Credo che narrazione, design, tecnologia e media differenti possano coesistere.
Il mio lavoro è far si che questo accada.
Questo è il posto dove condivido note, idee, lavori in corso. Tutti i giorni.
...o quasi.

Social Innovation Camp Milano

27 April 2012 | Commenta

Social Innovation Camp Milano è un concorso che unisce idee, persone e strumenti digitali per trovare soluzioni ai problemi della nostra città. Le migliori idee verranno trasformate in realtà durante un laboratorio di 48 ore che si svolgerà presso The Hub Milano durante il weekend dell’8, 9 e 10 giugno 2012.
Su questo sito raccoglieremo le idee più innovative per risolvere problemi di natura sociale, ambientale e culturale. Le idee potranno essere inviate entro e non oltre le 12:00 del 18 maggio 2012. Potranno partecipare individui o teams di persone di qualsiasi età, professione o nazionalità. Le soluzioni presentate, tuttavia, dovranno presentare le seguenti tre caratteristiche:

essere legate al web – il prodotto centrale che verrà sviluppato durante il SICamp dovrà essere infatti un sito o un applicativo per smartphone;
dimostrare di avere un forte impatto su una o più sfide di natura sociale, ambientale o culturale, preferibilmente a Milano, ma anche nel resto d’Italia e del mondo;
essere innovative, scalabili, economicamente sostenibili e in una fase preliminare di sviluppo.
Durante la settimana del 21 maggio una giuria selezionerà le sei idee migliori. I proponenti (siano essi individui o teams) delle sei idee vincitrici verranno invitati a partecipare al SICamp Milano durante il weekend dell’8, 9 e 10 giugno.

Durante il SICamp Milano, ai sei individui o teams proponenti verranno affiancati altri esperti provenienti da diversi ambiti, tra cui la programmazione informatica e lo sviluppo di tecnologie digitali, la pianificazione finanziaria, la comunicazione e il marketing, il business development e il fundraising. Proponenti ed esperti lavoreranno insieme in sei teams durante tutto il weekend dell’8, 9 e 10 giugno per trasformare le idee in realtà.

Alla fine della giornata finale del SICamp, ciascuno dei sei teams finalisti presenterà a tutti i presenti, alla giuria e a ospiti esterni il risultato di 48 ore di lavoro: un sito web funzionante, o un applicativo per smartphone, e un piano di comunicazione e sostenibilità economica.

Ma il SICamp non finisce il 10 giugno. Per i successivi tre mesi, The Hub Milano offrirà tre mesi di membership nella sua rete per aiutare i finalisti a sviluppare ulteriormente le loro idee. Il percorso di accompagnamento includerà momenti d’incontro, di scambio informativo, di appoggio e di formazione con esperti della rete di The Hub Milano. Questo sarà fatto con il contributo di SICamp a Londra. Make a Cube valuterà la possibilità di offrire i propri servizi di accompagnamento ai progetti finalisti che dimostreranno di avere le caratteristiche per diventare delle vere e proprie startup.


A proposito di Design

28 February 2012 | Commenta

Post scritto al volo per segnalarvi una pubblicazione in PDF -gratuitamente scaricabile- dal nome “Principles of Social Interaction Design”. Vorrei segnalavi anche un bel post dal titolo The De-Evolution of UX Design.
Il design continua ad essere per me l’elemento attorno al quale costruire le cose e presto capirete perché ;)


E gli australiani scoprirono la Social TV…

20 February 2012 | Commenta

social tv Nielsen ha pubblicato un interessante report sulle abitudini australiane in merito alla fruizione di contenuti televisivi in un contesto di multicanalità e socialità in rete.
Il report arriva a fagiolo anche in virtù della conclusione del più grande evento social degli ultimi mesi: il festival di Sanremo e l’esperienza di fruizione collettiva double-screen avvenuta grazie Twitter.
Il report è una buona lettura che conferma ancora una volta quello che da queste parti si dice da anni: la TV non morirà con Internet, anzi rinascerà più forte di prima proprio grazie alle esperienze multicanali impregnate di socialità.


Il futuro digitale della scuola italiana

10 February 2012 | 2 Commenti

La circolare n. 18 del 9 febbraio 2012, a firma del Direttore Generale del MIUR Carmela Palumbo,  inviata a presidi, dirigenti ed uffici scolastici regionali annuncia delle novità incredibili.

Finalmente la scuola italiana sta facendo un salto epocale verso l’adozione di tecnologie digitali. Dal prossimo anno infatti saranno messi al bando tutte le pubblicazioni scolastiche che non vengano pubblicate sia in formato cartaceo che in formato digitale.

In tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado sarà possibile quindi scegliere di acquistare i libri di testo in formato cartaceo nelle solite cartolibrerie che offrono il servizio o scaricare i libri da internet.

Il sogno di Steve Jobs (e non solo) si sta avverando. Questo provvedimento non solo farà risparmiare molti soldi alle famiglie, ma permetterà di iniziare dei nuovi percorsi di apprendimento basati sulle opportunità offerte dalle tecnologie digitali.

Certo il mercato dell’usato accuserà dei colpi, ma nasceranno nuovi business. A partire dai nuovi zaini.

Era ora.


L’essenza della bellezza

7 February 2012 | 2 Commenti

Una Matera così non la vedevo da anni.

Night lights

Old Lights

Do you hear the silence?

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Uncharted 3: L’inganno di Drake

14 November 2011 | Commenta

Uncharted 3: L'Inganno di Drake
Uno dei tre titoli che aspettavo per l’autunno è finalmente arrivato merita grandi attenzioni (gli altri che aspettavo sono Call of Duty MW3 e e Assassin Creed Revelation).
Il cacciatore di fortuna Nathan Drake torna alla ricerca della leggendaria “Atlantis of the Sands” lungo un viaggio nel cuore del deserto arabo dove si misurerà, insieme al suo mentore Victor Sullivan, con la slealtà di una losca organizzazione occulta. Non mancheranno la fantastica narrazione, marchio di fabbrica della serie, le sequenze di azione da kolossal e un’incredibile grafica, tutto questo in una favolosa versione stereoscopica 3D.
Punti di Forza del gioco sono sicuramente la narrazione coinvolgente tipica del titolo, ma anche il franchise di grande successo in esclusiva per PS3 e il 3D completo che garantisce un’esperienza di gioco ancora più immersiva.
Non vi resta che immergervi, insieme a Nathan Drake, in un lungo viaggio che ci terrà costantemente con il fiato sospeso. Se non vi basta potete approfondire e scoprire ulteriori curiosità sul mondo di “UNCHARTED3″ in questo sito.
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L’umanità ritrovata

30 October 2011 | Commenta

Il Festival della scienza di Genova arriva alla sua nona edizione e continua a raccogliere e presentare all’Italia le testimonianze e i racconti di scienziati, filosofi e divulgatori scientifici di tutto il mondo.
Come spesso accade a chi segue eventi come questo per tutto il loro corso – quest’anno ben dodici giorni -, ci si ritrova la sera a unire i puntini e ad ottenere una visione più ampia di quello che accade durante il giorno.
Ci si trova a stretto contatto con chi l’innovazione la immagina, la racconta o la realizza, con persone straordinarie che con le loro visioni e il loro lavoro stanno disegnando il nostro futuro.
Sono tanti coloro che, passando di qui, quel futuro lo hanno descritto presentandolo come un futuro ormai prossimo e in fase di realizzazione.
Ma ci sono anche persone per cui quel futuro è già arrivato.

E’ il caso di Michael Chorost, un ometto magro, disponibile e con una storia incredibilmente affascinante. La sua storia parte da una fine.
Michael Chorost ci ha raccontato con semplicità di quando è diventato completamente sordo a 37 anni e di quando, poco dopo, è diventato bionico.
L’impianto, come lo definisce lui, è composto da due piccoli dischi neri e magnetici da indossare dietro l’orecchio.  “Nel mio cervello ci sono due chip come questi – e mostra due dischi bianchi grandi come una noce – che ricevono le informazioni che arrivano dall’esterno.
Nel mio cervello sono impiantati alcuni elettrodi che trasmettono i segnali ai miei nervi uditivi. Per far si che questo accada, ovviamente, hanno dovuto inserire centinaia di migliaia di transistor nella mia testa.
All’inizio è stato molto difficile. Ascoltavo la radio ed erano rumori completamente non-sense. Era come ascoltare una lingua che non conosci. Devi esercitarti, fare pratica.
Ma nel mentre, piano piano, ho imparato ad ascoltare qualcosa che prima non ero mai riuscito a sentire. L’anima delle persone.”
L’udito di Michael Chorost può essere  migliorato con nuovi software che apportano modifiche al suo impianto e questo ci porta ad un interrogativo: dove finisce la macchina e inizia l’uomo? Chorost sorride: “Tutti amano la tecnologia, e io anche. Ma nel mio caso è diverso perché io ho la tecnologia dentro di me. Però, la macchina è solo una cosa. Non ha una mente. Un po’ come il violino nelle mani del musicista: è solo uno strumento, perché è il musicista a suonarlo. Il mio impianto è solo un arnese, mi manda informazioni che io devo imparare a capire. Non è magico, non mi fa capire, sono io che so cosa succede”.
Quando il mondo è così difficile da sentire, capita che ci si alleni a tendere l’orecchio. Ad ascoltare più a fondo.
Credo di aver sviluppato una maggiore empatia nei confronti delle persone. Ne sento l’anima”, riflette. Nel suo secondo libro, World Wide Mind, Chorost cerca di indagare su un’idea, un concetto che rappresenta un’imminente intelligenza globale con un’intenzionalità e una coscienza propria, tenendosi lontano dall’idea fantascientifica che Internet, di per sé, stia per diventare intelligente. “Questa è un’idea assurda”, dice. Piuttosto, il “World Wide Mind è l’agire in concerto di esseri umani e Web. La combinazione di questi due elementi può dare origine a un germe di intelligenza superiore a quello delle singole parti. Perché non si può fermare quella fame di restare connessi, il desiderio di guardare lo schermo, ma è possibile incorporare quel bisogno in un fondersi effettivo della tecnologia con il corpo, per fare di quella connessione tramite la tecnologia un collegamento fisico ”.

Lui questo collegamento lo incarna. Letteralmente. E, nell’era della tecnologia, apre a numerosi interrogativi: quando i sensi diventano programmabili, possiamo credere a quello che ci dicono del mondo?
Una domanda che abbiamo posto a uno “psico-tecnologo”, ospite anche lui del Festival: il sociologo belga Derrick De Kerckhove.
Stiamo vivendo un cambiamento epocale”, spiega De Kerckhove. “Una rivoluzione che il sociologo dei media Marshall McLuhan – del quale ricorre il centenario dalla nascita – aveva già previsto nel ’62. Il decalogo di McLuahn è sorprendente per la sua lungimiranza – precisa De Kerckhove – diceva, infatti, che il prossimo medium sarebbe stato l’estensione della coscienza, e infatti Internet è un’estensione enorme che contiene memoria e intelligenza. Che la tv sarebbe diventata una forma d’arte: e cos’è YouTube se non la televisione messa a disposizione di ciascuno di noi, trasformata in arte e in emozione globale? Il sogno di Marx realizzato: l’appropriazione di uno strumento a disposizione di tutti”.
McLuhan non si era fermato qui: il grande sociologo, infatti, aveva definito il computer come il prossimo “sistema di ricerca e di comunicazione”, in grado di “migliorare il recupero dell’informazione e rendere obsoleta l’organizzazione della biblioteca”, di svolgere una “funzione enciclopedica” e di trasformarsi in una “linea privata per trasmettere dati”. Oggi infatti, continua De Kerckhove, “ci troviamo nella terza età del linguaggio. La prima rappresentata dal regno dell’oralità, basata sui rapporti faccia a faccia e sulla socialità. La seconda, l’era della scrittura, crea una situazione nuova: il linguaggio viene esternalizzato, messo sotto il controllo del lettore in modo da generare un rovesciamento tra comunità e individuo, che prende il potere sul linguaggio e scrive il suo destino. Con il passaggio all’elettronica invece, nella terza era, il linguaggio si mischia al nostro essere. Grazie alla digitalizzazione diventiamo creatori e attori del linguaggio, ma siamo anche condizionati dalla tracciabilità e dalla profilizzazione.
Infine l’iPad, che ci riporta al tatto, ribaltando il pensiero del secolo di Freud, nel quale l’ uomo ha paura del suo corpo e l’occhio ha la meglio sul tatto.
Il mondo di oggi, invece, è più tattile che visivo: dobbiamo toccare, scorrere, nuotare nell’informazione. E la conseguenza di tutto questo non può che non essere una moderna magia!
Poi c’è Twitter, che amo molto: rappresenta la maturazione estrema della rete. Il sistema nervoso esteso al pianeta, perché arriva ovunque e dovunque. Al Cairo si può twittare quello che succede e, così facendo, si possono cambiare i rapporti di potere di quel paese.”

Twitter è quindi ciò che meglio rappresenta il polso della rete, diventando una sorta di contenitore e termometro del sentimento collettivo. Un’antenna globale perennemente in ascolto. Una sorta di inconscio globale digitalizzato, moderna versione di quell’inconscio collettivo di junghiana memoria.
Eppure anche nel “mondo magico” contemporaneo c’è il rovescio della medaglia, perché questo “inconscio digitale” è violabile da chiunque, portandoci allo stesso interrogativo che ci siamo posti dopo aver conosciuto Chorost:  possiamo credere a quello che questo inconscio digitale ci dice del mondo?
De Kerckhove ci racconta che questo inconscio è “profilabile e a disposizione. E’ conservato nelle banche dati. Quando facciamo una ricerca su Google, per esempio, veniamo profilati, tracciati in ogni movimento. E questo è un problema: quello di un Pinocchio 2.0 che, come Charlie Chaplin in Tempi Moderni, è l’estensione della macchina con cui lavora. Per questo, la prossima sfida tecnologica sarà tornare ad essere umani, e non solo macchine”.

E’ chiaro quindi che l’incontro tra chi il futuro lo immagina cercando di anticiparlo e chi lo incarna dentro di se, ci conduce ad un punto di vista più antico di quello che immaginavamo. Un punto di vista in cui, nonostante l’affermarsi della bio-tecnologia, della psico-tecnologia e delle emozioni globali veicolate attraverso i bit, la sfida più grande rimane quella di continuare a garantire all’uomo l’umanità che lo rende tale, magari ispirandoci a chi, pur essendo bionico, per capire la macchina che aveva dentro di se ha dovuto imparare prima ad ascoltare l’anima delle persone che aveva di fronte.

Articolo originariamente comparso su Apogeonline.


Gli Open Days in Basilicata. Save the date(s)!

22 October 2011 | 1 Commento

La cultura e la creatività al tempo della crisi: può essere sintetizzato così il tema portante degli Open Days, giunti ormai alla nona edizione, che dopo gli appuntamenti di Bruxelles dal 10 al 13 ottobre scorso, fanno tappa in Basilicata, a Matera il 24 e il 25 novembre e a Potenza il 18 e il 19 novembre.

A Matera gli Open Days mettono l’accento su tutti i temi forti di Europa 2020 e Matera 2019: dal contributo che essere ECOC può dare allo sviluppo urbano, ai temi della sostenibilità della cultura, dell’abitare, della creatività legata alla crescita, ai temi del rapporto fra radici e modernità. Prevista la presenza di prestigiosi relatori nazionali ed internazionali (fra gli altri Marina Wallace, Pietro Laureano, Paolo Rosa, Carlo Borgomeo, e i direttori dei comitati delle Capitali Europee della Cultura 2011, 2012, 2016).
Sono previste inoltre sessioni collaterali (visite guidate alla gravina materana il 24, un incontro fra giovani – young turks – e le istituzioni, ad ora di colazione il 25), ed eventi serali: Ferruccio Soleri e il suo Arlecchino, la sera del 24, e la premiazione del concorso internazionale di composizione Italia 150, la sera del 25 Novembre. Tutti gli incontri di Matera si svolgeranno a Palazzo Lanfranchi; gli eventi si dividono fra il Teatro Duni e l’Auditorium R. Gervasio.

A Potenza gli Open Days si svolgeranno invece presso il Teatro Stabile, il 18 ed il 19 novembre, ed avranno per tema “Strumenti, risorse, progetti per un new green deal dell’area euromediterranea”. In programma, fra le altre iniziative, un dialogo a più voci sulla ricerca di un nuovo corso dopo la crisi globale, con la partecipazione di Mercedes Bresso, Presidente del Comitato delle Regioni.

Le manifestazioni sono realizzate in collaborazione fra l’Autorità di Gestione PO FESR 2007-2013 della Basilicata, e (rispettivamente) il Comitato Matera 2019 e il Comune di Potenza. Ambedue i programmi sono scaricabarili da qui.