Credo che narrazione, design, tecnologia e media differenti possano coesistere.
Il mio lavoro è far si che questo accada.
Questo è il posto dove condivido note, idee, lavori in corso. Tutti i giorni.
...o quasi.

Ripensare l’ipertesto

14 April 2010 | 1 Commento

L’iPad è sulla bocca e nelle mani di tutti.
Questo prodotto sta rivoluzionando un mercato e ne sta anche creando di nuovi. Nuovi mercati per nuovi modi di fruire contenuti.
La cosa su cui ho riflettuto oggi è lo straordinario potenziale narrativo di questo oggetto.
La cosa più interessante sta nella capacità di narrare in un modo mai visto prima.
E me ne sono reso conto guardando questo video straordinario.
Quello che è in grado di fare questa applicazione (e tutte quelle simili che verranno) è unire la capacità di narrazione del testo all’interattività del gioco, alla forza di costruzione semantica delle immagini e delle immagini in movimento. Il tutto in una modalità accattivante capace di far convergere in un unico prodotto la lettura, il gioco, l’animazione e la semplicità di interazione.
Una sintesi perfetta tra tutto questo.
Proprio la capacità di rendere l’interazione semplice, pur garantendo interattività, avvicina la percezione di questo strumento più ad una fruizione passiva tipica della TV o del cinema che ad uno strumento in cui è richiesta proattività. Ma l’interazione c’è e aggiunge un livello narrativo ulteriore su chi fruisce del contenuto stesso.
E’ quindi possibile pensare che le immagini e le interazioni che riusciamo a ricreare per sviluppare una narrazione in questa modalità ci aiutano a descrivere il modo in cui vediamo la narrazione stessa, dandole un’immersività nuova, diversa, accattivante, che comprende anche livelli diversi di narrazione paralleli che allo stesso tempo si sviluppano in maniera indipendente.
E la stessa cosa sta succedendo con la pubblicità.


1 Commento in “Ripensare l’ipertesto”

  1. 1 melandroweb  | 9:18 am | 17 April 2010:

    Sulla bocca di tutti si, ma nelle mani no.


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