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	<title>Giovanni Calia &#187; google reader</title>
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	<description>Social Media and Transmedia Strategist</description>
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		<title>Il valore dell&#8217;informazione e del suo calesse</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 22:49:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Calia</dc:creator>
				<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[aggregatore]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Chi mi ha seguito su <a href="http://twitter.com/estragon">twitter</a>, su facebook e nel <a href="http://estrablog.net/2008/09/29/davide-contro-google/">post precedente</a> sa tutto: sono tornato in possesso del mio account di Google stasera alle 21:45, dopo 14 giorni di &#8220;astinenza&#8221;.</p>
<p>Dopo aver preso (giustamente) insulti a <a href="http://azureriver.blogspot.com/2008/09/ringraziamento.html">destra</a> e &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi mi ha seguito su <a href="http://twitter.com/estragon">twitter</a>, su facebook e nel <a href="http://estrablog.net/2008/09/29/davide-contro-google/">post precedente</a> sa tutto: sono tornato in possesso del mio account di Google stasera alle 21:45, dopo 14 giorni di &#8220;astinenza&#8221;.</p>
<p>Dopo aver preso (giustamente) insulti a <a href="http://azureriver.blogspot.com/2008/09/ringraziamento.html">destra</a> e a <a href="http://www.wolfstep.cc/post/52449316/non-pensavo-di-poterlo-dire-ma-sono-in-un-vicolo">manca</a>, devo però svelarvi una cosa.</p>
<p>Faccio una premessa che dovrebbe essere superflua a coloro che sono stati più attenti: il post precedente è stato pubblicato ben 13 giorni dopo aver perso l&#8217;accesso. C&#8217;è una chiara spiegazione per questo, ma andiamo con ordine.</p>
<p>La perdita della casella email non mi ha preoccupato per niente. Tutti i dati sensibili che mi riguardano sono back<em>u</em>ppati su più hard disk che tengo qui a Milano, ma anche al sicuro a Matera (in parte ho anche altri backup meno &#8220;sensibili&#8221; in <a href="http://www.webhostingbuzz.com/">dei server</a> negli stati uniti).</p>
<p>Per via del lavoro che faccio la sicurezza dei dati sensibili è una mia priorità, motivo per cui nella casella di posta non c&#8217;era assolutamente niente che avesse potuto rovinare i miei sonni. Forse, in parte, è anche per questa mia attenzione che faccio il lavoro che faccio, quindi vorri tranquillizzare tutti gli interessati. I dati aziendali che ho avuto in passato e di cui sono in possesso ora sono ben lungi dall&#8217;essere in una casella di posta gratuita senza troppe garanzie. Ovviamente uso username diversi e password più o meno diverse a seconda del tipo di servizio &#8220;sensibile&#8221; che sto usando.</p>
<p>Sia chiaro: fossi il responsabile di una persona così &#8220;leggera&#8221;, la licenzierei in tronco.</p>
<p>Qui arrivo al post &#8220;in ritardo&#8221; di 13 giorni.</p>
<p>Se sono passati tutti questi giorni dalla creazione di un post (cosa più facile del mondo per uno che ha un blog da 5 anni), è perchè in quei 13 giorni ho cercato il modo meno &#8220;infelice&#8221; per recuperare ciò che io ritengo così importante. Il fatto è che, aimè, ho potuto constatare come sia davvero difficile riuscire a contattare qualcuno dentro BigG, perciò una cosa che ritenevo molto più semplice, mi ha messo in difficoltà.</p>
<p>Constatata questa mia difficoltà ho iniziato ad attivare la rete di contati che avevo a disposizione, utilizzando anche alcuni Social Network che mi permettevano di trovare qualcuno che mi potesse segnalare una via da seguire.</p>
<p>Anche qui è stata dura. Ho rotto le scatole a diverse persone. La risposta alle mie mail di aiuto non è mai arrivata. Nel frattempo i giorni passavano e io continuavo a non poter accedere a quelle informazioni così vitali. Avevo appreso però che dovevo inventarmi qualcosa che poteva creare un po&#8217; di rumore. Se io non riuscivo ad andare da Google, dovevo far in modo che Google venisse da me. Così ho seguito un <a href="http://twitter.com/Axell/statuses/937317841">consiglio</a>.</p>
<p>A quel punto ho scritto il post, senza però abbandoanare le attività di mailing che continuavo a portare avanti. L&#8217;unica differenza era che avevo scritto un post in cui rimarcavo l&#8217;impossibilità di accedere alle mie informazioni a causa di un meccanismo che non funziona prevalentemente per via di un&#8217;attività di assistenza umana inesistente.</p>
<p>Questa volta, non so se per via del post o di cosa, la risposta all&#8217;ennesima mail è arrivata. E in fretta.</p>
<p>Morale della favola, sono riuscito a recuperare il mio account un trentina di ore dopo la pubblicazione del post.</p>
<p>Ciò che non sapete però è cosa dovevo assolutamente recuperare da quell&#8217;account e cosa mi ero dimenticato di proteggere in modo così preciso come tutte le altre informazioni che ritengo davvero rilevanti e fondamentali per me e per la mia azienda. Questo è stato un errore, ma l&#8217;ultimo backup non aveva degli aggiornamenti importanti e per via di un bel po&#8217; di cose da fare in ufficio, era stato un po&#8217; trascurato.</p>
<p>Ciò di cui sto parlando è un semplice file da pochi kb che in questo momento per me è di vitale importanza: l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/OPML">OPML</a> con la lista degli oltre 450 feed che leggo e che custodisco e gelosamente.</p>
<p>Agli occhi di qualcuno sommerso dalle richieste di assistenza, questa è una richiesta così banale da rischiare di non essere presa neanche in considerazione. E così è stato per 13 giorni, ovvero fino alla data di pubblicazione del mio post che da allora ha accompagnato una succinta mail di supporto.</p>
<p>Trovandomi spesso dall&#8217;altra parte, so che c&#8217;è differenza. Fortunatamente ha funzionato.</p>
<p>Sono sicuro che qualcuno continuerà a ritenere stupido tutto ciò considerando che è stato fatto tutto in funzione delle fonti inserite in uno dei servizi a cui l&#8217;account di Google dava accesso: l&#8217;aggregatore.</p>
<p>Personalmente ritengo che perdere quella lista avrebbe significato perdere oltre 5 anni di lavoro certosino, aver sprecato tempo e risorse inutilmente ed essere costretti a rifare tutto d&#8217;accapo, ma soprattutto avrebbe significato perdere un valore che ritengo importantissimo al giorno d&#8217;oggi.</p>
<p>Oggi più che mai sono convinto che la fonte delle informazioni sia molto più rilevante dell&#8217;informazione stessa, di cui la fonte è portatrice. Il valore, anche economico, delle fonti è molto più rilevante delle informzioni e per chi vive di informazioni, quel valore è notevole.</p>
<p>Ho ritenuto che mettere in scena questo piccolo siparietto sarebbe potuta essere cosa meno indolore. Così è stato.</p>
<p>Chiedo ovviamente scusa per la piccola &#8220;presa in giro generale&#8221;, ma vorrei comunque ribadire una cosa ai signori di Google. Sono passati 10 anni e siete cresciuti non poco, non fate l&#8217;errore di perdere la giusta direzione, ma soprattutto e cosa fondamentale, non dimenticate da dove venite.</p>
<p>A tal proposito il penultimo post di <a href="http://zambardino.blogautore.repubblica.it/">Vittorio Zambardino</a> contiene un monito riferito a tutt&#8217;altro ambiente, ma che credo sia universale e condivisibile anche in questo caso:</p>
<blockquote><p><em>Ai giornalisti che stanno pensando che tutto questo non li riguarda, dico che concordo se si pongono sul piano personale. Se invece parliamo del fenomeno sociale dissento forte: questo è il pubblico, sono quelli che ci danno da mangiare. Sapere come vivono è importante. Per saperlo c’è un solo modo: essere uno di loro.</em></p></blockquote>
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