Quando il Buzz online e l’Auditel convergono
25 June 2010 | CommentaMashable pubblica oggi un articolo che colpisce in pieno un progetto che mi gira per la testa da un po’ di tempo e sul quale sto facendo più di qualche semplice ragionamento.
La società di monitoraggio Social Media Viralheat, ha esaminato dati provenienti da Twitter, Facebook, YouTube, Google Buzz e da altre fonti, monitorando l’umore degli utenti/spettatori durante gli ultimi episodi di nove serie TV tra le più famose, facendo un match dei dati raccolti con quelli di Nielsen (che negli USA fa meglio quello che per noi fa l’Auditel).
I risultati quantitativi di Nielsen quindi sono stati comparati con quelli di Virelheat. La risultante non è stata per niente scontata. Si è riscontrato infatti che quello che genera grandi numeri per Nielsen, non necessariamente ha un effetto positivo sugli spettatori.
Sono convinto che l’analisi dei Buzz online e il matching con i dati di ascolto classici, sarà sempre più un fattore dominante per la costruzione di metriche di ascolto televisivo capaci di produrre dati finalmente qualitativi. Un problema epocale per l’Italia e non solo.
Ecco, per farvi un esempio, saremo presto in grado di poter dire non solo che ieri su Rai 1 dalle 15:15 alle 18 si sono sintonizzati 21.816.900 spettatori, ovvero il 66,76% di share, ma che di quei 21.816.900 spettatori il 100% ha ritenuto che quella squadra non fosse per niente adeguata alla situazione. Beh, forse in questo, come in altri casi, ci saremmo arrivati tutti anche senza bisogno del Web e dell’auditel.
Tornando seri, di seguito ripropongo l’infografica prodotta da Viralheat rispetto agli show analizzati (clicca per ingrandire):






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