Memorie d’attualità
26 March 2009 | CommentaMio padre mi segnala un suo album su Flickr in cui ha raccolto vecchie foto di manifestazioni degli anni ’70 a Matera. Ho trovato i messaggi sui quei cartelli di un’attualità impressionante.
Mio padre mi segnala un suo album su Flickr in cui ha raccolto vecchie foto di manifestazioni degli anni ’70 a Matera. Ho trovato i messaggi sui quei cartelli di un’attualità impressionante.
In pratica mi stanno dicendo che non userò più Last.fm perchè il modello di business cambia.
Questo l’annuncio dal blog di last.fm:
In all other countries, listening to Last.fm Radio will soon require a subscription of €3.00 per month. There will be a 30 track free trial, and we hope this will convince people to subscribe and keep listening to the radio. Everything else on Last.fm (scrobbling, recommendations, charts, biographies, events, videos etc.) will remain free in all countries, like it is now.
Since we streamed our first track from Last.fm back in 2002, we have focused on playing the right songs to the right people, compensating artists for playing their music, and being the best music site on the web. We appreciate the support we get from the 30 million people who use Last.fm every month—double the number of people since this time last year. We work with over 280,000 labels and artists, many of whom we pay directly, and have built up the largest catalogue of any web radio platform: over 7 million tracks are available on Last.fm Radio stations.
In order to keep providing the best radio service on the web, we need to ask our listeners from countries other than USA, UK and Germany to subscribe for €3.00 per month. In return you’ll get unlimited access to Last.fm Radio, and a promise that we’ll be hard at work improving the service for years to come.
La cosa mi mette di malumore.
Una recente ricerca Forrester, ha confermato il trend positivo dell’industria dei media sociali. I motivi sono prevalentemente riconducibili al basso costo degli strumenti necessari per generare valore in questo settore, ma questo non significa che gli investimenti siano fatti sempre in maniera corretta.

Essendo un mercato relativamente nuovo, c’è sicuramente un vantaggio legato alle modalità non convenzionali di spesa e allocazione dei budget che diventano spesso molto flessibili. I dubbi a questo punto sono legati proprio a questa impossibilità di prevedere e giustificare spese e allocazioni specifiche di budget. Il discorso è molto semplice: se non puoi misurare qualcosa, non puoi identificarne il valore. Ci si affida quindi ancora (e in maniera del tutto inopportuna) ai sistemi di misurazioni tradizionali (pageview, numero di utenti registrati, etc..) in grado di ricostruire ormai ben poco. Questo problema, oggi capace di far recuperare qualche soldino, a lungo termine si dimostra poco vantaggioso per quegli investimenti sperimentali, di cui l’esito è tutt’altro che garantito. Il quandro quindi, se analizzato adeguatamente, non è proprio così rassicurante.

Il consiglio di Forrester è quello di integrare nelle dinamiche di misurazione classica, delle pratiche di “ascolto” più umano che statistico. In poche parole Forrester consiglia di lasciare un po’ più da parte i freddi dati statistici tipici dei discorsi degli uomini di marketing e di concentrarsi invece sul punto centrale delle piattaforme sociali su Web: le persone.

Oggi esco un po’ off-topic, ma per una buona causa.
E’ parte della discussione politica di questi giorni l’attività straordinaria di sussidio alla disoccupazione. Tutti conosciamo cos’è il sussidio di disoccupazione (aimè), ma quanti di voi conoscono il sussidio di disoccupazione con requisiti ridotti? Io l’ho scoperto oggi al CAF ella mia città e ho trovato una bella sopresa.
Cosa significa? Per dirvela in poche parole, significa che se avete avuto rapporti lavorativi prima del 2008 e nel 2008 non avete lavorato per alcuni mesi, ma poi avete trovato lavoro, lo stato va a coprire con una disoccupazione ridotta, i mesi in cui siete stati di fatto disoccupati. Lascio al testo che segue la specifica legislativa, ma ricordatevi che per avere il sussidio per il 2008, bisogna muoversi perchè la domanda SCADE IL 31 MARZO 2009. Per avere maggiori informazioni vi consiglio di andare al CAF e vi ricordo che i servizi del CAF sono del tutto GRATUITI.

Dopo aver presentato ufficialmente la sua squadra di esperti che compone il new media team, il Presidente statunitense Barack Obama rilancia il suo progetto di open government nominando Vivek Kundra, ex CTO del District of Columbia, come nuovo Chief Information Officer. Il nuovo incaricato si presenta al web proclamando i suoi progetti, figli dell’evoluzione tanto voluta dal neoeletto Presidente, spaziando tra open source, rapporti di trasparenza con i cittadini e tecnologie già adottate dal mercato consumer.
Kundra avrà a disposizione un budget annuale pari a 71 miliardi di dollari per rimodulare i vari standard informatici dell’amministrazione governativa. Tra i vari progetti, l’intenzione del nuovo CIO sembra essere orientata verso l’eliminazione di quella bolla tecnologica cui è sino ad ora stata soggetta l’amministrazione statunitense, abbracciando tecnologie già in commercio, open source, e cloud computing: “non c’è bisogno di assoldare consulenti per costruire una nuova infrastruttura” ha dichiarato. “Quello che vogliamo è far leva su quello che già c’è anche per quanto riguarda i sistemi informatici governativi. Come ho avuto modo di notare, in un Internet cafè si ha molta più potenza informatica rispetto ai sistemi utilizzati negli uffici – continua – tutto questo accade perché il settore dei servizi pubblici crede di essere troppo speciale per adottare tecnologie di uso consumer”.
Il primo passo del suo insediamento sarà costituito dal portale Data.gov, sito che nascerà con lo scopo di archiviare e mettere a disposizione di tutti i cittadini tutti quei documenti che non sono stati classificati come privati o confidenziali e che potranno risultare utili. Il tutto, in nome della trasparenza e di un dialogo diretto con i netizen statunitensi. L’esempio portato dal nuovo CIO è quello di Facebook, la cui vasta comunità sta lentamente muovendosi verso forme di auto-organizzazione. L’esempio più immediato può essere rappresentato dal recente invito fatto da Zuckerberg in persona affinché gli utenti giochino un ruolo fondamentale nella stesura dei nuovi ToS. Il desiderio di Kundra sarebbe un sistema orientato in tal senso, aperto a tutti.
Un’altra delle “innovazioni” a cui si pensa sarebbe una massiccia dose di cloud computing, anche a discapito di chi vede in questo una ghiotta occasione per cracker di tutto il mondo. Secondo Kundra, comunque, tali minacce non dovrebbero impedire all’amministrazione di fruire del vantaggio di usare la potenza e l’efficienza di tali sistemi. Predica prudenza, invece, Stan Sloane, CEO di SRA International, azienda consulente del Governo: “ci troviamo di fronte ad un periodo storico in cui le minacce telematiche perpetrate contro il paese e il Governo stanno crescendo in maniera esponenziale e – ha dichiarato – il desiderio di connettere tra di loro le varie agenzie rendendo più aperta, trasparente ed interoperabile l’amministrazione rende molto più semplice portare a segno i propri piani a tutti coloro che volessero farlo”.
A tal proposito giunge il suggerimento di Bill Vass, presidente di Sun Microsystems Federal, che vede nell’open source non solo un mezzo per poter abbassare in maniera significativa i costi, ma anche un buon investimento per tentare di aumentare la sicurezza telematica. Da non sottovalutare, poi, anche l’apertura a livello di mercato che potrebbe innescare una svolta verso quell’open source che si è rivolto in massa ad Obama stesso chiedendo più visibilità e considerazione: se si farà il binomio Kundra-open source, su cui qualcuno già sembra puntare, le prospettive di mercato future potrebbero essere interessanti.
Tra i primi a sperare nelle promesse di Kundra potrebbero esserci due grandi nomi come Google ed IBM, che con la loro partnership scaturita nella piattaforma Health hanno di certo voluto mandare un chiaro segnale all’amministrazione statunitense sperando di riuscire a dimostrare di avere i numeri giusti per sostenere l’onere di organizzare l’ambizioso piano sanitario voluto dal Presidente.
[fonte]
Hitwise ha da poco pubblicato un interessante documento che mostra quanto nell’ultimo anno il numero di parole medio delle query di ricerca stia aumentando: diminuiscono le ricerche inferiori alle tre parole e aumentano quelle dalle quattro in su, con aumenti tanto maggiori quanto lo sono le parole nelle ricerche.

Questa tendenza, probabilmente dovuta all’insoddisfazione verso i risultati trovati con query corte e poco specifiche e ad una maggiore conoscenza delle possibilità offerte dai motori, evidenzia quanto sia fondamentale il ruolo dei contenuti per il posizionamento. Query più lunghe significano infatti risultati maggiormente attendibili e specifici.
Bisogna poi osservare il fatto che le ricerche più lunghe corrispondono spesso a delle domande e iniziano con come o cosa, o a intere frasi che l’utente vuole trovare all’interno di un testo (ne parlava livia qualche tempo fa).
Tutto questo conduce a riflettere non soltanto su come meglio posizionare un sito nei motori, ma anche a come soddisfare l’utente una volta che ha raggiunto il sito grazie a Google.
fonte: Michele Polico
Quali sono le tendenze per la costruzione di “Ambienti Sociali” sul Web? Come sarà il mondo dopo facebook?
Eccovi qualche interessante riflessione David Recordon: Facebook in 2010: no longer a walled garden.

Il CEO e co-fondatore di Twitter Evan Williams risponde alle domande di Charlie Rose e apre una marea di ragionamenti e spunti notevoli. Da vedere.
Twitter co-founder Evan Williams discusses the success behind Twitter on popular American Talk Show Charlie Rose.
Charlie Rose really did his research; delving (albeit lightly) into the areas such as; the basics of the site, the frequent twitter downtime, the idea behind the site, the Facebook acquisition and of course, it’s business model.
He openly admits that he is unable to explain Twitters success but feels confident that it’s still very early days and there’s much more yet to come from the company. With regard to the business model, he also openly admits they have yet to finalise their approach, however they “have a few ideas” – the question is whether the chosen idea is “a ‘killer’ revenue model or a survival revenue model”.
Seguite questo link per vedere il video.
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