Google va oltre la TV, grazie alla TV
24 June 2010 | Commenta
Il service provider Spectrum Bridge ha annunciato che è partita una collaborazione con Google per avviare un analisi dati sul consumo di energia mediante i cosiddetti spazi bianchi, quelle frequenze televisive ancora non occupate.
La partecipazione di Google consiste nel mettere a disposizione il suo Power Meter, uno strumento gratuito di monitoraggio dell’energia che consente di visualizzare online e da qualsiasi luogo, il consumo energetico domestico.
Utilizzare lo spettro dedicato alle frequenze TV libere per scambiare dati relativi al consumo energetico è un’idea relativamente nuova che permette di sfruttare le possibilità della trasmissione dati via etere, senza quindi i limiti del WiFi, aggiungendo velocità di trasmissione, maggiore copertura e maggiore stabilità del segnale. Con il vantaggio, ovviamente, di non dover costruire un’infrastruttura di rete da zero, ma sfruttandone una già esistente e collaudata.
Lo spazio bianco è un concetto relativamente nuovo, riapparso dopo la transizione della trasmissione TV da analogico a digitale. In sostanza a parità di ampiezza di banda, con il digitale, si riesce a far passare un maggior numero di segnali con una qualità video migliore. Proprio per via del grande numero di frequenze disponibili, alcune di queste sono ancora libere, lasciando dei vuoti che in alcuni casi non verranno utilizzati da nuovi operatori televisivi. Ma essendo quello un canale di trasmissione dati, non è necessariamente utilizzabile per finalità televisive.
Proprio per questo motivo negli Stati Uniti un gruppo di canali sono stati volutamente lasciati vuoti e messi a disposizione per l’uso senza licenza. Qualcuno ha proposto di utilizzarli come sistemi di trasmissione Internet (una sorta di WiMax).
In questo caso Google si è unita a Smart Bridge e Plumas-Sierra Rural Electric Cooperative & Telecommunications stanno iniziando ad utilizzare queste frequenze come canale per far passare dati relativi ai consumi energetici per rendere ancora migliore la gestione dell’energia delle Smart Grid.
In questo caso si utilizzeranno queste frequenze per permettere anche la copertura di banda larga Internet in zone in digital divide.
Ovviamene per Google questo significa investire in ricerca in grado di risolvere il problema alla base della sua principale voce di costo, il consumo energetico. Ma significa anche investire in ricerca capace di renderci meno dipendenti dall’uso del petrolio.





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