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I cinesi e la loro dieta mediatica

18 June 2010 | Commenta

Di recente Nielsen ha lanciato uno studio pilota chiamato Three Screen volto ad analizzare la dieta mediatica della popolazione cinese e focalizzato su 3 piattaforme: Web, TV e Mobile. Le prime ad essere monitorate sono una selezione di famiglie di Shanghai.
Trovo particolarmente interessante lo studio avviato da Nielsen, non solo per via della possibilità di comprendere meglio un mercato enorme ed in continua crescita, ma soprattutto perché può dare informazioni importanti sulla dieta mediatica del futuro. La popolazione cinese infatti è una fantastica lente d’ingrandimento per comprendere come le generazioni future, i famosi nativi digitali, si districheranno tra un offerta mediatica enorme, sia in termini di piattaforme, sia in termini di contenuti.
Gli stessi studi fatti in Africa e di cui ho parlato in passato sono straordinariamente importanti per lo stesso motivo.
Stiamo parlando di popolazioni che saltano i precessi storici di cotruzione e diffusione del Medium e di infratrutture/tecnologie a cui siamo stati sottoposti noi e che quindi si trovano a doversi districare tra un’offerta mediatica enorme. Nonostante la censura.

Tra le famiglie con televisori, PC e dispositivi mobili, la TV continua ad essere la piattaforma dominante con 156 ore al mese di fruizione, contro le 27 ore di Internet. Interessanti i dati sulla fruizione simultanea. Molti degli intervistati che hanno TV e connessione ad Internet dichiarano di navigare mentre guardano la TV. Quasi la metà (44%) svolgono attività di “visione simultanea”. Abitudine in crescita di qualche punto percentuale rispetto ai mesi precedenti. In questo caso la visione simultanea è risultata più alta durante la settimana che nei week-end.
Nelle finestre in cui è esistita la visione simultanea, i siti più visitati sono stati: Baidu (motore di ricerca), Kaixin (social network), 163.com (informazione), Taobao (portale), e Sina (portale).
Importanti le affermazioni a tal proposito di Jed Meyer, Managing Director, Media Services di The Nielsen Company:
“Il panorama dei media digitali in Cina sta evolvendo rapidamente. Grazie all’enfasi del paese rispetto all’adozione di servizi di Broadcast, radiodiffusione e all’integrazione tra TV/Radio Broadcast, Internet e reti di telecomunicazioni, nei prossimi cinque anni i consumatori cinesi adotteranno sempre più IPTV, Internet ad alta velocità e servizi 3G cellulari. È fondamentale che i Media e il mondo del marketing comprenda meglio in che modo guardare questi consumatori, perchè sempre più contenuti e servizi sono disponibili attraverso piattaforme multiple.”
Nel report di Nielsen esce fuori anche un’altro dato importante. Mentre il 94% dei partecipanti ai sondaggi, occasionalmente controlla il proprio telefono cellulari mentre guarda la TV, solo l’11% utilizza il cellulare per guardare i video. Un dato in realtà che non si discosta molto dalle abitudini di noi occidentali e per questo interessante.
Il nostro studio ha confermato che le nuove generazioni (tra i 15 e i24 anni) sono quelle che utilizzano di più i dispositivi mobili. Questa non è una sorpresa ” dice Meyer. “Ciò che è stata una sorpresa però, è scoprire che, mentre uomini e donne spendono la stessa quantità di tempo per l’utilizzo del telefono cellulare, le donne guardano più video sui loro telefoni cellulari rispetto agli uomini”.
Interessanti queste misurazioni quantitative. Sono sicuro saranno ancora più interessanti le analisi qualitative che permetteranno di rispondere ad una domanda importante per chi si avvicina a questi mercati: cosa guardano i cinesi?



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