Credo che narrazione, design, tecnologia e media differenti possano coesistere.
Il mio lavoro è far si che questo accada.
Questo è il posto dove condivido note, idee, lavori in corso. Tutti i giorni.
...o quasi.

Fotografia: mezzo non significa messaggio

25 May 2009 | 2 Commenti
Chase Jarvis - iPhone shooting

Leggo con piacere che quando si parla di fotografia non la qualità corrisponde con lo strumento.
Quando si parla di qualità però, bisogna fare molta attenzione a specificare che si intende emozione, espressività, creatività o impatto comunicativo. Per raggiungere questi obiettivi, non c’è bisogno necessariamente dello strumento professionale.
Sono discorsi che ho affrontato diverse volte in ambito musicale: per fare un buon chitarrista non c’è bisogno necessariamente di una Fender. Si può trasmettere emozione anche suonando pietre (vedi Páll Stefánsson).
La stessa cosa vale per la fotografia. Si può passare dai paradossi come quello di usare una camera da letto come fosse una camera stenopeica, a scatti bellissimi di professionisti come Chase Jarvis fatti con la banale fotocamera da 2 Mpx montata su un iPhone.
La fotografia è come la musica. L’arte la fa l’artista, non la macchina fotografica che usa o la chitarra che suona.
Certo, se suono una Strato la differenza la percepisco. Se uso ottiche Leica i risultati saranno diversi, ma questo non significa necessariamente “emozionare” o comunicare.
E’ per questo che la Lomografia ha per me totale dignità. Si può fare arte anche con una macchina fotografica di plastica del valore di 20 € o con un fisheye del valore di 15 €.
Il tutto è demandato all’artista.
Certo, nel mio caso, la parola artista è ben lungi dall’essere utilizzata appropriatamente, però grazie proprio alla mia Holga, sto scoprendo queste fondamentali differenze, così come sto scoprendo l’enorme piacere dell’ “attesa dello sviluppo” che una macchina che utilizza rullini da 120 mm può provocare ad un “nativo digitale” (della fotografia) come me, che non ha mai provato a sviluppare uno scatto in camera oscura o a dover selezionare dal negativo le foto da mandare in stampa o no.
Queste, come quelle di Chase Jarvis, sono emozioni che la tecnologia non può darti.


Frontiers of Interaction

25 May 2009 | Commenta

Frontiers quest’anno si confronta con un mondo dove i beigé computer desktop e le sue classiche modalità d’uso sono il vecchio, mentre la mobilità, l’internet delle cose, gli spime ne rappresentano una esplosiva evoluzione capace di influenzare radicalmente i nostri comportamenti sociali e la conoscenza del mondo che ci circonda.
Il programma di quest’anno è qui.

Eccovi l’esilarante intervento di Bruce del 2008. Intervento davvero molto “Torino-centrico”:


Sull’ottimismo

21 May 2009 | Commenta

Nel marzo del 2008, Al Gore tenne una conferenza di aggiornamento rispetto a quelle famose che gli valsero Oscar e Nobel.
Nella presentazione del 2008 (oggi disponibile in italiano grazie al TED Open Translation Project), c’è un passaggio iniziale che ritengo assolutamente calzante rispetto alla situazione politico-economica italiana. Si parla di ottimismo.
Mr. Gore si riferisce all’ottimismo nei confronti dei problemi climatici, ma se estrapoliamo una parte della presentazione, riusciamo ad individuare le migliori parole possibili per descrivere il miglior modo di affrontare gli atteggiamenti di alcune parti politiche italiane.
Vi riporto quel pezzo:

[...] L’eccezionale presentazione di Karen Armstrong ci ricorda che la religione, se capita, non è tanto nel credo, quanto nel comportamento. Forse si dovrebbe dire lo stesso sull’ottimismo. Possiamo permetterci di essere ottimisti? L’ottimismo a volte è caratterizzato come un credo, come un atteggiamento intellettuale. Come disse il Mahatma Gandhi: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. E il risultato per il quale vogliamo essere ottimisti non può essere creato solo dal credo, se questo credo non viene accompagnato da un nuovo comportamento. Ma il termine “comportamento” credo che a volte venga frainteso in questo contesto. Da tempo consiglio di cambiare le lampadine, di acquistare ibridi, io e Tipper abbiamo installato 33 pannelli solari a casa, abbiamo scavato pozzi geotermici e via dicendo. Sicuramente è importante cambiare le lampadine, ma più importante è cambiare le leggi. E quando cambiamo il nostro comportamento quotidiano, a volte tralasciamo aspetti come cittadinanza e democrazia. Per poter essere ottimisti, dobbiamo essere molto attivi come cittadini nella nostra democrazia. Per poter risolvere la crisi climatica, dobbiamo risolvere la crisi democratica. E ce l’abbiamo.[...]

Trovo in queste parole un bel ragionamento dal quale, riportando il tutto alla condizione locale della politica economica attuale, i nostri politici dovrebbero trarre profondi spunti di ragionamento per portare questo paese in una condizione di dignità democratica.
Tra le righe di queste parole però, si legge una chiara call-to-action, una chiamata all’azione da parte di tutti. Questo vale tanto per la questione della crisi climatica, quanto per la risoluzione di problemi macroeconomici, sociali e politici di cui la nostra nazione è pervasa (il riferimento al post di ieri è più che palese).

Vi invito a riflettere.

Nel frattempo, se volete, guardatevi il video sugli aggiornamenti portati da Al Gore alla situazione della crisi climatica.


Il vile federalismo della Lega e l’espropriazione della dignità dei popoli

20 May 2009 | Commenta

Leggo con molta apprensione le parole del presidente della mia regione.
Sono tanto spaventato quanto sbigottito dagli eventi che ci stanno passando sotto il naso.
La gogna mediatica in cui vive l’Italia è ormai sintomatica della mancanza di cultura, intelligenza, coraggio e capacità intellettuale e morale di molta della gente che legifera alle nostre spalle.
Le stupidaggini che sento spesso in giro sono davvero l’oppio di poveri bigotti rincretiniti dalla politica truffaldina e razzista di qualcuno che in un paese completamente allo sbando, fa della gente e delle sue risorse quello che vuole.
Le verità che non si raccontano nelle TV e nelle piazze verdi del nord-est sono il vero specchio delle vili intenzioni di questo CIARPAME DITTATORIALE che ci comanda.
Il popolo lucano ha già dimostrato altre volte quanto sia capace di combattere per i propri diritti e di certo non si spaventerà a tornare per strada per combattere l’esproprio ingiustificato e meschino di una delle poche ricchezze capaci di portare benefici e lavoro in una terra dimenticata da tutti, Cristo compreso.
Non si tratta solo di un delitto istituzionale, dell’ aberrazione dell’informazione, dell’insulto all’intelligenza e all’onore di un popolo. Stiamo parlando dell’esproprio di una delle poche cose che ci erano rimaste: la dignità e la speranza.
Chiedo quindi a tutti quelli che ritengono questi comportamenti degli esempi di infamia, di unirsi, di smuovere tutto e tutti, perchè la questione del razzismo di cui tanto si dibatte in questio giorni è solo fango negli occhi di chi quel razzismo lo pratica già da tempo nei confronti del suo stesso popolo.
Se ci dev’essere una seconda scanzano in Val d’Agri allora ci sarà. E se ci sarà da farsi sentire, state sicuri che lo farò con ogni mezzo a mia disposizione.

Su Facebook grazie a Vito L’Erario è partita la mobilitazione lucana, per il momento siamo in 221. Non fermiamoci, siamo appena partiti, invitiamo amici e conoscenti a firmare. Vi invito a farlo su questo sito: Salviamo la Basilicata

Le parole del governatore De Filippo sul Quotidiano: Basilicata ingannata sul Petrolio.


Changing the world, one site at a time…

8 May 2009 | Commenta

L’8 Maggio 2008 Current arriva in Italia.
In quell’occasione il fondatore Al Gore incontra il pubblico italiano per presentare il suo progetto di social news network globale e lanciare una nuova sfida nel nostro Paese: “Creare una rete d’informazione democratica, indipendente, lontana dai monopoli televisivi e senza censure”.

A un anno da quella sfida, Current ha raggiunto in Italia risultati tanto inaspettati quanto incredibili. Fondamentale è stato il supporto del pubblico, che numeroso ha creduto alla filosofia user generated e ai criteri web 2.0 sostenuti da Current, contribuendo così alla crescita e al successo del network anche in Italia.

Il team italiano di Current è onorato di celebrare con il pubblico il giorno del suo primo anniversario, perchè è al pubblico che deve tutto questo. Per questo, con lo stesso spirito di condivisione e apertura con il quale siamo partiti, vogliamo scegliere con voi lo slogan che ci accompagnerà per il prossimo futuro.

Per una settimana, a partire da oggi, all’indirizzo http://live.current.com saranno pubblicate quattro ipotesi di slogan realizzate dalle agenzie pubblicitarie Cookies Adv e Lab Next. Sarete voi, votando, a esprimere un parere su quale slogan rappresenta al meglio Current, il canale indipendente in grado di proporre programmazioni televisive alternative e coraggiose, all’insegna del giornalismo d’inchiesta di ultima generazione.
Auguri!