Credo che narrazione, design, tecnologia e media differenti possano coesistere.
Il mio lavoro è far si che questo accada.
Questo è il posto dove condivido note, idee, lavori in corso. Tutti i giorni.
...o quasi.

Come l’iPad cambierà i nostri comportamenti

13 July 2011 | 1 Commento

Il nostro rapporto con le tavolette elettroniche è solo all’inizio, ma già possiamo intravedere un uso e delle potenzialità che ci portano lontano dai modelli oggi più pubblicizzati

Ci sono molti di studi su come le persone utilizzano l’iPad e come, sulla base di questi comportamenti, bisognerebbe pensare l’approccio futuro ai tablet. Le ricerche ci dicono che l’iPad è utilizzato principalmente la sera, nel soggiorno e in camera da letto. È un dispositivo che la gente usa per rilassarsi. Non è apparentemente un dispositivo attivo, come un computer portatile – eccezion fatta, naturalmente, per i giochi. Di recente, Mario Garcia ha detto a proposito che «l’iPad è un compagno da sera» e che «proprio per questo, i consumatori sposteranno la loro attenzione sulla prima serata».

RICORDATE LA RADIO?Non sono d’accordo con Garcia. Non abbiamo ancora visto come le persone useranno davvero l’iPad. Le abitudini non sono ancora cambiate. L’iPad non è ancora sufficientemente “connesso”. Gli sviluppatori di App non sono ancora maturi. Dal punto di vista commerciale, l’iPad deve ancora dimostrare davvero quali sono le sue potenzialità. Nessuno degli studi là fuori racconta la vera storia. Raccontano la storia di come le persone utilizzano «l’iPad ora, prima del cambiamento». Quello che stiamo aspettando è proprio il cambiamento. Prendete la radio. Quando è stata introdotta sul mercato di massa, all’inizio del 1900, era un dispositivo per il consumo. Un dispositivo attorno al quale ci si riuniva la sera (in prima serata) e che permetteva di far divertire tutta la famiglia. Sulla base di tale comportamento degli utenti, qual era il modo migliore per far crescere la radio? Doveva essere qualcosa che le persone potevano consumare, passandoci un’oretta in completo relax. La risposta è stata quella di creare show radiofonici. Non certo come gli orribili reality show che abbiamo oggi, ma show teatrali adattati al formato radiofonico. Qualcosa che assomigliava a una rievocazione radiofonica di una commedia popolare o di un buon libro.

Ma non passò molto tempo prima che la gente si rendesse conto che non c’era bisogno di sedersi attorno alla radio per ascoltare i propri show. Nel mentre potevano fare altre cose. Così la radio si è fisicamente ridotta, tanto da diventare portatile. È finita così col passare da qualcosa attorno al quale ci si sedeva per rilassarsi, a qualcosa che poteva essere portata in giro e utilizzata in modalità on o off, a piacimento. I grandi show da un’ora sono stati sostituiti per lo più da un tipo di programmazione che ha incoraggiato palinsesti con molti contenuti di qualità spalmati durante tutto il giorno. Ma non c’era certo bisogno di ascoltarli tutti continuamente. Il formato del contenuto si era evoluto. Si potevano ascoltare per un po’, andare via, tornare e scoprire che stava comunque passando qualcosa di interessante. Il comportamento degli utenti radiofonici è cambiato radicalmente. Le modalità di fruizione radiofonica di oggi sono totalmente diverse da quelle degli albori. Riuscireste a immaginare una radio venduta oggi come un «oggetto attorno al quale si riunisce la famiglia»? Senza sottolineare che la radio ha dei format estremamente limitati.

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La Notte della Rete

5 July 2011 | Commenta

“Con La Notte della Rete si vogliono denunciare i rischi di una delibera Agcom per la libertà della Rete. Con la delibera, l’autorità, in presenza di violazioni al copyright, si arroga il diritto di rimuovere contenuti da siti italiani, o inibire l’accesso ai siti stranieri, in modo arbitrario e senza passare da un giudice. Il provvedimento, pensato per “contrastare la pirateria”, rischia di portare alla “censura” di contenuti (per esempio video) che, pur violando il diritto d’autore, risultano ugualmente di pubblico interesse.

Un nuovo potere che si auto-assegna l’Agcom che ha chiaramente una valenza politica. Alla luce del fatto che il Parlamento non si è mai preannunciato sull’argomento e che l’Autorità per le comunicazioni è solo un organo amministrativo.”

Per questo e per tanti altri motivi aderisco convintamente all’appello. La serata comincerà alle 17, alla Domus Talenti di Roma e vedrà la partecipazione di Peter Gomez, Dario Fo, Giulia Innocenzi, Guido Scorza e molti altri.
Sarà possibile seguire anche da questo blog l’evento, grazie allo streaming del Fatto Quotidiano.


Quello che non capisco di Google

1 July 2011 | 9 Commenti

Sto provando da ieri il nuovo giocattolo social di Google: Google+.
Lascio ai molti post che stanno circolando le descrizioni delle funzioni e i tecnicismi. Vorrei concentrarmi su una domanda che mi sto facendo da un po’ di tempo: perché Google continua a investire nella socialità “alla Facebook”?
Non riesco a capire perché stiano sforzandosi così tanto per cercare di fare un facebook con qualche piccola innovazione.
Chiaramente c’è la volontà di primeggiare nel business social, ma credo che Google stia perdendo un po’ di vista le cose. Anche se Google+ introducesse tutte le innovazioni di questo mondo, Facebook non potrebbe che trarne vantaggio. M spiego: Google investe e “innova” con dei nuovi strumenti. Facebook sta lì e osserva come la pensano gli utenti. Se ci dovesse essere qualcosa di utile o attraente, Facebook la potrebbe implementare stando tranquillo del risultato, ma facendo fare il lavoro sporco a qualcun’altro.
Il punto è che non è così facile far migrare utenti da una piattaforma ad un altra. Quello che serve è innovazione. E Google non mi pare ce ne stia mettendo a sufficienza.
La cosa che non capisco davvero però è perchè continuano a pensare ad uno strumento sociale orizzontale e non inizino a capire che forse innovare potrebbe significare verticalizzare la socialità sugli strumenti che già Google possiede. Google Reader ad esempio è un Social Network dal potenziale enorme, ma non sfruttato. Non si potrebbe semplificare il suo utilizzo e verticalizzare la socialità per rendere GReader il Social Network delle news? Gmail è un altro prodotto di successo.
Non capisco cosa stiano aspettando prima di investire in quello che potrebbe diventare uno strumento di comunicazione sincrona e asincrona più potente di Skype? Perchè non far fare alla posta elettronica il salto di qualità?
Insomma, credo che il potenziale sociale di Google stia in prodotti che ha già e che sono fermi (in termini di sviluppo e innovazione). Credo che Google dovrebbe sfruttare la base utenza dei specifici prodotti che ha trasformandoli o spingendoli verso una direzione più social, facendo si che non si crei così un nuovo Facebook, ma si creino tanti Social Network verticali adibiti a specifiche funzioni…anche se Google dovrebbe smetterla di introdurre nuovi prodotti che potrebbero essere inclusi in qualcos’altro. Frammentare troppo, dal mio punto di vista è un errore.
Per concludere penso che fare la guerra a Facebook in questo modo sia un grande spreco risorse.


Tutti in Piedi!

17 June 2011 | Commenta

Stasera, alle ore 21.00 sul canale italiano dell’Informazione Indipendente, Michele Santoro celebra in diretta dal parco di Villa Angeletti a Bologna la festa nazionale per i 110 anni della Fiom, in solidarietà con i lavoratori di Current costretti a dover lasciare la piattaforma satellitare di Sky dal 31 luglio.

Con il titolo “Signori, entra il lavoro. Tutti in piedi!” va in onda su Current un ulteriore esperimento televisivo, che che si propone di bissare il successo record di ‘Rai per una notte‘ registrato il 25 marzo 2010 sempre nel capoluogo emiliano, sempre in diretta su Current, in streaming sul web e su alcune tv locali e sempre con il sostegno attivo del pubblico. L’ingresso alla serata di domani è infatti gratuito e aperto a tutti ma conta sul contributo del pubblico per coprire il budget di produzione con un versamento di 2,50 euro tramite PayPal o telefonando al numero 899 606050.

Con Tutti in piedi si replica dunque l’innovativa formula a partecipazione diretta del pubblico, finanziatore e protagonista attivo di una serata multipiattaforma che coniuga web e tv: chi vuole seguire l’evento da casa può sintonizzarsi su Current (canale 130 Sky) unica rete nazionale a trasmettere il live oppure su una delle decine di televisioni locali che hanno aderito. Lo streaming internet sarà visibile su www.ilfattoquotidiano.it e su tutti i siti che riprenderanno il segnale.

Diritti, democrazia, legalita’, lavoro, contratto sono i temi al centro della serata evento di Tutti in piedi e in questo contesto Michele Santoro e il suo gruppo esprimono solidarieta’ al canale italiano fondato da Al Gore al grido di “Salviamo Current”.

Un’appello sentito che Santoro condivide in difesa di quel modello di ‘altra informazione’ senza padroni, diversa dai canali main stream e crossmediale che i dipendenti di Current hanno prodotto e proposto attraverso nuovi linguaggi della comunicazione, sui media più moderni e sperimentali, unici e inediti per il nostro Paese. Dall’8 maggio 2008 Current ha intecettato e cavalcato quel vento di cambiamento che oggi muove con maggiore forza il nostro Paese.

Come Santoro, sono diversi gli ambasciatori della cultura, dell’informazione italiana, i personaggi pubblici e semplici cittadini che in queste ore stanno manifestando la loro vicinanza e il loro sostegno per fermare la chiusura di Current. Sapendo che l’elenco di adesioni continua a allungarsi di ora in ora la campagna Salviamo Current può contare già su: Roberto Saviano, Luca Zingaretti, Leo Gullotta, Niccolò Ammaniti, Roberto D’Agostino, Giovanna Melandri, Federico Zampaglione, Claudia Gerini, Caparezza, Luca Telese, Donatella Rettore, Angela Rafanelli, Riccardo Luna, GreenPeaceItalia, Istituto Luce Cinecittà, Roma Independent Film Festival, LifeGateRadio e tanti altri.

P.S.
A Matera sarà possibile seguire l’evento in modalità collettiva presso l’osteria Malatesta in via San Biagio. L’appuntamento è alle 20:30.


Sky-Current: una cronostoria

23 May 2011 | 2 Commenti

Quello che è successo tra Sky e Current Tv è sintetizzabile in una semplice e scomoda verità: Sky ha deciso di cancellare Current Tv dalla sua piattaforma deliberatamente, all’improvviso, senza neanche iniziare una trattativa.

Ad aprile 2011, ad un mese dalla scadenza del contratto – per l’ennesima volta – abbiamo ricevuto a Tom Mockridge (numero uno di Sky in Italia) in giù, tutte le rassicurazioni sul rinnovo del contratto.

Current Tv è sempre stata apprezzata da Sky, per il suo posizionamento, per il suo coraggio, per il rumore che genera su Internet e sulla stampa ogni giorno e anche per i suoi ascolti. Ci era stato addirittura detto: «Non cambiate! Current TV ci piace così» e ancora «stiamo già lavorando sul rinnovo» con la promessa di chiuderlo entro la scadenza del contratto.

Poi, come un fulmine a ciel sereno, è arrivato alla nostra sede americana un fax.

Era il 22 aprile. Una comunicazione di Sky che ci informava che per «improvvisi motivi di budget» non avevano intenzione di rinnovare il contratto. Ci proponevano di darci un milione di euro per levarci di torno in maniera silente terminando le trasmissioni il 30 giugno 2011.

Questo senza che si fosse mai arrivati a parlare di cifre per il rinnovo, dopo tutte le manifestazioni di apprezzamento e le rassicurazioni avute.

A quel punto abbiamo tentato di capire cosa fosse successo.

Il 10 maggio i vertici di Current tv hanno incontrato James Murdoch a Los Angeles chiedendo spiegazioni e informando Sky che avremmo condiviso con l’opinione pubblica quello che stava accadendo.

In quella sede Murdoch ha preso tempo.

Mockridge poi ha richiamato Current e ci ha chiesto: «Quanti soldi volete per rimanere su Sky?». Noi abbiamo risposto: 4.3 milioni di euro l’anno, il 30 per cento in più di quanto ci date ora. E’ lì che per la prima – e unica – volta sembrava cominciata una trattativa.

E invece niente. Sky ha risposto con un fax proponendoci 1 milione di euro l’anno (per fare un esempio, per ciascuna puntata di XFactor su Rai2 si parla di costi attorno a 1.200.000 euro). Una cifra ridicola, insultante, proposta con il chiaro intento di poter poi dire – se mai la notizia fosse stata resa pubblica – che Sky un’offerta l’avevafatta e che è stata Current ad aver rifiutato.

Dopo questo ennesimo affronto abbiamo deciso di rendere noti i fatti. Lo ha fatto direttamente Al Gore, in Italia lo scorso 19 maggio: davanti ai blogger, alla stampa, fino ad arrivare ad Annozero con Michele Santoro. Il caso è scoppiato in tutta la sua violenza. E’ una rivolta popolare, la rete letteralmente è esplosa.

Sky, come ci si poteva immaginare, ha risposto dicendo: noi un’offerta l’abbiamo fatta, è Current che l’ha rifiutata. E ha fatto circolare il documento dell’offerta con le cifre “sbianchettate”. Current a quel punto ha pubblicato il fax del 22 aprile e la proposta con le cifre visibili.

Current ha dimostrato all’opinione pubblica che Sky l’ha cancellata prima di qualsiasi trattativa economica, che ha solo in seguito fatto una proposta ridicola (da loro stessi “sbianchettata”) e che quindi non ha mai chiesto 10 milioni di dollari ma 4.3 milioni di euro come base di una trattativa. E ancora Current dimostra che i suoi ascolti sono in crescita (15 per cento sul primetime) e non in calo come dice Sky.

Insomma una riprova su tutti i fronti che Sky non ha raccontato la verità ai suoi abbonati ed all’opinione pubblica.

Ma perché? Cosa è successo a metà aprile 2011 per far cambiare così repentinamente opinione a Sky?

Il sospetto, suffragato da alcune dichiarazioni che abbiamo raccolto da alti dirigenti News Corp, è che un canale di informazione indipendente di estrazione liberal in questo momento non faccia comodo. Dà fastidio in Usa, dove è ricominciata la guerra delle presidenziali e dove Current sta per lanciare lo show di Keith Olbermann (il Santoro americano, nemico giurato di Murdoch e di Fox News) e forse non fa comodo in Italia, dove per espandere il proprio business televisivo Sky è ormai costretta a scendere sul digitale terrestre (e si sa che il governo è un soggetto da avere a favore e non contro in queste trattative).

L’unica scomoda verità rimane quindi semplice: Sky ha cancellato Current TV, deliberatamente. E’ per questo che chiediamo a tutti i cittadini – agli abbonati Sky in particolare – di scrivere a Sky per protestare contro questa assurda decisione.

di Tommaso Tessarolo su “l’Espresso”.


La scomoda verità

21 May 2011 | 2 Commenti

Current non mente al suo pubblico e conferma: Sky ha deciso unilateralmente di cancellare il canale, senza nessun preavviso e senza nessuna ragione imputabile alle performance del canale.
Eccone la prova e ecco i fatti: con un fax inviato il 22 aprile 2011 a firma Tom Mockridge (come comprovabile dalla copia del fax in calce) viene comunicata a Current la cancellazione del canale senza alcuna possibilità di negoziazione e senza alcuna offerta di rinnovo.
Una decisione tanto perentoria da essere accompagnata soltanto dalle necessarie note relative al licenziamento dell’intero staff italiano.
Per protestare contro tale decisione il top management di Current, compresi i fondatori Al Gore e Joel Hyatt, sono riusciti a incontrare personalmente James Murdoch, figlio del presidente di News Corp. Rupert Murdoch, solo il 10 maggio a Los Angeles.
Il 13 maggio poi, la beffa: per coprire le reali intenzioni, Sky Italia invia la prima e unica offerta mai ricevuta da Current, pari a meno di 1/3 dell’attuale contratto in scadenza: 1 milione di license fee, la stessa cifra con cui avrebbero chiuso il canale. Una cifra cioè così bassa da non concedere alcuna possibilità di sopravvivenza e da rappresentare un insulto deliberato.
Ecco perchè il Ceo Tom Mockridge ieri ha cancellato le cifre dalla lettera del 13 maggio. Noi alleghiamo la stessa lettera ma con le cifre leggibili.
Infine un’ultima precisazione rispetto al milione all’anno di pubblicità contenuto nell’offerta: Current realizza già grazie al proprio lavoro ben oltre 1 milione d’introiti pubblicitari che guarda caso contribuiscono anche alle casse della concessionaria Sky Pubblicità.

Carte alla mano, qualcuno ha ancora dubbi sulla natura politica o commerciale di questa chiusura improvvisa di Current?



A proposito di Current

19 May 2011 | Commenta

Ho sempre pensato che al mondo ci siano due tipi di persone: quelle che fanno le cose per soldi e quelle che fanno le cose per passione.
Da quando sono entrato nel team di Current Italia, nell’Aprile 2008 (fino allo scorso Gennaio) ho incontrato un gruppo che potrei inserire senza dubbio nella seconda categoria.
Il gruppo che mi ha accompagnato come fosse una famiglia per quasi tre anni è composto ancora oggi da persone straordinarie che hanno fatto di questo progetto una bandiera.
E ad oggi Current è forse l’unico canale capace di fare informazione libera che l’Italia è stata in grado di ospitare.
Della giornata passata a Roma a cercare di dare una mano ai miei ex-colleghi e amici, ci sono molte cose che mi porterò dietro.
Di sicuro mi porterò la grinta di un gruppo che sta combattendo con le unghie per far si che il loro progetto, il canale a cui hanno dedicato tre anni della loro vita, non venga chiuso.
Ma mi porterò anche dietro le migliaia di persone che soprattutto online oggi hanno fatto tremare la rete italiana e che si sono dimostrate vicine a Current, ai ragazzi che ci lavorano e all’idea che finalmente in Italia ci potesse essere un canale di informazione indipendente.
Sono venuto a Roma per dare una mano e ho chiesto ad un po’ di amici di diffondere questo messaggio, perché voglio credere che al mondo non ci siano solo persone che per interessi personali compiono azioni vergognose.
Voglio credere che al mondo ci sia della gente, come tutta quella che ha supportato Current oggi, che ha degli ideali e che vive la propria vita seguendoli.
Se dal 1° Agosto Current cesserà le trasmissioni, l’Italia e gli Italiani avranno perso una grande opportunità.
Per evitare che Current Italia e tutte le future “Current italiane” possano cessare di esistere, dobbiamo far sentire la nostra voce e continuare a combattere queste battaglie.
Ed è per questo che continuerò a combattere questa guerra al fianco dei miei amici e colleghi romani finchè non sarà vinta.
E vi chiedo di fare la stessa cosa.


Current TV sarà cancellata: ha bisogno del nostro aiuto

19 May 2011 | Commenta

Roma, Italia, 19 Maggio 2011 –

Sky ribalta la decisione di trasmettere il canale di Al Gore e si appresta a cancellare il solo canale di Informazione Indipendente in Italia.
Al Gore sarà ospite stasera da Michele Santoro ad Annozero per la libertà di informazione.

Current ha ricevuto una notifica da parte di Sky, il solo distributore tv satellitare in Italia, contenente la decisione di cancellare il canale italiano. Current è stata fondata da Al Gore e Joel Hyatt 6 anni fa con l?obiettivo di democratizzare lo scenario televisivo attraverso nuovi strumenti partecipativi di accesso ai media (integrando web e tv). Oggi il network è il solo canale tv indipendente di news e informazione negli Stati Uniti, UK e Italia, ed ha visto la più rapida crescita nel mercato della tv via cavo e satellitare degli ultimi anni raggiungendo più di 75 milioni di case in tutto il mondo.
AL Gore, Co-Fondatore e Chairman è volato oggi a Roma dove nel pomeriggio ha avuto un incontro a porte chiuse con i blogger, dando il via a una campagna di opinione pubblica da parte degli spettatori e della community di Current per richiedere a Sky di rivedere la decisione.
Decisione che arriva improvvisa e inaspettata dopo tre anni di successi di Current Italia. Il canale ha recentemente vinto il prestigioso Hot Bird Tv Award 2010 come Miglior Canale News Europeo, premio condiviso parimerito con BBC World News, ed è vista ogni settimana da più di un terzo dell?intera audience di Sky. Le ultime ricerche condotte da GN research e TNS (gli stessi centri di ricerca utilizzati da Sky stessa) hanno confermato Current come il miglior brand di “factual entertainment” sulla piattaforma: circa il 20% degli intervistati ha indicato il canale tra i 5 favoriti, tra questi intorno al 20% (proporzionalmente circa il 4% di tutti gli abbonati Sky) hanno dichiarato che avrebbero disdetto l?abbonamento nel?eventualità in cui Current fosse stata cancellata. La crescita del canale nell?ultimo triennio è stata del 270% di share in Daily Time e del 550% in Prime Time (fonte: ricerca Auditel-Starcom 2010) mentre gli ascolti della piattaforma Sky nello stesso periodo restavano sostanzialmente piatti. E? evidente che non si tratti di una decisione di business presa dal management.
“In un momento storico come questo di rapida transizione politica, economica e sociale, il futuro delle democrazie sane dipende dal giornalismo indipendente: senza condizionamenti e senza paura. Noi a Current abbiamo dedicato il nostro network internazionale a liberare dal guinzaglio chi racconta la verità; e per chi racconta la verità in Italia non c?è momento più critico di questo” dichiara il Co-Fondatore di Current e Chairman Al Gore; “Sono venuto personalmente in Italia per chiedere a coloro che ci seguono con passione di far sentire a Sky che vogliono continuare a vedere Current”.
In riferimento alle implicazioni della decisione di Sky Italia, controllata al 100% da News Corporation, il Co-fondatore e Vice Chairman Joel Hyatt commenta: “Se i regolatori nel Regno Unito e nell?Unione Europea si stanno chiedendo quale potrebbe essere l?impatto di un sistema televisivo satellitare totalmente di proprietà e controllo di News Corporation, non hanno che da guardare all?Italia. Sky – in quello che non può essere chiamato in altro modo se non un flagrante abuso della sua posizione dominante – ha appena eliminato il suo solo ed unico canale di informazione indipendente, senza alcun preavviso e nonostante numerose e ripetute rassicurazioni sul proseguo della collaborazione. E? ironico che Sky si promuova con lo slogan “Liberi di…”. News Corporation vuole che siano i canali di sua proprietà – e ciò che decidono di raccontare – la sola ed unica scelta”.
Current è stata lanciata con una grande inaugurazione nel Maggio del 2008 a Roma, evento trasmesso in diretta anche da SkyTg24. Tom Mockridge, CEO di Sky Italia, si era in quell?occasione unito alla presenza di Al Gore, annunciando agli spettatori italiani di Sky: “Affermandosi come il principale network globale per la diffusione e lo scambio di notizie e attualita?, Current e? oggi una voce importante nella fascia dei giovani adulti. Siamo felici di introdurre questo innovativo canale in Italia”.
Mentre la maggior parte delle media company stanno tagliando i loro budget dedicati a reportage e programmi di approfondimento giornalistico, Current ha continuato ad accrescere i suoi investimenti per raccontare ai suoi spettatori le più importanti storie di attualità. Anno dopo anno, il canale ha vinto per la serie di documentari investigativi “Vanguard” ogni possibile premio giornalistico tra i più prestigiosi: dal Peabody Award agli Emmy Award, dal Livingston Award al DuPont Award.
Con un palinsesto editoriale locale per oltre il 90% e dedicato a produzioni originali, documentari e reportage, Current è diventata fonte autorevole e riconosciuta di informazione e commento dell?attualità in Italia. “Siamo il solo canale televisivo che ha il coraggio di dire la verità anche di fronte al potere. Mandando in onda per la prima volta in assoluto il documentario “Citizen Berlusconi” nel 2009, ospitando Michele Santoro e Annozero con Raiperunanotte nel 2010 quando la Rai ne ha impedito la trasmissione o ancora portando per la prima volta il racconto personale di Roberto Saviano sul satellite, abbiamo usato la nostra piattaforma tv e web per informare, arricchire e dare ispirazione al nostro pubblico”, sottolinea il General Manager Tommaso Tessarolo.
La community italiana di Current (100mila persone sui soli social media) da oggi è stata informata dell?ingiusta e incomprensibile decisione e si prepara ad assumere una posizione di protesta, anche in qualità di abbonati Sky, in primis attraverso i profili ufficiali “currentitalia” su Facebook e Twitter.