A che punto è il mercato dei video online?
8 August 2010 | Commenta
Mentre gli occhi di tutti sono puntati verso la ridefinizione del mercato editoriale in virtù della crescita costante delle vendite di ebook ed ebook reader, quello della distribuzione dei video online pare essere passato in secondo piano. In questo momento invece, si stanno definendo strategie e accordi per quello che sarà sempre più un mercato dominante nel mondo dei contenuti del prossimo Web.
Cisco, di recente, ha presentato i risultati della ricerca Visual Networking Index (VNI) Forecast per il quinquennio 2009- 2014, che prevede che il traffico Internet mondiale aumenterà di oltre 4 volte fino a 767 exabyte, o più di ¾ di Zettabyte, entro il 2014. Questo dato è di 100 exabyte superiore a quello previsto per 2013 e rappresenta un aumento di 10 volte l’intero traffico Internet nel 2008.
La crescita del traffico sarà dominata dai video, che costituiranno più del 91% del traffico IP globale fino al 2014. Una maggiore larghezza di banda e l’aumento della velocità di Internet, insieme alla crescente diffusione di HDTV e 3DTV, sono i fattori chiave che porteranno a moltiplicare fino a 4 volte il traffico IP dal 2009 al 2014.
Le previsioni di Cisco sono frutto non solo dell’analisi svolta sulle abitudini di consumo mediatico degli utenti della rete, ma anche dell’analisi degli investimenti dei player di questo settore.
In Cina, ad esempio, Tudou.com, ha comunicato recentemente di aver accumulato altri $ 50 milioni di investimenti grazie al lavoro svolto dalla Temasek Holdings di Singapore.
Anche Youku.com, lo scorso dicembre dichiarò di aver raccolto altri $40 millioni di investimenti.
E’ chiaro che stiamo parlando di un mercato totalmente nuovo che può farsi forza non solo della crescita esponenziale dell’economia del paese, ma anche e soprattutto della potenziale base utenti cinese, oggi pari a circa 1,3 Miliardi di persone.
Negli USA si cercano strategie in grado di rafforzare e centralizzare i contenuti all’interno di pochi, forti distributori.
Hulu.com è leader della distribuzione di contenuti video negli States, ma anche per Hulu, il modello sviluppato alla sua nascita non è più sufficiente a contenere i costi. Motivo per cui è stato introdotto di recente Hulu Plus, il servizio a pagamento che con 9,99$/mese è in grado di offrire contenuti di archivio con un grosso incremento del database di contenuti in HD e una più capillare distribuzione mediante dispositivi mobili (prevalentemente iPhone e iPad).
Il nuovo modello di business ha attirato anche l’attenzione di CBS, ad oggi l’unico grande broadcast network a non avere alcun contenuto su Hulu. A quanto pare, gli accordi per la distribuzione nell’area Premium di Hulu sono in corso e permetteranno a CBS di mantenere quelle garanzie di visibilità e monetizzazione dei contenuti che l’avevano spinta a scegliere di non avvicinarsi al grande aggregatore video americano.
Il mercato dei video online negli Stati Uniti è così importante che è in discussione una legge (approvata alla camera e ora in discussione al senato), che potrebbe obbligare i produttori e i network a trascrivere e fornire i sottotitoli di ogni contenuto video online che sia stato precedentemente trasmesso in TV.
In Europa la situazione è piuttosto diversa. La difficoltà principale sta soprattutto nella lingua che circoscrive la fruizione di contenuti video perlopiù al paese di riferimento, escludendo il resto delle nazioni del vecchio continente. Un mercato ovviamente troppo misero per i grossi investitori che preferiscono spostarsi su numeri diversi.
Il problema della lingua è un fattore fondamentale nell’espansione del mercato video online in un contesto europeo.
Nonostante questo le voci di una possibile apertura al mercato europeo da parte di Hulu, si rincorrono da un po’.
Sky sta strizzando l’occhio e dai rumors in circolazione, pare ci sia qualcosa di più di un semplice interesse.
Altri operatori invece, cercano di anticipare il mercato lavorando a delle sorta di cloni di hulu.
E’ il caso del Britannico seesaw.com che si vuole posizionare come il principale aggregatore di contenuti video online in un mercato già “educato” da iPlayer di BBC e da numerosi altri progetti più o meno di successo. Il secondo mercato europeo in questo settore non sta a guardare e, proprio in Germania, è stato presentato di recente il progetto di RTL Group e Pro 7 Sat 1 Media AG che mira a coprire anche il territorio austriaco.
Il sito offrirà agli utenti l’accesso libero, ad-supported di show televisivi e film per un massimo di sette giorni dopo essere stati trasmessi in TV. Entrambe le emittenti hanno presentato i piani per la piattaforma alla Commissione europea per ottenere il via libera dell’anti-trust.
Il sito sembra chiaramente ispirato ad Hulu, dal quale tuttavia si distinguerà notevolmente sul fronte infrastrutturale per evitare problemi di regolamentazione. : RTL e SAT 1 Pro 7 infatti, forniranno solo l’infrastruttura tecnica, ma le reti dovranno continuare a vendere i propri annunci in modo autonomo.
E in Italia? In Italia tutto è delegato ai singoli. Ognuno con il suo progetto. Al di la delle piattaforme di video sharing, i player in grado di fornire un numero considerevole di contenuti di medio-lunga durata sono Rai.tv, Telecom con il progetto (ancora mai decollato) Next TV e Mediaset, che dovrebbe proporre da qui a un paio d’anni una sequenza di nuovi prodotti per l’online integrati anche con le offerte del digitale terrestre.
In tutto questo youtube si prepara a lanciare in settembre un servizio per i piccoli-medi produttori che non riescono a dare spazio e visibilità ai loro longform, cercando di portarsi verso un fronte della distribuzione/fruizione video decisamente più monetizzabile e soprattutto di qualità.
Ma di questo ne parleremo a tempo debito.





Lascia un commento