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Il Tipping Point del Web Semantico

20 July 2010 | Commenta

semantic webRene Reinsberg sull’ MIT Entrepreneurship Review afferma che ormai abbiamo raggiunto il Tipping Point nelle tecnologie semantiche.
Al di la delle previsioni più o meno futuribili di qualche anno fa, il Web Semantico ha continuato il suo sviluppo in un ambiente apparentemente statico e scevro di novità. Negli ultimi anni, infatti, si sono andate a rafforzare le piattaforme e gli strumenti reduci dell’ondata del primo Web, il cosiddetto 2.0. Secondo molti, non c’è stato granché di nuovo sul mercato dei servizi Web, ma questa è stata ed è ancora oggi, una versione limitata dello scenario che in parte stiamo vivendo.
Abbiamo infatti assistito all’esplosione del mercato mobile. A seguire è stato totalmente messo in discussione il mercato dell’editoria.
Anche in Italia, dove ormai con il passare degli anni, è andata diminuendo la forbice tecnologica sul mercato consumer con i paesi più avanzati (prevalentemente USA e Giapppone), le iniziative in questo senso non mancano e si assiste alla nascita di servizi sempre più in grado di soddisfare pubblico e operatori commerciali del settore di riferimento.
Quello di Book Republic, per dirne uno, è un ottimo esempio.
Dal Web Semantico invece, non ci si aspettava certo uno sconvolgimento repentino, anche perchè il passaggio a tecnologie semantiche nell’utilizzo di servizi Web e mobile significa tempo e investimenti.
Di sicuro però lo sviluppo e la ricerca in questo senso non sono rimasti immobili, anzi.
Da qui il post di Reinsberg che spiega bene le motivazioni di questo traguardo raggiunto.
Nel frattempo, a sottolineare la veridicità delle parole di Reinsberg, arriva la notizia dell’acquisizione da parte di Google di Metaweb, società specializzata in sviluppo di tecnologie semantiche che permetterà a Google di migliorarsi in fase di risposta agli utenti, creando un database strutturato ed ampio di informazioni all’interno del quale comporre ricerche complesse.
I vantaggi e le implicazioni sociali dovute all’introduzione di queste tecnologie non saranno facilmente percepiti come rivoluzione, ma siamo nell’ambito di quelle tecnologie che sono apparentemente trasparenti e di cui ben presto non si riuscirà più a fare a meno.



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