Qui dentro siamo tutti pinocchi
17 April 2008 | CommentaIeri sera la Conference Hall di UnAcademy ha avuto un ospite eccezionale. Una delle più acute menti di questo periodo storico: Derrick De Kerckhove. Derrick sa essere ipnotico come pochi altri e ieri lo ha dimostrato davanti a un bel gruppo di persone che sono rimaste lì per quasi due ore.
dDeck ha parlato di moltissime cose interessanti tutte riguardanti l’evoluzione dei media e quindi anche di Second Life. Non potrei mai riportare tutto quello che è stato detto, ma vorrei sottolineare alcune suggestioni che Derrick ha proposto.
Un tema a cui stavo riflettendo anch’io (in maniera molto più elementare ovviamente) è sicuramente quello dell’ onnipresenza del presente, ovvero la condizione immersiva della realtà in cui molti di noi si trovano proprio grazie all’utilizzo di questi strumenti sociali. A questo concetto si affianca quello nuovo di ipertestualità, ridefinita come la condizione naturale del pensiero moderno, in cui si oltrepassa il concetto di linearità per dare spazio al random access.
Ancora una volta si è soffermato su quello che lui ritiene essere un aspetto fondamentale di questi media: il Tag. Su questo argomento Derrick si sta soffermando da molto tempo e con grande interesse, tanto che non molto tempo fa, rifacendosi a McLuhan, affermò che il Tag è il messaggio (il link porta alla spiegazione di questa affermazione).
Un altro concetto che ha suscitato molto interesse da parte del pubblico è stato quello dell’immaginario oggettivo che si distingue da immaginario collettivo perchè trasforma le parole mediante un’ immagine soggettiva. Second Life ne è un esempio.
Derrick continua affermando che l’effetto di ritorno nella società di Second Life e di questi nuovi media sarà pari a quello avuto con il cinema o la Tv, ma bisogna stare attenti che ci sia davvero una libertà di movimento dentro questi social media perchè altrimenti si rischia il fascismo elettronico ovvero la limitazione dell’espressione individuale sui media.
Come avrete capito, l’analisi di Derrick è concentrata soprattutto sulla struttura cognitiva moderna. Rifacendosi ai cambiamenti di quest’ultima si lancia in una definizione stupenda: qui dentro siamo tutti dei pinocchi.
Ovviamente quello checercato di raccontare descrive grossolanamente il percorso del pensiero che ieri Derrick De Kerckhove ci ha illustrato e con il quale ha voluto spiegare 10 concetti che sono fondamentali per comprendere il digitale e la trasformazione culturale in atto. Tutto questo verrà approfondito in due libri che a cui sta lavorando e che non vedo l’ora di leggere.






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