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Dalla musica alla ricerca di democrazia: la rete unisce i popoli

26 September 2007 | 3 Commenti

Tempo fa scrissi di Terra Naomi. Si tratta di una ragazza americana che grazie ad una canzone scritta ed interpretata da lei sessa è riuscita, con youtube, a farsi conoscere tanto da firmare un contratto con una casa discografica che le ha fatto incidere un disco. Il grande pubblico l’avrà apprezzata anche per la sua performance al Wembley Stadium durante il Live Heart. Il brano sta girando anche nelle radio italiane e pare proprio che la sua strada sia tutta in discesa.

Beh solo oggi scopro che ha pubblicato sempre su youtube il suo video ufficiale che lei stessa ha voluto girare con la partecipazione della comunità di persone che su youtube l’hanno votata e sostenuta. Fattostà che il video con il quale ha iniziato è sempre lì e continua ad attirare ragazzi che si cimentano in cover sempre più apprezzabili.

Quello di Terra Naomi è solo l’ultimo esempio dell’effetto virale di cui la rete è dotata e con il quale le cose belle ed apprezzate riescono a fare il giro del mondo e a coinvolgere una miriade di persone di paesi, culture e colori diversi.

Quando ci penso a come sta cambiando il mondo con la rete, rimango sempre, puntualmente, inesorabilmente stupito. L’ultimo eclatante esplicito è la protesta pacifica dei monaci buddisti del Burma. La storia sta facendo il giro del mondo e sta dimostrando come si possa combattere un regime autoritario con la protesta pacifica e con Internet. Già, se non fosse stato per la rete non avremmo visto le immagini o i video che stanno facendo il giro del mondo e che stanno facendo vedere ciò che accade in questa nazione. Capite bene che essendo un regime il controllo dei mezzi di comunicazione è pressoché totale. La rete a questo punto si trasforma in uno strumento di democrazia e in uno strumento di informazione allo stesso tempo.

Non a caso la notizia di oggi è che il governo di Yangon ha limitato l’utilizzo della rete imponendo agli Internet caffè di chiudere e diminuendo di molto la velocità delle connessioni commerciali alla rete. Se però qualcuno si sta mobilitando è anche e soprattutto grazie allo scalpore che questa storia sta facendo.

Insomma pensavo a tutte queste cose e provavo ad immaginare come le prossime generazioni potranno davvero cambiare il corso degli eventi grazie alla loro naturale predisposizione per l’utilizzo di questi strumenti. Quelle generazioni avranno la connettività e la connettività in mobilità scritta nel DNA. L’accesso alla rete diventerà sempre più semplice e soprattutto abbraccerà la quasi totalità delle persone del mondo. A quel punto le cose si potranno cambiare davvero dal basso, così come raccontava una volta qualcuno.

Ecco che di fronte a queste cose, mi fa rabbia sentire parlare degli ignoranti, presuntuosi e corrotti caproni che utilizzano un mezzo corrotto almeno quanto lo sono loro per dire stupidaggini e fare mala informazione.

Ho sempre avuto un sogno. Quello di riuscire a vivere abbastanza per vedere come sarà il mondo che immagino e se qualcosa potrà cambiare. Nel frattempo mi accorgo che qualcosa cambia ogni giorno e che forse quel futuro arriverà prima di quanto crediamo.

Say It’s Possible


3 Commenti in “Dalla musica alla ricerca di democrazia: la rete unisce i popoli”

  1. 1 valentina  | 7:37 pm | 26 September 2007:

    riguardo a quello che dici sulle prossime generazioni, bhe, non basta l’accesso alla rete o la connettività.
    dipende da come la useranno.
    in mano avranno certamente un bello strumento, speriamo sappiamo come sfruttarlo.

  2. 2 markingegno  | 7:43 am | 27 September 2007:

    Ottimo post, Giovanni, mi ha riconciliato con una mattina nata male.

    @valentina
    il futuro delle prossime generazioni, in parte lo dobbiamo costruire noi, non credi?

    PS.
    Auguri!
    :)

  3. 3 Giovanni Calia  | 9:03 am | 27 September 2007:

    Valentina, quello che volevo dire era diverso. Mi sono espresso male evidentemente.
    Quello che voglio dire è che per mio figlio o per mio nipote comunicare con il mondo mediante internet, mediante quegli strumenti che oggi sembrano riservati a poci, sarà come per noi è stata la televisione. Se ci cresci insieme ad uno strumento diventa scontato, una presenza fissa nella tua vita. Quanto per noi è facile accendere una TV, tanto loro sarà facile usare strumenti di personal publishing o condivisione, magari in mobilità.


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