Credo che narrazione, design, tecnologia e media differenti possano coesistere.
Il mio lavoro è far si che questo accada.
Questo è il posto dove condivido note, idee, lavori in corso. Tutti i giorni. ...o quasi.
In anteprima assoluta per RAI viene sviluppato e presentato al pubblico un nuovo genere narrativo nato dall’incontro tra WEB, TV, RADIO e ARG.
Io sono il consulente strategico per i Social Media e per la Transmedialità di questo progetto e da Febbraio sto lavorando insieme alle case di produzione torinesi FargoFilm, 2+1 e DocAbout per realizzare TRANSITI, il primo format ibrido creato per raccontare le difficoltà, le aspirazioni e le sfide di chi decide di affrontare il percorso di transizione che porterà alla conversione chirurgica del sesso. Questo prodotto, nelle sue declinazioni televisive, radiofoniche e Web, è un invito ad andare oltre le apparenze, ad entrare in un microcosmo per lo più conosciuto solo attraverso giudizi scontati e quasi sempre denigratori.
La RAI si è affidata ad un team di autori indipendenti e, per la prima volta nella sua storia, diffonde su Radio, Web e TV un prodotto transmediale. Oltre a FargoFilm, 2+1 e DocAbout, il progetto vede la collaborazione di RAI 3, RADIO 3 e RAI NET, in associazione con Oltre lo Specchio (del Gruppo Abele di Don Ciotti) e con il sostegno del Piemonte Doc Film Fund, fondo regionale per il documentario.
Questo prodotto vive sotto diverse forme e, come le storie che racconta, è in transito anch’esso.
Il Documentario per DOC3
Il 31 Agosto alle 23:45 su RAI 3 all’interno di DOC3 sarà presentato il DOCUMENTARIO ‘TRANSITI’ per la regia di Davide Tosco, creato partendo dai videoracconti personali e dalle immagini raccolte dai protagonisti (AngeloCorreale, Alessandra Tria e Katherina Stecher).
Il documentario sarà successivamente acquistabile dal sito del progetto.
La Serie Web: “Con gli occhi di una trans”
Dal 25 Agosto, e fino ad Ottobre, sarà presente solo sul web, ‘CON GLI OCCHI DI UNA TRANS’ la prima SERIE INTERATTIVA RAI, nove puntate in cui gli utenti potranno esprimere le loro preferenze contribuendo ad influenzare il seguito della storia.
Le puntate, oltre che sul sito Rai, saranno pubblicate sulla pagina della serie di Transiti.eu, il sito ufficiale di TRANSITI, ma anche su Vimeo e Youtube.
E’ già possibile vedere la prima delle 9 puntate e votare il finale qui. Eccovi il primo episodio:
La Serie Radiofonica: “Posizioni di Transito”
Ad ottobre RADIO 3 trasmetterà ‘POSIZIONI DI TRANSITO’, serie di 5 RADIO-DOCUMENTARI nell’ambito del programma 3 SOLDI.
I dibattiti attorno a queste tematiche saranno rafforzati da una intensa presenza online mediante la pagina Facebook e Twitter, oltre che al sito del progetto WWW.TRANSITI.EU.
L’obiettivo finale di tutto questo lavoro è porsi una domanda: cosa è la normalità? Chi può dirsi normale?
Continuate a seguire la serie e, se vi va, fatela circolare
Seguiteci su Facebook e Twitter.
Il compito è arduo. Occorrerà sbaragliare la concorrenza di colossi come Venezia insieme al nord est, Siena, Palermo solo per citare alcune città, senza contare sulla “variabile” L’Aquila che, dopo il terremoto del 2009, potrebbe contare su una corsia preferenziale.
Qualche giorno fa, comunque, a Palazzo Lanfranchi la candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura nel 2019 è stata suggellata dalla costituzione del Comitato Promotore, costituito dalla Regione, dalle province e dai comuni di Matera e Potenza, dalla Camera di Commercio e dall’Università di Basilicata mentre il Comitato tecnico scientifico si avvale del contributo di Franco Bianchini, Antonio Calbi, Pietro Laureano, Rossella Tarantino e Alberto Versace. Ma l’illustrazione al pubblico e alla stampa del Comitato promotore per Matera 2019, con tanto di atto notarile, è stata impreziosita dalla presenza di Gillo Dorfles, 101 anni, critico d’arte, pittore e filosofo, straordinario esempio di longevità ma soprattutto originale testimone del bagaglio artistico e culturale del Belpaese. Insomma, uno di quei personaggi che ti fanno studiare sui libri di Estetica o Semiotica all’Università.
E proprio dall’ultracentenario che è stato uno dei primi a firmare il manifesto di artisti e intellettuali pro città dei Sassi, giunge una spinta decisiva con un filo che si lega al passato della Lucania.
Ho avuto modo di passare un po’ di tempo lì, a palazzo Lanfranchi, principale cassaforte delle opere di Carlo Levi e riprendere l’intervento di Gillo Dorfles.
Con lui inizia ufficialmente il cammino oltre il 2019 Materano.
Tra scandali internazionali e scandali locali, alla fine SKY ha avuto la meglio. Finisce così e io sono orgoglioso di averne fatto parte per quasi tutta la sua vita Italiana. Ciao Current.
Il nostro rapporto con le tavolette elettroniche è solo all’inizio, ma già possiamo intravedere un uso e delle potenzialità che ci portano lontano dai modelli oggi più pubblicizzati
Ci sono molti di studi su come le persone utilizzano l’iPad e come, sulla base di questi comportamenti, bisognerebbe pensare l’approccio futuro ai tablet. Le ricerche ci dicono che l’iPad è utilizzato principalmente la sera, nel soggiorno e in camera da letto. È un dispositivo che la gente usa per rilassarsi. Non è apparentemente un dispositivo attivo, come un computer portatile – eccezion fatta, naturalmente, per i giochi. Di recente, Mario Garcia ha detto a proposito che «l’iPad è un compagno da sera» e che «proprio per questo, i consumatori sposteranno la loro attenzione sulla prima serata».
RICORDATE LA RADIO?Non sono d’accordo con Garcia. Non abbiamo ancora visto come le persone useranno davvero l’iPad. Le abitudini non sono ancora cambiate. L’iPad non è ancora sufficientemente “connesso”. Gli sviluppatori di App non sono ancora maturi. Dal punto di vista commerciale, l’iPad deve ancora dimostrare davvero quali sono le sue potenzialità. Nessuno degli studi là fuori racconta la vera storia. Raccontano la storia di come le persone utilizzano «l’iPad ora, prima del cambiamento». Quello che stiamo aspettando è proprio il cambiamento. Prendete la radio. Quando è stata introdotta sul mercato di massa, all’inizio del 1900, era un dispositivo per il consumo. Un dispositivo attorno al quale ci si riuniva la sera (in prima serata) e che permetteva di far divertire tutta la famiglia. Sulla base di tale comportamento degli utenti, qual era il modo migliore per far crescere la radio? Doveva essere qualcosa che le persone potevano consumare, passandoci un’oretta in completo relax. La risposta è stata quella di creare show radiofonici. Non certo come gli orribili reality show che abbiamo oggi, ma show teatrali adattati al formato radiofonico. Qualcosa che assomigliava a una rievocazione radiofonica di una commedia popolare o di un buon libro.
Ma non passò molto tempo prima che la gente si rendesse conto che non c’era bisogno di sedersi attorno alla radio per ascoltare i propri show. Nel mentre potevano fare altre cose. Così la radio si è fisicamente ridotta, tanto da diventare portatile. È finita così col passare da qualcosa attorno al quale ci si sedeva per rilassarsi, a qualcosa che poteva essere portata in giro e utilizzata in modalità on o off, a piacimento. I grandi show da un’ora sono stati sostituiti per lo più da un tipo di programmazione che ha incoraggiato palinsesti con molti contenuti di qualità spalmati durante tutto il giorno. Ma non c’era certo bisogno di ascoltarli tutti continuamente. Il formato del contenuto si era evoluto. Si potevano ascoltare per un po’, andare via, tornare e scoprire che stava comunque passando qualcosa di interessante. Il comportamento degli utenti radiofonici è cambiato radicalmente. Le modalità di fruizione radiofonica di oggi sono totalmente diverse da quelle degli albori. Riuscireste a immaginare una radio venduta oggi come un «oggetto attorno al quale si riunisce la famiglia»? Senza sottolineare che la radio ha dei format estremamente limitati.
“Con La Notte della Rete si vogliono denunciare i rischi di una delibera Agcom per la libertà della Rete. Con la delibera, l’autorità, in presenza di violazioni al copyright, si arroga il diritto di rimuovere contenuti da siti italiani, o inibire l’accesso ai siti stranieri, in modo arbitrario e senza passare da un giudice. Il provvedimento, pensato per “contrastare la pirateria”, rischia di portare alla “censura” di contenuti (per esempio video) che, pur violando il diritto d’autore, risultano ugualmente di pubblico interesse.
Un nuovo potere che si auto-assegna l’Agcom che ha chiaramente una valenza politica. Alla luce del fatto che il Parlamento non si è mai preannunciato sull’argomento e che l’Autorità per le comunicazioni è solo un organo amministrativo.”
Per questo e per tanti altri motivi aderisco convintamente all’appello. La serata comincerà alle 17, alla Domus Talenti di Roma e vedrà la partecipazione di Peter Gomez, Dario Fo, Giulia Innocenzi, Guido Scorza e molti altri.
Sarà possibile seguire anche da questo blog l’evento, grazie allo streaming del Fatto Quotidiano.
Sto provando da ieri il nuovo giocattolo social di Google: Google+.
Lascio ai molti post che stanno circolando le descrizioni delle funzioni e i tecnicismi. Vorrei concentrarmi su una domanda che mi sto facendo da un po’ di tempo: perché Google continua a investire nella socialità “alla Facebook”?
Non riesco a capire perché stiano sforzandosi così tanto per cercare di fare un facebook con qualche piccola innovazione.
Chiaramente c’è la volontà di primeggiare nel business social, ma credo che Google stia perdendo un po’ di vista le cose. Anche se Google+ introducesse tutte le innovazioni di questo mondo, Facebook non potrebbe che trarne vantaggio. M spiego: Google investe e “innova” con dei nuovi strumenti. Facebook sta lì e osserva come la pensano gli utenti. Se ci dovesse essere qualcosa di utile o attraente, Facebook la potrebbe implementare stando tranquillo del risultato, ma facendo fare il lavoro sporco a qualcun’altro.
Il punto è che non è così facile far migrare utenti da una piattaforma ad un altra. Quello che serve è innovazione. E Google non mi pare ce ne stia mettendo a sufficienza.
La cosa che non capisco davvero però è perchè continuano a pensare ad uno strumento sociale orizzontale e non inizino a capire che forse innovare potrebbe significare verticalizzare la socialità sugli strumenti che già Google possiede. Google Reader ad esempio è un Social Network dal potenziale enorme, ma non sfruttato. Non si potrebbe semplificare il suo utilizzo e verticalizzare la socialità per rendere GReader il Social Network delle news? Gmail è un altro prodotto di successo.
Non capisco cosa stiano aspettando prima di investire in quello che potrebbe diventare uno strumento di comunicazione sincrona e asincrona più potente di Skype? Perchè non far fare alla posta elettronica il salto di qualità?
Insomma, credo che il potenziale sociale di Google stia in prodotti che ha già e che sono fermi (in termini di sviluppo e innovazione). Credo che Google dovrebbe sfruttare la base utenza dei specifici prodotti che ha trasformandoli o spingendoli verso una direzione più social, facendo si che non si crei così un nuovo Facebook, ma si creino tanti Social Network verticali adibiti a specifiche funzioni…anche se Google dovrebbe smetterla di introdurre nuovi prodotti che potrebbero essere inclusi in qualcos’altro. Frammentare troppo, dal mio punto di vista è un errore.
Per concludere penso che fare la guerra a Facebook in questo modo sia un grande spreco risorse.
Stasera, alle ore 21.00 sul canale italiano dell’Informazione Indipendente, Michele Santoro celebra in diretta dal parco di Villa Angeletti a Bologna la festa nazionale per i 110 anni della Fiom, in solidarietà con i lavoratori di Current costretti a dover lasciare la piattaforma satellitare di Sky dal 31 luglio.
Con il titolo “Signori, entra il lavoro. Tutti in piedi!” va in onda su Current un ulteriore esperimento televisivo, che che si propone di bissare il successo record di ‘Rai per una notte‘ registrato il 25 marzo 2010 sempre nel capoluogo emiliano, sempre in diretta su Current, in streaming sul web e su alcune tv locali e sempre con il sostegno attivo del pubblico. L’ingresso alla serata di domani è infatti gratuito e aperto a tutti ma conta sul contributo del pubblico per coprire il budget di produzione con un versamento di 2,50 euro tramite PayPal o telefonando al numero 899 606050.
Con Tutti in piedi si replica dunque l’innovativa formula a partecipazione diretta del pubblico, finanziatore e protagonista attivo di una serata multipiattaforma che coniuga web e tv: chi vuole seguire l’evento da casa può sintonizzarsi su Current (canale 130 Sky) unica rete nazionale a trasmettere il live oppure su una delle decine di televisioni locali che hanno aderito. Lo streaming internet sarà visibile su www.ilfattoquotidiano.it e su tutti i siti che riprenderanno il segnale.
Diritti, democrazia, legalita’, lavoro, contratto sono i temi al centro della serata evento di Tutti in piedi e in questo contesto Michele Santoro e il suo gruppo esprimono solidarieta’ al canale italiano fondato da Al Gore al grido di “Salviamo Current”.
Un’appello sentito che Santoro condivide in difesa di quel modello di ‘altra informazione’ senza padroni, diversa dai canali main stream e crossmediale che i dipendenti di Current hanno prodotto e proposto attraverso nuovi linguaggi della comunicazione, sui media più moderni e sperimentali, unici e inediti per il nostro Paese. Dall’8 maggio 2008 Current ha intecettato e cavalcato quel vento di cambiamento che oggi muove con maggiore forza il nostro Paese.
Come Santoro, sono diversi gli ambasciatori della cultura, dell’informazione italiana, i personaggi pubblici e semplici cittadini che in queste ore stanno manifestando la loro vicinanza e il loro sostegno per fermare la chiusura di Current. Sapendo che l’elenco di adesioni continua a allungarsi di ora in ora la campagna Salviamo Current può contare già su: Roberto Saviano, Luca Zingaretti, Leo Gullotta, Niccolò Ammaniti, Roberto D’Agostino, Giovanna Melandri, Federico Zampaglione, Claudia Gerini, Caparezza, Luca Telese, Donatella Rettore, Angela Rafanelli, Riccardo Luna, GreenPeaceItalia, Istituto Luce Cinecittà, Roma Independent Film Festival, LifeGateRadio e tanti altri.
P.S.
A Matera sarà possibile seguire l’evento in modalità collettiva presso l’osteria Malatesta in via San Biagio. L’appuntamento è alle 20:30.
Quello che è successo tra Sky e Current Tv è sintetizzabile in una semplice e scomoda verità: Sky ha deciso di cancellare Current Tv dalla sua piattaforma deliberatamente, all’improvviso, senza neanche iniziare una trattativa.
Ad aprile 2011, ad un mese dalla scadenza del contratto – per l’ennesima volta – abbiamo ricevuto a Tom Mockridge (numero uno di Sky in Italia) in giù, tutte le rassicurazioni sul rinnovo del contratto.
Current Tv è sempre stata apprezzata da Sky, per il suo posizionamento, per il suo coraggio, per il rumore che genera su Internet e sulla stampa ogni giorno e anche per i suoi ascolti. Ci era stato addirittura detto: «Non cambiate! Current TV ci piace così» e ancora «stiamo già lavorando sul rinnovo» con la promessa di chiuderlo entro la scadenza del contratto.
Poi, come un fulmine a ciel sereno, è arrivato alla nostra sede americana un fax.
Era il 22 aprile. Una comunicazione di Sky che ci informava che per «improvvisi motivi di budget» non avevano intenzione di rinnovare il contratto. Ci proponevano di darci un milione di euro per levarci di torno in maniera silente terminando le trasmissioni il 30 giugno 2011.
Questo senza che si fosse mai arrivati a parlare di cifre per il rinnovo, dopo tutte le manifestazioni di apprezzamento e le rassicurazioni avute.
A quel punto abbiamo tentato di capire cosa fosse successo.
Il 10 maggio i vertici di Current tv hanno incontrato James Murdoch a Los Angeles chiedendo spiegazioni e informando Sky che avremmo condiviso con l’opinione pubblica quello che stava accadendo.
In quella sede Murdoch ha preso tempo.
Mockridge poi ha richiamato Current e ci ha chiesto: «Quanti soldi volete per rimanere su Sky?». Noi abbiamo risposto: 4.3 milioni di euro l’anno, il 30 per cento in più di quanto ci date ora. E’ lì che per la prima – e unica – volta sembrava cominciata una trattativa.
E invece niente. Sky ha risposto con un fax proponendoci 1 milione di euro l’anno (per fare un esempio, per ciascuna puntata di XFactor su Rai2 si parla di costi attorno a 1.200.000 euro). Una cifra ridicola, insultante, proposta con il chiaro intento di poter poi dire – se mai la notizia fosse stata resa pubblica – che Sky un’offerta l’avevafatta e che è stata Current ad aver rifiutato.
Dopo questo ennesimo affronto abbiamo deciso di rendere noti i fatti. Lo ha fatto direttamente Al Gore, in Italia lo scorso 19 maggio: davanti ai blogger, alla stampa, fino ad arrivare ad Annozero con Michele Santoro. Il caso è scoppiato in tutta la sua violenza. E’ una rivolta popolare, la rete letteralmente è esplosa.
Sky, come ci si poteva immaginare, ha risposto dicendo: noi un’offerta l’abbiamo fatta, è Current che l’ha rifiutata. E ha fatto circolare il documento dell’offerta con le cifre “sbianchettate”. Current a quel punto ha pubblicato il fax del 22 aprile e la proposta con le cifre visibili.
Current ha dimostrato all’opinione pubblica che Sky l’ha cancellata prima di qualsiasi trattativa economica, che ha solo in seguito fatto una proposta ridicola (da loro stessi “sbianchettata”) e che quindi non ha mai chiesto 10 milioni di dollari ma 4.3 milioni di euro come base di una trattativa. E ancora Current dimostra che i suoi ascolti sono in crescita (15 per cento sul primetime) e non in calo come dice Sky.
Insomma una riprova su tutti i fronti che Sky non ha raccontato la verità ai suoi abbonati ed all’opinione pubblica.
Ma perché? Cosa è successo a metà aprile 2011 per far cambiare così repentinamente opinione a Sky?
Il sospetto, suffragato da alcune dichiarazioni che abbiamo raccolto da alti dirigenti News Corp, è che un canale di informazione indipendente di estrazione liberal in questo momento non faccia comodo. Dà fastidio in Usa, dove è ricominciata la guerra delle presidenziali e dove Current sta per lanciare lo show di Keith Olbermann (il Santoro americano, nemico giurato di Murdoch e di Fox News) e forse non fa comodo in Italia, dove per espandere il proprio business televisivo Sky è ormai costretta a scendere sul digitale terrestre (e si sa che il governo è un soggetto da avere a favore e non contro in queste trattative).
L’unica scomoda verità rimane quindi semplice: Sky ha cancellato Current TV, deliberatamente. E’ per questo che chiediamo a tutti i cittadini – agli abbonati Sky in particolare – di scrivere a Sky per protestare contro questa assurda decisione.
Questo è il mio blog dal 2003, ma mi trovate anche su questi Social Network: Twitter, FriendFeed, Facebook o Linkedin. Sono anche appassionato di Fotografia. Qui trovate i miei scatti.
Ovviamente potete anche scrivermi una mail: giovanni.calia [at] gmail.com
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