Credo che narrazione, design, tecnologia e media differenti possano coesistere.
Il mio lavoro è far si che questo accada.
Questo è il posto dove condivido note, idee, lavori in corso. Tutti i giorni.
...o quasi.

Propositi per il 2010: la salsa di pomodoro

28 December 2009 | Commenta

Nessun post di fine anno. Nessuna previsione. Nessun resoconto.
Spero solo che voi, come me, riusciate a trovare nel 2010 la ricetta perfetta per gli spaghetti col sugo.
Partendo da qui:


La nota storta

22 December 2009 | 2 Commenti

Lunedì 28 dicembre 2009 alle ore 21.00 partecipa in diretta web alla puntata pilota di una nuova serie di programmi dedicati all’approfondimento delle notizie e fatti locali: la nota storta. Ospiti in studio, collegamenti via chat, interventi e servizi esterni con i testimoni ed i protagonisti della vita pubblica lucana.

In questa prima puntata il blogger HB ospita in studio Roberto Cifarelli, presidente del Parco della Murgia Materana ed elemento di rilievo della vita politica del centro-sinistra lucano. Che tu sia un fuori-sede o uno stanziale invia le tue domande a Materatown, oppure partecipa in diretta tramite la finestra chat mentre guardi il programma collegandoti al sito www.lanotastorta.info

Il formato della trasmissione prevede l’incontro dal tono informale, tra un blogger ed un protagonista della vita pubblica, politica, culturale del territorio di riferimento (materano e lucano). In circa 30 minuti il blogger materano HB (www.hyperbros.com) intervista e commenta, insieme all’ospite in studio ed ai commentatori collegati via Skype, i fatti di stringente attualità ripresi dalla rete internet nei vari blog, social network e siti di informazione consentendo agli utenti connessi di interagire col personaggio ospitato.

COME SEGUIRE IL PROGRAMMA IN DIRETTA? Per seguire il programma, basta collegarsi all’indirizzo del sito www.lanotastorta.info alle ore 21.00 di ogni lunedì. Col passare delle settimane, in una apposita sezione dello stesso, saranno archiviate le varie puntate del programma, per una fruizione in modalità on- demand, consentendo ai visitatori di inviare commenti in formato testuale.


Amanti

22 December 2009 | 4 Commenti

Sto per partire ed in mano ho un biglietto di sola andata.
Mi sposto verso Sud, dopo quasi 9 anni.
Sarà strano tornare, come sempre ho fatto in questi periodi, sapendo di prendere una pausa da questa parte d’Italia così…diversa.
Oggi, tra l’altro, ho tenuto l’ultima lezione del mio corso di Cultura dei Nuovi Media allo IED di Torino. Anche questo bellissimo modo per continuare a portarmi dentro un’altra splendida città che ho amato e che amo, è arrivato al suo epilogo. E Torino, negli ultimi due anni non l’ho mai lasciata per davvero.
Di fatto, mi rendo conto quasi d’improvviso, e sicuramente non del tutto, che sto lasciando tutto questo in un modo brusco, veloce, non interiorizzato abbastanza.
Queste due città, Torino e Milano, mi hanno insegnato tanto, non c’è dubbio. Mi hanno fatto crescere, mi hanno fatto vedere il mondo che non avevo mai visto. Mi hanno fatto conoscere il bene e il male, la bellezza, l’austerità, la modernità, la frenesia, la follia, l’arte, l’impegno, la passione, il sudore, l’orgolgio, l’ambizione.
Per me però, devo dirlo, sono sempre state solo delle amanti. E non me ne vogliano per questo.
La prima, austera, silenziosa, delicata, gentile, accogliente e soprattutto bella. Bellissima. Con un fascino unico al mondo, di quelli che ti innamori subito e che, comunque vada, porterai per sempre nel cuore.
La seconda più bruttina certo, ma capace di pigliarti per le palle quando serve. Curata, energica, libera, moderna, viaggiatrice, mondana, cazzuta, un po’ pallida, ma con il sangue cocente nelle vene, viziata, con i tacchi alti, il rossetto e l’aria di quella che ti devi consquistare con la forza.
La mia sposa però, che di tanto in tanto andavo a trovare, non se l’è presa poi così a male. Ha capito. In fondo non sono stato il primo che l’ha tradita. Eppure torno ora più vicino di quanto lei non creda. Mi vedrà più spesso e si sa, la lontananza in amore può fare molto bene.
A me ha fatto bene, forse fin troppo.

Un signore che sto amando tantissimo in quest’ ultimo periodo e che proprio oggi, dopo anni, rileggevo in treno, mi ha regalato una meravigliosa verità. Ironia della sorte lo ha fatto sulla tratta Torino-Milano, in un paesaggio fiabesco, imbiancato, silenzioso, morbido, davvero nordico, che lascio ai miei ricordi come mille altre esperienze, mille altre facce, abbracci, amori, amici, paesaggi, ricordi di questi ultimi 9 anni.

“D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.”

Di questa frase faccio tesoro.
Nel frattempo saluto le mie amanti.
Non è un addio. E’ un arrivederci.
Gli amori, se pur passeggeri, te li porti dentro finché non ne senti la mancanza.


Nevica sulla luna

19 December 2009 | 5 Commenti

C’è un momento nella vita di tutti in cui, dopo aver vissuto senza porsi troppe domande, ci si ferma, si riflette, si interiorizza, si fa un resoconto di ciò che è stato, di ciò che è e di ciò che dovrebbe essere.
Quel momento prima o poi, a chi prima, a chi dopo, arriva inesorabile.
C’è chi decide di ignoralo, chi lo affronta, chi lo enfatizza.
Non so cosa è stato per voi. Non so se lo avete già affrontato o no.
Per me è arrivato. Lo sto affrontando tutti i giorni da un po’ di tempo a questa parte.
E mi faccio delle domande.
Di sicuro ho capito fin’ora che farsi delle domande è pericoloso.
Non sai mai se troverai la risposta giusta.
Spesso la risposta giusta è un compromesso, spesso una decisione difficile.
Spesso solo fare i conti con se stessi.

In questo momento sto facendo i conti con me stesso.

Penso di aver avuto la fortuna di aver potuto vedere sempre più in là della della maggior parte dei miei coetanei.
Sarà perché sono stato messo fin da piccolo di fronte al mondo.
E questo mi ha fatto solo bene. E ringrazio per averlo potuto vivere.
Ma quando ti chiedi chi sei e cosa vorresti davvero essere per il resto della tua vita, lì non c’è scusa che tenga.
Io la mia risposta ce l’ho ben chiara in testa. Da sempre.
Non posso ignorare ciò che sono, da dove vengo, e cosa i miei genitori mi hanno insegnato ad essere.
E non mi dispiace rinunciare a ciò che loro stessi mi hanno spinto a diventare se di fronte a me ho la ricerca della vera felicità.
E questa non è fatta di appagamenti professionali o di soddisfazioni personali che non lasciano spazio a nient’altro.
La vera felicità, e di questo ne sono ormai sicuro, è essere circondato di persone che ti vogliono bene, che ti accettano per quello che sei, che apprezzano gli sforzi che fai, che anche nei momenti di difficoltà sono lì e non ti abbandonano.
E’ vivere in un posto che ti da’ qualcosa, che ti fa emozionare, con il quale scendere a compromessi non è mai semplice, ma che ami tanto quanto te stesso e di cui non puoi fare a meno.
Ho ben chiaro cosa voglio essere “da grande” e quest’idea è molto diversa da quella che la società di cui mi sono circondato fin’ora mi ha fatto credere.

E’ un’epoca di trasformazioni continue questa.
Un epoca in cui chi non lascia spazio agli affetti veri, prima o poi soccombe sotto il peso stesso della indifferente capacità dell’uomo di dare un valore transitorio alle cose.
E’ un epoca in cui bisogna badare ai valori importanti, alla ricerca della felicità nelle piccole cose, a tutto ciò che è puro, vero, tangibile.
Tutto il resto è bruciato dalla maledetta modernità.
E dobbiamo solo a noi stessi la colpa di tutto questo.
Spendersi per i veri amici, la famiglia e la vita nei luoghi dell’anima è l’unica cosa che può farci morire fieri di aver vissuto una vita degna.
Non c’è alternativa.
Il resto è un compromesso.

Fuori nevica.
E la cosa più bella della neve è il silenzio atavico che produce.
D’un tratto il mondo zittisce e l’unica cosa che si sente è l’eco della propria coscienza.
La mia ho finalmente deciso di ascoltarla. E ho tutta l’intenzione di assecondarla.
Fino ad ora ho vissuto sulla luna. Ho nascosto me stesso come la luna nasconde il suo lato oscuro.
Ho corso lontano da solo per cercare la mia strada e ho sognato ogni volta. Ma ogni volta mi sono svegliato.
A quella coscienza però, ora, ho deciso di dare ascolto e sto cercando la luce in quel lato oscuro.
E tutto allora ha un altro aspetto.