Credo che narrazione, design, tecnologia e media differenti possano coesistere.
Il mio lavoro è far si che questo accada.
Questo è il posto dove condivido note, idee, lavori in corso. Tutti i giorni. ...o quasi.
Forse ne siete già al corrente, ma dal 25 Ottobre al 6 Novembre si terrà a Genova il Festival della Scienza. Si tratta probabilmente dell’edizione più ricca di tutte. Il programma è infatti enorme.
Sicuri che non si riuscirà a star dietro a tutto quello che accadrà a Genova, gli organizzatori hanno pensato di rimanere in contatto con noi utilizzando gli strumenti sociali che conosciamo bene.
Insomma non ci sono scuse. Ovviamente il modo migliore per parteciparvi è esserci. Per quanto mi riguarda forse nel week-end riescirò a fare un salto. Voi?
E ora? Come la mettiamo con le classifiche? L’esperimento non è stuipido, anzi. Grandi sia Gaspar (che non linko per non farlo salire ulteriormente in classifica ) che Andrea.
Mi sorge solo un dubbio. Ma l’iPod Touch allora chi lo ha comprato?
Mentre l’iPhone si avvia a diventare (presto) il telefono più venduto negli USA, pare che skype stia per annunciare il White Phone, un telefono creato in collaborazione con iSkoot in grado di sfrruttare il VOIP in maniera nativa. Non si sa se e come utilizzerà la connettività UMTS e a quali operatori si appoggerà. Sicuramente un telefono WiFi non ha molto senso nel nostro continente ed è chiaro che non si può prescindere dall’utilizzare la connettività dati degli operatori mobili. Ma a che prezzo? In Italia sappiamo bene che siamo messi maluccio, ma la particolarità di questo telefono è proprio questa. L’Italia sarà infatti tra i primi paesi a commercializzarlo insieme a Gran Bretagna, Hong Kong e Australia. Gli Usa, per ora, non sono nella lista.
Aspettare l’annuncio ufficiale e qualche dettaglio in più mi sembra un passo obbligato per lasciare un parere sul prodotto.
Mentre accade tutto questo Tim annuncia ufficialmente a Berlino che non sarà lei a vincolare l’iPhone in Italia. Oltretutto considerando che in Francia verrà lanciata una versione totalmente sbloccata dell’iPhone (causa leggi nazionali che vietano questi vincoli), è plausibile che anche in Italia venga adottata questa strategia (anche perchè questo ritardo nasconde sicuramente qualcosa), ma ancora non si sa niente di ufficiale.
Quello che mi chiedo da tempo è se ha ancora senso chiamarli “telefonini”. Si è banale, ma in effetti assodata la possibilità di poter contattare vocalmente qualsiasi individuo del pianeta (o quasi), sul lato voce l’unico grande passo in avanti è stato il VOIP. Questi terminali (sarebbe più corretto chiamarli così) ormai si stanno sviluppando in tutt’altro modo ed è diventato quindi etimologicamente sbagliato chiamare questi “cosi” in questo modo.
Siamo impazziti? Tra castrazioni della libertà d’ espressione e divieti di perseguire chi non vuole rispettare la legge, stiamo tornando ad una forma legittimata di stato autoritario. Questa la chiamate libertà ? Mi fanno schifo. Tutti.
Oggi, in autobus, stavo pensando a quante informazioni inutili passano dal mio aggregatore (che per la cronaca è Google Reader). In gergo tecnico si chiama Information Overload (o sovraccarico cognitivo), ovvero quell’eccesso di informazioni che ti impediscono di concentrare l’attenzione su informazioni davvero rilevanti.
Nel mio aggregatore conto 279 feed RSS, suddivisi tra blog personali e blog/siti tematici. In realtà ne avevo molti di più, ma ho dovuto sfoltire a causa dell’enorme quantità di “fuffa” che mi tocca macinare ogni giorno. Il fatto è che anche i blog meno utili ogni tanto fanno uscire dei post interessanti. Mi sembra assurdo però doversi sorbire kb e kb di informazioni inutili, solo per qualche sporadico, se pur utile post. Ad un certo punto però dici basta e fai pulizia nell’agregatore, cosciente che di lì prima o poi ci sarebbe passato qualcosa di interessante.
Pensavo a come risolvere il problema e mi sono venute in mente diverse soluzioni. La più plausibile, se pur ancora non esistente (almeno credo) è quella dell’ “aggregatore semantico autodidatta”, un sistema realizzabile senza neanche grossi problemi..
Per capire a cosa mi riferisco pensate ad un aggregatore in cui buttate dentro tutti i feed che volete, ma che è in grado di selezionarli per voi sulla base dei vostri gusti/preferenze. Come si realizza tutto ciò? Prendete Google Reader e la stellina con la quale selezionate i post etichettandoli come “preferiti”. Aggiungendo una stellina al post non fate altro che creare una copia di quel post in una cartella chiamata appunto preferiti, ma cosa succederebbe se invece con questa operazione al sistema venisse detto di prendere le keyword di quell’articolo (e non mi riferisco solo ai tag) e buttarle in un database? Avremmo la possibilità in questo modo di crearci un archivio pieno di keyword che descrivono i nostri gusti. L’aggregatore non dovrebbe far altro che selezionare dal nuovo articolo le sue keyword e confrontarle con quelle presenti nel database, decidendo così se è il caso di proporlo o di metterlo in una “coda degli esclusi” che potremmo comunque andare a visitare. Bisognerebbe solo definire qual’è il numero (e la qualità) delle keyword necessarie per rendere un articolo valido o inutile.
L’autoapprendimento è proprio questo. Nel giro di pochi mesi il sistema si affinerebbe abbastanza da riuscire a sfruttare una funzione che non solo confronta il numero di keyword rilevanti del nuovo articolo con quelle presenti nel database, ma che agisce anche sulla base della qualità della ricerca, ovvero sulle keyword più importanti presenti nel database. Se selezioniamo infatti molto più spesso articoli che parlano di “cavoli” il database traccerà anche il numero di volte che gli è stato detto di memorizzare la parola “cavoli” in modo da permettere anche un’analisi qualitativa. A quel punto la parola “cavoli” sarà molto più importante della parola “carote” (ad esempio), anche se “carote” è una cosa che ritengo comunque interessante.
Insomma sto solo pensando a come vorrei che fosse costruito il mio aggregatore, una cosa in grado di selezionare per me quali sono gli articoli più rilevanti escludendo la cosiddetta “fuffa”. Così facendo non mi dovrei preoccupare di dover leggere i titoli di migliaia di post al giorno per capire quali sono quelli interessanti e quali quelli da escludere.
Capisco, avendoli già affrontati in passato, che far ragionare semanticamente un software non è cosa facile, ma ci si sta avvicinando anche grazie all’applicazione in questo campo della logica fuzzy. Gli utenti Apple che conoscono Devon Think, sanno che molti di questi criteri sono già sfruttati intelligentemente. Allora perché non usarli per risolvere problemi come quello dell’Information Overload? Sarebbero dei piccoli passi che avvicinerebbero, finalmente, il freddo mondo dei calcolatori alla logica umana…anche se con molti limiti.
Questo è il mio blog dal 2003, ma mi trovate anche su questi Social Network: Twitter, Google+, Facebook o Linkedin. Sono anche appassionato di Fotografia. Qui trovate i miei scatti.
Ovviamente potete anche scrivermi una mail: giovanni.calia [at] gmail.com
Per maggiori info su di me cliccate qui.
ultimi commenti
Abigailkcz i love this site.godd place to go.
millionier Scrivi il tuo commento qui….
filippo Mi sto preparando per percorrere parte delle strade da te indicate in bicicletta. Davvero...
Obormotmain Scrivi il tuo commento qui….