Credo che narrazione, design, tecnologia e media differenti possano coesistere.
Il mio lavoro è far si che questo accada.
Questo è il posto dove condivido note, idee, lavori in corso. Tutti i giorni. ...o quasi.
Oggi una giornata che non dimenticherò facilmente. Avere Bruce Sterling, Derrick de Kerckhove, Giovanni Boccia Artieri, Mauro Lupi, Sergio Maistrello, Roberta Milano, Antonio Sofi e Giuseppe Granieri (anche se qui è di casa) tutti insieme a Matera mi fa un certo effetto. Potrei affermare senza esagerare che questo è il più bel regalo di Natale che mi potevo asppettare (e in efetti sta nevicando).
Finalmente qualcuno sta inziando a capire che lo sviluppo di questa terra di cui non si può non rimanere affascinati, deve prendere direzioni alternative. La produzione di beni materiali si è spostata altrove, ma questo, come ben sappiamo, non è un “problema” solo nostro. Bisogna puntare su qualcosa di diverso e, anche se con un po’ di ritardo, ce ne stiamo rendendo conto.
Siamo in un periodo storico in cui l’unico limite è l’immaginazione delle persone, ma sono solo loro che possono dare un valore aggiunto ad un economia territoriale alternativa.
Non possiamo più prescindere da una logica di collaborazione a 360°. L’unico modo per competere con il resto del mondo, come dice Bruce Sterling, è sviluppare quello che sappiamo fare meglio. In un territorio come questo infatti, non si può pensare di investire in cose diverse dal turismo, dalla cultura, dalla tecnologia e dalla sostenibilità,
Bruce afferma che non dobbiamo far altro che riprendere quella logica che i nostri avi ci hanno tramandato e farla rifiorire. Personalmente sono daccordo con lui, anche perchè se ci siamo noi (e chi è materano lo sa) è perchè si è sempre lavorato in un’ottica di collaborazione e cooperazione.
Vi faccio qualche esempio.
I video della conferenza di Top-IX del 10 dicembre 2007 sono finalmente disponibili. Consiglio a tutti la visione dell’intervento di Bruce Sterling (che ha praticamente parlato solo di Matera) e quello relativo alla presentazione “Molti pochi fanno tanti: business model di nicchia” e “Tavola Rotonda: dove e come trovare i primi 100 utenti”, con Andrea, Tommaso e non solo.
Arrivato a Matera mi catapulto nella serie di giornate dedicate al turismo. Trovate tutte le informazioni qui. C’è anche lo streaming, ma se fate un salto a Matera, probabilmente è meglio.
Siamo così autoreferenziali così come dice Sirdrake? Si, non c’è dubbio. Al prossimo barcamp di Torino e a quello di Matera cercheremo di risolvere il problema o perlomeno indicare la via per risolverlo. Se avete proposte o considerazioni a riguardo fatevi avanti, noi ci stiamo provando in tutti i modi.
Solo per ricordarvi che domani a Torino c’è la conferenza annuale di Top-IX. Se date uno sguardo al programma vi renderete subito conto dello spessore dei relatori. Peccato solo che questa conferenza si tenga con la formula classica, ma d’altronde si rivolge ad un pubblico ‘particolare’ (pur essendo aperta a tutti) e poi non è che si può pretendere tutto dalla vita.
Se siete nei paraggi fate un fischio, anche via mail: estrablog[at]gmail.com
Le Interviste stanno quasi per terminare, ma oggi è il turno di Samuele Silva, fotografo, blogger e aniatore della scena ligure.
- Dammi una tua definizione di BarCamp.
Il BarCamp in orgine è una nonconferenza. Tutti parlano nessuno ascolta.
Poi si è trasformato in una festa: anzi una scusa. Una scusa per
organizzare incontri fra amanti della rete e della tecnologia.
- Perché in Italia il fenomeno BarCamp ha avuto così tanto successo?
Perché i bloggers (ma non solo loro) volevano conoscere e incontrarsi.
Volevano capire e parlare, volevano vedersi. Il bzzarcamp (il primo, io
c’ero, eh?) è partito in sordina, nel silenzio. Ma ha creato un rumore
fortissimo, una curiosità incredibile. Ed è iniziata l’escalation.
- Quali sono bisogni che portano le persone a partecipare ad un barcamp?
La voglia di conoscere, di partecipare, di imparare, di divulgare anche,
e la voglia di non essere esclusi.
- Pensi si affermeranno di più i BarCamp generalisti o tematici?
Per quanto ho detto sopra dico generalisti. Poi il futuro è ancora da
vivere ed è possibile che i BarCamp generalisti si trasformini più
spiccatamente in feste, cene e incontri tanto da non meritare nemmeno
l’appellativo di BarCamp.
- Se accadrà, come pensi che si evolverà il fenomeno?
Come dicevo sopra. Tanti raduni generalisti e alcuni BarCamp tematici.
Sarebbe da organizzare un calendario. Con l’anno nuovo punto ad
organizzare il TorpedoCamp.
Oggi è Andrea Beggi l’ospite di questa serie di interviste. Anche in questo caso, difficile non aver mai sentito parlare di lui.
- Perché in Italia il fenomeno BarCamp ha avuto così tanto successo?
Perché aggiunge una dimensione “fisica” ai contatti virtuali. Nel
mondo mediterraneo ed in Italia in particolare, il linguaggio del
corpo è parte molto importante del processo di comunicazione tra le
persone. Incontrarsi di persona piace ai blogger perché dà un volto ed
un corpo ad persone che a volte possono essere considerate amiche
senza mai averle incontrate. Inoltre rimuove parte dell’alone da
“sfigato”, che in tal modo può coltivare rapporti sociali migliori,
alla faccia di coloro che lo accusano di chiudersi in casa davanti al
PC.
- Quali sono bisogni che portano le persone a partecipare ad un barcamp?
- Pensi si affermeranno di più i BarCamp generalisti o tematici?
No, secondo me 50/50. Magari meno generalisti ma più partecipati.
- Se accadrà, come pensi che si evolverà il fenomeno?
Usciranno nuove formule, ma non per i numeri grandi che fanno i
barcamp generalisti. direi nuovi modi di incontrarsi per al massimo
20/30 persone. Di più si ricade nel barcamp come è ora.
Oggi ospito le risposte di Luca Conti di Pandemia. Non ditemi che non lo conoscete
Ecco le sue risposte:
- Dammi una tua definizione di BarCamp.
Conferenza informale in cui il pubblico è attivo, condividendo conoscenza o partecipando alle presentazioni degli altri intervenuti.
- Perché in Italia il fenomeno BarCamp ha avuto così tanto successo?
Perché ha una funzione sociale, far incontrare di persona contatti conosciuti online e una funzione formativa, migliorando le proprie conoscenze e confrontandosi con gli altri rispetto a quanto già acquisito.
- Quali sono bisogni che portano le persone a partecipare ad un barcamp?
Condividere conoscenza. Confrontarsi su temi specifici. Conoscere persone con le quali si condividono interessi. Incontrare persone conosciute in rete.
- Pensi si affermeranno di più i BarCamp generalisti o tematici?
Nel medio termini i generalisti, nel lungo termine gli altri.
- Se accadrà, come pensi che si evolverà il fenomeno?
Maturerà senza esaurirsi perche risponde a bisogni concreti.
Il rischio delle chiacchiere fini a se stesse è destinato a ridursi con il tempo.
Questo è il mio blog dal 2003, ma mi trovate anche su questi Social Network: Twitter, Google+, Facebook o Linkedin. Sono anche appassionato di Fotografia. Qui trovate i miei scatti.
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filippo Mi sto preparando per percorrere parte delle strade da te indicate in bicicletta. Davvero...
Marina Ciao, o forse dovrei darle del lei e dire buonasera. Adoro i libri di carta e non riesco a...
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Roberto Placido Bella d’estate fiabesca sotto la neve!