Credo che narrazione, design, tecnologia e media differenti possano coesistere.
Il mio lavoro è far si che questo accada.
Questo è il posto dove condivido note, idee, lavori in corso. Tutti i giorni. ...o quasi.
Il Festival Della Scienza di Genova raggiunge la sua nona edizione e quest’anno festeggia i 150 anni dell’unità d’Italia con un programma denso di eventi.
Incontri, laboratori, spettacoli e conferenze saranno una parte dei tanti appuntamenti per raccontare la scienza in modo innovativo e coinvolgente, con eventi interattivi e trasversali.
13 giorni in cui le barriere fra scienze matematiche, naturali e umane, verranno abbattute e la ricerca si potrà toccare, vedere, capire senza confini.
Il Festival Della Scienza si conferma ancora come punto di riferimento per la divulgazione della scienza italiana e, per il secondo anno, il Team di Festival della Scienza Live si occuperà di diffondere su Web gli appuntamenti più importanti della manifestazione. Ma non senza novità.
Il team del Festival della Scienza Live seguirà per voi 50 conferenze, 40 interviste, produrrà dei Backstage per farvi respirare l’aria che si vive a Genova durante il Festival e introdurrà due nuovi format interattivi: i Pop Science Talk e i TLC Talk. Due nuovi format interattivi in cui il pubblico presente in sala e dei Social Network sarà protagonista.
Festival della Scienza Live aggiunge un’ulteriore novità, anzi due: Giacomo Cannelli e Alessandra Viola, che presenteranno gli eventi e saranno la vostra interfaccia con il Festival.
Per sapere quali saranno gli eventi in diretta, per vedere le interviste e tutta la produziona, potete andare su festivalscienzalive.it, mentre per seguire i nostri aggiornamenti potete leggerci su Facebook e Twitter.
Vi riassumo in un post l’elenco delle conferenze più belle e degli scienziati più interessanti che abbiamo avuto modo di incontrare e intervistare qui a Genova durante il Festival.
Per Tutti gli altri video potete seguire questo link.
Nel corso degli anni, ho spesso sentito dire, quando si trattava di effettuate acquisti legati al mondo dei computer o dell’intrattenimento o del lavoro, che “quei due prodotti sembrano identici. Svolgono la stessa funzione. Perché dovrei pagare ad Apple il pegno per un prodotto quando posso avere un prodotto simile che svolge la stessa funzione, che costa meno e che non c’entra niente con Apple?”
La domanda che vi pongo è semplice: davvero pensate che questo non abbia nulla a che vedere con voi, o con Apple?
Voi entrate in un negozio e scegliete il mouse più economico che c’è e volete gridare al mondo che vi prendete troppo sul serio per curarvi di cosa comprate. Quello che non sapete e che quel mouse non è semplicemente un mouse, uno strumento di puntamento che si attacca al computer e vi facilita nello svolgimento di qualunque compito o funzione voi dobbiate affrontare a casa o nel lavoro. E siete anche allegramente inconsapevoli del fatto che nel 1983 Steve Jobs presentò, con l’Apple Lisa, la prima vera interfaccia grafica pensata per le masse, il primo sistema di puntamento pensato per la diffusione in larga scala.
Poi arrivarono gli altri concorrenti di Apple, fino a quando il mouse diventò lo strumento comparso nei cataloghi di tutte le principali aziende del settore informatico dell’epoca (insieme all’interfaccia grafica). Dopodiché è arrivato a poco a poco nei grandi magazzini e negli store specializzati, venendo venduto per qualunque tipo di computer avevate in mente di comprare perché, nel frattempo, tutte le grandi aziende produttrici di software avevano compreso che quel sistema di puntamento era molto più semplice e intuitivo di qualunque altra cosa inventata fino ad allora nel mondo dell’informatica. Tutto questo ha fatto si che quel sistema di puntamento diventasse lo standard, portando qualunque grande magazzino o qualunque piccolo negozio di computer a esporre in qualche grande “cesta delle occasioni”, decine di mouse che svolgono la stessa funzione immaginata da Steve molti anni prima. Tuttavia quel mouse pescato nel cesto delle occasioni rappresenta milioni di dollari e innumerevoli posti di lavoro e siamo al limite del comico quando pensate di aver fatto una scelta fuori dalle proposte della Apple, quindi, in effetti, oggi utilizzate dei prodotti di cui non potete fare più a meno, che sono stati selezionati per voi da quelle persone che, guidate da Steve Jobs, in mezzo a decine di altre possibili soluzioni, hanno cambiato per sempre il vostro modo di lavorare o divertirvi.
E se pensate che il mouse e le interfacce grafiche siano l’unica cosa che quelle persone hanno fatto per voi, vi sbagliate di grosso.
Se entrate oggi in un supermercato e trovate nella “cesta delle occasioni” un lettore mp3 da quattro soldi prodotto in qualche regione sperduta dell’Asia, in realtà state acquistando un prodotto che ha copiato le tendenze che nel 2001, sempre Steve Jobs, ha introdotto rivoluzionando per sempre il modo in cui tutti noi oggi ascoltiamo e compriamo la musica.
E non c’è da stupirsi se il vostro telefono touch screen economico abbia in realtà seguito l’enorme rivoluzione che ha prodotto l’introduzione del primo iPhone sul mercato dei cellulari, rivoluzionandolo per sempre. Portando addirittura qualcuno a dire che il mondo della telefonia mobile è fatto da un’era pre-iPhone e un’era, totalmente diversa, post-iPhone. Un’era in cui non solo cambia il prodotto, cambiano le aspettative mondiali legate a quel tipo di servizi, ma cambia di conseguenza anche tutto ciò che oggi le compagnie telefoniche vi offrono quando sottoscrivete il più insignificante dei contratti telefonici. E tutto questo significa milioni di dollari e innumerevoli posti di lavoro.
Per non parlare del mercato dell’editoria, della lettura moderna dei libri e di tutte quelle cose che siete liberi di fare oggi portandovi un tablet qualunque nella borsa.
E se questo non vi basta, vorrei che sapeste che quando la sera metterete sul vostro televisore un film da far vedere ai vostri figli -e parlo di qualunque film animato moderno di qualunque casa cinematografica- se i vostri figli andranno a dormire con il sorriso facendo sogni straordinari che vi renderanno orgogliosi di loro, è perché il 19 novembre 1995 a Los Angeles Steve Jobs, da CEO della Pixar, presentò al mondo il primo lungometraggio d’animazione completamente sviluppato in grafica computerizzata della storia del cinema, portando la Pixar a diventare un’apripista nel settore dell’intrattenimento e facendo si che tutte le altre aziende simili, iniziassero a produrre prodotti simili.
Vorrei che sapeste, voi che snobbate questo Mito dei nostri tempi, che quest’uomo ha pensato, realizzato e commercializzato quello che voi probabilmente pensate essere il frutto della modernità, creando i presupposti per realizzare quello che i vostri figli useranno in futuro per studiare, per lavorare, per divertirsi o per innamorarsi.
Steve Jobs non è stato solo colui che ha inventato parte del mondo così come lo conosciamo oggi, ma è stato anche in grado di creare quella parte di mondo capace di far sognare quella generazione che penserà, creerà e commercializzerà il mondo di domani, diventando l’ispiratore e il padre spirituale di un’idea di bellezza strettamente legata alla funzionalità e all’utilità.
Se non lo avevate capito prima, sappiate che d’ora in poi non potrete entrare più in un qualunque supermercato dicendo “compro un mouse”, “un computer”, “un telefono”, “un tablet”, o “un film per i miei figli” pensando di non avere niente a che fare con quest’uomo.
Steve Jobs è colui che ha immaginato e scritto parte del futuro che ci aspetta, ed è a lui che dobbiamo gran parte dei mille gesti che facciamo quotidianamente in ufficio, a casa mentre ci divertiamo con la famiglia o giochiamo con i nostri figli.
Questa è solo una piccola parte della storia di un uomo che è stato mentore, ispiratore e guida di un mondo immaginario che lui vedeva e realizzava. Un mondo che senza di lui, non sarà più lo stesso.
Da anni ormai si dibatte sull’importanza di dotare la nostra regione di una Film Commission. Se ne discute all’interno dei nostri confini ma anche altrove, essendo la Basilicata una delle poche regioni prive di un organismo così necessario nell’assetto-cinema nazionale e nelle dinamiche di evoluzione, sviluppo e promozione del nostro magnifico territorio.
Alcuni mesi fa, mossi dal desiderio di contribuire attivamente alla istituzione di questo importante organismo, gli attori Nando Irene e Enzo Saponara e il regista e produttore Antonello Faretta hanno costituito un gruppo su internet denominato Forum per la Film Commission della Basilicata.
Il Forum, ospitato sul social network Facebook, ha registrato l’adesione di circa 500 iscritti che hanno liberamente alimentato un appassionato dialogo e un serrato confronto sulla materia, raccogliendo le voci e le esperienze di operatori e protagonisti del settore che vivono in Basilicata o di cui sono originari. Mettere in contatto professionisti del cinema, studenti e giornalisti dell’audiovisivo si è rivelato un fatto senza precedenti, rafforzando l’idea che contribuire direttamente con questo enorme patrimonio progettuale non era solo opportuno, ma addirittura necessario nel cammino istituzionale che porterà alla nascita della Film Commission lucana.
In tal senso va letta l’iniziativa del Forum, anch’essa innovativa, di avviare un primo censimento di tutte le realtà dell’audiovisivo lucane e di creare un’apposita mailing list (artistilucani@gmail.com) dove il gruppo sta conducendo la prima ricognizione in regione di tutte le maestranze, gli autori, le produzioni, i critici, gli organizzatori di festival e rassegne, le cineteche e le mediateche.
Molto positivo il riscontro tra gli operatori del settore che in circa 80 ad oggi hanno aderito a questa prima iniziativa dando vita alla RETE PER IL CINEMA IN BASILICATA. Tra questi si contano le adesioni della Cineteca Lucana – senza dubbio il più grande patrimonio cinematografico per la Basilicata e uno dei principali a livello europeo –, gli attori Cosimo Fusco e Michele Russo, i registi Geo Coretti, Luca Acito e Fulvio Wetzl, i giornalisti e critici cinematografici Armando Lostaglio e Salvatore Verde, il direttore della fotografia Ugo Lo Pinto, solo per citarne alcuni. Hanno inoltre aderito molti grandi autori che hanno utilizzato la Basilicata quale location come i Maestri Luigi Di Gianni e Gian Vittorio Baldi.
Accolta molto favorevolmente l’istituzione di una commissione di esperti in seno alla Giunta Regionale, nominata per poter dare l’abbrivio ai lavori della nascente Film Commission, la RETE PER IL CINEMA ha presentato in questi giorni alla Regione un documento ufficiale – sottoscritto da tutti gli aderenti – in cui si sintetizzano una serie di proposte. Tra queste l’ipotesi di struttura della nascente Film Commission, la necessità di puntare sulla formazione cinematografica legata al territorio, gli incentivi di sostegno alle scuole di cinema e ai programmi connessi, senza trascurare la garanzia di accesso e fruizione di tutto il patrimonio audiovisivo prodotto o custodito in Basilicata (di cui la Cineteca Lucana è valido emblema).
Per tutto questo, si chiede al Presidente De Filippo – e agli esperti appena insediatisi – di non prescindere dal coinvolgimento attivo e dal prezioso bagaglio di esperienze rappresentato dai tanti operatori del cinema e della televisione presenti in Basilicata e dai molti lucani che vivono all’estero (sono molti, infatti, i Lucani all’Estero impegnati nella settima arte) o, in altre regioni italiane, che si sono particolarmente distinti nel settore degli audiovisivi.
Si chiede, in definitiva, che una rappresentanza della RETE PER IL CINEMA IN BASILICATA venga coinvolta, sin da subito, in ogni incontro e tavolo tecnico sul tema, programmato dalla Giunta e dalla Commissione di esperti.
Dopo questa prima significativa iniziativa, la RETE PER IL CINEMA IN BASILICATA sta lavorando al raggiungimento di un traguardo ben più ambizioso e storico per la nostra regione: la costituzione in forma giuridica di una Associazione di Categoria del Cinema e degli Audiovisivi della Basilicata, in rappresentanza e tutela degli oramai numerosi professionisti impegnati quotidianamente in questo settore, in grande e continua crescita nella nostra regione.
Per poter seguire e partecipare ai lavori, tutti gli operatori del settore possono iscriversi alla mailing list inviando il proprio curriculum vitae a artistilucani@gmail.com.
La prima serie interattiva della RAI continua. Forte del successo dell’8,9% di share (!!!) realizzato dal documentario andato in onda all’interno di Doc3, il 31 Agosto alle 23:45 su RAI3, eccovi la seconda puntata della serie. Le vostre scelte hanno influenzato la seconda puntata, che ora va avanti e vi chiede di continuare a votarne il seguito.
“Alla fine è arrivata la polizia. I tre se ne erano già andati
Mi hanno accompagnato all’ospedale, lì ho sporto denuncia ma mi hanno detto che sarà difficile trovarli.
E’ una settimana che sono chiusa in casa, ho paura, sono sola…”
GUARDA LA SECONDA PUNTATA E SCEGLI COME CONTINUA, LA TRANS SEI TU!
Hai 7 giorni di tempo per scegliere come continua la storia. Vota sul sito della RAI e su Transiti.eu
Il prossimo episodio sarà in onda il 15 Settembre 2011.
In anteprima assoluta per RAI viene sviluppato e presentato al pubblico un nuovo genere narrativo nato dall’incontro tra WEB, TV, RADIO e ARG.
Io sono il consulente strategico per i Social Media e per la Transmedialità di questo progetto e da Febbraio sto lavorando insieme alle case di produzione torinesi FargoFilm, 2+1 e DocAbout per realizzare TRANSITI, il primo format ibrido creato per raccontare le difficoltà, le aspirazioni e le sfide di chi decide di affrontare il percorso di transizione che porterà alla conversione chirurgica del sesso. Questo prodotto, nelle sue declinazioni televisive, radiofoniche e Web, è un invito ad andare oltre le apparenze, ad entrare in un microcosmo per lo più conosciuto solo attraverso giudizi scontati e quasi sempre denigratori.
La RAI si è affidata ad un team di autori indipendenti e, per la prima volta nella sua storia, diffonde su Radio, Web e TV un prodotto transmediale. Oltre a FargoFilm, 2+1 e DocAbout, il progetto vede la collaborazione di RAI 3, RADIO 3 e RAI NET, in associazione con Oltre lo Specchio (del Gruppo Abele di Don Ciotti) e con il sostegno del Piemonte Doc Film Fund, fondo regionale per il documentario.
Questo prodotto vive sotto diverse forme e, come le storie che racconta, è in transito anch’esso.
Il Documentario per DOC3
Il 31 Agosto alle 23:45 su RAI 3 all’interno di DOC3 sarà presentato il DOCUMENTARIO ‘TRANSITI’ per la regia di Davide Tosco, creato partendo dai videoracconti personali e dalle immagini raccolte dai protagonisti (AngeloCorreale, Alessandra Tria e Katherina Stecher).
Il documentario sarà successivamente acquistabile dal sito del progetto.
La Serie Web: “Con gli occhi di una trans”
Dal 25 Agosto, e fino ad Ottobre, sarà presente solo sul web, ‘CON GLI OCCHI DI UNA TRANS’ la prima SERIE INTERATTIVA RAI, nove puntate in cui gli utenti potranno esprimere le loro preferenze contribuendo ad influenzare il seguito della storia.
Le puntate, oltre che sul sito Rai, saranno pubblicate sulla pagina della serie di Transiti.eu, il sito ufficiale di TRANSITI, ma anche su Vimeo e Youtube.
E’ già possibile vedere la prima delle 9 puntate e votare il finale qui. Eccovi il primo episodio:
La Serie Radiofonica: “Posizioni di Transito”
Ad ottobre RADIO 3 trasmetterà ‘POSIZIONI DI TRANSITO’, serie di 5 RADIO-DOCUMENTARI nell’ambito del programma 3 SOLDI.
I dibattiti attorno a queste tematiche saranno rafforzati da una intensa presenza online mediante la pagina Facebook e Twitter, oltre che al sito del progetto WWW.TRANSITI.EU.
L’obiettivo finale di tutto questo lavoro è porsi una domanda: cosa è la normalità? Chi può dirsi normale?
Continuate a seguire la serie e, se vi va, fatela circolare
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Il compito è arduo. Occorrerà sbaragliare la concorrenza di colossi come Venezia insieme al nord est, Siena, Palermo solo per citare alcune città, senza contare sulla “variabile” L’Aquila che, dopo il terremoto del 2009, potrebbe contare su una corsia preferenziale.
Qualche giorno fa, comunque, a Palazzo Lanfranchi la candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura nel 2019 è stata suggellata dalla costituzione del Comitato Promotore, costituito dalla Regione, dalle province e dai comuni di Matera e Potenza, dalla Camera di Commercio e dall’Università di Basilicata mentre il Comitato tecnico scientifico si avvale del contributo di Franco Bianchini, Antonio Calbi, Pietro Laureano, Rossella Tarantino e Alberto Versace. Ma l’illustrazione al pubblico e alla stampa del Comitato promotore per Matera 2019, con tanto di atto notarile, è stata impreziosita dalla presenza di Gillo Dorfles, 101 anni, critico d’arte, pittore e filosofo, straordinario esempio di longevità ma soprattutto originale testimone del bagaglio artistico e culturale del Belpaese. Insomma, uno di quei personaggi che ti fanno studiare sui libri di Estetica o Semiotica all’Università.
E proprio dall’ultracentenario che è stato uno dei primi a firmare il manifesto di artisti e intellettuali pro città dei Sassi, giunge una spinta decisiva con un filo che si lega al passato della Lucania.
Ho avuto modo di passare un po’ di tempo lì, a palazzo Lanfranchi, principale cassaforte delle opere di Carlo Levi e riprendere l’intervento di Gillo Dorfles.
Con lui inizia ufficialmente il cammino oltre il 2019 Materano.
Tra scandali internazionali e scandali locali, alla fine SKY ha avuto la meglio. Finisce così e io sono orgoglioso di averne fatto parte per quasi tutta la sua vita Italiana. Ciao Current.
Questo è il mio blog dal 2003, ma mi trovate anche su questi Social Network: Twitter, Google+, Facebook o Linkedin. Sono anche appassionato di Fotografia. Qui trovate i miei scatti.
Ovviamente potete anche scrivermi una mail: giovanni.calia [at] gmail.com
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filippo Mi sto preparando per percorrere parte delle strade da te indicate in bicicletta. Davvero...
Marina Ciao, o forse dovrei darle del lei e dire buonasera. Adoro i libri di carta e non riesco a...
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Roberto Placido Bella d’estate fiabesca sotto la neve!