Il ‘nuovo’ sito del Comune di Matera: un’occasione persa
17 February 2011 | 39 CommentiUn paio di giorni fa è stato presentato il nuovo sito del comune di Matera. Nonostante ne avessi intravisto qualche screenshot, mi ero imposto di non commentare finché, giustamente, il lavoro non fosse stato presentato per intero. E così ho fatto.
Ieri sera, appena tornato da New York, ho avuto modo di vedere lo scempio che è stato compiuto e devo ammettere che ancora mi disturbo al solo pensiero.
Per dovere di cronaca, ed a scanso di equivoci, vorrei far presente che anche io ho partecipato al bando per il rifacimento del suddetto sito, per cui ne conosco molto bene i dettagli, i partecipanti, i voti presi e le modalità di selezione. Quello che segue non è una lamentela rispetto al fatto che non sia stato il mio progetto a vincere – benché io continui a pensare che sia nettamente superiore a questo risultato -, ma un’analisi tecnica del prodotto. Non mi interessava il vincitore, mi interessava che questa città si dotasse finalmente di qualcosa pronta per le sfide future che la attendono, tanto che avevo anche proposto una consulenza gratuita in merito. Ci tenevo così tanto a che non si perdesse questa occasione, che oggi mi risulta davvero difficile non commentarne il risultato. Vi avverto, per quanto abbia cercato di essere sintetico, il post è lunghetto. Eppure ci sarebbe un libro da scrivere a tal proposito.
Ma andiamo con ordine:
Accessibilità
Partiamo da una constatazione positiva. Finalmente dopo quasi 12 anni, si è rinnovato un servizio fondamentale per la pubblica utilità, per la cittadinanza e per gli ospiti di questa città, applicando finalmente la legge n.4 del 9 gennaio 2004 – cosiddetta legge Stanca - che definisce i soggetti che devono garantire l’accessibilità dei propri siti e sistemi informatici, per garantirne il completo accesso anche a tutti coloro che necessitano di tecnologie assistive, oltre a prevedere l’utilizzo di linee guida che si rifanno agli indirizzi del W3C in ambito di usabilità.
Il primo problema però è che il sito non è completamente validato. Ci sono cioè aree che non rispettano questi standard. Prendiamo ad esempio la pagina relativa al forum. Noteremo che la validazione presenta degli errori. Stessa cosa per la pagina interna del topic, dove gli errori in fase di validazione sono ancora più consistenti. La situazione si ripete nella pagina di registrazione alla piattaforma, per non parlare della pagina dei bandi in cui trovo una fantastica sorpresa di cui parlerò più avanti.
Anche nel momento della registrazione ci si trova davanti ad un altro inconveniente. Se l’avete fatta, ve ne sarete accorti. Se non l’avete fatta, guardate come si presenta il messaggio di avvenuta registrazione. Davvero riuscite a leggere senza problemi?
Potrei continuare dicendo che i test effettuati sulla compatibilità con i browser non sono stati tutti positivi. Si sono riscontrati problemi con la visualizzazione, in alcuni casi molto gravi, su Firefox 3.0.3 su Ubuntu 8.04 LTS, Firefox 2.0.0.20 su Debian 4.0, Navigator 9.0.0.6 su Debian, Opera 10.60 su Debian, Konqueror 3.5 su Debian, Opera 9.63 su Windows XP, SeaMonkey 2.0 su Windows XP, Opera 11.00 su Debian, Firefox 4.0 su Debian, Netscape 8.1.3 su Windows XP, Flock 2.5 su Windows XP, Flock 2.6 su Windows XP, SeaMonkey 2.0.6 su Debian, solo per citarne alcuni.
Ma non voglio entrare nel dettaglio e nei tecnicismi. Il discorso sarebbe lungo, molto tecnico e vi annoierei. Il mio compito, ed il mio lavoro, è un altro. Lasciamo ai tecnici il compito di risolvere i loro bug.
Possiamo dire infatti che secondo i validatori ufficiali, il sito risulta scritto correttamente per il 98% circa delle pagine e gli errori che si presentano ai validatori sono eliminabili facilmente.
Al di la di questo la piattaforma non è messa così male.
Il problema però non sta tanto nel codice, ma nella sua risultante.
In sostanza, per farvi un esempio, è come se si acquistasse una mercedes prodotta oggi – con un motore che funziona al 98% – ma che si ritrova con la carrozzeria di una Duna. Al prezzo del mercedes però.
Qui, infatti, nonostante i piccoli errori, il problema non è l’accessibilità.
Il problema è l’idea di fondo e la realizzazione.
Il Progetto
Il progetto realizzato consta complessivamente di 3 aree principali definite già dall’area introduttiva alla piattaforma e organizzate allo stesso modo nel menu’ superiore di ognuna di queste 3 aree (detta anche testata o header).
La prima sezione è dedicata al sito istituzionale con i riferimenti alle attività istituzionali del comune, la seconda è un’area dedicata al turismo e alle informazioni correlate e la terza è una sezione dedicata ai servizi ai cittadini.
Facendo un rapido giro in ognuna di queste sezioni, anche all’utente poco esperto salta all’occhio una cosa evidente: è sempre la stessa piattaforma. Quello che distingue le tre aree è il menu’ verticale a sinistra che aggiunge o toglie link a sezioni riferite a quella specifica area.
A questo punto mi chiedo: perché è stato introdotta una pagina introduttiva? Perchè è stato introdotto all’utente un passaggio in più quando alla fine si finisce sempre sulla stessa piattaforma? Una buona organizzazione dei contenuti, una buona analisi dell’information architecture e quindi una più attenta analisi dell’interaction design, avrebbe potuto tranquillamente aggregare la sezione servizi a quella del sito istituzionale, anche perché concettualmente, queste sono due cose molto distinte dalla sezione turistica.
Un buon lavoro progettuale infatti parte da un presupposto solo: eliminare il superfluo.
In questo senso, la home page di google è l’esempio più eclatante e più riuscito.
Design e Usabilità
Alla base di questo sito riconducibile ad un sito del 2003/2004 c’è un errore di fondo. Si è partiti prendendo come riferimento siti di altre pubbliche amministrazioni. Come se, guardando in giro, si vedesse una piattaforma fatta per bene.
Chi lo ha detto che un nuovo sito istituzionale debba somigliare ai siti di altri comuni/province/regioni? E soprattutto, chi lo ha detto che il sito istituzionale di informazioni turistiche della città – che sul turismo sta basando il suo futuro – debba somigliare al sito istituzionale?
Ho voluto scomodare dalla mia libreria qualche libro a tal proposito. Tra le decine che ne ho, ne ho presi tre. I primi due sono del guru dell’usabilità Jakob Nielsen, uno che ha solo qualche pubblicazione a proposito e i cui studi sono alla base dei principi applicati dal W3C e quindi anche della Legge Stanca.
Sottomano ho “Web Usability” e “Web Usability 2.0″.
La prefazione di “Web Usability 2.0″ inizia così:
“Dieci anni fa, il Web era avventura, oggi è abitudine. E’ diventato uno strumento: lo si usa se conviene, altrimenti no”.
Nielsen ci dice che la prima volta che un utente visita il vostro sito, avete meno di due minuti per dire quello che dovere dire. E’ l’insegnamento fondamentale del Web: dal punto di vista degli utenti, ogni pagina deve giustificare la propria esistenza, e il tempo che richiede. Se una pagina non lo fa a colpo d’occhio e con chiarezza, gli utenti vanno altrove. I più non si degnano nemmeno di scorrere per vedere cosa c’è in fondo alla pagina.
La lezione di Nielsen è chiara: l’utente va messo al centro di tutta la progettazione e tutto va costruito attorno a lui.
Ritornando all’introduzione del sito, Nielsen dice: “le pagine di benvenuto sono state tra i primi peccati di un design che disprezzava i propri utenti. [...] ma ci sono ancora siti che insistono a rallentare gli utenti con questa tecnica imbecille. [...] Le pagine di benvenuto devono sparire.” (pag. 111, Web Usability 2.0).
In “The Smashing Book. The principles of Great Graphic Design“, a pagina 15 potrete trovare una delle migliori definizioni che ho mai letto di Web Desing: “Graphic design, in any form, is ultimately an exercise in visual communication“, tradotto significa: “La grafica, in qualsiasi forma, è in definitiva un esercizio di comunicazione visiva“. Stiamo quindi parlando di tutta quella branchia di studi sulla semiotica applicata al Web.
La progettazione del Design su Web si basa su tre principi fondamentali: il contrasto, lo spazio e la tensione.
Il contrasto è l’elemento fondamentale sul quale è basato il Web Design. E’ la guida per i nostri occhi che assegna importanza agli elementi della pagina. Il constrasto non è solo un fattore cromatico, ma anche un elemento che si riferisce alla dimensione del testo. La relazione tra l’importanza dei testi presenti in una pagina è basata su questo.
Prendete ad esempio questa pagina: C’è contrasto tra l’illustrazione e la fotografia, tra astratto e concreto, colore e (quasi) assenza di colore, e persino tra l’ordine ed il caos. Ma la cosa più importante è che il contrasto ha specifici propositi all’interno del sito che contrappone due aree di competenza: design e sviluppo (la parte artistica e la parte tecnica).
Questo esempio è straordinario per comprendere quanto sia molto più facile far passare un messaggio attraverso la grafica che con le parole.
L’introduzione del nostro sito materano in primis e le pagine successive poi, invece, appiattiscono ogni messaggio. La grafica non guida l’utente e non rafforza il messaggio. E’ palese ed evidente l’assenza di un minimo studio semiotico a riguardo. Se poi confrontate sotto questo punto di vista le piattaforme istituzionali e quella turistica, vi sarà subito chiaro che questa regola base del web design porta gli utenti a non riuscire a distinguere neanche in quale parte della piattaforma si trova.
La seconda regola del Web Design è lo spazio.
Vi è un assioma sui caratteri tipografici che dice che non si crea una lettera, ma piuttosto viene scolpita dallo spazio bianco attorno ad essa. E’ fondamentale capire che può essere usato per generare effetti fantastici senza chiedere attenzione all’utente. Lo spazio bianco è lo strumento alla base del minimalismo su Web ed il minimalismo è il miglior modo per mettere a proprio agio un utente e dargli esattamente quello che vuole, guidandolo nelle sue scelte.
La home page dell’agenzia di design Academy, è un importante esempio di come si può giocare con lo spazio biaco.
Con solo pochi elementi sulla pagina lo spazio è impiegato in modi davvero accattivanti. Il logo principale è spezzato e contrariamente ad una ovvia mancanza di linee distinguibili, lo spazio bianco stesso da’ ordine al caos grazie a chiare linee definite all’interno di una griglia. Questo crea pattern tradizionali di lettura (dal punto in alto a sinistra al punto in baso a destra) e tradizionali di scansione della pagina (come quello ‘a F’ ). Invece, l’occhio è guidato immediatamente verso la forma astratta che le lettere creano verso la destra della pagina, successivamente verso il logo in alto a sinistra tra il menu’ ed eventualmente nel testo.
Questo è solo uno stratagemma grafico che utilizza gli spazi bianchi per spostare l’attenzione dell’utente su ben precise porzioni della pagina.
Nel nostro sito materano, gli spazi bianchi semplicemente non esistono. Quasi ogni porzione delle pagine è occupata da qualcosa. In questo modo l’attenzione dell’utente non viene guidata verso nulla. Si genera semplicemente caos, confusione.
La terza regola del Web design è la tensione.
Chiunque sia minimamente interessato all’arte e conosca Vasilij Kandinskij conosce già questo concetto. Non mi dilungo sul tema e non vorrei fare una lezione di semiotica, ma la base del concetto di tensione è che come per lo spazio bianco, gli elementi sono usati per guidare gli occhi e definire la composizione della pagina, definendone il “ritmo”. Cercate una guida alla Composizione VIII di Kandinskij per farvi un’idea.
Il concetto di fondo nell’applicazione di questi tre principi di base è uno: il minimalismo comunica messaggi che sono integrati nel design stesso. Non applicare questi concetti è il primo grande errore di un Web Designer.
Decidete voi se il sito del Comune di Matera rispetta anche solo uno di questi principi. E se la navigazione di siti come questo è semplice o meno.
Ci sarebbero centinaia di cose da dire a proposito di usabilità e design, ma non sono certo qui a fare una lezione di Web design o Semiotica. Mi vengono però in mente le impossibili navigazioni delle finestre aperte in pagina delle sezioni “chi è”, “guida ai servizi” o “aiutaci a migliorare” presenti in questa pagina (nelle quali, oltretutto, molte immagini sono “rotte”, cioè non visibili) o quella incredibilmente lunga della pagina “Archivio Determine” raggiungibile da questo link.
In conclusione, parlare di usabilità e di design è tanto importante quanto parlare di contenuti. Perchè come abbiamo visto sono spesso la stessa cosa.
Ricerca
Il primo dei 10 errori più comuni nel Web design è offrire cattivi risultati di ricerca.
La soluzione che si è voluta implementare in questo sito è quella apparentemente più semplice: google.
Cosa può offrire risultati di ricerca ottimali meglio di google?
Beh, provate ad andare nella sezione di ricerca e cercate la parola “bandi”.
Il risultato è agghiacciante. Ed è incredibile che non si sia pensato a questo errore madornale.
Google può essere utilizzato su ogni sito limitando tutte le ricerche ad uno specifico dominio. I risultati che ne usciranno sono quelli che google ha (aveva) già indicizzato rispetto a quel sito. Di fatto, se cercate la parola “bandi” e cliccate sul primo risultato, verrete mandati alla sezione bandi del vecchio sito e quindi ad una pagina di errore 404 che significa pagina inesistente.
La cosa peggiore è che l’incorporamento di google all’interno di questa pagina, risulta coperto da un layer grigio che ne rende difficile la fruizione, almeno dal mio mac con safari. Per non parlare delle pubblicità che google fa comparire nella pagina di ricerca. Delle pubblicità commerciali su un sito istituzionale.
Decidete voi.
Lanciare un prodotto incompleto
La cosa peggiore da fare quando si lancia un prodotto è presentare un prodotto incompleto.
Nella sezione Turismo, in basso si trova una sezione chiamata “Vivere a Matera” la cui presenza è priva di ogni senso. Non è cliccabile e addirittura le sezioni carnevale e pasqua sono senza immagini. Allora provo a cliccare su “Vivere a Matera” nel menu’ a sinistra sperando di trovare qualcosa che mi convinca che la scelta di tornare vivere a Matera sia stata quella giusta. Ma niente. Questo è il risultato. Giudicate voi.
La cosa più fastidiosa però è scoprire che questa sezione turistica non è altro che un contenitore semivuoto fatto di link esterni (prevalentemente all’APT), che scopri essere esterni solo dopo essere “atterrati” sui siti esterni, e senza che mi venga detto in alcun modo.
Ancora peggio è linkare la vecchia piattaforma (ospitata sul server del comune) con relativa -vecchia- grafica. Provate a cliccare su “civiltà contadina” e “Luigi Guerricchio” dal menu’ di sinistra e vedrete voi stessi.
Continuo. Ho voglia di segnalare un sito interessante al comune di Matera e quindi, dopo essermi registrato, mi loggo e clicco su “segnala un sito”. Mi viene detto “Non sei autorizzato a visualizzare questa risorsa“. Allora perchè mi viene proposto di segnalare un sito se non sono autirizzato? Ennesima informazione superflua.
Lascio a voi scoprire quali altre aree sono vuote. Ma per favore, non cliccate sulla voce “commissioni consiliari” nella pagina degli organi istituzionali, potreste rimanerci davvero male.
Social
Il cosiddetto Web 2.0, che in questo sito è stato completamente ignorato, col tempo si è trasformato in quello che oggi conosciamo come Web Sociale.
Si è finalmente capito (o almeno lo hanno fatto in molti) che il web è uno straordinario ecosistema di mezzi di comunicazione. E’ quindi un connettore di persone, portando il termine “rete” all’idea di Rete di persone.
Il vero punto di forza del Web di questi ultimi anni è la socialità. Ed è anche il motivo per cui oggi Facebook oggi vale più di 3,7 miliardi di euro (cifre in costante crescita).
Il bando del nostro sito prevedeva la presenza di un forum come strumento di comunicazione tra pubblica amministrazione e cittadini, ma prevedeva anche la possibilità di apportare miglioramenti al bando stesso. La cosa strana è che proprio l’azienda che ha preso il più alto punteggio di tutti alla voce “miglioramenti”, abbia lasciato quello che qualunque architetto del Web moderno che si rispetti avrebbe cancellato per prima cosa.
Stiamo parlando dei forum, sistemi complicati in cui la gestione delle conversazioni è difficile, in cui gli elementi sono ordinati in modalità molto rigide, in cui fondamentalmente l’utente deve adattarsi ai contenuti.
Il presupposto di ogni social network è la condivisione di un interesse specifico da parte di molte persone che vivono, discutono, producono contenuti attorno a quell’interesse. Per flickr le foto. Per youtube i video. Per facebook, le persone stesse sono il contenuto.
La mia proposta, come immagino la proposta di altri, era stata quella di creare un social network, partendo dal presupposto che il comune in quanto istituzione è di fatto un centro di aggregazione di un network formato da persone che hanno in comune diverse cose: la cittadinanza, gli usi, i costumi, le tradizioni. In sostanza il comune non è altro che un network di persone che hanno in comune quella città.
E allora quale miglior sistema, più facile da fruire lato l’utente, più facile da integrare con altre piattaforme già esistenti, se non un social network del comune di Matera integrato con facebook e che funzioni come facebook.
Ora prendete un qualunque forum e prendete facebook. E ora ditemi quale secondo voi è il migliore strumento per comunicare con altre persone. A voi la risposta.
Il Comune di Matera si è anche dotato di un canale Twitter.
Un triste account destinato a morire nel giro di poco che ripubblica in automatico le notizie pubblicate sul sito. Dico destinato a morire perchè non c’è nessuno che se ne prende cura, o perlomeno nessuno che abbia utilizzato una strategia adatta allo strumento per comunicare con esso. Basta guardare quanti sono i following e dal tipo di contenuti pubblicati. Ma su questo sono confidente. E’ presto, quindi lo valuteremo nel tempo, sperando che il servizio su Twitter arrivi ai livelli di quello offerto su Twitter dal comune di Torino che ci ha dedicato del personale, perché avere una pagina su twitter o facebook e lasciarla vivere in maniera automatizzata è come aprire uno sportello al pubblico che al posto di una persona ha uno schermo con dei riferimenti ad altri uffici.
La cosa che invece non vedo è una pagina facebook ufficiale.
In ogni caso gli account ufficiali del comune sono impossibili da trovare sul sito.
Ecco un’altro errore delle pubbliche amministrazioni. Non sono gli utenti/cittadini che devono andare da loro, ma loro che devono andare dai cittadini. Errore ancora più grande è quello di creare strumenti che non vengono gestiti. Non si può dire di essere su Twitter se si pubblica solo roba generata in automatico. Twitter è uno struemento di conversazione, non uno strumento di publishing. Purtroppo passerò come uno all’antica, ma continuo ad essere del parere che se si deve fare una cosa e farla male o abbandonarla lì, allora è meglio non farla. E ancora peggio è se questo errore lo fa il mio comune con i miei soldi.
Localizzazione
Pare che chi ha progettato questo sito abbia speso tanta attenzione a vendere una piattaforma di informazione turistica che però si è completamente dimenticata del piano di marketing dell’APT Basilicata che individua quattro nazioni obbiettivo. Quattro nazioni cioè, su cui la regione stanno investendo molti soldi pubblici in pianificazioni strategiche della comunicazione e in marketing.
Se i progettisti avessero letto il piano e avessero voluto fare una cosa fatta per bene, avrebbero presentato un sito in almeno 6 lingue. Inglese, Italiano, Francese, Tedesco, Spagnolo e Portoghese. Ma io ci avevo aggiungo anche il Giapponese ed il Cinese. Matera è la punta di diamante di questa regione ed è ormai chiaro a tutti che il turismo è il settore su cui puntare. Una città che si presenta ai turisti in questo modo non può dire di investire seriamente in questo settore. E’ come se una nazione si candidasse ad ospitare i mondiali, ma non avesse la possibilità e la voglia di costruire degli stadi adeguati. Guardate come si presenta il sito di promozione ed informazione turistica di New York, Stoccolma, Montreal, Australia, Austin (Texas, USA), solo per citarne alcuni.
Picasso diceva senza torto: “I bravi artisti copiano, i grandi artisti rubano“. A volte basterebbe solo “rubarle” le buone idee per raggiungere un buon risultato.
Oggi il sito del comune di Matera, candidato a capitale europea della cultura, si presenta in una lingua e mezza.
C’è l’italiano, ovviamente, ma c’è anche mezzo inglese.
Provate voi stessi a cliccare sulla bandierina inglese e a navigare il sito. Tranquilli, se non conoscete l’inglese ce la farete lo stesso. Mezzo sito è non tradotto e non sto parlando neanche dei contenuti, ma delle voci di menu’. E questo è inaccettabile, anche perché era una delle condizioni essenziali previste del Bando.
C’è poi una buona norma che si è imposta da quando la applicata youtube intorno al 2007. Quella di non dover far scegliere all’utente il suo paese, ma di farlo scegliere direttamente dal sito in automatico localizzando l’utente con l’IP. Anche se l’utente non volesse utilizzare la lingua del paese in cui si trova, potrebbe sceglierla, ma così si ridurrebbe drasticamente la percentuale di utenti che devono andare ad impostare la lingua inglese per poter navigare (rimanendo comunque delusi). Ancora una volta si chiede all’utente uno sforzo inutile.
Last but not least
La chicca di cui parlavo all’inizio la trovate in questa pagina. Guardate in basso nella colonna di destra.
Quello è un elemento del primissimo Web bandito da circa 10 anni.
I motivi sono molti. Il primo, e più importante, è racchiuso tutto in questa frase: “Se hai bisogno di un assistente virtuale, una guida, un manuale, un help o qualunque altro oggetto il cui scopo è quello di guidare l’utente nella navigazione, vuol dire solo una cosa: lo studio alla base dell’architettura delle informazioni, dell’usabilità o del design è completamente sbagliato.”
Una buona analisi della piattaforma serve a far si che l’utente arrivi al contenuto da solo, nel più semplice modo possibile usando le tecniche di cui abbiamo parlato prima e molte molte altre regole derivanti dagli studi sul design, l’ergonomia, la semiotica, l’interazione uomo-macchina, la sociologia e l’usabilità. In questo caso, l’analisi sembra non essere stata fatta per niente o, se è stata fatta, è completamente sbagliata.
Conclusioni
Questo sito dimostra che chi ha creato la piattaforma ha completamente glissato gli ultimi 6 anni di tendenze e studi in ambito di Sviluppo Web. E chiunque sa che 5 o 6 anni in questo settore sono un’eternità. Pensate solo che nel 2005 non esistevano la maggior parte dei siti che usiamo oggi. Da youtube a Facebook, da Twitter a Flickr, per non parlare della navigazione in mobilità e di tutti i principi moderni sull’accessibilità.
In definitiva questo lavoro è un’occasione persa. Un’opportunità mancata che non fa altro che rendere a norma una piattaforma che non lo era.
La verità è che manca tutto il resto. A chi dirà che “il budget era basso”, posso dimostrare che con Zero euro di budget si possono raggiungere milioni di pagine viste e decine di migliaia di visitatori unici al giorno e portare ad esempio piattaforme di successo realizzate con meno soldi.
A quelli che invece diranno che “intanto si è rifatto un sito che era formo da 10 anni”, rispondo che è certamente lodevole aver messo il Web tra le prime cose su cui investire colmando un gap del passato.
E’ come si investe nel futuro che fa la differenza.





Ciao Giovanni, purtroppo sono rimasta scioccata (negativamente) acnh’io dal nuovo sito. E dopo averti letto, mi sono accorta che la situazione è peggiore di quanto pensassi. Io non ho valutato tutti gli aspetti tecnici (non ne sono in grado) ma avevo notato l’assoluta mancanza del fattore “social” e la carenza in usabilità e accessibilità. Questo sito mi da davvero un’idea di confusione! (parere da completa inesperta del settore ma assidua frequentatrice del web)
Dunque, per prima cosa ti devo rivelare che non ce l’ho fatta ad arrivare fino in fondo alla lettura di questo post. Magari, ce la faranno (ad arrivare in fondo) gli altri concorrenti che hanno partecipato al bando.
Sono comunque sinceramente ammirato dalla tua competenza e professionalità. Inoltre, su alcune critiche della prima parte del post, che sono stato in grado di comprendere, si può concordare. Mi riferisco alla pagina introduttiva che separa in tre sezioni generali i contenuti ed i servizi del sito.
Chiaramente, il commento non era completo e l’ho spedito per errore.
Mancava il seguente concetto finale (che poi è il mio vero commento a questo post):
Aldilà dei contenuti della tua critica, più o meno corretti o condivisibili, una regola elementare di comportamento è che non si giudica mai in pubblico il nuovo compagno della ex fidanzata. Infatti, se io dico che l’uomo è più brutto di me, meno intelligente di me, meno preparato di me, che la rende meno felice di quanto non facessi io, ebbene quale credibilità possono avere queste mie critiche rivolte all’uomo?
Angela, il sito è accessibile. È il resto che è opinabile.
Antonio, purtroppo non capisco a cosa ti riferisci. Mi farebbe piacere risponderti, ma devi chiarirmi bene cosa intendi dire.
In ogni caso prima di commentare ti inviterei a leggere tutto.
analisi completa.
Circa la famosa Assistente Virtuale, della quale dici che se il sito fosse stato fatto bene, non ce ne sarebbe bisogno, mi puoi dire in che modo, comunque, mi assisterebbe?
La vedo parlare, ma come ci interagisco?
Vorrei anche una tua opinione sul fatto che tutti i contenuti siano completamente liquidi. Quindi più è largo il monitor più si allargano. Andava messo un limite alla liquidità, o va bene così?
Caro Giovanni,
avendo anche tu concorso per il bando, come dichiarato in modo trasparente nel tuo super-critico post, sei in evidente confitto d’interesse ed in potenziale carenza d’obiettività. Era a questo conflitto che si riferiva la metafora dell’ex fidanzato.
Poi, beninteso, può davvero essere che in realtà tu sia più bello, più preparato, etc. etc. E che le tue critiche siano tutte fondate.
Anche se un vecchio detto dal latinetto recita: “Nemo judex in re sua.”
E, quindi, anche la tua valutazione soggettiva dell’alta qualità, relativa ed assoluta, del progetto da te presentato in occasione del bando per il sito del comune di Matera, ancora una volta, mi lascia assai perplesso.
@Foscus Chiediti un’altra cosa: se non ti assiste, cosa sta a fare lì?
Sul fatto che i contenuti siano “liquidi”, non c’è da dire molto. Lo prevede la legge:
“Requisito 12: La presentazione e i contenuti testuali di una pagina devono potersi adattare alle dimensioni della finestra del browser utilizzata dall’utente senza sovrapposizione degli oggetti presenti o perdita di informazioni tali da rendere incomprensibile il contenuto, anche in caso di ridimensionamento, ingrandimento o riduzione dell’area di visualizzazione o dei caratteri rispetto ai valori predefiniti di tali parametri.”
@Antonio La carenza di obbiettività c’è nel momento in cui critico in maniera sterile. Con questo post sto riportando dei fatti. Le citazioni e le virgolette infatti si riferiscono a regole universali e ad esperti mondiali che hanno contribuito a definire gli attuali standard. Se cito loro e se critico tecnicamente ponendo la questione su errori oggettivi, non si può parlare di “conflitto d’interesse”. Vorreste dirmi che Roman Jakobson è in “potenziale carenza di obiettività” con il comune di Matera o con l’azienda che ha realizzato il sito?
Ormai l’appalto è stato vinto e il sito realizzato. Sono innanzitutto contento che nonostante tutto lo abbia vinto una società materana (avendo partecipato al bando anche Telecom e diverse altre realtà non appartenenti a questo territorio).
E questo è un bene.
La mia critica è dura perché purtroppo questo è anche il mio mestiere e non si tratta di essere più belli o più bravi. Non è certo invidia. Il mio curriculum è sufficientemente ricco da non dovermi preoccupare di dover aggiungere un sito come questo. Anche perché in passato ho lavorato con enti molto più grandi del Comune di Matera.
Non è questo il punto.
Il punto è che se presento delle critiche basate su fatti innegabili e dimostrabili, è a quei fatti bisogna rispondere.
E spero vivamente che non la si prenda come una critica sterile, ma come spunto per migliorarsi. Sarebbe a mio avviso sbagliato comportarsi diversamente.
Ciao Giovanni,
mi pare un’analisi dettagliata e spesso corretta, anche se in alcuni punti opinabile. Anche perché “in teoria, la teoria è uguale alla pratica, in pratica no”
Inoltre, non riesco però a capire a chi rivolgi le tue critiche: all’agenzia che l’ha sviluppato o all’ente? Oltretutto la pagina credits è incompleta quindi non sappiamo di chi parli.
Diciamo subito che il sito non “sembra” eccezionale… però andrebbe tutto rapportato agli utenti e ad altri constraints.
Chi ha sviluppato il sito (che non conosco assolutamente, ma in cui mi immedesimo) magari ha avuto tante costrizioni da parte dell’ente che alla fine è venuto fuori un risultato di questo tipo. Anche il progetto migliore si deve scontrare con i mitici “decisori” che alla fine rischiano di stravolgere le idee iniziali.
E il budget non è indifferente… se era alto ed è stato mal gestito è un problema, ma se era bassino e si chiedevano i miracoli? Non mi stupirei se il criterio economico contasse parecchio per l’assegnazione considerando i soldi che ci sono in giro (pochi).
Non conoscendo il bando: i contenuti erano a carico dell’agenzia o li devono caricare i redattori dell’ente? Magari si spiega con questo il ritardo nella pubblicazione di certe pagine.
E quali erano le tempistiche?
Così come la tecnologia di base (Joomla 1.5): a fianco di una serie di vantaggi pone altrettanti vincoli. Era una richiesta del bando oppure no?
Io lo vedrei più come un processo che si è messo in moto, migliorabile e da tenere sotto osservazione. I cittadini (come te) credo debbano rivolgersi direttamente al CED per le proprie rimostranze e osservazioni (visto che c’è un forum sulla piattaforma, perché non aprire là la discussione?). Oppure agli eventuali organi di controllo se c’è stata qualche violazione. Per esempio segnalando all’osservatorio sull’accessibilità i problemi che – immagino a ragione – segnali su questo fronte (http://www.accessibile.gov.it/).
E poi una proposta: perché non suggerisci al comune di organizzare un concorso per ripensare la grafica? io partirei da quello come passo in avanti concreto.
E DIFICLE PER ME CAPIRE TUTTO CHE SCRISSE LASSU. sAREBBE POSIBILE AVERE UNA TRADUZIONE IN INGLESE O MEGLIO ANCORA UNA SPIEGAZIONE DI CHE SIGNIFICA? GRAZIE TANTO.
@Andrea
in realtà la graduatoria è stata fatta con una griglia di punteggi, e il ribasso aveva una piccola quota, difatti la società che ha vinto non era affatto quella che ha proposto il ribasso maggiore, anzi era fra le più care. Evidentemente il progetto presentato rispondeva meglio ai criteri di giudizio del bando.
Risponderò a tempo debito… Intanto vorrei solo suggerirti, prima di avventurarti in questioni tecniche, di controllare proprio la pagina sulla quale scrivi le tue valutazioni.
Al momento infatti, presenta ben 32 errori che la rendono NON conforme agli standard web.
http://validator.w3.org/check?uri=http%3A%2F%2Fcalia.me%2F2011%2F02%2F17%2Fil-nuovo-sito-del-comune-di-matera-unoccasione-persa%2F&charset=%28detect+automatically%29&doctype=Inline&group=0
Non capisco la congruenza di Firefox 2.0.0.20 su Debian 4.0 ed indicare successivamente 6 anni come una eternità. Per quanto ne sappia io la versione 2.0.0.20 di firefox basato sul motore gecko 1.8.1 è uscito alla fine del 2006 … se non un eternità ci siamo vicini. Attualmente tale browser viene indicato come 0.27% del market share, non ti sembra un pochino pretestuoso? Stessa cosa per flock: la 2.6 è l’ultima versione ad utilizzare gecko come motore di rendering html, dalle versioni successive ha adottatto il più performante webkit ed ad ogni modo credo sia incoerente indicare mozilla e flock insieme basandosi questi sullo stesso engine .. non trovi?
@donato questo sito non è un sito istituzionale ed è costato zero euro.
Ma lasciamo perdere. Mi spiace solo che te la sei presa.
Voleva essere una critica costruttiva. Certo ho usato toni forti, ma quante volte lo hai fatto e fatto fare sul tuo blog?
Mi dispiacerebbe solo rovinare un’amicizia per una cosa del genere.
Giuseppe, la compatibilità deve essere garantita, non si tratta di pretesto. Lo dice Stanca.
Sei anni sono un’eternità se parliamo di sviluppo web, ma il tempo di ricambio lato utente dei sistemi operativi/browser è molto diverso.
Comunque si, non credo morirà nessuno se non si ottimizza per quella versione, peró ce ne sono altre di incompatibilità.
Giovanni, ci mettevi meno a fare un sito ombra che a scrivere tutto il post! Ma secondo me hai fatto bene a farlo, per il contributo da cittadino e insieme da operatore professionale che hai dato. Il disclaimer è chiaro: per quesot non sono d’accordo con chi sostiene che, perché hai partecipato, perdendo, al bando tu sia meno obiettivo. Forse lo sei, ma sicuramente sei più preparato di altri avendo studiato attentamente l’oggetto. E comunque il punto, per me che non vivo a Matera ma mi occupo comunque di innovazione, non è questo, e nemmeno lo è la disquisizione tecnica (a cui va opposta un’eguale capacità di discussione e analisi, come qualcuno giustamente ha fatto e come quindi io non faccio
). Il tema è che le risorse, poche o tante, dovrebbero avere un’obiettivo, e un corpus legislativo che lo accompagni e permetta alle idee di respirare. Sul secondo punto è presto detto: la legge Stanca c’è e va rispettata, ma più probabilmente andrebbe rinnovata. O meglio: rasa al suolo e sostituita. E l’insieme dei mille laccioli che l’accompagnano, e delle gabbie amministrative che le si affiancano è mostruoso. Sul primo, molto modestamente, candidarsi al 2019 è un obiettivo ambizioso e la scelta è apprezzabilissima: e in termini quanto meno di comunicazione un sito diverso (magari ideato appoggiandosi anche a risorse economiche attinte dai possibili bacini legati all’iniziativa) sarebbe stato meglio. Innovare non è né nerdismo né obbligatorio: ma, come dici tu, aiuta non solo a pensare a un futuro, ma a comprenderlo e a crearlo. Un po’, insomma, a viverlo già mentre ci si pensa.
Giorgio concordo. E non è per caso che dicevo che 6 anni in questo campo sono un’eternità. Se consideriamo che la legge stanca ha quasi 7 anni, è facile trarre conclusioni a proposito. Si tratta infatti del solito discorso su quanto sia impossibile ragionare in termini legislativi classici quando si tratta di regolamentazione della rete.
È per questo che concordo con chi dice che questa legge non si puó applicare alla lettera. Sarebbe da pazzi volerlo, e allo stesso tempo chiedere di avere una piattaforma al passo coi tempi.
@giovanni
Circa la liquidità dei contenuti, la legge non impone che devono allargarsi all’infinito.
Richiede solo che i contenuti devono essere sempre leggibili, indipendentemente dalla dimensione e proporzione delle finestre del proprio browser, e quindi i contenuti devono adattarsi alle varie pagine.
Cioè la piccola o grande dimensione delle finestre non deve fare sovrapporre i contenuti, o eliminare porzioni fondamentali dello schermo.
La legge impone leggibilità con qualsiasi dimensione di finestra, non impone la liquidità assoluta dei contenuti.
Ciò consente di porre un limite alla liquidità, anche perché un rigo lungo quanto uno schermo Widescreen è meno leggibile di un rigo più corto che va a capo prima.
Secondo me sarebbe stato meglio pensare ad un corpo centrale con bande ai lati, con contenuti liquidi fino al raggiungimento del massimo impostato.
Riporto qui l’articolo di legge:
” La presentazione e i contenuti testuali di una pagina devono potersi adattare alle dimensioni della finestra del browser utilizzata dall’utente SENZA sovrapposizione degli oggetti presenti o perdita di informazioni tali da rendere incomprensibile il contenuto, anche in caso di ridimensionamento, ingrandimento o riduzione dell’area di visualizzazione o dei caratteri rispetto ai valori predefiniti di tali parametri.”
Per insegnare “10” devi conoscere “100”
E’ una regola che mi sono dato, sopratutto in ambito professionale e che evidentemente tu ignori.
Parto proprio dall’amarezza che ho provato nel leggere alcune cose, non il contenuto, ma la forma, scritte da un “amico” al quale anche in ambito professionale, non ho mai fatto mancare il mio sostegno. Ovvio che da oggi in poi, mi guarderò bene dal farlo. La chiudo qui.
Lascio da parte l’emotività e ti rispondo, personalmente (dato che faccio parte di un gruppo di lavoro) nonostante il sito sia attualmente in fase di collaudo e stiamo lavorando per affinare tutti gli aspetti (tra i quali alcuni che segnalavi, in gran parte risolti) compreso il 2% di non conformità che hai rilevato. Il 2%… sigh.
Mi ero riservato di farlo a lavoro ultimato (dopo i test ci sarà la formazione dei redattori e ancora il recepimento delle segnalazioni da parte degli altri utenti…) ma la tua veemenza richiede una risposta immediata. Non riesco a starmene zitto mentre spali merda sul lavoro di tante persone, senza sapere neanche di cosa parli:
Ho ricevuto, non solo io ma tutte le persone del gruppo di lavoro di cui faccio parte, molte critiche costruttive, e c’è una bella differenza con quelle che ho letto. Immagino che molti altri cittadini lo faranno, dal momento che è stato previsto un apposito modulo, funzionante, che evidentemente deve esserti sfuggito. Ma il tuo scopo era un altro.
Anch’io l’ho fatto nel mio blog quando ho segnalato in un post le non conformità del sito web del Comune di Potenza. Ma senza distruggere il lavoro di quei professionisti, mi sono posto in attegiamento costruttivo ed ho suggerito il modo di risolverle. Ma c’è un’altra bella differenza su un altro aspetto, per me (come professionista) fondamentale.
Quando scrivo che “per insegnare 10 devi conoscere 100” intendo dire che quando ho mosso delle critiche a qualcuno, l’ho fatto solo quando avevo la consapevolezza di essere io per primo “in regola”. Se mi presento in un sito come “social media strategist, esperto di usabilità e bla bla bla…” e mi metto a predicare e critico aspramente (come hai fatto tu) il lavoro di qualcuno, questo sito deve quantomeno razzolare meglio. E anzi molto meglio:
Cosa hai risposto quando ti ho candidamente fatto notare che la pagina sulla quale sono impressi i tuoi strali è assolutamente fuori dagli standard web?
Hai risposto che il tuo non è un sito istituzionale.
Ti ho fatto notare 32 errori che impediscono al codice della tua stessa pagina di passare la validazione per il tipo di documento XHTML con un DTD transitional (non strict). E non di rispondere ai 22 punti della legge Stanca! La conformità del codice html (e del codice semantico) ritengo che debba essere rispettata da chi si dichiara esperto o professionista della materia di cui scrive. A maggior ragione se sul proprio sito si presenta come tale. Non aggiungo altro.
Una questione di stile, e non mi riferisco ai soli CSS.
I cittadini fruitori di un sito internet sono incoraggiati proprio sulla pagina contenente la dichiarazione di accessibilità, a segnalare errori e malfunzionamenti tramite l’apposito form.
E’ una cosa sacrosanta: dovere da parte della stazione appaltante, dovere da parte dei progettisti.
Lo abbiamo fatto proprio per ricevere queste segnalazioni. Tu, hai preferito parlare di scempi su questa pagina, di sito “vecchio” e antidiluviano, senza preoccuparti di segnalare alcunchè tramite gli strumenti appositamente predisposti per stimolare gli apporti costruttivi.
Hai scelto di fare altrimenti, hai scelto di parlare di “scempi” e spalare merda (anche su facebook, e anche li in maniera davvero costruttiva) sul lavoro di tante persone, tirando in ballo la bellezza del tuo progetto e le tue competenze professionali, aggiungendo pure di aver partecipato alla gara.
Sulle prime, si è già espressa la commissione che ha valutato progetti e curriculum aziendali (competenze). Sull’opportunità ed eleganza di queste “critiche costruttive” da parte di chi è in conflitto di interesse avendo partecipato alla gara senza aggiudicarsela, ha già scritto chiaramente Antonio in un commento. Condivido esiti, risultati e commenti. Quindi passiamo avanti.
Ci sarebbero molte altre cose, ma qui dovrebbe essere la stazione appaltante, ovvero il Comune cui dici di aver voluto prestare gratuitamente la tua preziosa consulenza, che dovrebbe risponderti circa le scelte sulla suddivisione in sezioni, o il motore di ricerca Google e su tante altre cose che in un progetto del genere chi ha esperienza sa di dover recepire, migliorando suggerendo e altre volte accettando suggerimenti migliorativi.
Ma anche così dovrei dirti un’altra delle cose che ignori. La reindicizzazione dei contenuti purtroppo, richiede più di un giorno… in alcuni casi anche settimane. Abbiamo dovuto predisporre in corso d’opera una “mappa dinamica” (xml) dei contenuti che fosse compatibile con il motore Google in vece di quello interno del CMS adottato. Anche in questo caso, si tratta di aspettare le due settimane che abbiamo ipotizzato, per riuscire ad affinare non solo i risultati di ricerca con gli strumenti automatici delle mappe xml, ma con un intervento “umano”.
Sono tutte cose che se hai lavorato ad altri progetti, anche più corposi come dici, dovresti già sapere. Dimostri di ignorarlo.
Riguardo i contenuti “vecchi”. Anche lì avrai letto molto superficialmente le richieste del bando. Dal momento che era previsto un semplice allineamento coi contenuti del precedente sito (hai citato scandalizzato i link de “la casa contadina e Luigi Guerricchio”.
Sono tante le cose che ignori e che dici invece di conoscere perchè “hai partecipato al bando”.
A “conforto” poi della parte poetica (e saccente) sul Design e Usabilità mi parli di Jackob Nielsen. Dello Smashing Book… alle letture (comuni) ti consiglio un libro, aggiornato proprio quest’anno alla terza edizione di Jeffrey Zeldman. Uno che ben prima di Nielsen, scriveva codice html, parlava di accessibilità e contribuiva col suo e il lavoro del Wasp a definire gli standard web ai quali poi si sono rifatti anche i maggiori produttori di browser e lo stesso W3c quando ha definito le versioni dei Css, e dei codici di marcatura.
Nielsen l’ho abbandonato anni fa, dopo averne utilizzato i testi quando facevo il docente ad un Master sul webdesign in qualità di docente presso un parco tecnologico lucano, quando dopo aver dichiarato in un famoso articolo “Flash is 99% bad” assunto dalla Macromedia come consulente, iniziò a tesserne (lautamente pagato) le lodi.
Cerco di essere breve perchè mi sto dilungando troppo. Ah, i contenuti, anche lì si tratta di aspettare, dal momento che ultimati i test, partirà la formazione del personale che dovrà occuparsi dell’inserimento.
Sul “web sociale”. Anche lì pretestuoso, prevenuto, magari impaziente…
Se il tuo progetto di “network sociale cittadino” è stato bocciato non prendertela coi progettisti che hanno semplicemente risposto al bando inserendo ciò che la stazione appaltante ha richiesto (un Forum). Poi puoi avere le tue idee e pensare (secondo me sbagliando) che non sia uno strumento efficace. Punti di vista. Questo si, te lo concedo.
Accanto al forum, richiesto dal bando, abbiamo aggiunto una automatica propagazione dei contenuti informativi del sito (su Facebook e Twitter). In una prima fase sarà così e non mi pare poco. Le cose si fanno gradualmente. Se sarà ritenuto opportuno, si andrà verso una maggiore interazione. Proponiti ancora, magari questa volta vincerai la gara o accetteranno la tua consulenza di esperto gratuita.
E’ stata curata la tassonomia e tanti altri aspetti e integrazioni che i più non vedono, ma che funzionano, e consentono ai vari uffici di fornire, spesso, in tempo reale, informazioni e risposte dirette. Il tutto rispettando l’accessibilità di gran parte delle pagine. Ma anche quella, non è un punto di arrivo. E’ un punto di partenza. E’ scritto anche in alcuni dei testi che citi.
Ci sono cose che anche a me non piacciono, e che sto spingendo anche personalmente per modificare o eliminare. Uno di questi è proprio l’assistente virtuale.
Ma di certo non scrivo e butto merda sul lavoro degli altri, quando sopratutto non conosco bene il mio. Tienilo a mente, perchè, mi spiace dirlo, per quanto mi riguarda ti sei dimostrato una delusione anche come “professionista” del web. Come amico, un po’ lo avevo messo in conto, dato che questo post ce lo avevi pronto in canna chissà quante settimane fa.
Quelli come te, per quanto mi riguarda sono solo ciucci e presuntuosi: non puoi eternamente recitare la parte del trentenne incompreso… Cambierò idea solo quando, finalmente, sarò in grado di vedere qualcosa frutto delle tue competenze in materia, ma a parte questo sitarello non conforme agli standard non mi sembra ci sia granchè.
Poi Angela e tutti gli altri sono liberi di esprimere i propri pareri da cittadini, anzi, li invito ad inviarli tramite il sito stesso e gli strumenti adeguatamente predisposti. Ma ovviamente anche i tuoi suggerimenti, per quel che valgono, immagino saranno accettati.
P.S. Se vuoi altre risposte e in questo pur lungo commento non le trovi, sollecitami pure, sarò lieto di fornirtele.
@ Foscus: La questione del design liquido è dibattuta. Però credo di propendere su una maggiore leggibilità assicurata da un corpo centrale a “dimensione fissa”… o che si adegua “relativamente” agli altri elementi.
Sicuramente sarà possibile migliorare questo aspetto.
@HB, è chiaro che sei parte in causa, ma dai anche risposte prive di senso.
Cosa c’entra l’usabilità o l’accessibilità del sito di Giovanni: nulla.
Il blog di Giovanni non deve essere accessibile, è lui che decide come farlo, non è un ente locale. HB, non te la prendere, ma le critiche anche distruttive servono a migliorare… Risposte come:
“Ah, i contenuti, anche lì si tratta di aspettare, dal momento che ultimati i test, partirà la formazione del personale che dovrà occuparsi dell’inserimento.”
I test si fanno prima di mettere il sito in produzione, con i contenuti definitivi. Il fatto che il sito del Comune sia on line senza test e senza i contenuti definitivi è AGGHIACCIANTE.
Io sono un usabilista, esperto di accessibilità e insegno(avo) presso un Ateneo torinese. Non mi permetto di dare del “ciuccio” a nessuno, nemmeno ai miei studenti.
Giovanni è una persone estremamente competente e forse uno dei progettisti più bravi che ci sono in Italia. Ma questo lo sai perfettamente.
Il sito del Comune di Matera non richiedeva un post così lungo per due motivi:
a) Queste analisi molte aziende le fanno pagare oro (quindi Giovanni ha preso sul serio la cosa dell’economia del dono del web 2.0 e l’ha regalata alla rete a zero euro, io non lo avrei mai fatto, mai)
b) Il sito è orribile. Pieno di errori (ne ho trovati una 30a – gravi – almeno in più rispetto a quelli riportati da Giovanni) ed è fermo almeno (almeno) a 5 o 6 anni fa. In sostanza è un sito nato vecchio, difficile da leggere, che attira pochissimo il lettore e con dei deficit di comunicazione e informazione che balzano agli occhi a chiunque.
Non entro nel merito della questione tecnica perchè non ho le conoscenze adeguate per esprimere mie opinioni (ma ringrazio Giovanni per avermi permesso di capirne un po’ di più). Ciò che mi lascia perplesso è il motivo per cui Donato avrebbe abbandonato Nielsen: non è propriamente lo stesso motivo per cui ha voltato le spalle a diverse persone che, come lui, tempo fa costituivano il gruppo del meetup s@ssi e-migranti. Ricordo che c’erano le amministrative alle porte allora….
@ Axell: questione di punti di vista. Un esperto di “usabilità” dovrebbe quantomeno curare i propri di contenuti. Capisco pure che il prof. debba difendere il proprio studente.
Questione di punti di vista. Se mi propongo sul mio blog come un professionista della materia… dovrei io per primo rispettare le cose che predico.
@ Gianni:
@HB, con tutto il rispetto…
Qui non si parla di “punti di vista”. O non solo.
E’ chiaro che tu poi dire che il sito è “migliorabile”, io ti risponderò che nessuna PA dovrebbe pubblicare una cosa che ha pagato (parecchio) e che non ha contenuti aggiornati e elementi “accessibili” o usabili.
Non è un punto di vista. E’ la regola.
Che poi le regole spesso siano indigeste, beh… lo posso anche capire.
Io non difendo lo studente.
Anche perché c’é poco da difendere, l’analisi di Giovanni, a tratti impietosa, è doverosa e corretta. Ed è anche lacunosa, ci sono intere parti del sito non complete e illeggibili.
Dovresti essere contento che uno come Giovanni si è preso del tempo per fare debug gratuito.
Economia del dono.
@ Axell: Scusa Axell ma non mi sembra che il tuo alunno abbia posto certe questioni (alcune ripeto pure condivisibili) in maniera dialogante e costruttiva.
A partire dal titolo del suo scritto e al modo di definire il lavoro di tante persone. Rispondergli come gli ho risposto è il minimo che si merita.
Se il prodotto non rispetta i requisiti del bando nè quelli di legge, ci sono tutti gli strumenti per farsi valere.
Si aspettava e ti aspetti che dopo aver scritto che è stato prodotto uno scempio gli diciamo pure grazie?
Se ne fai una questione professionale e lo fai in certi termini, devi aspettarti la stessa reazione. Ti saluto.
@HB che ti devo dire…
Non potrei mai dire il contario. Ci sono un sacco di persone che mi conoscono e mi stimano (fortunatamente) per quello che faccio. Se non fosse così, non mi sarei mai licenziato da una multinazionale in cui ricoprivo un ruolo importante per tornare a vivere a Matera.
1-Conosco perfettamente il bando. Non conosco gli “esperti” che hanno fatto le valutazioni e mi piacerebbe proprio capire chi sono e l’esperienza che hanno. (Non parlo di voi, ma di quelli che hanno valutato le proposte).
2-Conosco molto bene come funziona Google. Se non lo sapevi te lo dico: ci ho lavorato insieme in un paio di occasioni.
3-Mi spieghi chi ha mai nominato la tua persona? Mi sa che la stai prendendo troppo sul personale, quando io ce l’avevo con il “mio” comune e la “mia” giunta per prima, con la quale nel frattempo abbiamo anche avuto modo di parlare e chiarici in modo asolutamente tranquillo, ma in questo caso avevo di fronte persone molto meno permalose, abituate a sentirsi criticare e, quando necessario, ad imparare dalle critiche. E poi, ovviamente, ce l’avevo con il progetto.
4-Te l’ho scritto in privato e te lo ripeto anche qui. Se in uno dei tanti progetti che ho seguito in passato mi fossi azzardato a fare una conferenza stampa ufficiale con tanto di comunicati stampa e annuncio alla città di una piattaforma incompleta, sarei stato licenziato nel giro di un paio di giorni. E io sono del parere che sarebbe stato più che corretto perchè avrei screditato il nome della mia azienda, le avrei fatto perdere credibilità, soldi e in più l’azienda avrebbe dovuto investire altre risorse per recuperare quella credibilità. Ma si sa: un conto è lavorare per la pubblica amministrazione ed un conto è lavorare per i privati.
5-così come critico io, sei libero di criticare anche tu, perchè si sa, se critichi, non puoi permetterti di incazzarti quando ti criticano.
6-Sono sicuro che il progetto che avete presentato era diverso da quello che ne è uscito, perchè so bene che in corso d’opera ci hanno messo becco persone che, non avendo competenza nel settore, hanno espresso opinioni e richieste magari in cotrasto con molte regole che chi fa questo mestiere conosce.
Il post non ce lo avevo pronto. Avevo visto già il sito prima che uscisse, ma per correttezza ho aspettato la presentazione ufficiale, perchè all’epoca era incompleto.
Ci son però rimasto male quando dopo aver letto il comunicato stampa ho aperto il sito ed ho riscontrato quello che ho riscontrato, motivo per cui i toni sono stati più alti del normale. Ricordo che è il sito della nosta città, pagato con i nostri soldi. Se permetti, mi girano.
7-Su questo blog, che sta in piedi dal 2003, tutti possono andare a leggere le altre osservazioni fatte alle decine e decine di piattaforme uscite in giro per il mondo e in diverse epoche. A volte critiche positive, a volte negative. Ti rassicuro però: non ho mai partecipato ai “bandi” per la costruzione delle stesse. Faccio queste cose su questo blog da anni, e tu lo sai benissimo, non certo da ieri.
8-Io non mi sento per niente un trentenne incompreso. Anzi, ti deluderò, ma sono assolutamente fiero e soddisfatto di quello che ho fatto fin’ora. E anzi, mi sento “troppo compreso”
9-Ammetto che ho usato dei toni forti, ma non era mia intenzione “buttare merda” sul lavoro di nessuno. Se è così chiedo a te e ai tuoi colleghi scusa. Se mai “butto merda” su un progetto che è sotto gli occhi di tutti e che, come dicevo prima, sono sicuo sarà stato stravolto ancora molte volte. Quello che sta insultando personalmente, qui, mi pare sia tu. O sbaglio?
9-Il mio blog è letto da circa 2.500 persone al giorno tra cui direttori di riviste nazionali, professionisti ed esperti del settore, ma anche da molta gente non del settore. Questo mi fa pensare che il vero scopo di questa piattaforma sia stato raggiunto. E lo scopo è condividere un messaggio, non fare la gara a chi c’ha meno errori. Ma questo, ripeto, non è il sito istituzionale del comune di Matera.
10- Hai detto: “Cambierò idea solo quando, finalmente, sarò in grado di vedere qualcosa frutto delle tue competenze in materia, ma a parte questo sitarello non conforme agli standard non mi sembra ci sia granchè”.
Mi viene da sorridere.
Sarò pure “ciuccio e presuntuoso”. Sarò pure una “delusione anche come “professionista” del web”, ma non sono certo tenuto ad annunciare pubblicamente tutti i risultati che raggiungo con le aziende per cui lavoro, anzi spesso non posso farlo per problemi di policy interne. Giusto per citare una delle ultime esperienze: se fosse così, sono sicuro che il General Manager dell’ultima grossa azienda per cui ho lavorato -e che non voleva lasciarmi andare via- sarebbe molto contento di dire, come ha già fatto in pubblico diverse volte, che raggiungere oltre un milione di pagine viste al mese e decine di migliai di utenti unici al giorno su una piattaforma nazionale soprattutto con ZERO EURO di budget ed essere tra i primi al modo ad innovare la TV integrandola con il Web, è un risultato che va oltre le aspettative che mi aveva prefissato, tanto da farmi guadagnare 2 promozioni in due anni.
Sono oltretutto orgoglioso di aver partecipato a processi di innovazione con “azienducole provinciali” come Twitter, Youtube e Foursquare gettando i presuppoti per quella che sarà la TV che tu e tutti noi useremo fra qualche anno.
Ma non mi devo certo giustificare davanti a te. A chi mi conosce bene (e fino ad oggi credevo che tui fossi tra quelli), non devo dare spiegazioni su cosa ho fatto e cosa faccio.
Non volevo certo essere saccente, se è così me ne scuso. Odio i saccenti. Ma come dici tu, quando si fa una critica bisogna argomentarla, altrimenti meglio non farla.
In definitiva mi faccio solo un sorriso e non posso che ripetere a me stesso per l’ennesima volta “ben tornato a casa!”.
Guarda… il titolo del post è azzeccatissimo.
Con tutto il rispetto per il vostro lavoro, che magari è stato reso difficoltoso dal committente (ma quando non lo è?)…
Il sito di Matera, proiettata verso Candidature prestigiose, è un’occasione persa.
Peccato.
Ma tutto è migliorabile. Buon lavoro.
Sono schifato da questo modo di fare e girare le frittate.
Si axell, concordo, il titolo i toni e termini usati dall’autore sono adeguati alle competenze che esprime.
Mi sembra di capire che la questione sia che Donato (o meglio la società che rappresenta) a momenti abbia persino una parcella da pagare. Concetto ribadito più di una volta.
@Giuseppe il punto è molto semplice: l’azienda vincitrice (qualunque essa sia e contro la quale non ho nulla), deve rispondere all’appaltatore. L’appaltatore, il Comune di Matera, deve rispondere ai cittadini che attraverso i voti e attraverso “le loro parcelle” pagano per avere servizi.
Se concordi su questo, trai da solo le tue conclusioni.
@hb Donà, più che scusarmi per i toni non so che fare. Se vuoi capire, capisci.
Rimane il fatto che io ho posto delle questioni tecniche su un progetto ed ho ricevuto in cambio attacchi personali.
Mi spiace, ma la frittata non l’ho fatta io. Quella è sotto gli occhi di tutti.
Rispetto alla competenza…anche quella è sotto gli occhi di tutti. Se non hai dubbi sulla tua, ed io non ne ho, non vedo perché preoccuparsi. Io, sulla mia, non ho nulla da temere.
E nonostante tutto, la mia stima nei tuoi confronti non cambia.
Detto questo, pensala come ti pare.
In bocca al lupo per il lavoro futuro. Spero solo che, anche se non da me, accogliate le osservazioni che arriveranno. Se arriveranno.
E’vero, non è carino criticare questo blog per la sua non conformità.
Ma non è neanche elegante criticare il progetto vincitore di un bando al quale si è partecipato.
Il dato di fatto è che rispetto a qualche giorno fa, il sito del comune è diventato un sito normale, da vergognoso quale era.
Il secondo dato di fatto è che poteva essere ancora migliore di quello che è.
Circa le critiche che Giovanni muove al sito, sicuramente di molte ne faranno tesoro per migliorare, e io potrei suggerirne altre, come evidenziare meglio il link ai numeri di telefono del Comune, centrare il sito e non permettere con i contenuti liquidi righe di 10 Km, il che darebbe anche una sensazione di maggiore ordine, segnalare bene quali sono i link a siti esterni, altrimenti mi trovo nella pagina Apt senza saperlo, creare PDF e non TIFF dei file dell’albo pretorio, etc…
Sulla grafica e il design, è vero che quella attuale non aiuta a focalizzare l’attenzione su un punto, ma va anche detto che mentre l’utente medio di Ryan Air va lì per comprare un biglietto, STOP, e l’utente del sito della Scala per conoscere 2 o 3 cose come orari, prezzi, acquisto e calendario della stagione, l’utente del sito del comune ha 1000 esigenze diverse: chi vuol avere un numero di telefono, chi consultare un bando, chi una delibera, chi un comunicato stampa, chi mettersi in contatto con l’assessore, chi sapere dove si terrà il presepe, chi per vedere il video del consiglio comunale, chi il numero della società della monnezza etc, quindi la focalizzazione per un sito del comune non può esistere: dove focalizzare?
E’vero che di primo acchito non entusiasma, ma ho trovato tante sorprese positive: il meteo in prima pagina, link a calendari eventi esterni, come egghia, tutti i video dei passati consigli comunali (e sappiamo che un anno fa impedivano persino di riprendere), l’albo pretorio completo, link alla google map delle chiese rupestri, condivisione di argomenti sui social network etc.
D’altro canto sono presenti ancora molti bugs, link che non portano a nulla, link che portano ad errore, pagine bianche o ancora in template, assistenti virtuali che non si capisce come assistano, l’albo pretorio è in Tiff ed è suggerito un programma da scaricare per leggerli che non è compatibile con i Mac, le righe kilometriche creano confusione visiva, l’itinerario consigliato nei Sassi è quello carrabile, che i turisti farebbero a prescindere e non suggerisce di addentrarsi nei Sassi, però oltre che difetti rappresentano anche margini di miglioramento.
Sicuramente il bando poteva essere scritto meglio, e sicuramente il sito realizzato meglio, ma il sito è chiaramente in rodaggio, e dovendo rendere un servizio, pure in fase di rodaggio, lo fa pur sempre meglio del sito precedente.
In conclusione, non mi trovo deluso quanto Giovanni, anche perché lui paragona il sito attuale con quello dei suoi sogni, mentre io lo confronto con quello che c’era e con quello per cui mi serve.
Certo non aiuta il fatto che tu e Donato siate stati competitor per lo stesso bando. Pur se le tue critiche ci sarebbero state pari pari, forse ti ha indotto un po’ di acredine in più, e Donato in tutta risposta certo non ha risparmiato una pesante dose di asprezza, troppa, nei tuoi confronti.
Sono completamente d’accordo con Foscus.
Il nuovo sito del Comune non è sensazionale ma è certamente molto meglio di quello precedente, compromesso con le richieste delle PA, sicuramente migliorabile soprattutto nell’architettura dei contenuti.
La pagina di Intro, ad esempio, aggiunge un clic in più ma non apporta nessun vantaggio in termini di usabilità così come l’idea di inserire dei link a siti esterni (Guerricchio, Civiltà contadina, sito dell’APT, ecc.) nel menu principale destabilisce e facilita la perdita di utenti.
Per non parlare delle pagine vuote: mai mettere on line un sito ancora in fase di testing se sai che c’è una città intera pronta a fare le pulci. Purtroppo è così.
Anche a me spesso capita di lavorare con le pubbliche amministrazioni e so quanto è difficile far passare dei messaggi per così dire “moderni” o 2.0 o solo meno giurassici. Purtroppo il vecchio apparato burocratico di un Comune non ragiona come un’azienda privata che deve essere produttiva e stare sul mercato al passo con i tempi.
Nonostante tutto sono sicura che i margini di miglioramento sono buoni.
Sono rimasta molto delusa però dai toni usati dalle diverse parti in causa.
Possibile che non è possibile avviare un dialogo costruttivo neanche in questi casi?
Non voglio fare la maestrina, ma stiamo parlando di un progetto a cui dovremmo partecipare tutti perché si tratta del “nostro” Comune.
Web partecipativo è anche questo. La critica di Giovanni è stata troppo dura (anche se mi pare si sia scusato), la risposta di Donato offensiva e personale.
Dove arriviamo così? Che due bravi professionisti della nostra città non si parleranno più, mentre avrebbero potuto avviare un sano confronto costruttivo.
Saluti
Non passavo da qui da un po’ e mi ci è voluta un’ora per risalire la china dei nuovi commenti… Che dire? Qualcosa che sta nell’aspetto relazionale della Rete e nel modo che hanno le persone di utilizzarla: in caso di bisogno cercherò Giovanni, e comunque lo consiglierò in giro. E questo non per il fatto che il codice sia più o meno pulito o più o meno adeguato a standard legislativi. È che con certe persone ti vien voglia di lavorare, con altre: no.
ho sentito parlare, per caso, della querelle in atto su questo blog e sono passato per dare una occhiata…premetto che non capisco il 99% di quello che dite (a dire il vero non capisco il 99% di tutto quello che faccio…) e quindi non sarà un parere tecnico, il mio…qualche giorno fa, quando ho letto della presentazione del nuovo sito comunale, ho voluto immediatamente dare una occhiata ed ho trovato alcune cose che, a mio parere, non andavano bene (sto parlando di contenuti, non di XMLG, PQRST, BENDXHA, ecc.)…ho fatto due cose semplicissime: 1) ho chiesto lumi ad una persona che faceva parte del gruppo di lavoro; 2) ho scritto delle mancanze ad un responsabile del comune (anche trascendendo un pò, per cui ora lo considero un ex amico, ma per colpa mia che ho esagerato nei commenti!)…
questo è avvenuto in camera caritatis, senza comunicato stampa (ne scrivo uno a settimana, a ragione), ma nell’unico intento di criticare costruttivamente il nuovo sito e spingerlo verso soluzioni migliori…quello che leggo qui, invece e purtroppo, mi sembra un attacco, anche abbastanza gratuito, al lavoro fatto ed allo staff che ha lavorato, non all’amministrazione…per cui siamo di fronte a scazzi fra progettisti, non alla valutazione critica dell’operato di una pa che ha sottovalutato alcuni aspetti, e questo non mi corretto, ma magari mi sbaglio e fra di voi si fa così….spero che tutta questa “rabbia positiva” però sia recuperabile e indirizzata verso un obiettivo comune, quello di migliorare, il più possibile, il sito del comune che ambisce a diventare capitale europea della cultura nel 2019…a giorni alcuni amici mi consegneranno le chiavi del sito di slow food matera (opera gratuita fatta da persone volenterose e caritatevoli), e che ringrazierò a tempo debito…spero non vorrete massacrarci! un abbraccio…
@gioschi penso di aver spiegato abbastanza a lungo le mie ragioni, ma condivido e accetto positivamente il tuo punto di vista.
Sono sicuro che il sito di Slow Food Matera sarà bellissimo, soprattutto perché gratuito e fatto da persone volenterose, alle quali se ce ne sarà bisogno, sarò ben lieto di affiancarmi.
Leggo solo ora, a distanza di un mese, questo interessante post e i successivi commenti. Secondo me conta tanto l’approccio a un progetto. Si può cercare di realizzare il sito dei sogni, massimizzando l’innovazione e andando anche aldilà delle richieste minime del committente oppure ci si può limitare a seguire specifiche e direttive del committente massimizzando i profitti e minimizzando lo sforzo.
Dubito vedrò mai un sito dei sogni con la PA come committente.
Tovo le osservazioni di Giovanni tutte condivisibili.
Condivido le considerazioni, soprattutto di ciffo… ma colgo l’occasione per porre una domanda? Sulla base del vostro navigare avete mai trovato un sito istituzionale di un Comune “ben fatto”?