Digg e Social News
20 June 2010 | 1 CommentoDigg in Italia non ha mai avuto successo. In generale credo che le social news fatte sul modello di Digg siano morte all’incirca nel 2007 o giù di lì.
Digg, nonostante sia stato al centro dell’attenzione per il famoso “Digg Effect“, non è mai decollato davvero, limitando la sua community ad utenti di nicchia, per lo più legati ai temi tecnologici o del Web. Si è stati quindi costretti più volte a investire nel popolamento di notizie e contenuti più generalisti per allargare la base utenti, ma non è bastato.
L’errore di fondo è concettuale e porta, in realtà, ad una diminuzione della qualità. La tentazione di promuovere contenuti con molti digg è molto forte. E spesso la community lo fa senza leggere nemmeno il contenuto, cioè mi fido perché altri lo hanno votato in massa e quindi lo voto anch’io.
Tendiamo quindi a promuovere roba di opinion leader, gente famosa o grossi network di informazione mainstream in maniera quasi automatica. Su Twitter per esempio, viene più facile fare un retweet se un link punta ad un post già popolare.
Altri motivi di difficoltà nell’utilizzo di Digg stanno nel grosso sforzo richiesto all’utente: copio i link, vado su digg, lo incollo, lo commento possibilmente e lo posto lì. Se poi voglio fare le cose per bene, prima di postare ci scelgo pure una foto che catturi l’attenzione.
Un click, come dicevamo per il Facebook like button, invece costa all’utente molta meno fatica, portando gli stesi risultati, se non migliori.
In italia ci sono diversi esempi, ma nessuno ha mai spopolato davvero. Altra storia invece quella degli aggregatori.
Il punto è che le Social News sulla base di quel modello sono, a mio parere, morte e sepolte. Afecionados a parte, non credo avranno mai successo su scala globale.
Con questo non voglio dire che le Social News non siano interessanti e non possano avere successo. Dico che bisognerebbe lavorare sulla costruzione di un modello diverso che parta da un’altro presupposto: mettere l’utente al centro e non la notizia.
Se per esempio si includesse uno strumento in Facebook in grado di selezionare i post o le notizie più popolari, magari bilanciando metriche derivanti dall’analisi degli stessi sistemi di like e sharing, si potrebbe capire quali sono le notizie/post più popolari o più ripubblicati. Quella è Social News nel suo concetto originario: condivido e dò maggiore importanza a una notizia perchè io ritengo sia importante.
La differenza tra farlo su Facebook e Digg? Mentre Digg è news-centrico, Facebook è utente-centrico, oltre ad essere popolare. Cosa significa? Che su Facebook la mia reputazione è per lo più legata alla rete di relazioni d’amicizia e professionali (ma non solo), quindi prima di postare qualcosa ci penso due volte perché questa azione ha degli effetti prima di tutto su di me. Stessa cosa vale per Twitter, che proprio sull’informazione in real-time sta costruendo un modello di business.
Quello che voglio dire è che il contenitore in questo caso è fondamentale per bilanciare i pesi dei contenuti.
Un contenitore come Digg, che da sempre ha messo al centro le notizie e non le persone, ha poca possibilità di vivere a lungo.
Non è un caso che il popolare sito di Social News stia per rilasciare una completa nuova versione della piattaforma. Pare infatti che un alfa tester abbia reso disponibile degli screenshot della nuova piattaforma che pare molto semplificata e più simile a Facebook nell’architettura.
Quello che rimane da scoprire è se Kevin Rose e compagni abbiano trovato il modo per spostare sulla reputazione degli utenti il fulcro della piattaforma, portando di fatto ad un’innalzamento della qualità delle selezioni e allo stesso tempo semplificando la modalità di inserimento.
Se così non fosse ho seri dubbi che Digg possa continuare ad esistere ancora per molto. Staremo a vedere.





Ne ho parlato proprio di recente della “morte” di Digg.
Boh non è che vedo molto il senso di un restyle ed un ripensamento in stile Facebook..