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	<title>Giovanni Calia &#187; festa patronale</title>
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		<title>L&#8217;Italia s&#8217;è desta</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 01:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Calia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img src="http://calia.me/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-18-a-00.52.29.png" alt="" title="italia 150" width="379" height="315" class="alignright size-full wp-image-2369" /></p>
<p>Sono reduce da una bella giornata tinta dai colori della nostra bandiera e dall&#8217;azzurro del cielo di Matera che forse, clemente, ha voluto inneggiare anche lui per un giorno al colore dei Savoia. E&#8217; stato un giorno strano, che non &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://calia.me/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-18-a-00.52.29.png" alt="" title="italia 150" width="379" height="315" class="alignright size-full wp-image-2369" /></p>
<p>Sono reduce da una bella giornata tinta dai colori della nostra bandiera e dall&#8217;azzurro del cielo di Matera che forse, clemente, ha voluto inneggiare anche lui per un giorno al colore dei Savoia. E&#8217; stato un giorno strano, che non credevo potesse accogliere tanta partecipazione. Ho visto una città mossa dalla voglia di festeggiare una nazione in cui ancora ci si rispecchia nonostante, vista da qui, questa nazione appaia un po&#8217; strana.<br />
La partecipazione cittadina è stata straordinaria e girando per le vie del centro per tutto il giorno sembrava quasi si respirasse la stessa aria che si respira il giorno della festa patronale. Il che la dice lunga sull&#8217;approccio estremamente positivo che si è avuto nei confronti dell&#8217;evento.<br />
Sentivo la gente per strada parlare del discorso di Napolitano come qualcosa di alto che mancava da tempo dalle cronache politiche. Sentivo la gente orgogliosa del fatto che anche la sua città fosse rappresentata nella grande mostra sul risorgimento ospitata dalle <a href="http://www.officinegrandiriparazioni.it/">Officine Grandi Riparazioni</a> di Torino. Mostra che ospita quel grande simbolo che accomuna tutti i cittadini di questa terra: il <a href="http://www.guidematera.it/upload/IMG7700.jpg">carro trionfale della Festa della Bruna</a>, simbolo inoltre di un&#8217;antica tradizione di lavorazione della cartapesta<del datetime="2011-03-17T23:52:43+00:00">, tradizione che denota come già da secoli fa questa città recuperava e riutilizzava la carta destinata all&#8217;immondizia per produrre qualcosa che oggi chiamiamo arte.</del><br />
Tutti, o quasi, incuranti però che i loro avi, in questa stessa terra, combatterono al fianco di quelli che molti chiamano Briganti, ma che alcuni chiamano partigiani o eroi. Combatterono quel risorgimento contro un esercito di disperati dalle giubbe rosse che volevano liberarci dai Borboni usando omicidi, stupri, saccheggi e ogni altro tipo di violenza che oggi la storia italiana sta cercando di dimenticare.<br />
Quegli stessi discendenti dei Lombardi, Veneti, Piemontesi che con il sangue ci tolsero ai Borboni (con i quali poi stavamo tutto sommato bene), che oggi ci vengono ad insultare chiamandoci terroni e dicendoci che vogliono scindersi in virtù di una loro storia su un&#8217;ipotetica e inesistente patria padana.<br />
Ma tutto questo quella gente che ho visto in piazza forse non lo sa o forse, credo, pur sapendolo, ha accettato di guardarlo con occhi positivi facendo in modo che quei nostri caduti del risorgimento non avessero perso la vita invano. Facendo quindi in modo che, pur noi avendocela davvero un&#8217;identità circoscritta nei confini del Regno delle due Sicilie, abbandonassimo quella idea di nazione per abbracciare una nazione più grande. Per abbracciare cioè uno scopo più grande.<br />
E così abbiamo fatto, combattendo e morendo di lì a poco dalla parte di quella stessa bandiera che avevamo combattuto al fianco di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carmine_Crocco">Carmine Crocco</a>.<br />
Perchè quella bandiera l&#8217;abbiamo sentita subito nostra.<br />
La scena più bella di oggi però l&#8217;ho vista stamattina, quando dopo aver letto <a href="http://www.axellweb.com/viva-litalia/">un post</a>, sono uscito di casa e mi sono ritrovato di fronte ad un momento bellissimo.<br />
Ho visto la finestra del mio vicino di casa, un signore molto anziano, aprirsi e far uscire un tricolore. La cura e la tenerezza che questo signore ha messo nel sistemare la bandiera fuori dalla sua finestra è stata straordinaria, e nonostante il tremolio delle mani, gli acciacchi dell&#8217;età e la statura minuta che non permetteva all&#8217;anziano vicino di sporgersi per sistemare per bene la bandiera, costui è riuscito comunque a permettere alla bandiera di srotolarsi cadendo verso il basso, mostrando il tricolore nella sua interezza. Ma non la stava semplicemente srotolando. La stava riportando in vita, accarezzandola, proteggendola quasi da un sole che da tempo quella bandiera non vedeva. Come se fosse una vecchia compagna che aveva tenuto con se in casa per molto tempo. Una certezza che gli ha fatto compagnia in tutto questo tempo, durante la guerra, mentre i suoi figli crescevano, mentre sua moglie moriva, fino ad oggi, quando con dei movimenti lenti, ma precisi e teneri, ha voluto restituire a quella bandiera lo spazio e la vita che si meritava.<br />
E finita l&#8217;operazione di spiegamento, prima di tornare dentro, l&#8217;ho visto fermarsi per un attimo, come a volersi assicurare che potesse ancora sventolare alla prima brezza, convinto quasi che quello sventolio in qualche modo potesse dimostrargli che lei non era invecchiata e, anzi, che aveva solo bisogno del coraggio di qualcuno come lui per poter tornare in vita più forte e brillante che mai.<br />
Stasera, al mio ritorno a casa, quella bandiera non c&#8217;era più e mi piace pensare che l&#8217;abbia riposta con se in casa, al riparo dal freddo della notte, così che domani potesse mostrarla di nuovo al mondo dalla sua finestra, consapevole di non essere da solo perché chiunque passerà lì sotto, vedendo quella bandiera saprà che lì dentro potrà trovare qualcuno che condivide gli stessi valori, la stessa storia e le stesse emozioni per un paese bellissimo che meriterebbe di essere festeggiato ogni giorno così.</p>
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		<title>Il giorno più lungo</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 09:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Calia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://flickr.com/photos/hyperbros/94481242/in/set-72057594057970573/"><img style="vertical-align: middle; border: 0;" src="http://farm1.static.flickr.com/32/94481242_7b64122876.jpg" alt="" width="500" height="199" /></a></p>
<p>La festa (quest&#8217;anno <a href="http://estrablog.net/2008/06/24/la-nicoletti-spa-e-in-liquidazione/">amara</a>) in onore della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Madonna_della_Bruna">Madonna della Bruna</a> è alle porte. La festa patronale a lei dedicata si festeggia il 2 luglio di ogni anno da più di 600 anni.</p>
<p>Quest&#8217;anno, per la settima volta di fila, &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://flickr.com/photos/hyperbros/94481242/in/set-72057594057970573/"><img style="vertical-align: middle; border: 0;" src="http://farm1.static.flickr.com/32/94481242_7b64122876.jpg" alt="" width="500" height="199" /></a></p>
<p>La festa (quest&#8217;anno <a href="http://estrablog.net/2008/06/24/la-nicoletti-spa-e-in-liquidazione/">amara</a>) in onore della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Madonna_della_Bruna">Madonna della Bruna</a> è alle porte. La festa patronale a lei dedicata si festeggia il 2 luglio di ogni anno da più di 600 anni.</p>
<p>Quest&#8217;anno, per la settima volta di fila, purtroppo non ci sarò. Grazie a <a href="http://www.ilmiotg.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=7545&amp;Itemid=318" target="_blank">Videouno</a> però ci sarà la <a href="http://www.ilmiotg.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=7534&amp;Itemid=220" target="_blank">diretta web</a>. L’evento sarà ripreso con cinque telecamere broadcast coordinate da una regia mobile. Oltre a tre postazioni fisse poste su piattaforme aeree nei punti salienti per documentare il passaggio e la distruzione del Carro Trionfale. L’inizio del collegamento con Matera alle <strong>ore 19.00</strong>. Altro lo trovate sul sito di <a href="http://www.trmtv.it/livetv">TRM TV</a>. Per quanto riguarda &#8220;la coda lunga della Bruna&#8221;, come accade ormai da qualche anno, la quantità di materiale riversato sulle piattaforme di social networking più conosciute sarà enorme. In ogni caso tenete d&#8217;occhio <a href="http://www.luachanblog.com/">qualche</a> <a href="http://www.clarita.it/">materano</a> <a href="http://www.hyperbros.com/">DOC</a> oltre che gli amici di <a href="http://www.egghia.it/index.html">Egghia!</a> (che <a href="http://beppegrillo.meetup.com/159/messages/boards/thread/4966758">sostengo</a> fermamente sempre e comunque per mille motivi).</p>
<p>Se non avete mai avuto modo di vedere la festa, sono sicuro (a dir poco) che ne potreste rimanere assolutamente &#8220;colpiti&#8221;.</p>
<p>Ecco qualche nota curiosa a proposito della festa.</p>
<blockquote><p><strong>Le leggende legate alla venerazione</strong></p>
<p>Non chiare sono le origini della festa la cui storia, tramandata di generazione in generazione, si è arricchita col tempo di innumerevoli varianti. Una di queste favole racconta che una giovane e sconosciuta signora chiese ad un contadino di farla salire sul suo &#8220;tràino&#8221; per accompagnarla a Matera. Giunta alla periferia della città, nella zona dell&#8217;attuale Chiesa di Piccianello, scese dal carretto e chiese al contadino di portare un suo messaggio al Vescovo, in cui diceva di essere la Madre di Dio. Il Vescovo insieme al clero ed al popolo accorse subito ad accogliere la Vergine, e vi trovarono una statua; così la statua della Madonna fu fatta entrare in città su un carro trionfale addobbato.</p>
<p>L&#8217;origine della distruzione del Carro invece è narrata da un&#8217;altra leggenda, secondo la quale i Materani, per evitare che il quadro della Madonna fosse rubato e distrutto dai Saraceni, lo nascosero prima su un carretto e poi, messo in salvo il quadro, distrussero loro stessi il carretto pur di non far cadere le sacre immagini nelle mani di quegli infedeli.</p>
<p>Relativamente al nome &#8220;Madonna della Bruna&#8221; sono attribuite diverse ipotesi: la prima è che derivi dal termine medioevale &#8220;<em>bruna</em>&#8221; che era la corazza, la protezione dei cavalieri; altri invece sostengono che il nome derivi da &#8220;<em>Hebron</em>&#8220;, città della Giudea dove la Vergine si recò per la Visitazione a Santa Elisabetta; infine un&#8217;ultima ipotesi, meno accreditata, è che il nome derivi dal colore del viso della Vergine.</p>
<p>Gli inserimenti profani come il &#8220;<em>carro navalis</em>&#8221; e la sua violenta distruzione, affiancatisi col tempo all&#8217;intimità e solennità religiosa originaria, fanno di questa festa un evento interessante che affonda le sue radici in antichissime rappresentazioni che si tenevano in molti paesi del Mediterraneo; nella stessa cultura greca era ricorrente celebrare anche feste nuziali attraverso dei carri trionfali, delle &#8220;navi su ruote&#8221; riccamente decorate.</p>
<p>La statua della Madonna è ubicata all&#8217;interno di una teca nel transetto della Cattedrale a lei dedicata. Nella stessa Cattedrale un affresco che la raffigura, di scuola bizantina e risalente al XII secolo, si trova sull&#8217;altare sito all&#8217;ingresso della navata sinistra.</p>
<p><strong>La festa oggi</strong></p>
<p>La festa, in uno straordinario insieme di sacro e profano, inizia alle cinque del mattino con la <em>Processione dei Pastori</em>, con il quadro della Vergine portato in tutta la città ed annunciato da file di botti esplosi in segno di festa. In tarda mattinata la statua della Madonna viene portata in processione dalla Cattedrale alla parrocchia di Piccianello dall&#8217;Arcivescovo con tutto il clero al seguito. Sfilano inoltre per accompagnare la Vergine i &#8220;cavalieri&#8221; della Bruna.</p>
<p>Infine, il ben noto <em>Carro</em>. Il tradizionale carro è realizzato in cartapesta per essere montato sulla struttura motrice, ed è trainato da coppie di muli. Nella città l&#8217;arte della cartapesta è praticata da secoli, e tra i tanti maestri cartapestai si possono citare i Pentasuglia, gli Epifania, i Nicoletti, autori dei carri di tante edizioni. Il carro con la statua di Maria SS. della Bruna percorre le vie centrali della città, partendo nel tardo pomeriggio dalla parrocchia di Piccianello ed effettuando il percorso inverso rispetto alla processione della mattina; giunto in Cattedrale compie tre giri della piazza in segno di presa di possesso della città da parte della Protettrice, e subito dopo la statua della Madonna viene fatta scendere dal carro per essere deposta in Cattedrale; così inizia l&#8217;ultima parte del tragitto verso la centrale Piazza Vittorio Veneto dove il carro verrà assaltato e distrutto dalla folla.</p>
<p>Nella tumultuosa discesa verso la piazza, il carro è &#8220;scortato&#8221; dai cavalieri e da volontari che lo circondano per evitare che ragazzi impazienti lo distruggano prima dell&#8217;arrivo. Solitamente, il carro subisce la distruzione non appena arriva in corrispondenza della chiesa di Santa Lucia, all&#8217;ingresso della piazza, non riuscendo quasi mai ad arrivare completamente al centro della piazza come dovrebbe. È un vero e proprio assalto: gli assalitori vogliono portare a casa un pezzo di carro come «trofeo», prima che ne rimanga solo lo scheletro. Il rito secolare si conclude così tra il tripudio generale, e l&#8217;anno successivo un nuovo carro verrà progettato e costruito.</p>
<p>La festa della Bruna termina a notte fonda con l&#8217;esplosione dei fuochi pirotecnici che illuminano la Gravina ed i Sassi di Matera.</p></blockquote>
<p>p.s.</p>
<p>Chissà che il prossimo anno non si possano vedere un po&#8217; di eventi proprio in questo periodo <img src='http://calia.me/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Arriva la festa dei materani</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 09:02:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Calia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.egghia.it/"><img src="http://www.egghia.it/lafestadeimaterani/image/lafestadeimaterani.jpg" alt="" width="500" /></a></p>
<blockquote><p><span style="font-family: Verdana;"><span class="testo Stile8">“La festa dei materani” è <strong>un interessante esperimento, unico nel suo genere,</strong> che ci introdurrà nell’atmosfera della festa più importante della città di Matera, facendoci rivivere l’edizione 2007 della <strong>Festa patronale in onore di Maria SS.della Bruna</strong> come <strong>mai prima </strong></span></span></p>&#8230;</blockquote>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.egghia.it/"><img src="http://www.egghia.it/lafestadeimaterani/image/lafestadeimaterani.jpg" alt="" width="500" /></a></p>
<blockquote><p><span style="font-family: Verdana;"><span class="testo Stile8">“La festa dei materani” è <strong>un interessante esperimento, unico nel suo genere,</strong> che ci introdurrà nell’atmosfera della festa più importante della città di Matera, facendoci rivivere l’edizione 2007 della <strong>Festa patronale in onore di Maria SS.della Bruna</strong> come <strong>mai prima d’ora</strong>.<br />
Egghia! infatti ha raccolto i video filmati dai materani, gente comune o professionisti, durante la festa ed in particolare del 2 luglio. In molti ci hanno prestato le loro immagini, curiose, originali, inedite, sia amatoriali che professionali.</p>
<p>Nella serata del 18 giugno sarà proiettato il <strong>film</strong> sulla festa del 2 luglio, realizzato dalla <strong>selezione di più di 40 ore</strong> di immagini esclusivamente <strong>realizzate dai materani stessi</strong>: si potrà così vedere per la prima volta la festa attraverso gli occhi della gente che vi partecipa.</p>
<p>La tecnica di montare immagini amatoriali riprese dai partecipanti non è mai stata utilizzata prima d’ora per una festa patronale. È il modo migliore per cogliere del 2 luglio gli aspetti più veraci, più insoliti e con una copertura pressocchè totale e simultanea. </span></span></p></blockquote>
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