19 October 2007 | 10 Commenti
Ancora freschi dell’edizione dello scorso anno, si riparte con l’organizzazione del BarCampMatera del 2008. Per la seconda edizione ci saranno molte novità che non vi svelo subito perchè altrimenti vi dimenticate di tornare
.Sicuramente c’è una cosa che dovete sapere. Dopo l’edizione del 2007 del BarCampMatera, c’è stato un grosso fermento in Basilicata. Alla piccola cerchia di blogger lucani si sono aggiunti tanti altri amici pieni di grinta e di voglia di fare. Tra questi sicuramente Alfredo che oltre ad essere diventato un amico è stato il principale fautore dell’associazione “Lucania.Social – la rete dei pensieri connessi“, di cui sono membro fondatore. Il MateraCamp del 2008 (che si terrà a Matera il 3 Maggio 2008) sarà uno degli eventi organizzati dall’associazione, anzi probabilmente sarà “l’evento” dell’associazione, visto che l’associazione è figlia indiretta di quella splendida giornata di maggio passata nei Sassi di Matera.
Ora però non voglio dirvi tutto. Seguiteci sul nuovo sito ufficiale dell’evento e tutte le curiosità verranno svelate.
18 October 2007 | 11 Commenti
“Carrefour, colosso francese della grande distribuzione, ha deciso di lasciare il sud Italia, mettendo in vendita 17 strutture “cash & carry”, 11 ipermercati dislocati tra Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Molise ed alcuni immobili commerciali. A dare la notizia, quest’oggi, è stato “Il sole 24 ore”, spiegando che lunedì prossimo, 22 ottobre, è fissato il termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse o di offerte non vincolanti per un’operazione che in totale vale oltre un miliardo di euro. Un calo costante nelle vendite negli ultimi anni fino ai picchi negativi registrati negli ultimi mesi nell’Italia meridionale sarebbe il motivo alla base della decisione di abbandonare la piazza. Ma pare che ci siano già altri gruppi pronti a subentrare a quello transalpino, tra questi la Pirelli RealEstate, interessata più che altro al versante immobiliare del patrimonio in vendita, ma anche altre realtà commerciali all’ingrosso che puntano ad un’espansione al Sud. Alla rete degli ipermercati, invece, quella che riguarda maggiormente Matera, dove Carrefour è presente al centro commerciale “Venusio”, sarebbero interessati un po’ tutti i grandi gruppi del settore, da Coop a Standa a Pam, ma soprattutto Auchan che si sta accordando strategicamente con Crai e Conad che si sta rafforzando alleandosi col gruppo Interdis.”via TRM
Mentre a Torino il sabato o la domenica è impossibile anche solo pensare di andare alle GRU o in uno qualsiasi dei centri commerciali presenti (per non parlare di Milano), al sud pare che la situazione sia completamente opposta. Gli ipermercati chiudono…e io sono felicissimo. A Matera poi è già la seconda volta che il centro commerciale cambia brand e anche se arrivasse Auchan o Ipercoop le cose non cambierebbero di molto. Sono felicissimo di sentire queste notizie perchè il costante calo delle vendite non vuol dire che la gente non compri più cibo (cioè secondo voi può esistere un mondo di terroni senza viveri? ma non scherziamo!), significa che da noi ancora si può saltare qualche fase della distribuzione, quindi non ha senso andare all’ipermercato a comprare le mozzarelle se poi sotto casa ho il caseificio che mi vende le mozzarelle ancora calde fatte 5 minuti prima. Quello delle mozzarelle poi è un caso emblematico. A casa mia (e in tutte le case delle persone lucane che conosco) non si sono mai comprate le mozzarelle al supermercato. Anzi, al supermercato le mozzarelle confezionate non le trovi nemmeno, se mai trovi quelle confezionate dallo stesso caseificio di cui sopra che le vende al supermercato, ma vecchie di due o tre giorni. Così come per la frutta o il pesce si va in piazza, dove compri direttamente dal produttore. Per non parlare degli ambulanti. Gli ambulanti si dividono in due categorie: quelli che “ambulano” e che vengono a casa tua a proporti i prodotti del giorno o quelli che stanno sempre nello stesso posto. Questi ultimi li trovi spesso agli angoli delle stradine, hanno il portabagagli aperto e l’unica tecnologia che adoperano per vendere è una piccola bilancia analogica, spesso a pesi. Il fatto è che la bilancia serve solo a fare una stima generale, tanto poi si arrotonda sempre o si arriva ad un accordo. Ecco un esempio.
I primi invece, gli ambulanti veri, sono notoriamente dotati di gran voce (credo siano cantori durante il tempo libero) e furgoni che non vanno oltre i 10 Km all’ora. Anche questi si dividono in due categorie: quelli che usano il megafono e quelli che sfruttano il dono naturale. In realtà però la situazione sta evolvendo tragicamente: qualcuno ha iniziato a registrare il nastro peccando con troppa tecnologia.
Entrambi le categorie hanno affinato con gli anni le tecniche di richiamo, ma i migliori sono quelli che usano solo la voce. Emettono delle sonorità che farebbero impallidire i migliori tenori alle quali accostano sfumature di tonalità sempre uguali…da 20 anni.
E poi c’è lui, l’uomo della ricotta. Non so come si chiami nonostante continui a venire a citofonare tutte le settimane da vent’anni a questa parte. E’ un tipo basso, pugliese a dire la verità, che da vent’anni ha lo stesso taglio di capelli, la stessa faccia ruvida e lo stesso odore di formaggio. Gira con una specie di fiorino nel cui cassone posteriore la temperatura è settata per garantire ai latticini la miglior tenuta e anche lui non è esente dall’utilizzare le corde vocali al massimo della loro capacità, solo che a differenza degli altri lui varia. Ogni volta ha cose diverse, ovviamente prodotte da lui stesso e ogni volta è una festa per le papille gustative.
In piazza poi (quella ortofrutticola) non vi dico. In ognuna delle piazze materane ci sono personaggi che meriterebbero ore per essere descritti a fondo. A torino se vai in piazza riesci a distinguere perfino il suono dell’acqua che cade dalla vicina fontana. Le signore si sussurrano nelle orecchie per chiedersi se il prezzo è adeguato o meno e quando beccate il venditore piemontese (ormai raro) ti guarda un po’ e con un sottiiiiiiiiile gemito ti chiede se gradisci qualcosa. Ecco, da noi in piazza ci potrebbero fare un reality show e sono sicuro avrebbe un successo enorme. I nostri non sono venditori, sono cantanti, attori, musicisti, insomma se non fosse per la frutta o per gli altri prodotti potreste scambiarlo per un manicomio che però ti fa morire dalle risate. In effetti se sei un po’ giù da noi basta andare a farsi due passi in piazza che ti torna il sorriso…ci pesano loro.
Anche le piccole alimentari o le piccole attività commerciali di quartiere non sono sparite. Certo, i piccoli supermercati (soprattutto i despar) stanno facendo un buon lavoro. La merce è sempre fresca, si forniscono da gente del posto e c’è gente a servirti che ormai conosci benissimo, per non parlare delle dimensioni della struttura. Abbastanza grande da contenere una gran varietà di generi e abbastanza piccolo per non darti quella sensazione di smarrimento che incombe generalmente quando al carrefour stai cercando il lievito di birra.
Per non parlare del sabato pomeriggio. Se c’è una cosa che odio è pensare che i ragazzini delle grandi città passino il sabato pomeriggio al centro commerciale. Cioè, vi rendete conto? Molti di voi probabilmente non se ne rendono conto, ma sappiate che è insano e diseducativo. Già da piccoli vengono abituati a districarsi tra negozi e folle di persone con carrello a seguito. No, non è una cosa che rientra nei miei piani futuri. Quando avrò un figlio esigerò che se ne torni a casa con le ginocchia sbucciate, tutto sporco e pieno di quei fastidiosissimi aghi di grano che ti si attaccano sulla tuta quando ti avventuri per la Murgia o in qualche campo limitrofo per rubare le ciliege o le albicocche. E se per caso mi viene a chiedere la playstation gli do’ un calcio da dietro che se lo ricorda a vita. Ci sono cose che bisogna fare ad una certa età. Per andare al centro commerciale avranno una vita intera.
Ora capite perchè da noi chiudono gli ipermercati? Si è vero, ci sono gli afecionados, ma sono pochi e comunque si perdono il meglio.
17 October 2007 | 2 Commenti
Ecco uno di quei post che ti svelano cose che tu immaginavi, ma che non avevi ben capito. Di recente ho comprato una EOS 400D, ma vi garantisco che le funzioni sono così tante che per conoscerle a fondo ci vuole un’eternità e soprattutto molta pratica. Di certo Samuele Silva non mi ha svelato grandi novità, ma mi ha fatto comprendere cose che ignoravo e che non avevo capito appieno anche per via del linguaggio non sempre accessibile dei manuali. Quello del linguaggio è un ostacolo soprattutto per chi in un mondo diverso dal proprio ci vuole entrare da autodidatta. Ne parlava oggi Giuseppe riferendosi ad un articolo che proprio dalla fotografia prende spunto.
Per fortuna alcuni blogger hanno il dono della semplicità lessicale e quindi non posso far altro che chiedere ufficialmente a Samuele di continuare così, svelando allo stesso modo altre chicche sulla fotografia digitale. Non sarei l’unico ad esserne felice.
16 October 2007 | 10 Commenti

Come qualcuno di voi sa, sto provando il nuovo sistema operativo della Apple in uscita entro fine mese.
L’installazione non è molto veloce anche se si installa tutto in pochissimi click. Terminato il setup e iniziando a girovaghare per le applicazioni ci si rende conto che qualcosa è cambiato non solo a livello grafico. Per rendere l’idea pensate di provare due automobili della stessa marca, ma con due motorizzazioni diverse. Su una c’è il motore base e nell’altra il più prestante della gamma. Ora immaginate di fare un giro in pista con le due auto apparentemente uguali. Vi accorgerete subito della differenza dalle vibrazioni sotto il vostro piede destro. Alla minima accelerata l’auto più prestante scatterà bruciando i tempi dell’altro modello. Ecco, Leopard fa questa impressione. Lo sentite “sotto il mouse” che dentro quel motore c’è qualcosa di diverso.
Il mio macbook infatti sembra essersi svegliato. Fin’ora, tornando alla metafora automobilistica, è come se avessi avuto una macchina sportiva a 6 marce e ne avessi usate solo 3. Bene, vi garantisco che quando mettete la sesta la differenza si sente, soprattutto se avete un processore a 64 bit come gli Itntel Core 2 Duo.
Leopard infatti è stato scritto a 64bit e sfutta appieno le potenzialità di un processore come il C2D, anche lui a 64 bit. Tiger (OSX 10.4), per quanto veloce aveva un difetto: rosetta. Questo software apparentemente invisibile, ha accompagnato la Apple nella transizione verso i processori Intel (CISC – Complex istruction set computer). Abbandonare i Power PC, per Apple è stata davvero una svolta epocale perchè non si tratta di cambiare banalmente processore, ma cambiare l’architettura hardware sulla quale quel processore lavora, nonchè obbligare riscrivere i software per la nuova architettura. Capite che per un indotto come quello della Apple questa non è un’operazione affatto semplice ed infatti affinchè la transizione si concluda c’è voluto (e ci vorrà) del tempo.
Quello di Leopard non è l’ultima fase. Essendo un sistema operativo pensato e realizzato per l’architettura Intel è sicuramente un passo avanti, ma questo non risolve tutti i problemi, ma andiamo con ordine.
Quando si accede alla scrivania, l’occhio meno attento potrebbe non notare molte differenze, ma se fate un po’ attenzione ai dettagli vi renderete conto che molte cose sono cambiate. (Fatevi una prima idea qui )
La scrivania (il desktop per quelli che usano windows) è cambiata ed il look è notevole. Oltre alle migliorie grafiche ci sono una serie di funzoni nuove che sicuramente avrete già imparato a memoria dato che se ne parla da mesi. Ve le elenco velocemente: spaces, time machine, quick look, boot camp, parental control e front row 2. Queste sono solo le più appariscenti, ma vi assicuro che se aprite applicazioni come ichat, photo booth, mail, ical, safari, dvd player (solo per citarne alcune), molto è cambiato. Tutti presentano migliorie a livello di prestazioni e aggiustamenti grafici eccezionali.
C’è una cosa comodissima, soprattutto per chi con il computer ci lavora. Parlo di Quick Look, ovvero l’integrazione in ogni finestra di una sorta di juke box che scorre i contenuti della stessa in stile iTunes. Si ha così la possibilità di visualizzare velocemente documenti di ogni tipo fino ad arrivare a quello specificato senza dover aprire tutti i file o senza doversi per forza ricordare il nome del documento. Vi garantisco che quando lavorate con documenti che non avete creato voi o con una grossa quantità di file, questa funzione è utilissima.
Tutte le applicazioni, come dicevo, hanno delle novità e non ve le voglio svelare, un po’ perchè se ne è già parlato (e se ne parlerà), un po’ perchè preferisco che le scopriate voi appena le avrete a portata di mano.
Ci vorrà ancora un po’ di tempo per concludere completamente la transizione ad Intel e ve ne accorgete non appena ci inizierete ad installare qualcosa. Finchè il sistema operativo è libero da software di terze parti tutto va bene. Anche installando iWork e iLife tutto procede a meraviglia. Si iniziano a sentire dei piccoli rallentamenti però, con alcuni software che non sono stati compilati ancora per questa piattaforma.
Il problema infatti è esattamente l’opposto di Tiger. In Tiger rosetta permetteva di far emulare l’archiettura di leopard (con visibili rallentamenti), in Leopard tutto gira nativamente e velocemente a condizione che i programmi installati siano stati scritti anche loro a 64 bit. Se così non fosse (e ce ne sono in giro tanti) ve ne accorgerete: il sistema ralleneterà un po’.
Nonostante questo il mio macbook con un solo GB di ram si comporta bene in ogni occasione e non ho avuto problemi con l’installazione di software un po’ di nicchia. Certo, probabilmente 1 GB di ram inizia a diventare un po’ pochino.
E poi c’è Front Row 2, cambiato quasi del tutto, ora in grao di visualizzare anche i feed rss. Ci sono iChat e Photo Booth che fanno fare cose da hollywood alla vostra webcam, c’è Time Machine, che però ha bisogno di un hard disk esterno per funzionare, c’è il multidesktop che ha fatto scuola su linux, ma c’è molta molta Apple in questo OS. In poche parole semplicità, potenza e stabilità.
Inutile fare paragoni con Vista. Non c’è nulla da dire. Tiger già teneva testa brillantemente al sistema operativo di Microsoft, figuriamoci che figura ci potrebbe fare se lo confontassimo con Leopard. Non c’è storia.
Per concludere, il più grande cambiamento di questo sistema operativo quindi non è visibile direttamente, non lo vedete se non di riflesso ed è il Core. Finalmente si può sfruttare tutta la potenza di Intel pur rimanendo stabile come una roccia.
Di cose da dire ce ne sarebbero ancora molte, ma mi limito a dirvi che è uno di quegli acquisti da fare. Per quanto mi riguarda, appena esce toglierò la beta e me lo vado a comprare (anche perchè nel frattempo potrebbero aver ricompilato il Kernel)..magari con un altro po’ di Ram.
UPDATE: Apple ha appena reso noto ufficialmente che Leopard sarà disponibile dal 26 ottobre 2007. E’ già possibile pre-ordinarlo qui.
16 October 2007 | 3 Commenti
Il video pubblicato oggi sul sito di Grillo è il risultato di un’ intervista ad una persona che ammiro e che seguo da moltissimo tempo.
Il premio nobel Noam Chomsky, famoso non solo per la linguistica, ma anche per le sue battaglie politiche contro il monopolio dei mezzi di comunicazione americani spiega qual è il suo punto di vista sulla democrazia e sui partiti politici.
Prima di sentirmi dire ancora una volta che sono un filo-grilliano, vi pregherei di notare che il link al blog di Chomsky campeggia nella sidebar di questo blog dal primo giorno in cui è stato messo in piedi, mentre Grillo dopo il primo giorno ha lasciato quello spazio tanto importante per non tornarci mai più.
Mettete da parte Grillo per una volta e ascoltate Chomsky. C’è qualcuno di voi che ha qualcosa da rimproverare allo studioso americano? Cioè volete dire che non sia così? (prima di rispondere però leggete la bibliografia al fondo del post) La differenza è che mentre in America esiste una legge che impone trasparenza, quindi tu voti sapendo precisamente chi ha finanziato quel candidato (e aspettandoti quindi che faccia i suoi interessi), in Italia non è così palese. Ma credete che non sia così anche da noi? La cosa mi sembra abbastanza ovvia tra l’altro no?
Ad ogni modo vi consiglio delle letture di Chomsky, così, giusto per non sentirmi dire che me ne esco con questa storia solo ora che Grillo ha messo il video:
- What Uncle Sam really want, 1992
- Linguaggio e politica, Roma, 1998
- La fabbrica del consenso, Milano, 1998
- Propaganda and the Public Mind, 2001
- Media control, 2002
- Imperial Ambitions – Conversations on the Post-9/11 World, 2005
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filippo Mi sto preparando per percorrere parte delle strade da te indicate in bicicletta. Davvero...
Marina Ciao, o forse dovrei darle del lei e dire buonasera. Adoro i libri di carta e non riesco a...
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Roberto Placido Bella d’estate fiabesca sotto la neve!