Credo che narrazione, design, tecnologia e media differenti possano coesistere.
Il mio lavoro è far si che questo accada.
Questo è il posto dove condivido note, idee, lavori in corso. Tutti i giorni.
...o quasi.

Home and Free

5 August 2009 | Commenta


Le Affissioni di Current

26 February 2009 | 1 Commento

Ecco dove le troverete a Milano da oggi e a Roma dal 2 Marzo.

Milano:


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e Roma:


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Ed ecco le prime immagini dei milanesi che si fermano. A Milano si fermano. Loro capiscono. Mica sono come i romani…

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L’ecologia delle notizie

19 February 2009 | Commenta

Il giornalismo tradizionale sta vacillando ovunque. I quotidiani, i newsmagazine e i network tv che trasmettono notizie erano in crisi prima della recessione globale e lo sarebbero stati comunque. Se si aggiunge la crisi finanziaria, si comincia a intravedere una rivoluzione epocale: di quelle che trasformano in maniera irreversibile gli ecosistemi.

Di quelle che uccidono i dinosauri.

Nello stesso tempo, il nuovo mondo digitale intorno a noi sta fiorendo in una complessità straordinaria. Il Ventesimo è stato il secolo dei titani: due dozzine di aziende gigantesche, due centri di potere principali e nuovi strumenti che si contavano sulle dita di due mani. Il Ventunesimo secolo è già diverso: massicciamente multipolare, online, e realmente in grado di cambiare il mondo.

E la posta in gioco è molto, molto alta.

Per dare un senso a questa trasformazione mondiale avremo bisogno di un giornalismo migliore di quello a cui siamo abituati. Da parte nostra, come cittadini e utenti dei media, stiamo diventando più bravi a servirci delle notizie. Siamo ormai allenati a quella corsa a ostacoli che, ormai da dieci anni, è l’informazione. Cerchiamo. Filtriamo. Condividiamo. Queste capacità non sono distribuite in modo uniforme ed equo, ma si stanno diffondendo rapidamente e danno ragione alla speranza: la sfera pubblica è più viva che mai. Quindi mai come oggi abbiamo bisogno di buon giornalismo, e la novità è che può trovare un pubblico più ampio di quanto non abbia avuto finora.

Ma in questo momento di grandi opportunità ci troviamo di fronte a una crisi: le news stanno morendo.

Si sentiranno i guru dire che la causa sono i pc, i cellulari, internet e i browser. La tecnologia sarà l’unica colpevole. Ha ucciso le news, ma alla fine le salverà.

Ma focalizzarsi solo sulla tecnologia è un errore. La vera sfida, quella più seria, ha a che vedere con l’intero sistema.

Anche quando le notizie si spostano online, sembra esserci qualcosa di sbagliato nel modo in cui sono confezionate e diffuse. Sono troppo lente, ingessate. Il tono è raramente in sintonia con quello del web. Sembrano pensate per fornire i prodotti sbagliati. Una rivoluzione che produca buone news va ben oltre i siti web, la multimedialità, i blog, i contenuti generati dagli utenti o qualsiasi altra tecnica su cui passiamo tanto tempo prezioso a discutere. Richiede nuovi sistemi e nuove organizzazioni.

Vorrei suggerire un’analogia con l’unico sistema nuovo degli ultimi anni che ha avuto un successo enorme. Non è stato costruito per le news, anche se è stato oggetto di infinite news: mi riferisco alla campagna elettorale di Barak Obama.

L’uso che Obama ha fatto della tecnologia è stato molto decantato, e a ragione. Ma la tecnologia da sola non lo avrebbe fatto vincere. Lui l’ha saputa combinare con nuove opportunità di partecipazione e nuove strategie per organizzare i sostenitori e la gente sul territorio. Ha rischiato forte nella “devolution” dell’informazione, concedendo il potere di prendere decisioni ai volontari, alla base del partito. E nel frattempo ha raccolto più denaro di qualsiasi altra campagna elettorale della storia.

La tecnologia è stata usata anche per comunicare tutta la complessità che richiede una democrazia sana. Il discorso chiave di Obama, quello sulla razza, ha prodotto solo brevi titoli e clip tv, ma 10 milioni di persone lo hanno scaricato dal web per intero. Un momento di crisi si è trasformato in un punto di non ritorno che è stato anche l’inizio del successo.

Grazie all’abilità di Obama nel costruire un sistema, gli Stati Uniti si sono guadagnati il governo di cui hanno bisogno in uno dei momenti più diffcili della loro storia. E ora abbiamo bisogno di un giornalismo che ne sia all’altezza.

Questa è una delle ragioni per cui Joel Hyatt ed io abbiamo creato Current, un network di notizie a carattere partecipativo disponibile in tutto il mondo sul web e in tv, compreso Sky Italia. Vogliamo contribuire a un sistema alternativo che sappia anche generare profitto. Come la campagna di Obama, Current mescola la tecnologia, la partecipazione massiccia e la gente sul territorio, tutto per un obiettivo a cui vale la pena credere. E che possa essere commercialmente vantaggioso.

Voglio sottolineare un’importante differenza: ci sono altre organizzazioni che cercano di imbrigliare il potere della partecipazione in nome della notizia. Ma pochi lo combinano, come facciamo noi, con cittadini giornalisti e reporter sul posto, in ogni luogo del mondo. Noi sollecitiamo i contributi sul nostro sito, ma mandiamo anche i nostri giovani e coraggiosi giornalisti Vanguard in alcuni dei posti più pericolosi del mondo. La tecnologia da sola non vi porterà mai nel cuore di Mogadiscio o nello stretto di Malacca.

Nel momento in cui molte organizzazioni di news si ritirano e pensano a Internet come a un modo per tagliare i costi e sostituire le inchieste internazionali e investigative, Current investe in entrambe.

Pensiamo ancora alla campagna di Obama, la prima davvero figlia del nuovo secolo, e a come ha mobilitato migliaia di persone. Le ha spinte a fare chilometri, a bussare alle porte, a coinvolgere i vicini. La lezione è che la tecnologia è solo una parte del sistema. E quando si innova il sistema, si cambia il mondo. Current sta facendo questo. Ma abbiamo bisogno che altri facciano gli stessi passi, perché gli obiettivi sono troppo grandi per noi soli. Se tutti insieme accettiamo la sfida, possiamo creare una nuova “ecologia delle notizie”, che vada incontro alle opportunità e alle necessità del nostro tempo. L’America, l’Italia e il mondo ne hanno un disperato bisogno.

Chi è pronto a costruire un nuovo sistema con noi?

di Al Gore.

fonte: Wired


Giornata della memoria

27 January 2009 | Commenta

La voglio commemorare così, ricordandovi che non bisogna mai abbassare la guardia.
Quello che segue (in due parti) è il POD pluripremiato di Christof Putzel di Current che indaga su un fenomeno sempre più esteso in Russia, dove gruppi neonazisti sferrano brutali attacchi contro gli immigrati e diffondono il loro odio inviando online dei video inneggianti alla violenza.



Inauguration Special

22 January 2009 | 8 Commenti

Giornata di primati quella del 20. Con l’insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca anche noi abbiamo segnato un record.
Con 16.273 contatti unici, circa 32.670 pagine viste e oltre 402 GB di banda utilizzata, il pubblico di Current e del Corriere ha premiato così le 4 ore di diretta in streaming proposta dalle 18 alle 21.
Grazie ad accordi con Twitter e Digg, che consentono rispettivamente di inviare brevi commenti in tempo reale e di spingere in prima pagina gli argomenti proposti dagli utenti, Current ha generato un volume di traffico imponente che ha lasciato traccia anche nelle indicizzazioni fatte da Google sulle ultime 24 ore: ben 332870 articoli parlavano di Current e di questi 610 sono in lingua italiana (esclusi i social network e il tam tam dei bloggers). Inoltre, grazie alla conduzione della diretta webradio dei dj e blogger Enrico Sola e Giorgio Valletta, anche la blogosfera ha riconosciuto Current come punto
Nel caso ve la foste persa, ecco a voi (in 4 parti) la registrazione completa della trasmissione.
Ecco la versione audio integrale. La potete scaricare qui.
Di seguito le registrazioni video di tutto l’evento (diviso in 4 parti per comodità):





Invia le tue idee per il futuro !

17 November 2008 | Commenta

Come sapete il RomeCamp ha l’ambizione di dibattere le idee per il futuro. Anzichè aspettare il 21 e 22 per parlarne, abbiamo pensato di iniziare a raccoglierle attraverso una pagina ad hoc creata sul sito di Current.

Dunque non vi resta che andare all’indirizzo http://current.com/romecamp2008.htm e inviare le vostre proposte, originali o segnalazioni pescate in rete, in grado di rendere migliore il nostro futuro nei vari aspetti della vita: tecnologia, ambiente (ed ecologia dell’informazione), società (cultura, politica, scuola, economia). Ricordatevi di taggare ogni proposta con “romecamp2008″.

I primi 30 che invieranno una idea per il futuro saranno invitati all’aperitivo che Current offrirà alla sua community, venerdi prossimo, dopo il RomeCamp, al Caffè Letterario!

P.S. per postare le vostre idee dovrete prima effettuare una veloce registrazione a Current.


Il fertile cazzeggio di Twitter

17 September 2008 | Commenta

Vi ricordate quando durante le ultime elezioni italiane mentre Vespa diceva menate nel suo salotto, ci si “incontrava” nel nostro personale salottino per portare avanti una discussione parallela? Di fatto stavamo vivendo una delle prime esperienza “double screen 2.0″. Successe la stessa cosa durante la diretta americana del Super Tuesday. Quella volta con l’aiuto di Google Maps, riuscimmo a localizzare geograficamente i Tweet con risultati emozionanti (qui un mio video di quel momento), aprendo di fatto ad una serie di eventuali implicazioni sociali, ma soprattutto mediali fino ad allora inesplorate.

Ricordo che quel 6 febbraio mi emozionai soprattutto quando realizzai l’innovazione, ma soprattutto la vastita degli orizzonti di comunicazione che si stavano aprendo di fronte a noi.

Qualche mese dopo Darren Waters (technology editor del BBC website), scrisse un articolo in cui descrisse come l’accostamento di Twitter alla TV produca un “informed viewing” completo, ma la sua affermazione fu presa più in considerazione delle nostre e noi ci dimenticammo dell’accaduto.

Oggi ho la fortuna di lavorare in un posto in cui l’innovazione è il pane quotidiano e in cui il piatto della bilancia non pende né dal lato del mainstream, né da quello della coda lunga: è in un perfetto stato di bilanciamento.

Quello che stiamo cercando di fare in Current è integrare Twitter (o meglio la sua logica da everywhere messaging perfettamente integrata con il cellulare e gli sms) con la TV. Perchè Twitter? Twitter è perfetto perchè è semplice. Semplice, manegevole ed adattabile a bisogni e usi diversi, dal microblogging alle segnalazioni, all’istant messaging in formato più o meno pubblico, ad uno strumento di social networking e microcommunity, ad un semplice e leggero indicatore di presenza, ad un somewhat-casting (nè narrow nè broad).

Parliamo quindi dell’abbandono dell’IM a favore all’EM.

Iniziamo questo esperimento con i dibattiti McCain/Obama, e rispettivi candidati vicepresidenti che verranno ripresi dalla ABC.

Current utilizzerà ritrasmettendolo in tempo reale il feed LIVE di ABC aggiungendo quello che da sempre è il pezzo mancante (soprattutto quando si parla di politica): la voce della gente. [..]

Nonostante sia tutto in lingua inglese, dai dibattiti ai Tweet (che dovranno per forza essere in lingua), ho deciso di ritrasmettere per tutti gli appassionati di politica e di nuova televisione questo fantastico esperimento anche su Current TV Italia (130 SKY). Questi gli appuntamenti:

  • Presidential Debate #1 – Friday, Sept. 26
  • Vice Presidential Debate – Thursday, Oct. 2
  • Presidential Debate #2 – Tuesday, Oct. 7
  • Presidential Debate #3 – Wednesday, Oct. 15

Sarà tutto in diretta e quindi chi vorrà esserci dovrà rimanere sveglio ben oltre la mezza notte, ma credo che il contenuto e, finalmente, la possibilità di partecipare valgano ampiamente lo sforzo. [ via Tommaso ]

E’ un primo esperimento. Ne arriveranno altri a cui verranno aggiunti sempre più livelli di coplessità fino a quando si riuscirà a costruire un media unico e nuovo, un mix equilibrato di live broadcasting e narrowcasting, ma che nello stesso tempo ha logiche che non appartengono né ad uno né all’altro.

Current già rappresenta in parte tutto questo, ma lo fa in maniera estemporanea. Con l’introduzione delle dirette per la prima volta in Italia (siamo il secondo canale di sky in quanto a numero di ore: ben 6 ore di Live), l’approccio mediale cambia profondamente.

Il primo appuntamento è Venerdì 26 settembre su Current e su Twitter. Maggiori info qui.

La cosa emozionante è che l’Italia sarà la prima a farlo e presto ve ne renderete conto, così, una volta tanto, non arriverà il primo anglofono di turno a vantare primati che non gli appartengono.

p.s.

(il titolo non è un idea mia, ma non potevo che usare questo. :) )


Blogfest, VCAM e barcamp: riflessioni a margine

15 September 2008 | Commenta

Ieri sono stato alla Blogfest. Risparmio i dettagli sul viaggio (terribile), vi dico solo che non ho mai visto tante rotonde in tutta la mia vita e che finalmente ho avuto la prova provata che Salò esiste per davvero!.

Mi spiace davvero non essere potuto essere lì durante tutti e tre i giorni della manifestazione, ma impegni lavorativi mi hanno permesso di fare un salto solo ieri in occasione dell’advcamp a cui tenevo particolarmente.

Quando un anno e mezzo fa decisi di organizzare il primo ADVcamp, lavoravo per una agenzia di pubblicità torinese e mi resi conto di quanto divario c’era tra il mondo di chi la pubblicità e quello dei Social Media.

A distanza di un anno e mezzo qualcosa è cambiato, ma ad essere sincero non ho visto così tante novità in giro. Per questo motivo vado particolarmente orgoglioso di aver presentato ieri, durante l’ADVcamp di Nicola, il progetto VCAM che parte proprio oggi qui a Current in occasione dell’85° anniversario della Warner Bros. Salto la parte contenutistica del nostro intervento (che potete rivedere qui così vi fate un’idea) e vorrei concentrarmi sulla formula Barcamp.

Nulla da dire sull’ADVcamp, anzi faccio i miei complimenti a Nicola per aver gestito egregiamente il tutto e per essere riuscito a sopravvivere (come tutti gli altri) alle bizze metereologice. Per questi motivi Nicola ha dovuo ridurre i tempi a tutti (15 minuti) concedendo al pubblico una sola domanda. Peccato, ma uso questo pretesto per lanciare nuovamente una discussione “vecchia”.

Dovremmo iniziare a ripensare ad una formula alternativa che sia il frutto delle necessità di oggi. Tempo fa Antonela mi chiamò in causa incitandomi a dire la mia: lo feci, e rimango della stessa idea. Eccola:

Credo che al di la del barcamp come forma nativa di aggregazione, altre forme conferenziali si ibrideranno con la formula barcamp.
I barcamp intesi come li intendevamo 3 anni fa, stanno sparendo anche se difficilmente si notano i fenomeni di massa come quelli iniziali, piuttosto ci saranno piccoli eventi di poche porsone (anche del’ordine delle decine) che hanno pari dignità e forse permettono una migliore interazione e comprensione dei temi trattati.
Sarebbe bello se in tutta italia ci fosse (magari sotto forma associativa) qualcuno che si occupasse di monitorare e organizzare (là dove non ci sono) questi micro eventi e nello stesso tempo di metterli in relazione/comunicazione tra loro.
I temi sarebbero geo-referenziati. Sarebbe bellissimo (per me) vedere ad esempio barcamp di agricoltori che condividono esperienze e metodi di coltivazione, piuttosto che viticoltori o operai, insomma, sarebbe bello se questi anni di “barcamp” si trasformassero in un’esperienza concreta, tangibile e costruttiva per il territorio radicata in diversi strati della società.
Insomma sto parlando di una rete di micro barcamp che a questo punto avrebbe connotati totalmente diversi che col barcamp (così come lo intendiamo) ha poco a che fare, ma che allo stesso tempo trae da lì e dalle esperienze di questi anni, il giusto spirito per far parlare gli italiani e far condividere esperienze e saperi.

Ma so che questo rimarrà un sogno