Credo che narrazione, design, tecnologia e media differenti possano coesistere.
Il mio lavoro è far si che questo accada.
Questo è il posto dove condivido note, idee, lavori in corso. Tutti i giorni.
...o quasi.

Nasce la Rete Per il Cinema in Basilicata

23 September 2011 | Commenta
Da anni ormai si dibatte sull’importanza di dotare la nostra regione di una Film Commission. Se ne discute all’interno dei nostri confini ma anche altrove, essendo la Basilicata una delle poche regioni prive di un organismo così necessario nell’assetto-cinema nazionale e nelle dinamiche di evoluzione, sviluppo e promozione del nostro magnifico territorio.

Alcuni mesi fa, mossi dal desiderio di contribuire attivamente alla istituzione di questo importante organismo, gli attori Nando Irene e Enzo Saponara e il regista e produttore Antonello Faretta hanno costituito un gruppo su internet denominato Forum per la Film Commission della Basilicata.

Il Forum, ospitato sul social network Facebook,  ha registrato l’adesione di circa 500 iscritti che hanno liberamente alimentato un appassionato dialogo e un serrato confronto sulla materia, raccogliendo le voci e le esperienze  di operatori e protagonisti del settore che vivono in Basilicata o di cui sono originari.  Mettere in contatto professionisti del cinema, studenti e giornalisti dell’audiovisivo si è rivelato un fatto senza precedenti, rafforzando l’idea che contribuire direttamente con questo enorme patrimonio progettuale non era solo opportuno, ma addirittura necessario nel cammino istituzionale che porterà alla nascita della Film Commission lucana.

In tal senso va letta l’iniziativa del Forum, anch’essa innovativa, di avviare un primo censimento di tutte le realtà dell’audiovisivo lucane e di creare un’apposita mailing list (artistilucani@gmail.com) dove il gruppo sta conducendo la prima ricognizione in regione di tutte le maestranze, gli autori, le produzioni, i critici, gli organizzatori di festival e rassegne, le cineteche e le mediateche.

Molto positivo il riscontro tra gli operatori del settore che in circa 80 ad oggi hanno aderito a questa prima iniziativa dando vita alla RETE PER IL CINEMA IN BASILICATA.  Tra questi si contano le adesioni della Cineteca Lucana – senza dubbio il più grande patrimonio cinematografico per la Basilicata e uno dei principali a livello europeo –, gli attori Cosimo Fusco e Michele Russo, i registi Geo Coretti, Luca Acito e Fulvio Wetzl, i giornalisti e critici cinematografici Armando Lostaglio e Salvatore Verde, il direttore della fotografia Ugo Lo Pinto, solo per citarne alcuni. Hanno inoltre aderito molti grandi autori che hanno utilizzato la Basilicata quale location come i Maestri Luigi Di Gianni e Gian Vittorio Baldi.

Accolta molto favorevolmente l’istituzione di una commissione di esperti in seno alla Giunta Regionale, nominata per poter dare l’abbrivio ai lavori della nascente Film Commission, la RETE PER IL CINEMA ha presentato in questi giorni alla Regione un documento ufficiale – sottoscritto da tutti gli aderenti – in cui si sintetizzano una serie di proposte. Tra queste l’ipotesi di struttura della nascente Film Commission, la necessità di puntare sulla formazione cinematografica legata al territorio, gli incentivi di sostegno alle scuole di cinema e ai programmi connessi, senza trascurare la garanzia di accesso e fruizione di tutto il patrimonio audiovisivo prodotto o custodito in Basilicata (di cui la Cineteca Lucana è valido emblema).

Per tutto questo, si chiede al Presidente De Filippo – e agli esperti appena insediatisi – di non prescindere dal coinvolgimento attivo e dal prezioso bagaglio di esperienze rappresentato dai tanti operatori del cinema e della televisione presenti in Basilicata e dai molti lucani che vivono all’estero (sono molti, infatti, i Lucani all’Estero impegnati nella settima arte) o, in altre regioni italiane, che si sono particolarmente distinti nel settore degli audiovisivi.

Si chiede, in definitiva, che una rappresentanza della RETE PER IL CINEMA IN BASILICATA venga coinvolta, sin da subito, in ogni incontro e tavolo tecnico sul tema, programmato dalla Giunta e dalla Commissione di esperti.

Dopo questa prima significativa iniziativa, la RETE PER IL CINEMA IN BASILICATA sta lavorando al raggiungimento di un traguardo ben più ambizioso e storico per la nostra regione: la costituzione in forma giuridica di una Associazione di Categoria del Cinema e degli Audiovisivi della Basilicata, in rappresentanza e tutela degli oramai numerosi professionisti impegnati quotidianamente in questo settore, in grande e continua crescita nella nostra regione.

Per poter seguire e partecipare ai lavori, tutti gli operatori del settore possono iscriversi alla mailing list inviando il proprio curriculum vitae a artistilucani@gmail.com.

Rete per il cinema in Basilicata

Coordinatori:

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Episodio #2: Con gli occhi di una trans

7 September 2011 | Commenta

La prima serie interattiva della RAI continua. Forte del successo dell’8,9% di share (!!!) realizzato dal documentario andato in onda all’interno di Doc3, il 31 Agosto alle 23:45 su RAI3, eccovi la seconda puntata della serie. Le vostre scelte hanno influenzato la seconda puntata, che ora va avanti e vi chiede di continuare a votarne il seguito.

“Alla fine è arrivata la polizia. I tre se ne erano già andati
Mi hanno accompagnato all’ospedale, lì ho sporto denuncia ma mi hanno detto che sarà difficile trovarli.
E’ una settimana che sono chiusa in casa, ho paura, sono sola…”

GUARDA LA SECONDA PUNTATA E SCEGLI COME CONTINUA, LA TRANS SEI TU!
Hai 7 giorni di tempo per scegliere come continua la storia. Vota sul sito della RAI e su Transiti.eu
Il prossimo episodio sarà in onda il 15 Settembre 2011.


Ecco a voi “Transiti”, il primo progetto transmediale Rai

29 August 2011 | Commenta

transiti logo In anteprima assoluta per RAI viene sviluppato e presentato al pubblico un nuovo genere narrativo nato dall’incontro tra WEB, TV, RADIO e ARG.
Io sono il consulente strategico per i Social Media e per la Transmedialità di questo progetto e da Febbraio sto lavorando insieme alle case di produzione torinesi FargoFilm, 2+1 e DocAbout per realizzare TRANSITI, il primo format ibrido creato per raccontare le difficoltà, le aspirazioni e le sfide di chi decide di affrontare il percorso di transizione che porterà alla conversione chirurgica del sesso. Questo prodotto, nelle sue declinazioni televisive, radiofoniche e Web, è un invito ad andare oltre le apparenze, ad entrare in un microcosmo per lo più conosciuto solo attraverso giudizi scontati e quasi sempre denigratori.
La RAI si è affidata ad un team di autori indipendenti e, per la prima volta nella sua storia, diffonde su Radio, Web e TV un prodotto transmediale. Oltre a FargoFilm, 2+1 e DocAbout, il progetto vede la collaborazione di RAI 3, RADIO 3 e RAI NET, in associazione con Oltre lo Specchio (del Gruppo Abele di Don Ciotti) e con il sostegno del Piemonte Doc Film Fund, fondo regionale per il documentario.
Questo prodotto vive sotto diverse forme e, come le storie che racconta, è in transito anch’esso.

Il Documentario per DOC3

Il 31 Agosto alle 23:45 su RAI 3 all’interno di DOC3 sarà presentato il DOCUMENTARIO ‘TRANSITI’ per la regia di Davide Tosco, creato partendo dai videoracconti personali e dalle immagini raccolte dai protagonisti (AngeloCorreale, Alessandra Tria e Katherina Stecher).
Il documentario sarà successivamente acquistabile dal sito del progetto.

La Serie Web: “Con gli occhi di una trans”

Dal 25 Agosto, e fino ad Ottobre, sarà presente solo sul web, ‘CON GLI OCCHI DI UNA TRANS’ la prima SERIE INTERATTIVA RAI, nove puntate in cui gli utenti potranno esprimere le loro preferenze contribuendo ad influenzare il seguito della storia.

Le puntate, oltre che sul sito Rai, saranno pubblicate sulla pagina della serie di Transiti.eu, il sito ufficiale di TRANSITI, ma anche su Vimeo e Youtube.
E’ già possibile vedere la prima delle 9 puntate e votare il finale qui. Eccovi il primo episodio:

La Serie Radiofonica: “Posizioni di Transito”

Ad ottobre RADIO 3 trasmetterà ‘POSIZIONI DI TRANSITO’, serie di 5 RADIO-DOCUMENTARI nell’ambito del programma 3 SOLDI.

I dibattiti attorno a queste tematiche saranno rafforzati da una intensa presenza online mediante la pagina Facebook e Twitter, oltre che al sito del progetto WWW.TRANSITI.EU.

L’obiettivo finale di tutto questo lavoro è porsi una domanda: cosa è la normalità? Chi può dirsi normale?

Continuate a seguire la serie e, se vi va, fatela circolare ;)
Seguiteci su Facebook e Twitter.


Gillo Dorfles e il Manifesto per Matera 2019

4 August 2011 | 2 Commenti

Il compito è arduo. Occorrerà sbaragliare la concorrenza di colossi come Venezia insieme al nord est, Siena, Palermo solo per citare alcune città, senza contare sulla “variabile” L’Aquila che, dopo il terremoto del 2009, potrebbe contare su una corsia preferenziale.
Qualche giorno fa, comunque, a Palazzo Lanfranchi la candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura nel 2019 è stata suggellata dalla costituzione del Comitato Promotore, costituito dalla Regione, dalle province e dai comuni di Matera e Potenza, dalla Camera di Commercio e dall’Università di Basilicata mentre il Comitato tecnico scientifico si avvale del contributo di Franco Bianchini, Antonio Calbi, Pietro Laureano, Rossella Tarantino e Alberto Versace. Ma l’illustrazione al pubblico e alla stampa del Comitato promotore per Matera 2019, con tanto di atto notarile, è stata impreziosita dalla presenza di Gillo Dorfles, 101 anni, critico d’arte, pittore e filosofo, straordinario esempio di longevità ma soprattutto originale testimone del bagaglio artistico e culturale del Belpaese. Insomma, uno di quei personaggi che ti fanno studiare sui libri di Estetica o Semiotica all’Università.
E proprio dall’ultracentenario che è stato uno dei primi a firmare il manifesto di artisti e intellettuali pro città dei Sassi, giunge una spinta decisiva con un filo che si lega al passato della Lucania.
Ho avuto modo di passare un po’ di tempo lì, a palazzo Lanfranchi, principale cassaforte delle opere di Carlo Levi e riprendere l’intervento di Gillo Dorfles.
Con lui inizia ufficialmente il cammino oltre il 2019 Materano.

Il Video in HD è disponibile qui.


Tanto Mario riapre, prima o poi…

27 July 2011 | Commenta

Tra scandali internazionali e scandali locali, alla fine SKY ha avuto la meglio. Finisce così e io sono orgoglioso di averne fatto parte per quasi tutta la sua vita Italiana. Ciao Current.

 


Come l’iPad cambierà i nostri comportamenti

13 July 2011 | 1 Commento

Il nostro rapporto con le tavolette elettroniche è solo all’inizio, ma già possiamo intravedere un uso e delle potenzialità che ci portano lontano dai modelli oggi più pubblicizzati

Ci sono molti di studi su come le persone utilizzano l’iPad e come, sulla base di questi comportamenti, bisognerebbe pensare l’approccio futuro ai tablet. Le ricerche ci dicono che l’iPad è utilizzato principalmente la sera, nel soggiorno e in camera da letto. È un dispositivo che la gente usa per rilassarsi. Non è apparentemente un dispositivo attivo, come un computer portatile – eccezion fatta, naturalmente, per i giochi. Di recente, Mario Garcia ha detto a proposito che «l’iPad è un compagno da sera» e che «proprio per questo, i consumatori sposteranno la loro attenzione sulla prima serata».

RICORDATE LA RADIO?Non sono d’accordo con Garcia. Non abbiamo ancora visto come le persone useranno davvero l’iPad. Le abitudini non sono ancora cambiate. L’iPad non è ancora sufficientemente “connesso”. Gli sviluppatori di App non sono ancora maturi. Dal punto di vista commerciale, l’iPad deve ancora dimostrare davvero quali sono le sue potenzialità. Nessuno degli studi là fuori racconta la vera storia. Raccontano la storia di come le persone utilizzano «l’iPad ora, prima del cambiamento». Quello che stiamo aspettando è proprio il cambiamento. Prendete la radio. Quando è stata introdotta sul mercato di massa, all’inizio del 1900, era un dispositivo per il consumo. Un dispositivo attorno al quale ci si riuniva la sera (in prima serata) e che permetteva di far divertire tutta la famiglia. Sulla base di tale comportamento degli utenti, qual era il modo migliore per far crescere la radio? Doveva essere qualcosa che le persone potevano consumare, passandoci un’oretta in completo relax. La risposta è stata quella di creare show radiofonici. Non certo come gli orribili reality show che abbiamo oggi, ma show teatrali adattati al formato radiofonico. Qualcosa che assomigliava a una rievocazione radiofonica di una commedia popolare o di un buon libro.

Ma non passò molto tempo prima che la gente si rendesse conto che non c’era bisogno di sedersi attorno alla radio per ascoltare i propri show. Nel mentre potevano fare altre cose. Così la radio si è fisicamente ridotta, tanto da diventare portatile. È finita così col passare da qualcosa attorno al quale ci si sedeva per rilassarsi, a qualcosa che poteva essere portata in giro e utilizzata in modalità on o off, a piacimento. I grandi show da un’ora sono stati sostituiti per lo più da un tipo di programmazione che ha incoraggiato palinsesti con molti contenuti di qualità spalmati durante tutto il giorno. Ma non c’era certo bisogno di ascoltarli tutti continuamente. Il formato del contenuto si era evoluto. Si potevano ascoltare per un po’, andare via, tornare e scoprire che stava comunque passando qualcosa di interessante. Il comportamento degli utenti radiofonici è cambiato radicalmente. Le modalità di fruizione radiofonica di oggi sono totalmente diverse da quelle degli albori. Riuscireste a immaginare una radio venduta oggi come un «oggetto attorno al quale si riunisce la famiglia»? Senza sottolineare che la radio ha dei format estremamente limitati.

Continua su Apogeonline.


La Notte della Rete

5 July 2011 | Commenta

“Con La Notte della Rete si vogliono denunciare i rischi di una delibera Agcom per la libertà della Rete. Con la delibera, l’autorità, in presenza di violazioni al copyright, si arroga il diritto di rimuovere contenuti da siti italiani, o inibire l’accesso ai siti stranieri, in modo arbitrario e senza passare da un giudice. Il provvedimento, pensato per “contrastare la pirateria”, rischia di portare alla “censura” di contenuti (per esempio video) che, pur violando il diritto d’autore, risultano ugualmente di pubblico interesse.

Un nuovo potere che si auto-assegna l’Agcom che ha chiaramente una valenza politica. Alla luce del fatto che il Parlamento non si è mai preannunciato sull’argomento e che l’Autorità per le comunicazioni è solo un organo amministrativo.”

Per questo e per tanti altri motivi aderisco convintamente all’appello. La serata comincerà alle 17, alla Domus Talenti di Roma e vedrà la partecipazione di Peter Gomez, Dario Fo, Giulia Innocenzi, Guido Scorza e molti altri.
Sarà possibile seguire anche da questo blog l’evento, grazie allo streaming del Fatto Quotidiano.


Quello che non capisco di Google

1 July 2011 | 9 Commenti

Sto provando da ieri il nuovo giocattolo social di Google: Google+.
Lascio ai molti post che stanno circolando le descrizioni delle funzioni e i tecnicismi. Vorrei concentrarmi su una domanda che mi sto facendo da un po’ di tempo: perché Google continua a investire nella socialità “alla Facebook”?
Non riesco a capire perché stiano sforzandosi così tanto per cercare di fare un facebook con qualche piccola innovazione.
Chiaramente c’è la volontà di primeggiare nel business social, ma credo che Google stia perdendo un po’ di vista le cose. Anche se Google+ introducesse tutte le innovazioni di questo mondo, Facebook non potrebbe che trarne vantaggio. M spiego: Google investe e “innova” con dei nuovi strumenti. Facebook sta lì e osserva come la pensano gli utenti. Se ci dovesse essere qualcosa di utile o attraente, Facebook la potrebbe implementare stando tranquillo del risultato, ma facendo fare il lavoro sporco a qualcun’altro.
Il punto è che non è così facile far migrare utenti da una piattaforma ad un altra. Quello che serve è innovazione. E Google non mi pare ce ne stia mettendo a sufficienza.
La cosa che non capisco davvero però è perchè continuano a pensare ad uno strumento sociale orizzontale e non inizino a capire che forse innovare potrebbe significare verticalizzare la socialità sugli strumenti che già Google possiede. Google Reader ad esempio è un Social Network dal potenziale enorme, ma non sfruttato. Non si potrebbe semplificare il suo utilizzo e verticalizzare la socialità per rendere GReader il Social Network delle news? Gmail è un altro prodotto di successo.
Non capisco cosa stiano aspettando prima di investire in quello che potrebbe diventare uno strumento di comunicazione sincrona e asincrona più potente di Skype? Perchè non far fare alla posta elettronica il salto di qualità?
Insomma, credo che il potenziale sociale di Google stia in prodotti che ha già e che sono fermi (in termini di sviluppo e innovazione). Credo che Google dovrebbe sfruttare la base utenza dei specifici prodotti che ha trasformandoli o spingendoli verso una direzione più social, facendo si che non si crei così un nuovo Facebook, ma si creino tanti Social Network verticali adibiti a specifiche funzioni…anche se Google dovrebbe smetterla di introdurre nuovi prodotti che potrebbero essere inclusi in qualcos’altro. Frammentare troppo, dal mio punto di vista è un errore.
Per concludere penso che fare la guerra a Facebook in questo modo sia un grande spreco risorse.