Amore e odio
29 March 2008 | 3 CommentiQuesto è uno di quei periodi in cui chiuderei volentieri questo blog.
Tutta l’idea che c’e’ qui dietro e’ di quella una narrativa continuativa. Una serie di eventi che segue un’altra serie di eventi.
Ma se ad un cero punto mi rompessi e volessi smetterla?
E’ come pisciare dal culo. Sono solo io che parlo delle cose che mi infastidiscono, che mi appassionano, che mi invento, e le scrivo. E la gente mi vede diventare sempre piu’ scemo. Cioe’, abbiamo tutte queste fantastiche tecnologie, ma i computer ormai sono diventati la controfigura delle seghe.
Internet doveva liberarci, democratizzarci, ma…ma tutto quello che ci ha dato realmente e’ la campagna presidenziale fallita di Howard Dean e porno pedofili 24 ore su 24.Le persone non scrivono piu’, “bloggano”. Non parlano, chattano. La punteggiatura e’ inesistente quanto la grammatica: “LoL”, “xke”, “cmq”.
Mi sembrano solamente un branco di persone stupide che cerca di pseudo-comunicare con altre persone stupide in una protolingua molto simile a quella usata dai cavernicoli piu che dall’inglese che conosciamo. Dunque sono parte del problema. Blogghi per la maggior parte di loro.
E da qui il disprezzo per me stesso.Californication s01e05
A volte questo scenario mi sembra drammaticamente vero. Per ora l’unica cosa che mi fa continuare è la volontà di poter diffondere delle tecnologia abilitanti lì dove queste potrebbero migliorare il modo di vivere delle persone e salvare una terra incontaminata dalla lama impietosa della truce modernità.
Ma quando anche questo mio personalissimo sogno viene a mancare, beh mi viene solo da dire una cosa. E non la dico per rispetto di tutti quelli che fin’ora mi hanno dato fiducia e che mi sono stati amici per davvero
Ha senso tutto ciò?





Giovanni una cosa è il diffondere le tecnologie abilitanti attraverso i nostri blog e “socializzare” anche attraverso questi mezzi tecnologici, un’altra è il piccolo mondo chiuso di coloro che vivono solo di byte e che non riescono a guardare oltre lo schermo. Tu, come me, come molti altri, facciamo parte del primo gruppo. Di quelli che son capaci di stare a scrivere su una tastiera così come a mangiare e bere e chiacchierare ad una tavolata di amici.
Capisco il tuo senso di sconforto.
Ma basta non pensare al mondo internet come il centro della nostra vita. Non lo è. La vita e gli altri, le persone ecc. è tutt’altro. Solo che noi abbiamo dei mezzi comunicativi diversi e ci piace diffonderli perchè se ne comprenda l’utilità e perchè possano migliorare la qualità del quotidiano.
Si Caterina, questo lo capisco, ma a volte mi capita di svegliarmi tutto d’un tratto e accorgermi che metto da parte i rapporti veri, quelli reali, per tutto questo. Mi accorgo di oltrepassare una linea che finisce nell’eccesso.
Quando questo accade lo schifo che provo per me stesso è così grande che mi vine voglia di chiudere baracca e burattini e “disintossicarmi”.
Sai quando ogni tanto girano quelle malattie strane tipo “internet addiction disorder”?
Beh, sto iniziando a pensare che non siano del tutto campate in aria.
A volte sono così tanto sommerso da queste cose che inizio ad odiarle.
Non so spiegarti, ma ho paura che la mia vita futura distinguerà davvero bene l’utilizzo di queste tecnologie in ambiente lavorativo dall’utilizzo per passione.
Mi accorgo solo ora che mi sto perdendo molte cose a causa di tutto questo e onestamente vorrei approfittare di questi momenti di “lucidità” per riflettere seriamente su che cavolo di vita “mediata” sto conducendo ultimamente.
La domanda che mi faccio è una: alla fine dei conti, tolte tutte le inutility, ma tutto questo mi ha davvero cambiato la vita in bene o forse me l’ha solo complicata?
Di sicuro sono molto, molto confuso.
Se può essere utile contribuisco scrivendo solo che a volte una indigestione può esser utile a farci capire che dobbiamo usare tutto in maniera più consapevole. E comunque, nel tuo caso Giovanni mi permetto di dire che questo non avverrà. Anzi questo “blog” offre un servizio davvero utile ai suoi (immagino numerosi) lettori. ciao