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	<title>Giovanni Calia &#187; carlo levi</title>
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	<description>Social Media and Transmedia Strategist</description>
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		<title>Gillo Dorfles e il Manifesto per Matera 2019</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 08:07:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Calia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il compito è arduo. Occorrerà sbaragliare la concorrenza di colossi come Venezia insieme al nord est, Siena, Palermo solo per citare alcune città, senza contare sulla “variabile” L’Aquila che, dopo il terremoto del 2009, potrebbe contare su una corsia preferenziale.<br />
Qualche giorno fa, comunque, a Palazzo Lanfranchi la candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura nel 2019 è stata suggellata dalla costituzione del Comitato Promotore, costituito dalla Regione, dalle province e dai comuni di Matera e Potenza, dalla Camera di Commercio e dall’Università di Basilicata mentre il Comitato tecnico scientifico si avvale del contributo di Franco Bianchini, Antonio Calbi, Pietro Laureano, Rossella Tarantino e Alberto Versace. Ma l’illustrazione al pubblico e alla stampa del Comitato promotore per Matera 2019, con tanto di atto notarile, è stata impreziosita dalla presenza di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gillo_Dorfles">Gillo Dorfles</a>, 101 anni, critico d’arte, pittore e filosofo, straordinario esempio di longevità ma soprattutto originale testimone del bagaglio artistico e culturale del Belpaese. Insomma, uno di quei personaggi che ti fanno studiare sui libri di Estetica o Semiotica all&#8217;Università.<br />
E proprio dall’ultracentenario che è stato uno dei primi a firmare il manifesto di artisti e intellettuali pro città dei Sassi, giunge una spinta decisiva con un filo che si lega al passato della Lucania.<br />
Ho avuto modo di passare un po&#8217; di tempo lì, a palazzo Lanfranchi, principale cassaforte delle opere di Carlo Levi e riprendere l&#8217;intervento di Gillo Dorfles.<br />
Con lui inizia ufficialmente il cammino oltre il 2019 Materano.</p>
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<p>Il Video in HD è <a href="http://youtu.be/4PwU_btlh6s?hd=1">disponibile qui</a>.</p>
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		<title>Biografia di uno sguardo</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 12:59:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Calia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Pochi sanno che <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Henri_Cartier-Bresson#Reportages">Henri Cartier-Bresson</a>, il famoso fotografo francese ha fatto ben due viaggi in Lucania: il primo nel 1951-52, il secondo vent&#8217; anni dopo.<br />
Molti miei concittadini hanno sicuramente ben presente alcuni dei suoi scatti, segno indelebile di &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi sanno che <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Henri_Cartier-Bresson#Reportages">Henri Cartier-Bresson</a>, il famoso fotografo francese ha fatto ben due viaggi in Lucania: il primo nel 1951-52, il secondo vent&#8217; anni dopo.<br />
Molti miei concittadini hanno sicuramente ben presente alcuni dei suoi scatti, segno indelebile di un passato non così remoto che accompagna il nostro essere orgogliosamente lucani. Cartier-Bresson ha vissuto, osservato e impresso per sempre, quello che molti ricordano essere il periodo più tumultuoso della recente storia lucana, quello delle agitazioni contadine per l&#8217;assegnazione dei latifondi, lo stesso che anticiperà la rivoluzione del modernismo consumista che inevitabilmente invaderà, anche se più tardi, queste terre lontane dal mondo. E&#8217; proprio qui che Cartier-Bresson coglie il grande contrasto sociale, culturale e generazionale che ha investito questa terra da metà del &#8217;900 in poi.<br />
Terra di contrasti affascinanti, di orgoglio contadino e paradossi spesso esaltati dalle vicende storiche: </p>
<blockquote><p>Era un giorno dell&#8217; estate 1952 e il sole alto sullo zenith di Scanzano, un centro agricolo del Materano, faceva la piana ampia e tersa; una grande folla ondeggiava fra bandiere e cartelli davanti a un palco. Lì, attorniato da burocrati e carabinieri, Amintore Fanfani assegnava le terre dei latifondi divisi. La Leika di Cartier Bresson ha fissato, di quella cerimonia, un&#8217; immagine curiosa: un nuovo assegnatario saluta il ministro democristiano, dispensatore di poderi, con la destra alzata, romanamente. Come dire, parafrasando il titolo del libro di Carlo Levi, anche la storia s&#8217; era fermata a Eboli.</p></blockquote>
<p>Ma cosa trovò di particolare in Lucania Cartier Bresson?<br />
Lo racconta Mario Quesada in un articolo su Repubblica del 15 settembre 1990:</p>
<blockquote><p>Una città come Matera, corrosa dal vento e dal sole, fatta di piccole case di antri e d&#8217; improvvisi campanili barocchi. La città dei Sassi, dove Giovanni Pascoli aveva abitato felice ma pensoso, ricordandola poi con un velo di poesia e di malinconia, non era cambiata nei primi cinquant&#8217; anni di questo secolo e nelle fotografie ora pubblicate appare simile ad un castello di sabbia gocciolata dalle dita di un bambino sulla riva del mare. Tuttavia, negli scugnizzi, nei vecchi vestiti di nero, nei panni stesi alle canne tra i vicoli malsani s&#8217; avverte qualcosa d&#8217; irrisolvibile, di definitivamente depauperato. La tragedia rende immobili i volti che guardano l&#8217; obiettivo come antefisse etrusche, contrapponendo al destino soltanto rassegnazione. Spesso l&#8217; ha detto lo stesso autore il caso portava la macchina fotografica su scene involontariamente comiche come quella del saluto fascista o l&#8217; altra in cui un vecchio accigliato e impietrito sta vicino a un&#8217; edicola con bene in vista Grand Hotel, Bolero Film, Novella, Eva, cioè la più discutibile stampa d&#8217; evasione. Nel 1972-73, al secondo viaggio, quando per la scoperta del metano nella valle del Basento la regione sperava nel decollo, Cartier Bresson fotografa la convivenza dei vecchi comportamenti con le nuove mode e con il consumismo che, s&#8217; intuisce dal reportage, porterà con sé effetti devastanti. Le immagini più belle ed agghiaccianti di questo gruppo sono quelle con grandi e piccoli uomini politici intenti a distribuire favori con sulle facce la smorfia del potere.</p></blockquote>
<p>Un segno indelebile di quel passato in grado di modellare in maniera così netta e distinta le sorti un popolo. Una segno in grado di descrivere come pochi altri sono riusciti a fare, il passato umile e fiero della mia terra, ma anche lo speciale sentimento della condizione umana, rimasta attardata nel trascorrere del tempo. Un viaggio per Matera guidato dalla suggestione prodotta dall&#8217;amicizia con Carlo Levi e con il poeta Rocco Scotellaro, immerso nella severa capitale culturale e morale della Lucania e nei paesi attorno che hanno nomi di antichi eremitaggi: Aliano, Craco, Pisticci, Stigliano, Rionero. Tutto vissuto e raccontato attraverso l&#8217;obiettivo indulgente e sincero di un maestro di questa imperitura arte dell&#8217;immagine.</p>
<p>Sul sito della Magnum Photos è possibile vedere <a href="http://www.magnumphotos.com/Archive/C.aspx?VP=XSpecific_MAG.AgencyHome_VPage&#038;pid=2K7O3R1VX08V">alcuni degli scatti</a> del fotografo francese e non solo.<br />
Questa invece è la <a href="http://www.anobii.com/books/La_Lucania_di_Henri_Cartier-Bresson/01fdab037597780e58/">raccolta fotografica</a> che ripercorre il viaggio di Henri Cartier-Bresson.</p>
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