amici, paesaggi, ricordi di questi ultimi 9 anni.

“D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.”

Di questa frase faccio tesoro.
Nel frattempo saluto le mie amanti.
Non è un addio. E’ un arrivederci.
Gli amori, se pur passeggeri, te li porti dentro finché non ne senti la mancanza.


Biografia di uno sguardo

16 June 2009 | Commenta

Pochi sanno che Henri Cartier-Bresson, il famoso fotografo francese ha fatto ben due viaggi in Lucania: il primo nel 1951-52, il secondo vent’ anni dopo.
Molti miei concittadini hanno sicuramente ben presente alcuni dei suoi scatti, segno indelebile di un passato non così remoto che accompagna il nostro essere orgogliosamente lucani. Cartier-Bresson ha vissuto, osservato e impresso per sempre, quello che molti ricordano essere il periodo più tumultuoso della recente storia lucana, quello delle agitazioni contadine per l’assegnazione dei latifondi, lo stesso che anticiperà la rivoluzione del modernismo consumista che inevitabilmente invaderà, anche se più tardi, queste terre lontane dal mondo. E’ proprio qui che Cartier-Bresson coglie il grande contrasto sociale, culturale e generazionale che ha investito questa terra da metà del ’900 in poi.
Terra di contrasti affascinanti, di orgoglio contadino e paradossi spesso esaltati dalle vicende storiche:

Era un giorno dell’ estate 1952 e il sole alto sullo zenith di Scanzano, un centro agricolo del Materano, faceva la piana ampia e tersa; una grande folla ondeggiava fra bandiere e cartelli davanti a un palco. Lì, attorniato da burocrati e carabinieri, Amintore Fanfani assegnava le terre dei latifondi divisi. La Leika di Cartier Bresson ha fissato, di quella cerimonia, un’ immagine curiosa: un nuovo assegnatario saluta il ministro democristiano, dispensatore di poderi, con la destra alzata, romanamente. Come dire, parafrasando il titolo del libro di Carlo Levi, anche la storia s’ era fermata a Eboli.

Ma cosa trovò di particolare in Lucania Cartier Bresson?
Lo racconta Mario Quesada in un articolo su Repubblica del 15 settembre 1990:

Una città come Matera, corrosa dal vento e dal sole, fatta di piccole case di antri e d’ improvvisi campanili barocchi. La città dei Sassi, dove Giovanni Pascoli aveva abitato felice ma pensoso, ricordandola poi con un velo di poesia e di malinconia, non era cambiata nei primi cinquant’ anni di questo secolo e nelle fotografie ora pubblicate appare simile ad un castello di sabbia gocciolata dalle dita di un bambino sulla riva del mare. Tuttavia, negli scugnizzi, nei vecchi vestiti di nero, nei panni stesi alle canne tra i vicoli malsani s’ avverte qualcosa d’ irrisolvibile, di definitivamente depauperato. La tragedia rende immobili i volti che guardano l’ obiettivo come antefisse etrusche, contrapponendo al destino soltanto rassegnazione. Spesso l’ ha detto lo stesso autore il caso portava la macchina fotografica su scene involontariamente comiche come quella del saluto fascista o l’ altra in cui un vecchio accigliato e impietrito sta vicino a un’ edicola con bene in vista Grand Hotel, Bolero Film, Novella, Eva, cioè la più discutibile stampa d’ evasione. Nel 1972-73, al secondo viaggio, quando per la scoperta del metano nella valle del Basento la regione sperava nel decollo, Cartier Bresson fotografa la convivenza dei vecchi comportamenti con le nuove mode e con il consumismo che, s’ intuisce dal reportage, porterà con sé effetti devastanti. Le immagini più belle ed agghiaccianti di questo gruppo sono quelle con grandi e piccoli uomini politici intenti a distribuire favori con sulle facce la smorfia del potere.

Un segno indelebile di quel passato in grado di modellare in maniera così netta e distinta le sorti un popolo. Una segno in grado di descrivere come pochi altri sono riusciti a fare, il passato umile e fiero della mia terra, ma anche lo speciale sentimento della condizione umana, rimasta attardata nel trascorrere del tempo. Un viaggio per Matera guidato dalla suggestione prodotta dall’amicizia con Carlo Levi e con il poeta Rocco Scotellaro, immerso nella severa capitale culturale e morale della Lucania e nei paesi attorno che hanno nomi di antichi eremitaggi: Aliano, Craco, Pisticci, Stigliano, Rionero. Tutto vissuto e raccontato attraverso l’obiettivo indulgente e sincero di un maestro di questa imperitura arte dell’immagine.

Sul sito della Magnum Photos è possibile vedere alcuni degli scatti del fotografo francese e non solo.
Questa invece è la raccolta fotografica che ripercorre il viaggio di Henri Cartier-Bresson.


Capitolo 3: la definitiva conferma di un successo

22 April 2009 | Commenta

Per via del poco tempo a disposizione e dei problemi tecnici del blog (che sono tutt’ora in via di definizione), non ho potutto scrivere nulla a proposito del Materacamp.

In realtà non saprei neanche cosa scrivere visto che è già sulla bocca di tutti (turchi compresi). E’ inutile che vi dica che in concomitanza con il Camp si terrà il raduno nazionale dei Venditori Powersellers di eBay, così come è inutile che vi parli dell’enorme sforzo che anche quest’anno l’organizzazione ci sta mettendo.

Io sono fuori, nel senso che non potrò essere fisicamente lì quel giorno e non ho potuto aiutare nell’organizzazione. Questo da una parte mi rattrista, dall’altra mi fa molto contento.

Inutile parlarvi dell’importanza di avere un evento sui temi della tecnologia come mezzo per veicolare lo sviluppo economico proprio in quella città, in quelle zone d’Italia che molti pare si siano dimenticati.

A distanza di tre anni dal primo Camp materano, primo del sud, primo in consesi e primo in passione dedicataci ( per mille motivi che non vi sto qui ad elencare ) si è riusciti in quella cittadina dispersa tra le distese di roccia bruciata e campi di grano, a mettere in piedi qualcosa di cui la città inizia a sentire il bisogno e, come è giusto che sia, ogni anno si riesce ad ottenere sempre più successo e riconoscimenti.

Questo per me si chiama successo. Della città inannzitutto e poi degli organizzatori dei tre Camp. Io sono molto orgoglioso di questo e lo dovrebbero essere tutti quelli che con me e dopo di me si sono prodigati affinchè si arrivasse a tanto. In fondo per me questa missione è “terminata” già da un po’. La definitiva conferma del successo di riscontri che continua ad avere il materacamp non può che farmi pensare che con o senza di me un filone di eventi di successo è stato avviato. I miei obiettivi ora sono altri. Ho in mente altre cose per la mia città, magari più grandi e capaci di dare finalmente il giusto riconoscimento ad una perla di estremo valore che il cuore del centro sud italia custodisce silenzioso da millenni.


Memorie d’attualità

26 March 2009 | Commenta

Mio padre mi segnala un suo album su Flickr in cui ha raccolto vecchie foto di manifestazioni degli anni ’70 a Matera. Ho trovato i messaggi sui quei cartelli di un’attualità impressionante.


Il pane di Matera è ufficialmente DOP

13 October 2008 | 1 Commento

L’8 ottobre, l’Unione europea ha riconosciuto il marchio Dop, la Denominazione di origine protetta, al pane di Matera (già IGP, indicazione geografica protetta).

La speranza è che si inizi la produzione e la commercializzazione sui mercati italiani ed internazionali creando a Matera un idustria del Pane come quella Altamurana (che ricordo nulla ha a che vedere con la produzione lucana di pane).

Post doveroso.


Google mette online l’archivio dei vecchi quotidiani

9 September 2008 | 1 Commento

Grazie ad un accordo con ProQuest e Heritage, Google ha iniziato a mettere online l’archivio dei vecchi quotidiani digitalizzando milioni di pagine.

Ho iniziato a guardare qualcosa e non vedo l’ora che venga ampliato il tutto. Nel frattempo ho trovato questo articolo di Frank Bruni sul New York Times dell’11 novembre 2005 molto interessante (e che riporto qui solo per una miapersonale modalità di archiviazione).

The gates of old Jerusalem rise high and pale yellow above the millenniums-old dwellings here, and the door to the room of the Last Supper is almost as easily spotted, thanks to a padlock that keeps the curious at bay.

But the precise location of Jesus’ dying moments is trickier to pinpoint, and as Serafino Paternoster searched for it this afternoon, he tried to spot signs of the cross.

Should he heed the scattered red paint marks in the scrubby, wild grass?

Or the metal screw, perhaps an anchor for something heavy, that poked out of the flinty, chalky soil?

”Maybe this is where the crucifixion is,” Mr. Paternoster said as he bent down to examine the shiny object. He was sure he was getting close.

A stickler might point out that he was more than a bit off course — in the wrong part of the world, in fact.

But if Mr. Paternoster and other residents of this remote southern Italian city seem at times to lose sight of that distinction, it is understandable. A succession of moviemakers have convinced them that Matera is almost as much like biblical environs as anything in the turbulent Middle East: a headache-free Holy Land.

Mel Gibson is here now, using the craggy landscape and rudimentary stone dwellings, known as ”sassi,” as sets for ”The Passion,” a movie he is directing about the last 12 hours in Jesus’ life. The tour that Mr. Paternoster provided was of various locations, structures and props for the film.

But Mr. Gibson is not the first to divine something biblical in Matera. In the early 1960′s, the Italian director Pier Paolo Pasolini shot ”The Gospel According to St. Matthew” here. In the mid-1980′s, the American actor Richard Gere came to Matera to play the title role in ”King David.”

So when Mr. Gibson swooped down early this month with a crew of hundreds, no one here was the least bit surprised.

”There’s a lot in common with old Jerusalem,” said Mayor Michele Porcari, who conceded that he had not actually seen Jerusalem, at least outside of movies. But, he added, ”the sassi are like one would imagine Jerusalem would be.”

By now, Matera’s residents are well versed in the clues that the Bible is coming to life. Facial hair sprouts more copiously than it usually does, as the local men hired as extras try to get in sync with a less barbered era.

”During ‘King David,’ everybody wore a beard,” said Nicola Bianco, 37, a waiter at Trattoria Lucana, where Mr. Gibson has eaten several meals. ”They asked people to grow them out, and now they’re doing it again.”

Tattered wool robes, dirty rags and ratty sandals have made a fashion comeback. At the movie set early this evening, dozens of people were dressed that way, like refugees from a low-rent Christmas pageant.

Several of them took note of the chill in the air and complained that biblical garb was not terribly insulating. Even so, they brimmed with excitement.

Ferdinando Irene, 29, a local salesman, stretched out his right arm as he delivered the heady news that he was in the running to be a ”hand double” for the crucified Jesus.

”They saw my hand,” Mr. Irene said, examining it with newfound respect, ”and they just called me over. They even took photos.”

Some of the stone dwellings in the old part of Matera, a farming and furniture-making city of about 55,000 people in the arch of Italy’s boot, date back to before Jesus’s time. They are more or less carved from the limestone of a steep slope on one side of a deep gorge, and their pale beige hue is not unlike that of Jerusalem stone.

The Rev. Jerome Murphy-O’Connor, author of ”The Holy Land: an Archaeological Guide,” said that although he had never visited Matera, it was probably a perfectly suitable stand-in for old Jerusalem, which he said was not all that difficult to replicate.

”If you have stone buildings of one story with flat roofs, then you’re in Jerusalem,” said Father Murphy-O’Connor, who lives and works there.

Because of the danger, he said, few biblical movies are actually shot in Jerusalem. One that he said did a pitch-perfect job of evoking the landscape was ”The Gospel According to St. Matthew.”

Told that it was made in Matera, he exclaimed, ”The countryside looked quite similar to here!”

For Mr. Gibson, who is strongly Catholic, verisimilitude was important. He is shooting ”The Passion,” which stars the actor James Caviezel as Jesus, in ancient Aramaic, and has said he hopes the visual and visceral power of the story will mean that he will not have to add subtitles.

That archaic idiom has challenged some of the 1,500 Matera residents working as extras.

”When Jesus passes, we say — what do we say?” Vincenzo Gatta, 35, a nursing home attendant, asked a fellow extra. ”Something like, ‘Ala mamma my my.’ Something like that.”

”It’s not like we’re speaking it the whole day,” Mr. Gatta said. ”Plus, I’ve taken a little French and English.”

He was at a loss to explain what, exactly, was so biblical about Matera. So were other residents.

The mayor said there was surely something special about the quality of the Mediterranean light here, although he noted that the same light had attracted directors who used Matera as a substitute for Spain and northern Africa. Since Matera turns out to be something of a cinematic Rorschach, local officials want to start a commission to attract more filmmakers.

A man renting a house to Mr. Caviezel said that what Matera had was a preternatural sense of quiet, a spiritual intensity.

Adriano Farinola, 19, had a simpler hypothesis. ”These rocks are really old,” he said.