14 November 2011 | Commenta

Uno dei tre titoli che aspettavo per l’autunno è finalmente arrivato merita grandi attenzioni (gli altri che aspettavo sono Call of Duty MW3 e e Assassin Creed Revelation).
Il cacciatore di fortuna Nathan Drake torna alla ricerca della leggendaria “Atlantis of the Sands” lungo un viaggio nel cuore del deserto arabo dove si misurerà, insieme al suo mentore Victor Sullivan, con la slealtà di una losca organizzazione occulta. Non mancheranno la fantastica narrazione, marchio di fabbrica della serie, le sequenze di azione da kolossal e un’incredibile grafica, tutto questo in una favolosa versione stereoscopica 3D.
Punti di Forza del gioco sono sicuramente la narrazione coinvolgente tipica del titolo, ma anche il franchise di grande successo in esclusiva per PS3 e il 3D completo che garantisce un’esperienza di gioco ancora più immersiva.
Non vi resta che immergervi, insieme a Nathan Drake, in un lungo viaggio che ci terrà costantemente con il fiato sospeso. Se non vi basta potete approfondire e scoprire ulteriori curiosità sul mondo di “UNCHARTED3″ in questo sito.
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22 October 2011 | 1 Commento
La cultura e la creatività al tempo della crisi: può essere sintetizzato così il tema portante degli Open Days, giunti ormai alla nona edizione, che dopo gli appuntamenti di Bruxelles dal 10 al 13 ottobre scorso, fanno tappa in Basilicata, a Matera il 24 e il 25 novembre e a Potenza il 18 e il 19 novembre.
A Matera gli Open Days mettono l’accento su tutti i temi forti di Europa 2020 e Matera 2019: dal contributo che essere ECOC può dare allo sviluppo urbano, ai temi della sostenibilità della cultura, dell’abitare, della creatività legata alla crescita, ai temi del rapporto fra radici e modernità. Prevista la presenza di prestigiosi relatori nazionali ed internazionali (fra gli altri Marina Wallace, Pietro Laureano, Paolo Rosa, Carlo Borgomeo, e i direttori dei comitati delle Capitali Europee della Cultura 2011, 2012, 2016).
Sono previste inoltre sessioni collaterali (visite guidate alla gravina materana il 24, un incontro fra giovani – young turks – e le istituzioni, ad ora di colazione il 25), ed eventi serali: Ferruccio Soleri e il suo Arlecchino, la sera del 24, e la premiazione del concorso internazionale di composizione Italia 150, la sera del 25 Novembre. Tutti gli incontri di Matera si svolgeranno a Palazzo Lanfranchi; gli eventi si dividono fra il Teatro Duni e l’Auditorium R. Gervasio.
A Potenza gli Open Days si svolgeranno invece presso il Teatro Stabile, il 18 ed il 19 novembre, ed avranno per tema “Strumenti, risorse, progetti per un new green deal dell’area euromediterranea”. In programma, fra le altre iniziative, un dialogo a più voci sulla ricerca di un nuovo corso dopo la crisi globale, con la partecipazione di Mercedes Bresso, Presidente del Comitato delle Regioni.
Le manifestazioni sono realizzate in collaborazione fra l’Autorità di Gestione PO FESR 2007-2013 della Basilicata, e (rispettivamente) il Comitato Matera 2019 e il Comune di Potenza. Ambedue i programmi sono scaricabarili da qui.
21 October 2011 | Commenta
Vi riassumo in un post l’elenco delle conferenze più belle e degli scienziati più interessanti che abbiamo avuto modo di incontrare e intervistare qui a Genova durante il Festival.
Per Tutti gli altri video potete seguire questo link.
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5 July 2011 | Commenta
“Con La Notte della Rete si vogliono denunciare i rischi di una delibera Agcom per la libertà della Rete. Con la delibera, l’autorità, in presenza di violazioni al copyright, si arroga il diritto di rimuovere contenuti da siti italiani, o inibire l’accesso ai siti stranieri, in modo arbitrario e senza passare da un giudice. Il provvedimento, pensato per “contrastare la pirateria”, rischia di portare alla “censura” di contenuti (per esempio video) che, pur violando il diritto d’autore, risultano ugualmente di pubblico interesse.
Un nuovo potere che si auto-assegna l’Agcom che ha chiaramente una valenza politica. Alla luce del fatto che il Parlamento non si è mai preannunciato sull’argomento e che l’Autorità per le comunicazioni è solo un organo amministrativo.”
Per questo e per tanti altri motivi aderisco convintamente all’appello. La serata comincerà alle 17, alla Domus Talenti di Roma e vedrà la partecipazione di Peter Gomez, Dario Fo, Giulia Innocenzi, Guido Scorza e molti altri.
Sarà possibile seguire anche da questo blog l’evento, grazie allo streaming del Fatto Quotidiano.
23 March 2011 | Commenta

E’ bello vedere che ci sia ancora qualcuno che fa uscire ottime idee nel campo delle rappresentazioni delle informazioni. Il Sentiero della protesta [guardian.co.uk] del Guardian interpreta letteralmente un percorso di visualizzazione, aggregando e rappresentando la recente “alluvione” di rivolte pro-democrazia in Medio Oriente.
La timeline interattiva inizia con l’auto-combustione di un singolo uomo nel dicembre 2010 in Tunisia, per poi seguire con una catena di eventi paralleli, lungo percorsi specifici paese per paese, fino ad oggi. Il colore delle bandiere evento segnalato lungo la strada denota diverse categorie, come i movimenti politici, cambi di regime, proteste locali o risposte internazionali.
Si tratta sicuramente della migliore rappresentazione delle informazioni che ho visto da qualche tempo a questa parte, capace di semplificare percorsi complessi in uno spazio temporale in continua evoluzione.
28 January 2011 | Commenta

In questo numero di Uni-Versum, il semestrale promosso dall’editrice EDICTA di Parma, è stato pubblicato un mio pezzo sul futuro delle interfacce.
Se vi interessa potete fare richiesta per avere la rivista e approfondire anche altri argomenti ugualmente interessanti.
21 January 2011 | 1 Commento
Durante la più importante fiera tecnologica mondiale dell’epoca, a New York, l’azienda Italiana Olivetti espone in bella vista i suoi nuovi modelli di calcolatrici meccaniche mentre relega in un angolo seminascosto un nuovo prodotto tanto avvenieristico quanto sottovalutato: la Programma 101, il primo personal computer della storia. Sarà un successo clamoroso. Lo stand è preso d’assalto. Curiosi e addetti ai lavori formano file interminabili e obbligano gli organizzatori a disporre un apposito servizio d’ordine per regolare le entrate.
Questo evento è il culmine dell’incredibile storia dell’invenzione del primo Personal Computer, un piccolo calcolatore progettato e costruito in semiclandestinità da alcuni pionieri della ricerca in campo informatico.
La storia comincia nel 1963 quando Piergiorgio Perotto, Giovanni Desandre e Gastone Garziera, tre progettisti dell’ Olivetti, cominciano a maturare un sogno che sfida e sovverte le regole del progresso tecnologico del loro tempo. Isolati in uno stanzino dai vetri oscurati e completamente dimenticati dal resto dell’azienda impegnata a costruire calcolatrici meccaniche, cominciano indisturbati a progettare il loro calcolatore.
“ Lavorare a un computer personale in quegli anni era impensabile – ci spiega De Sandre – la gente non ci capiva, eravamo visti come alieni e i vertici della nostra azienda erano totalmente disinteressati alla nostra attività”.
Nei primi anni 60, parlare di informatica voleva dire parlare di enormi calcolatori che per la maggior parte della società mondiale erano pura fantascienza. Nel 1963 l’ultimo ritrovato in campo informatico era DEC PDP-1 un computer tecnologicamente avanzatissimo, ma che occupava un intera parete, costava 100.000 dollari ed era utilizzato solamente in pochissimi laboratori specializzati. Un gruppo di giovani studenti del MIT Massachussetts Institute of Technology, per poterlo utilizzare devono forzare di nascosto le porte dell’unico laboratorio dello stato che ne possiede uno, (in questa occasione per la prima volta verrà coniato il termine hackers), mentre a Londra, in un inchiesta televisiva del 1964, sentiamo i passanti parlare del computer come di un oggetto minaccioso, “ ho paura “, dice uno di loro, “ il mondo dei computer sostituirà l’umanità ”.
E mentre il mondo sogna e teme l’oggetto del futuro, in quel piccolo laboratorio dai vetri oscurati, vediamo la P101 materialmente ricostruirsi di fronte ai nostri occhi. Garziera e De Sandre, dai vecchi laboratori Olivetti, ci raccontano il percorso che ha portato a costruire il primo computer pensato per tutti; “In quegli anni non andavi al supermercato a comprare tecnologie elettronica, bisognava inventarsi tutto”. I due progettisti ci raccontano come idearono una piccola memoria con un filo di ferro, una cartolina magnetica portatile antenata del floppy disk, l’ingresso e l’uscita dei dati, il sistema operativo e i programmi. Come, passo dopo passo, riuscirono a costruire un piccolo computer che non fosse un prototipo per pochi, ma un prodotto pensato per una produzione su vasta scala e facile da usare.
Nel giro di un paio d’anni l’idea prende forma e nel 1965 la P101 è pronta. Viene presentata ai vertici dell’azienda che non capiscono la portata innovativa del prodotto e lo accolgono con disinteresse: “se le grandi americane, L’IBM e i sette nani – come venivano chiamate ai tempi – non hanno costruito niente di simile, vuol dire che è un prodotto senza futuro”, sarà la fredda considerazione dell’amministratore delegato. Ma dopo un breve periodo di indecisione, all’ultimo decidono di portarla comunque alla fiera di New York dove, contro tutte le aspettative, verrà consacrata dai giornali con quella frase che qualche anno dopo avrebbe fatto il successo di un tale Bill Gates: “A personal computer in every desktop”
E la P101 sfonda, prima a New York, poi nel resto del mondo. Appaiono le prime immagini del lento approccio della società con il mondo dei computer. Dagli archivi Olivetti, vediamo la P101 entrare nelle scuole italiane, bambini che si avvicinano e giocano con un prodotto che è il seme del loro futuro, prendono dimistichezza, si informano, effettuano calcoli e sfidano il piccolo computer ai dadi. “Non pensavamo che un computer potesse essere così piccolo e facile da usare”, ci dice uno di loro. Dall’altra parte dell’oceano intanto, negli spot pubblicitari delle tv americane, vediamo il primo personal entrare nelle case, negli uffici, e addirittura nel bagagliaio di una Cadilac. All’ombra della Tour Eiffel un tassista ci dice che utilizzare la 101 “est très facile”.
Per la prima volta il computer non è più un oggetto minaccioso e inaccessibile.
Ma i colossi americani non restarono di certo a guardare. IL 10 giugno 1967 La Hewlett Packard versa 900.000 dollari all’Olivetti, implicitamente riconoscendo di aver violato il brevetto della Programma 101 con il suo modello HP 9100. “A me e Perotto – ci spiega De Sandre – venne versato un dollaro simbolico, come inventori del primo personal computer” Il resto della storia, la conosciamo già tutti…
Scoprite tutto sul progetto 101 sul sito ufficiale: http://www.101project.eu/
Vi segnalo anche il documentario su Arduino visibile qui.
23 November 2010 | Commenta
Una settimana fa il social network ha presentato il suo nuovo sistema di comunicazione, basato sull’integrazione tra posta elettronica, grafo sociale e convergenza dei messaggi. Ma è solo il primo passo verso una strategia di telecomunicazioni molto più ampia.
Facebook ha lanciato il suo nuovo concetto di comunicazione one-to-one, destrutturando il mondo della comunicazione moderna, disegnando un’era di comunicazione sempre più transmediale, destinata a cambiare le sorti della comunicazione tra persone, destinata quindi a cambiare la società prossima ventura. Facebook è il social network che ha circoscritto attorno alle amicizie il suo perno tecnologico, sociale ed economico, concentrando l’attenzione sulle persone e sulle loro relazioni. La relazione tra le persone in Facebook ha un valore enorme, a volte più più grande delle perone stesse. È proprio su questo che l’azienda sta puntando da diverso tempo per rafforzare la sua già dominante posizione nel mercato delle relazioni umane. Ma agli occhi più attenti non sarà certo sfuggito che il lavoro di innovazione e ricerca di Facebook verte attorno alla ridefinizione di quelle regole, funzioni e assiomi della comunicazione definiti e dibattuti in buona parte del secolo scorso.
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filippo Mi sto preparando per percorrere parte delle strade da te indicate in bicicletta. Davvero...
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