Il futuro secondo Google

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A proposito di Google, Wade Beavers, CEO di  DoApp, un Web e Mobile Company leader nello sviluppo di applicazioni afferma: “Google è dirompente sul mercato. Continueranno a cercare di risolvere problemi complessi“.

Utili netti
Google  sta per cambiere il nostro modo di accedere a Internet.
In risposta al fatto che gli Stati Uniti si collocano al 15 ° al mondo per velocità media di connessione a Internet, Google ha acceso un fuoco quando ha annunciato che avrebbe investito a Kansas City (Kansas) una rete di collegamento ad altissima velocità tramite fibra ottica e Wi-Fi in tutta la città.
A distanza di poco tempo si sta pensando di estendere quell’idea infrastrutturale lanciandola in tutti gli USA.
Con una velocità di Internet centuplicata rispetto alla media attuale Google può portare Kansas City e il resto del paese nel 21 ° secolo.
La gente è limitata alla scelta di un provider via cavo o DSL locale“, dice Beavers. “Se Google entra nel giro di affari delle infrastrutture, vorrà dire il costo del servizio Internet scenderà o potrebbe addirittura essere totalmente gratuito.” E questo non sorprende, considerando che il pubblico arebbe incredibilmente attratto da questa eventualità.
In futuro potrebbe paventarsi la possibilità che possiate ottenere Internet ad alta velocità con Google per $ 15 al mese, oppure per 0 € in cambio della visione di alcuni annunci pubblicitari. Voi sareste disposti a guardare qualche spot?” chiede Beavers.

Sintonizzazione
Google ha già lanciato la Google TV permettendo agli utenti di accedere al Web (di Google) attraverso lo schermo del televisore. Il prossimo passo sarà l’utilizzo dell’ Android SDK per permettere agli utenti di utilizzare lo smartphone (o il tablet) come un telecomando. Ma finirà qui?.
Google utilizza già la tecnologia basata su cloud per memorizzare i dati della sua Gmail e dei Google Doc, ma la società ha già pronto tutto il set di servizi cloud: carte download, servizi di condivisione della musica e un “armadietto digitale” cloud-based dove è possibile conservare le proprie canzoni per $ 25 l’anno.
A differenza di altri siti di streaming di musica come Rhapsody, MOG, e Napster, il servizio di Google darebbe il permesso agli utenti di condividere la propria libreria con gli amici, che sarebbero in grado di ascoltare ogni brano (una sola volta) senza doverlo comprarlo. Con la maggior parte di altri servizi musicali esistenti, gli utenti possono ascoltare solo brevi frammenti di una canzone prima di acquistarla (in genere 30 secondi o meno).

Possibilità Remote
I servizi Google cloud-based, tra cui quello musicale, sono la dimostrazione che l’azienda ha ben chiaro che il futuro del personal computing non sarà condotto di fronte ad un desktop, ma su uno smartphone.

Faranno maturare l’esperienza mobile“, dice Igor Faletski di Mobify.com, una società di Vancouver in grado di ottimizzare i siti web per i dispositivi mobili. “Crescerà l’utilizzo delle applicazioni basate sulla localizzazione, come Google Maps e Google Earth, per sfruttare la mobilità del dispositivo e poter influenzare, sempre in mobilità , le scelte di acquisto degli utenti.

Google Street View permette agli utenti di visitare luoghi che non hanno mai visto. Allo stesso modo, in un futuro non lontano saremo in grado di acquistare in posti in cui siamo mai stati. Recentemente infatti, Google ha iniziato ad accettare le richieste delle imprese per avere gli interni dei loro negozi fotografati e messi su Street View, consentendo ai consumatori di “vivere” il negozio con la vista panoramica, per ispirare e aiutare ulteriormente con gli acquisti online.

E ‘ la costruzione 3D di qualsiasi cosa in qualsiasi parte del mondo“, dice Faletski. “E questo è in linea con la loro visione del mondo. Fra due, cinque o dieci anni da ora si tratta di mantenere il livello di innovazione all’avanguardia, curando sempre l’esperienza utente. Perché questo è quello che li appassiona.

La seconda vita dei vostri vecchi gadget elettronici

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A meno che non abbiate vissuto in un black-out dei media nell’ultimo paio d’anni, probabilmente avrete notato che i principali rivenditori di elettronica di consumo stanno cercando di aiutare a riciclare e/o scambiare i vostri vecchi oggetti elettronici. “La nostra idea è quella di riprendere qualunque dispositivo elettronico che i nostri clienti decideranno di portarci indietro“, dice Rich Yudhishthu, Marketing Manager di Best Buy.
Fino a poco tempo è probabilmente che abbiate continuato a buttato i vostri vecchi cellulari o computer portatili in un vecchio cassetto o nell’armadio, lasciandoli lì fino a che non si fosse trovato il coraggio di gettare effettivamente quegli oggetti nella spazzatura. La tendenza di oggi è quella, invece, di convertire in denaro o credito questi vostri vecchi prodotti, riportandoli in negozio. Ecco come.
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Ingress: giocare ad un altro “livello”

Google ha presentato di recente Ingress: la piattaforma di gioco del futuro.

Dimenticate le console e le stanze buie. Dimenticate anche le partite in rete e le notti passate da soli o in compagnie di altre persone che giocano con voi, ma dall’altra parte del mondo. Dimenticate pure lo schermo del vostro televisore e il joypad. Pensate a qualcosa di più reale. Molto più reale.

Ingress non è un prodotto definibile semplicemente come Alternate Reality Games, che di solito si sono distinti come prodotti volti a supportare azioni di Marketing non convenzionale.

Ingress è un gioco vero e proprio, che non utilizza la console come motore, ma sfrutta il mondo reale. Aggiunge a questo delle informazioni mediante un layer digitale sfruttando la Realtà Aumentata e utilizza dei characters che non sono semplicemente creati grazie a qualche nuova evoluta tecnologia di motion tracking, ma definisce noi, gli essere umani, come protagonisti.

Per capirci, osserviamo la struttura macroscopica di un videogioco classico. Semplificando, possiamo distinguere 4 livelli strutturali:

  1. La piattaforma di gioco (la vostra console, o il vostro ipad per intenderci)
  2. L’ecosistema di gioco (che cambia di volta in volta. Stiamo parlando di tutto l’universo entro il quale il gioco si sviluppa: terreni, case, mondi fantastici, galassie o lande desolate)
  3. La narrazione che viene sviluppata all’interno del mondo. La storia per intenderci.
  4. La famosa gamification, ovvero tutte le dinamiche create per aggiungere interesse e/o risolvere problemi.

Google ha deciso di lasciare intatto l’obiettivo: il gioco (ovviamente portandosi indirettamente a casa una campagna di Marketing di scala globale), elevando il tutto ad un livello nuovo, più alto, più coinvolgente, che necessita di vera di pro-attività.

Lo ha fatto però sfruttando la tecnologia che ha a disposizione, principalmente il suo sistema operativo mobile Android. Con Android sono in grado di geolocalizzare, gestire la Realtà Aumentata, taggare oggetti, connettere persone, fotografare e fare tutto quello che un sistema operativo mobile evoluto può fare.

Grazie appunto alla tecnologia hanno potuto cambiare qualche paradigma. Il “gioco” si struttura quindi in questo modo:

  1. la piattaforma diventa il mondo reale. Le strade, i palazzi, gli alberi e tutto quello che c’è fuori la porta di casa.
  2. L’ecosistema si evolve. Il mondo reale ne costituisce la base di partenza, ma su di esso, il gioco esiste, perché si aggiunge un layer digitale: si aumenta la realtà.
  3. La narrazione esiste, ovviamente, ma esiste grazie al nuovo livello digitale che l’ecosistema ha incorporato in se. Senza di esso, non potrebbe esistere la storia: la scoperta di una “materia aliena” che fornisce una nuova forma di energia.
  4. La gamification è costituita in questo caso da una scelta iniziale (stare con gli “Illuminati” o con la Resistenza), ma è costituita anche da tanti altri livelli sui quali Google, in futuro, potrebbe costruirci l’elemento di monetizzazione. Sbloccare un livello, magari recandosi in un luogo preciso con un oggetto scoperto altrove, può sbloccare un nuovo livello narrativo…magari a pagamento. In questo caso un modello freemium (che tanto sta funzionando su piattaforme iOS e Android per i giochi mobile), è la chiave di volta per coinvolgere a tal punto da invogliare a spendere qualcosa per scoprire come evolve la storia.

Chiaramente tutto questo ha dei problemi, che non sono secondo me relativi allo sviluppo della tecnologia (cosa relativamente facile), ma ha bisogno di una forte definizione del livello di narrazione, capace di risolvere il problema del “costo” per partecipare al gioco. In questo caso parliamo di tempo, denaro per spostarsi da un luogo ad un altro, eventuali livelli in cui bisognerà possedere qualcosa per andare avanti, etc…

Per questo pare chiaro, dal mio punto di vista, che il gioco si debba sviluppare su scala globale suddividendo le due fazioni in “cellule cittadine”, che operano in quel territorio e comunicano con le altre cellule attraverso la rete (anche quella di google…ovviamente).

Non credo che, come molti dicono, l’obiettivo di Google sia quello di fare soldi vendendo gli occhiali Project Glass. Sarebbe riduttivo e alquanto banale, se pur utili a vivere il gioco in maniera davvero immersiva.

Credo piuttosto che questo sia un esperimento, non un prodotto definitivo. Certamente capace di far parlare di se, ma più che altro in grado di creare i presupposti per testare modelli economici nuovi, basati su l’idea di gamification come perno centrale per l’acquisto mirato. In tutto questo, parallelamente, è ovvio che dovrete avere dei dispositivi Android e che dobbiate condividere molte informazioni (anche personali) con BigG.

Siamo però ad un punto di svolta. Google ha la forza e la tecnologia per cambiare radicalmente il concetto di videogame, che a questo punto diventa realgame: sono giochi reali. Fatti di cose reali. Con persone in carne ed ossa.

Ed è proprio questo che mi affascina. Dovremo probabilmente ridefinire qualche idea di matrice sociologica. L’analisi semiotica del mondo diventa una scoperta continua e piena di fascino. Osservare i comportamenti umani in virtù di tutto questo potrebbe lasciarci a bocca aperta (come già accaduto in passato in occasioni di analisi “simile”).

Ma ancora più affascinante sarà creare questi mondi e queste piattaforme di gioco immersivo. Ancora di più quando la cosiddetta Internet delle Cose diventerà realtà.

Il confine tra l’ecosistema reale e quello digitale tenderà ad essere così sottile che si potrà applicare la stessa logica alla risoluzione di problemi reali o professionali che poco hanno a che fare con il gioco puro e crudo, quello caratterizzato solamente da un aspetto ludico.

Sarà la realizzazione del sogno immaginato da Gibson e Sterling. Che in parte già è reale.

 

Di seguito il Trailer di Ingress:

APPeritivo Fattuale

Sono lieto di informarvi che a Torino si terrà un ciclo di incontri sul tema della transmedialità. Dal 16 ottobre al 20 novembre 2012, l’APPeritivo Fattuale è il “gancio” dei contenuti e delle techne per la nuova editoria, per la produzione indipendente, per un uso davvero amichevole delle tecnologie, per una nuova industria sostenibile dei contenuti.

All’APPeritivo Fattuale prendono forma progetti e gruppi collaborativi interdisciplinari, soluzioni crossover e multi-piattaforma, formule di nuova distribuzione e di vendita sulla coda lunga, incroci e sperimentazioni tecno-linguistiche.

Progetti di contenuto basati sulla realtà, progetti tecnologici ricchi di potenziale, metodologie multi-disciplinari — sono benvenuti per connettersi in efficaci collaborazioni, in un ecosistema aperto e conviviale, tra un bicchiere di critical wine e assaggi dall’agricoltura a trazione animale.

Proponete i vostri progetti di contenuto o le vostre soluzioni tecno a: info@europeandays.eu

A conclusione del ciclo di APPeritivi, a fine novembre, i professionisti e i progetti partecipanti saranno invitati al networking TRANSMEDIA BRIDGE (10a edizione delle Giornate Europee del Cinema e dell’Audiovisivo), in collaborazione con Film Commission Torino Piemonte.

Il prossimo evento si terrà MARTEDÌ 30 OTTOBRE alle ore 18.oo in via Mazzini 44 – giardino interno e sala

Per maggiori informazioni: trancemedia.eu

 

La notte di Berlino…

Dopo tanti mesi di assenza torno a scrivere. E lo faccio per un’occasione importante. Non era mai accaduto in 11 anni di vita di questo blog che non scrivessi da così tanto tempo, ma gli impegni sono stati molti e tra una cosa e l’altra non sono riuscito a trovare il tempo per prendermi cura di questo “luogo”.
L’occasione però è di quelle ghiotte. Di quelle capaci di ridarti la carica e riportarti con la tastiera sotto mano.
Parlo della Nomination di Transiti al prestigioso Prix Europa di Berlino.
Transiti, il primo prodotto Transmediale firmato per RAI, è andato su RAI3 all’interno di DOC3 (registrando il record di stagione in termini di ascolto) il 31 Agosto dell’anno scorso e si è presentato online con una serie web interattiva oltre che con un radio-documentario andato su RADIO3 ad ottobre 2011.
Oggi Transiti riceve la sua nomination al Prix Europa, gareggiando per il “Miglior progetto WEB dell’anno 2012″.

Tutto ciò non può che inorgoglirmi, anche perché RAI3 ha deciso di rimandare in onda il documentario a breve.
Ovviamente la concorrenza al Prix è dura e di prodotti interessanti, lo scorso anno, se ne sono visti molti. Questo non significa che non si possa sperare. La notte di Berlino sarà magica…comunque vada.

www.transiti.eu

Social Innovation Camp Milano

Social Innovation Camp Milano è un concorso che unisce idee, persone e strumenti digitali per trovare soluzioni ai problemi della nostra città. Le migliori idee verranno trasformate in realtà durante un laboratorio di 48 ore che si svolgerà presso The Hub Milano durante il weekend dell’8, 9 e 10 giugno 2012.
Su questo sito raccoglieremo le idee più innovative per risolvere problemi di natura sociale, ambientale e culturale. Le idee potranno essere inviate entro e non oltre le 12:00 del 18 maggio 2012. Potranno partecipare individui o teams di persone di qualsiasi età, professione o nazionalità. Le soluzioni presentate, tuttavia, dovranno presentare le seguenti tre caratteristiche:

essere legate al web – il prodotto centrale che verrà sviluppato durante il SICamp dovrà essere infatti un sito o un applicativo per smartphone;
dimostrare di avere un forte impatto su una o più sfide di natura sociale, ambientale o culturale, preferibilmente a Milano, ma anche nel resto d’Italia e del mondo;
essere innovative, scalabili, economicamente sostenibili e in una fase preliminare di sviluppo.
Durante la settimana del 21 maggio una giuria selezionerà le sei idee migliori. I proponenti (siano essi individui o teams) delle sei idee vincitrici verranno invitati a partecipare al SICamp Milano durante il weekend dell’8, 9 e 10 giugno.

Durante il SICamp Milano, ai sei individui o teams proponenti verranno affiancati altri esperti provenienti da diversi ambiti, tra cui la programmazione informatica e lo sviluppo di tecnologie digitali, la pianificazione finanziaria, la comunicazione e il marketing, il business development e il fundraising. Proponenti ed esperti lavoreranno insieme in sei teams durante tutto il weekend dell’8, 9 e 10 giugno per trasformare le idee in realtà.

Alla fine della giornata finale del SICamp, ciascuno dei sei teams finalisti presenterà a tutti i presenti, alla giuria e a ospiti esterni il risultato di 48 ore di lavoro: un sito web funzionante, o un applicativo per smartphone, e un piano di comunicazione e sostenibilità economica.

Ma il SICamp non finisce il 10 giugno. Per i successivi tre mesi, The Hub Milano offrirà tre mesi di membership nella sua rete per aiutare i finalisti a sviluppare ulteriormente le loro idee. Il percorso di accompagnamento includerà momenti d’incontro, di scambio informativo, di appoggio e di formazione con esperti della rete di The Hub Milano. Questo sarà fatto con il contributo di SICamp a Londra. Make a Cube valuterà la possibilità di offrire i propri servizi di accompagnamento ai progetti finalisti che dimostreranno di avere le caratteristiche per diventare delle vere e proprie startup.