Quello che non capisco di Google
1 July 2011 | 9 Commenti
Sto provando da ieri il nuovo giocattolo social di Google: Google+.
Lascio ai molti post che stanno circolando le descrizioni delle funzioni e i tecnicismi. Vorrei concentrarmi su una domanda che mi sto facendo da un po’ di tempo: perché Google continua a investire nella socialità “alla Facebook”?
Non riesco a capire perché stiano sforzandosi così tanto per cercare di fare un facebook con qualche piccola innovazione.
Chiaramente c’è la volontà di primeggiare nel business social, ma credo che Google stia perdendo un po’ di vista le cose. Anche se Google+ introducesse tutte le innovazioni di questo mondo, Facebook non potrebbe che trarne vantaggio. M spiego: Google investe e “innova” con dei nuovi strumenti. Facebook sta lì e osserva come la pensano gli utenti. Se ci dovesse essere qualcosa di utile o attraente, Facebook la potrebbe implementare stando tranquillo del risultato, ma facendo fare il lavoro sporco a qualcun’altro.
Il punto è che non è così facile far migrare utenti da una piattaforma ad un altra. Quello che serve è innovazione. E Google non mi pare ce ne stia mettendo a sufficienza.
La cosa che non capisco davvero però è perchè continuano a pensare ad uno strumento sociale orizzontale e non inizino a capire che forse innovare potrebbe significare verticalizzare la socialità sugli strumenti che già Google possiede. Google Reader ad esempio è un Social Network dal potenziale enorme, ma non sfruttato. Non si potrebbe semplificare il suo utilizzo e verticalizzare la socialità per rendere GReader il Social Network delle news? Gmail è un altro prodotto di successo.
Non capisco cosa stiano aspettando prima di investire in quello che potrebbe diventare uno strumento di comunicazione sincrona e asincrona più potente di Skype? Perchè non far fare alla posta elettronica il salto di qualità?
Insomma, credo che il potenziale sociale di Google stia in prodotti che ha già e che sono fermi (in termini di sviluppo e innovazione). Credo che Google dovrebbe sfruttare la base utenza dei specifici prodotti che ha trasformandoli o spingendoli verso una direzione più social, facendo si che non si crei così un nuovo Facebook, ma si creino tanti Social Network verticali adibiti a specifiche funzioni…anche se Google dovrebbe smetterla di introdurre nuovi prodotti che potrebbero essere inclusi in qualcos’altro. Frammentare troppo, dal mio punto di vista è un errore.
Per concludere penso che fare la guerra a Facebook in questo modo sia un grande spreco risorse.





Daccordo su tutta la linea…
A meno che (come sostiene il buon Roldano De Persio) Google non sperimenti e basta, facendo dei giganteschi test pubblici (Buzz, Wave, Plus…) per accumulare informazioni e poi uscire con l’asso…
Non sottovalutiamo il gigante: a me parrebbe davvero strano che un ragionamento come quello che fai tu e tante altre persone di buon senso non sia chiaro ai tizi di G….
Credo che la risposta alle tue perplessità stia proprio nell’esigenza da parte di G di costruire un “filo rosso” orizzontale che leghi i suoi servizi (di potenzialità verticale) tutti insieme. Soltanto così potrà valorizzarne l’enorme importanza singola.
Sono anni ormai che Google deve in qualche modo rispondere a Facebook. Qualcosa va fatto per forza, altrimenti gli cedi il campo fino a farti superare sul tuo stesso terreno. Su questa premessa, i tentativi abbozzati finora hanno avuto la caratteristica di singolarità, ovvero costruire delle aggiunte a un servizio già esistente per provare a inserirsi nel social (tipo Buzz).
Si tratta però di un approccio sbagliato, che non gioca sui punti di forza di G, i quali vengono dai suoi prodotti nello specifico e dal mondo del Search nello specifico.
Per la prima volta Google sembra averlo capito, e sta cercando di costruire un tessuto organico che parta dai risultati delle ricerche (cambiandone la natura stessa e rendendoli social col +1) e attiri a sè questa ricchezza da più parti. Nessuno dei servizi google può essere “elevato” da solo alle vette dei giganti del social. Al tempo stesso, chiudersi nella specificità di ogni servizio non consente di costruire una massa critica sufficiente.
Ma creando una sorta di “cerchio della botte” piuttosto basilare che unisca i vari servizi (foto, aggregatori, video, chat, email, il dominio sull’integrazione nella piattaforma mobile tramite Android) credo serva come primo passo per renderli una sola struttura coesa che sia “social-ready” e consenta poi quella crescita verticale di ognuno di loro (e a quel punto non saranno più “ognuno”, ma tutti sotto lo stesso ombrello) di cui parli tu. Tu fai l’esempio di Google Reader, e c’è tutta una sezione di Google+ che sembra andare proprio in quella direzione (inserita però in una struttura sociale di supporto in cui possa interagire con le altre verticalità – ad esempio il +1).
Su Gmail è vero che si sarebbe potuto spingere prima, ma i pezzi sono comunque pronti sulla scacchiera per farlo diventare un player importante nel ramo (di nuovo, Google+ offre uno scenario più integrato per fondere chat, video e multi-video, magari addirittura riprendendo certi elementi del fu Wave). E lì ad esempio Facebook rischia di non partecipare, considerando che la sfida sarà con il nuovo skype super integrato con il mondo Windows, Xbox e Windows Mobile.
In sostanza la vedo come una mossa proprio per smettere di frammentare troppo e rendere vari strumenti più “parenti” di quanto non siano ora. E la guerra a Facebook purtroppo è inevitabile.
@Cinelais: ha senso quello che dici, e ben vengano queste “guerre”, a guadagnarci siamo noi utenti.
Penso che comunque ci sia necessità di semplificare l’esperienza Google.
Vedremo quello che succederà, ma a furia di aspettare, si rischia di far passare il treno.
@Claudio: non è la prima vota che grandi colossi fanno scelte sbagliate così gravi ed evidenti. Prendi Nokia o la Apple prima del ritorno di Steve Jobs. Ma questa non è certamente una scelta di quella portata.
“Perchè non far fare alla posta elettronica il salto di qualità?” fu fatto con Wave, ma era troppo avanti perché potesse sfondare… stanno progredendo per passetti: molte delle incredibili potenzialita di wave stanno confluendo in + assieme agli altri prodotti
Ci provarono con wave. Non era troppo avanti. Era troppo lento
Il motore di wave lo stanno ovviamente utilizzando. Il punto è l’esperienza utente….che non è sufficientemente semplificata.
“E lì ad esempio Facebook rischia di non partecipare, considerando che la sfida sarà con il nuovo skype super integrato con il mondo Windows, Xbox e Windows Mobile.”
Mi auto-quoto perchè pare che l’imminente annuncio da parte di Facebook riguardi proprio una partnership con Skype, mossa furba per evitare lo scenario da vaso di coccio in mezzo ai due giganti che avevo delineato…
Google è un mostro. Migliaia di persone ci lavorano, studiano, analizzano.
Noi possiamo guardare e confondere successi con insuccessi, idee con scherzi.
La cosa sicura è che Google ha azzeccato molte cose e sbagliato tante altre e che ha diversi core business, uno di questi al momento “non è” il social networking. Buzz e Wave sono stati insuccessi cosmici. Orkut no, se uno la guarda dal punto di vista della potenza e della popolazione, è vero che da noi non se lo è cagato nessuno, ma in altre nazioni molto popolose è stato un successo e ancora oggi è più utilizzato di FB. E poi i signori di Mountain View sanno benissimo che tutto prima o poi cade… Guarda Nokia. Al primo passo falso, loro sono pronti e hanno già investito.
Vedremo.
Condivido quasi tutte le posizioni, tuttavia non sottovalutate il fatto che Facebook ha ormai mostrato i suoi limiti, è inusabile e illeggibile per la stupidità dei contenuti proposti.
In quest’ottica ricominciare da zero con un prodotto nuovo e con meno utenti (non trovo un cristiano che mi inviti neanche a pagarlo) e comunque meno conosciuto forse permette un di riequilibrare le cose.
Una cosa è certa, da queste competizioni ci guadagnano gli utenti.
Saluti