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Talk is cheap. Show me the code

19 November 2007 | 8 Commenti

A volte mi trovo di fronte a degli obbrobri inimmaginabili. Lasciare ai programmatori il compito di creare le interfacce utente è una follia, ma accade. Ricordo che durante le scuole superiori, quando mi stavo diplomando da Perito in informatica e telecomunicazioni, non è mai successo che qualcuno parlasse di diversi livelli di programmazione o della differenza tra  creare un’ interfaccia e creare il motore software. Era un tutt’uno. Ok, erano altri tempi e dopo aver passato anni a programmare in Turbo Pascal, Assembly e C, l’unica interfaccia che avevi di fronte era una linea di comando. Qualcosa però cambiò con Visual Basic, ma la svolta si ebbe con HTML anche se non tutti lo capirono (e lo capiscono). Dovettero volare un paio di 3 prima che molti degli alunni della mia classe si rendessero conto che HTML non è un linguaggio di programmazione. Ricordo ancora i floppy disk da 5 pollici e un quarto che l’assistente di laboratorio durante il primo anno custodiva come fossero pietre preziose e sui quali salvavamo i nostri primi scarabocchi digitali fatti con gli Intel 8086 (che poi ritrovammo nel laboratorio di Elettronica al 4° anno). Per la cronaca il mitico signor Tucci oltre a farci vedere come si programmava in Turbo Pascal era anche colui che ci insegnava ad usare il calibro, il micrometro e al secondo anno il tornio. Roba da preistoria industriale che però aveva un suo perché.

Beh, in tutta onesta bastava che qualcuno ci dicesse che qualche anno prima un’azienda americana aveva scritto le leggi sulle quali poi tutti si sarebbero basati per creare interfacce utente. Ci bastava anche solo che ci venisse dettata qualche semplice regoletta. E invece no. Niente.

Il problema è che oggi molta di quella gente lì si trova a programmare per piccole software house, magari dopo aver preso la facoltà di informatica, senza la benché minima idea dell’esistenza di una bibbia che tutti dovremmo possedere in casa possibilmente lontano dal manuale di cucina o taglio e cucito.

E così nascono quegli obbrobri di cui parlavo prima. Software che fanno cose banali, a volte davvero stupide, ma che sono tremendamente complicati da usare. Si sa, a volte i programmatori hanno degli sfoghi artistici che li portano a voler mettere a tutti i costi in mostra le proprie capacità e competenze. A volte guardi il codice e ti ritrovi di fronte a librerie assurde o funzioni senza senso che però hanno quel non so ché di perverso. Roba da erotismo nerd per intenderci. Quelle cose che quando le scopri non puoi fare a meno di metterle ovunque. Il risultato? Una marea di immondizia digitale.

Lasciate perdere i software più blasonati, quelli che tutti hanno scaricato illegalmente nel proprio hard disk. Sotto quel livello luccicoso c’è una marea di inutile immondizia che ogni tanto andrebbe spazzata via.

La cosa preoccupante è che sta accadendo la stessa cosa per le interfacce dei software per cellulari. Presto saremo sommersi anche lì di bruttezze e pesantezze inutili. Che Dio ci salvi.


8 Commenti in “Talk is cheap. Show me the code”

  1. 1 RoBYCoNTe  | 7:19 pm | 19 November 2007:

    Quello che dici è giusto, lavorando anch’io sia sul motore che sull’ambiente grafico posso(.. non lo so, ma penso di si) correggerti? Posso anche sbagliare, ma chi stà facendo le regole (per quanto riguarda l’HTML) non si chiama W3C? Per quanto io ne sappia non la vedo come dici tu: “Beh, in tutta onesta bastava che qualcuno ci dicesse che qualche anno prima un’azienda americana aveva scritto le leggi sulle quali poi tutti si sarebbero basati per creare interfacce utente.”

    Dal w3c parte lo standard per la gestione dell’HTML!

  2. 2 giovanni  | 11:59 pm | 19 November 2007:

    Beh le guidelines di apple sono state scritte con l’uscita del primo Macintosh nel 1984. Il W3C è nato dieci anni dopo.
    Anche windows è stato scritto basandosi sulle medesime guidelines. In realtà il W3C rivede e rettifica le tecnologie o gli standard già esistenti.

  3. 3 jason  | 2:57 am | 20 November 2007:

    Beh … invocare jacob nielsen con un link dal nome “dio” non mi sembra una idea brillante.

    Ad ogni modo, proprio le varie nuove tecnologie del fantomatico web 2.0 perdono spesso di usabilità per non parlare di accessibilità. Provate a far leggere ad uno screen reader per non vedenti una pagina che fa uso intensivo di ajax, giusto per intenderci.

    Il bello è che qualche anno addietro, gente come nielsen vaneggiava su concetti come questi (incluso javascript) come 99% bad. Salvo poi dopo due anni circa, in non precisate condizioni redimersi (sotto cauzione industriali?) con esclamazioni opposte: 99% good.

    Proprio quella gente demonizzava roba come javascript e macromedia (allora) flash, proprio gli ingredienti forti di ajax e siti come youtube. Ma guarda !!

    Un sito come gmail è usabile? … forse. E’ accessibile? Sicuramente no. Tutto il codice html viene generato a runtime, e questo, c’è poco da fare non viene letto da un dispositivo per disabili.

    Riguardo le interfacce:

    Queste tipologie di insieme di regole a mio avviso sono molto spesso controverse, specialmente se foraggiate esplicitamente da grosse società. Ma perchè voi ve la vedete la Apple piuttosto che la Microsoft scrivere delle linee guida che collidono con i propri interessi economici?

  4. 4 giovanni  | 10:07 am | 20 November 2007:

    Vabbè, c’è qualcosa che non va in quello che ho scritto. Ad ogni modo un consiglio a tutti. Leggete il li bro delle linee guida di apple e la storia delle stesse prima di fare affermazioni inesatte.
    ;)

  5. 5 jason  | 1:10 pm | 20 November 2007:

    … ad ogni modo, indicare jacob nielsen come Dio (con la D maiuscola) quanto meno è blasfemo e sicuramente inesatto (oltre che inappropriato), c’è poco da fare :)

  6. 6 giovanni  | 1:35 pm | 20 November 2007:

    Ma si, era una battuta :)

  7. 7 RoBYCoNTe  | 7:15 pm | 20 November 2007:

    La apple può continuare benissimo a produrre bei pc… il compito di creare specifiche per la creazione di pagine web per me rimane nelle mani del w3c, forse è nato proprio per evitare la catastrofe e mi rimando alla frase di jason “Ma perchè voi ve la vedete la Apple piuttosto che la Microsoft scrivere delle linee guida che collidono con i propri interessi economici?”

    :D

  8. 8 Giovanni  | 11:42 pm | 20 November 2007:

    Che che se ne dica la apple ha fatto storia. Non sto mitizzando nessuno, sto solo dicendo che l’inizio fu quello. Gli altri hanno copiato (in parte lo ha fatto la Apple stessa). E’ ovvio poi che, come in tutte le aziende, cioè che conta è il fatturato e che bisogna sempre tener presente questa cosa prima di evangelizzare qualcosa. I fatti però, dimostrano che questa azienda è sempre stata un’azienda che ha fatto avanguardia.


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