28 April 2009 | Commenta
These days, everyone is trying to figure out how to connect with other people. It used to be simply, you just placed some ads in whatever newspaper that was most suited to your product, but now that world is becoming ever more irrelevant. So how do you connect with other people today? And more importantly, how do you do it tomorrow?
In this article, we are going to take a little tour through the history of information – or more specifically where to focus efforts if you want get in touch with other people. It is really exciting time, because we are currently in the middle of the most drastic change since the invention of the newspaper.
We are seeing an entirely new way for people to interact. One that makes all traditional ways seem silly. It is a fundamental shift, and it will completely change the world as we know it. And the best thing about it is that you get to help make it happen.
So join me on this tour of the last 210 years of information + 10 more years into the future.

But before we start to explore the future, let’s explore how we got here. Let’s go back to 1800 – back when information was nothing like what we have today…
[continua su baekdal.com]
22 April 2009 | Commenta
Per via del poco tempo a disposizione e dei problemi tecnici del blog (che sono tutt’ora in via di definizione), non ho potutto scrivere nulla a proposito del Materacamp.
In realtà non saprei neanche cosa scrivere visto che è già sulla bocca di tutti (turchi compresi). E’ inutile che vi dica che in concomitanza con il Camp si terrà il raduno nazionale dei Venditori Powersellers di eBay, così come è inutile che vi parli dell’enorme sforzo che anche quest’anno l’organizzazione ci sta mettendo.
Io sono fuori, nel senso che non potrò essere fisicamente lì quel giorno e non ho potuto aiutare nell’organizzazione. Questo da una parte mi rattrista, dall’altra mi fa molto contento.
Inutile parlarvi dell’importanza di avere un evento sui temi della tecnologia come mezzo per veicolare lo sviluppo economico proprio in quella città, in quelle zone d’Italia che molti pare si siano dimenticati.
A distanza di tre anni dal primo Camp materano, primo del sud, primo in consesi e primo in passione dedicataci ( per mille motivi che non vi sto qui ad elencare ) si è riusciti in quella cittadina dispersa tra le distese di roccia bruciata e campi di grano, a mettere in piedi qualcosa di cui la città inizia a sentire il bisogno e, come è giusto che sia, ogni anno si riesce ad ottenere sempre più successo e riconoscimenti.
Questo per me si chiama successo. Della città inannzitutto e poi degli organizzatori dei tre Camp. Io sono molto orgoglioso di questo e lo dovrebbero essere tutti quelli che con me e dopo di me si sono prodigati affinchè si arrivasse a tanto. In fondo per me questa missione è “terminata” già da un po’. La definitiva conferma del successo di riscontri che continua ad avere il materacamp non può che farmi pensare che con o senza di me un filone di eventi di successo è stato avviato. I miei obiettivi ora sono altri. Ho in mente altre cose per la mia città, magari più grandi e capaci di dare finalmente il giusto riconoscimento ad una perla di estremo valore che il cuore del centro sud italia custodisce silenzioso da millenni.
17 April 2009 | 3 Commenti
Wikipedia definisce così il flusso di coscienza:
Il flusso di coscienza (stream of consciousness in lingua inglese) è una tecnica utilizzata nella narrativa; consiste nella libera rappresentazione dei pensieri di una persona così come compaiono nella mente, prima di essere riorganizzati logicamente in frasi.
Oggi questa espressione viene utilizzata per rappresentare le mille attività che compiamo in rete e che, appunto, sono la moderna rappresentazione dei pensieri di una persona.
Una pagina Web personale, non può più essere identificata solo con un blog, perderebbe qualcosa che in realtà caratterizza molto i più la nostra presenza online. Non darebbe il giusto spazio al nostro account su Twitter, Friendfeed, Facebook, Google Reader, Vimeo, Flickr e tutti quegli altri spazi in rete che ci permettono di esprimere una parte di noi.
Quello che sto cercando di fare qui è dare un ordine a questo flusso, delegando al blog solo gli approfondimenti che per ovvi motivi, saranno molto meno frequenti.
Spero che questo possa esprimere meglio la mia identità digitale.
14 April 2009 | Commenta
Giuseppe Granieri, in un articolo dell’ottobre 2004 su Internet.pro scrisse a proposito del dibattito politico ai tempi di Internet:
[...] a essere diversi sono i modi e i tempi del dibattito politico. Innanzitutto, al di fuori della Rete ci si scontra con un’ormai cronica incapacità delle nostre democrazie di coinvolgere i cittadini sui temi politici. Ovunque si lamenta indifferenza e si annota che la maggior parte degli individui è incapace di inquadrare i problemi e di ricostruire anche solo i temi più importanti. La comunicazione dei politici, sfruttando una lacuna strutturale dei media tradizionali e la carenza di attenzione del pubblico, ormai è strutturata per «lavorare» su un’audience senza memoria, su cui hanno influenza solo le affermazioni di oggi e delle ultime ore. Inoltre le nostre società globali sono complesse e i temi politici sono spesso ancora più complessi.
I media tradizionali sono obbligati a raccontarli in maniera esageratamente semplificata, per una questione di larga audience e di tempi disponibili. Le voci
del dibattito politico ufficiale sono citate per slogan, poiché la par condicio obbliga le televisioni a dar voce a tutti e lo spazio a loro disposizione non è infinito.
La Rete, a differenza degli altri media, ha memoria e la memoria viene utilizzata comunemente per confrontare l’oggi con la Storia, recente o lontana. Il Web, che oggi milioni di individui possono leggere e scrivere, consente di avere spazio per argomentare e criteri di selezione molto differenti, il che porta a
una personalizzazione totale del livello di approfondimento e della scelta dei temi da approfondire. Inoltre, poiché ci sono molti insider che utilizzano il
Weblog, e poiché moltissimi individui sono in grado di aggiungere competenze e sensibilità culturali al dibattito (e all’evoluzione della conversazione su un tema) si genera un approccio molto diverso da quello cui siamo abituati.
Tim Dunlop [evatt.labor.net.au/publications/papers/91.html], analizzando il ruolo dei Weblog, parla di nuovo status di «intellettuali pubblici» per i singoli
individui: «Se l’obiettivo è stabilire nuove e migliori connessioni con i cittadini, bisogna anche trovare il modo di permettere ai cittadini di interagire e di contribuire alla creazione della conoscenza sociale […] e non solo costruire dei consumatori della conoscenza di intellettuali che si immaginano se stessi come “pubblici” e il cui scopo è solo “persuadere”. […] Non sto dicendo, alla Monty Python, che “siamo tutti intellettuali”. Anzi, sto dicendo che la distinzione tra “l’intellettuale” e il cittadino è spesso esagerata e tende a essere antidemocratica, assegnando alla massa il ruolo di spettatore passivo
in moltissimi dibattiti sociali.»
A distanza di 4 anni, trovo ancora in queste righe una lacerante verità. L’analisi dei fatti e delle parole del Web e della TV del dopo terremoto mi porta ancora a pensare che la distanza dal circo mediatico creato di fatto dalla nascita dei canali terrestri commerciali e successivamente dalla scesa in campo di Silvio Berlusconi, sia lungi dall’essere colmata.
6 April 2009 | Commenta

Luca de Biase: L’informazione dalle persone
Luca Sofri: Stanotte alle tre, su FriendFeed
Socialmediaview: Social Media a prova di Terremoto
Twitterspectrum: Mappa
Wired: In rete gli aiuti per l’Abruzzo
…loro hanno già detto tutto quello che volevo dire. Adesso non mi resta che esprimere la mia solidarietà a tutti quelli che stanno vivendo questo dramma in prima persona.
4 April 2009 | Commenta
La prima puntata del Geek Files è andata in onda e già riscuote enorme successo. Finalmente uno appuntamento televisivo che parla di Internet con consapevolezza e spiega quello che in Italia nessuno è in grado di spiegare in TV.
Il primo File di Murder and Scully di noiatri si intitola: Come scalare la vetta di Google?
Cos’è Google?
Google è senza dubbio il motore di ricerca più utilizzato al mondo. Nell’immaginario collettivo, una sorta di divinità: in pochi clic, tutta la
conoscenza che cerchiamo e desideriamo è a portata di mano.
Ma Google non è solo uno strumento di ricerca: è anche mappe, video, posta elettronica, informazione…
Chi è realmente Google e quanto peso ha sulle nostre vite e sulla nostra percezione del mondo? I risultati delle ricerche dipendono solo dall’algoritmo calcolato da Larry Page e Sergey Brin… o c’è dell’altro? E’ possibile intervenire sulle dinamiche di indicizzazione di un sito? Ma
soprattutto: come si fa a scalare la vetta di Google?
Per capire come scalarne la vetta dobbiamo innanzitutto chiederci chi è GOOGLE e come ha fatto a diventare il motore di ricerca più famoso al mondo. Ecco un po’ di storia:
Continua..
1 April 2009 | 2 Commenti

Google presenta CADIE, un progetto dal mio punto di vista, molto interessante:
Gruppo di ricerca sperimenta con successo la prima< strong>Entità Cognitiva Autoeuristica a Intelligenza Distribuita (Cognitive Autoheuristic Distributed-Intelligence Entity, CADIE).
Da ormai diversi anni un piccolo gruppo di ricerca si occupa di alcuni problemi complessi nell’ambito della rete neurale, del linguaggio naturale e della risoluzione autonoma dei problemi. Lo scorso autunno questo gruppo ha raggiunto un importante traguardo: una nuova e potente tecnologia per la risoluzione dei problemi di apprendimento per rinforzo, che ha dato vita al primo cluster operativo di apprendimento neuro-evolutivo su scala mondiale.
Da allora i progressi sono stati rapidi, e questa notte siamo lieti di annunciare che pochi istanti fa è stata azionata la prima Cognitive Autoheuristic Distributed-Intelligence Entity (CADIE) al mondo, che ha iniziato a svolgere alcune funzioni iniziali. Si tratta di un momento entusiasmante che siamo decisi a sfruttare arrivando a capire più a fondo che cosa potrebbe significare la comparsa di CADIE per Google e per i nostri utenti. Anche se la tecnologia CADIE verrà immessa sul mercato con la prudenza che si addice a qualsiasi progresso di tale portata, nei prossimi mesi gli utenti potranno aspettarsi di notare la sua influenza su varie proprietà di Google.it. Oggi, ad esempio, CADIE ha dedotto da una veloce scansione del segmento visivo del social Web una serie di principi di design online da cui ha ricavato questa interessante home page (in inglese).
Si tratta soltanto dei primi passi di quello che si rivelerà senza dubbio un percorso lungo e difficoltoso. Nella programmazione di CADIE restano ancora numerosi bug, che certamente richiederanno ulteriori interventi in fase di sviluppo. Tuttavia non potevamo immaginare per Google un viaggio più importante.
Per ulteriori informazioni su CADIE (in inglese), leggi questa monografia.
Continua a leggere… »
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