Il Web 2.0 inizia a parlare italiano: gli italiani ringraziano
19 June 2007 | 1 Commento
Dopo l’annuncio della localizzazione di Flickr, arriva anche la versione italiana di Youtube (con buona pace di Libero, Virgilio & Co). Youtube sta apportando numerose modifiche tecniche e strutturali in questi ultimi giorni e credo che dovremmo aspettarcene ancora. A mio parere la piattaforma non sta apportando semplicemente degli aggiornamenti tecnici, ma si sta pian piano adattando ad un sistema che permetterà di fare business su di essa. Probabilmente ci vorrà ancora un po’, ma siamo già a buon punto. Di fatto l’effetto Google inizia a sentirsi.
La cosa interessante è che questa localizzazione in italiano (ed in altre lingue) apre di fatto l’Italia al mercato del Web mondiale. Nonostante la miriade di servizi “minori”, flickr e youtube sono i leader dei servizi di condivisione di foto e video e si può dire che sono tra gli apristrada di quei servizi che hanno fatto nascere il concetto (e la moda) del Web 2.0.
Finalmente con qualche anno di ritardo anche gli italiani (quelli non geek) scopriranno il piacere di condividere attraverso questi strumenti.
La mia speranza è che questa strada venga intrapresa anche dai servizi minori. Tutto questo localizzare si può trasformare (incrociando le dita e spingendo verso questa direzione) in un traino per:
- Gli investimenti locali sul Web 2.0
L’accesso a servizi con questa mole di utenti e la partecipazione della gente può creare l’effetto che abbiamo già visto qualche anno fa al lancio di queste piattaforme. Gli investimenti italiani (di massa) sulla strada del web 2.0 sono solo questione di tempo.
- Abbattimento (se pur limitato) del digital divide.
Come sappiamo il Web 2.0 indica usabilità, gradevolezza delle interfacce, partecipazione e condivisione da parte degli utenti. Questi fattori possono essere una molla notevole per far avvicinare la gente a queste tecnologie fin’ora riservate prevalentemente al popolo anglofono.
- Incremento della capacità di Banda
Il web 2.0 è bello per tante ragioni, ma necessita di buone connessioni. Per accedere ad alcuni servizi ormai c’è bisogno di ADSL sempre più performanti. Queste novità possono incentivare la gente a fare il salto di qualità, incrementando la velocità di banda della propria connessione e spingendo verso un innalzamento di quei dati
inguardabiliin cui l’Italia risulta il fanalino di coda per la penetrazione della banda larga.
Tutto bene mi vien da dire.
Peccato solo che arriviamo sempre qualche anno dopo gli altri.





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