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Verso una TV Semantica e multipiattafoma

13 April 2011 | Commenta

Ci sono un sacco di idee a proposito del futuro della televisione, ma i tedeschi dei Syzygy Lab ne hanno una molto interessante. Il loro approccio è quello di creare un’esperienza di intrattenimento multi-piattaforma/device aggregando contenuti affini ai nostri interessi. Essi sono in grado di trasformare qualunque televisore in un “visualizzatore” di nuova concezione, e il tuo iPad o cellulare in una rivista remota connessa al contenuto che va in TV.
Questo il teaser:

L’esperienza televisiva è stata progettata come un aggregatore di notizie visivo, portando alla nostra attenzione il tipo di contenuto che si desidera. Il contenuto viene da più canali, incluso quello social. È possibile condividere l’esperienza, partecipare a spettacoli dal vivo e ottenere altri contenuti e informazioni su ciò che si sta guardando.
Il futuro della TV, secondo alcuni, sarà probabilmente qualcosa in cui la TV attuale è solo una piccola parte di esso. La stessa televisione è solo un modo per vedere qualcosa già impacchettato e filtrato, ad una definizione più alta, dal proprio divano.
Questo è ciò che fa questa “guida”. Non è stata progettata secondo i metodi tradizionali, quindi basandosi su categorie predefinite dal mittente, ma concentrandosi su ciò che ti piace, quando ti piace.
Attenzione però: in questo caso molta della sperienza multidevice funziona se è on-demand.
Quando ci si immerge in uno spettacolo specifico, si ottiene una panoramica di cosa si tratta, una descrizione, le valutazioni, la connettività sociale, ecc
È quindi possibile scegliere di vedere un’anteprima o guardare semplicemente tutto lo spettacolo. E se volete vederlo sullo schermo del televisore basterà un clic.
È possibile modificare il tipo di contenuto che viene presentato ed è inoltre possibile combinare diversi stati d’animo, come è possibile cercare e creare “segnalibri” per canali specifici. È inoltre possibile condividere il canale per farlo vedere agli altri, così come abbonarsi a canali di altre persone.
L’esperienza televisiva è “aumentata ” con informazioni aggiuntive come live-scoring, grafici e media interattivi. E poiché la scoperta avviene su dispositivi mobile, non si ottiene l’orribile esperienza del set top box, ma ogni Medium rimane indipendente e pubblica solo il contenuto a lui destinato.
La socialità è un’altro elemento importate. Non solo si può guardare quello che stanno facendo gli amici, ma è possibile interagire attivamente con loro durante uno spettacolo, oltre che vederlo insieme a loro in location diverse grazie ad un sistema di multiconferenza che permette di condividere con gli altri le emozioni e le reazioni della visione. E “come stare insieme” anche se si è distanti nello spazio fisico.
E, infine, dato che l’esperienza è multi device, i brand possono offrire l’acquisto dei prodotti che si sta guardando sul dispositivo mobile, mentre lo spettacolo è in riproduzione.
Mi sembrava interessante segnalare questo progetto perché è uno dei pochi che fino ad oggi ha compreso la necessità di lasciare ad ogni medium il suo compito.
La convivenza di contenuti creati per contenitori diversi su un unico Medium può portare, e porta, ad una pessima esperienza. Non si può creare una TV interattiva senza lasciare ad ogni strumento un compito da svolgere. Uno e uno solo.
Sicuramente per arrivare a questo punto ci sarà bisogno che i Televisori evolvano e che le case produttrici decidano di offrire uno standard di comunicazione interno. Per vedere realizzate queste idee, c’è bisogno che così come gli standard di trasmissione analogica o digitale, il televisore comunichi con noi sul divano (o meglio con il nostro dispositivo) con uno standard che permetta la liberazione dei vincoli di programmazione. Ad oggi però questa strada sembra difficile proprio perché si sta tentando di chiudere l’esperienza e creare pacchetti predefiniti di app per TV con partner consolidati e sicuri. E’ chiaro che le grosse Major limitano tutto questo, perché spesso sono sempre loro che producono le TV. Pensate alla quantità di soldi che perderebbero se il mercato “si liberasse” e Internet potesse dire la sua. Ci vorrà ancora un po’ prima che tutto questo accada. E i motivi sono gli stessi che ho descritto qui.
L’esperienza utente quindi può essere multipiattaforma e incredibilmente “interattiva”, ma ha bisogno di definire prima chi fa cosa. Non vi fidate di chi vi promette box multifunzione capaci di rendervi l’esperienza migliore. Ve la peggiorerà.
Questa è una buona soluzione, anche se piena di limiti dovuti alla lentezza con cui evolve questo settore. Un settore in mano a troppe poche persone.



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