31 January 2007 | 6 Commenti
La notizia non è da poco.
Fring ha reso disponibile il software per tutti i sistemi operativi symbian.
Oggi con quei due bambinoni sabaudi ho provato il servizio e direi che funziona bene.
Devo dire la verità : qualche problema l’ho avuto, ma credo dipendesse dalla rete che usavamo. Ho notato inoltre piccole difficoltà nell’effettuare chiamate skypeout, ma non credo dipenda dal servizio o dal telefono.
Ad ogni modo skype non è l’unico modo per poter interagire utilizzando questo programma. E’ possibile anche utilizzare gtalk.
Il software si installa e “apparentemente” si integra al sistema operativo, facendovi comparire nella lista dei contatti della rubrica anche quelli attivi di skype e di gtalk.
Va da se che se avete un telefono wifi (come il mio E61 per esempio) potete inizire a telefonare utilizzando skype e chattare/chiamare usando gtalk totalmente GRATIS(!!!) oppure iniziare a risparmiare sensibilmente sulle chiamate ordinarie utilizzando skypeout.
Va da se che se avete un telefono che utilizza solo la rete UMTS per il trasferimento dati non vi conviene molto. Le finte flat dati italiane vi prosciugherebbero il credito residuo o, peggio ancora, il conto.
In questi giorno lo provo per bene. Appena mi faccio un’idea approfondita sulla cosa vi spiego come fare ad usarlo.
Se nel frattempo avete voglia di smanettare un po’ scaricatelo da qui.
31 January 2007 | 8 Commenti
Nonostante il titolo (scherzoso) sono molto felice. Ho appena avuto la conferma che Antonella ha orgnizzato l’ennesimo BarCamp: questa volta tocca a Bologna.
Sono felicissimo per questa cosa. Il fenomeno cresce e cresce l’interesse verso i temi a noi cari.
Finalmente la gente si sveglia.
Proprio di qualche giorno fa l’annuncio di un altro, quello di Genova.
E’ proprio il caso di dirlo: spuntano come funghi.
Ovviamente sarà presente a Matera (dato che lo organizzo io e altri due amici), ma mi sono iscritto a quello di Genova e quello di Bologna.
Quasi sicuramente ci sarà, manca solo da pensare cosa presentare. (qualche proposta?)
Vi faccio un breve riepilogo della situazione aggiornata:
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31 January 2007 | 4 Commenti
Voi che state leggendo.
Voi che abitate in posti dove basta prendere l’autobus cittadino per arrivare in stazione.
Voi che vi lamentate perchè sentite il rumore dei treni sotto casa.
Voi che potete davvero dire di abitare in una provincia europea.
Voi che non dovete alzarvi alle 5 di mattina ogni volta che dovete prendere un treno.
Voi che vi lamentate per la pulizia, per i ritardi, per i problemi da pendolari, per le obliteratrici senza inchiostro.
Si, voi. Guardate questo video e ditemi se domani avrete ancora qualcosa da dire.
Un sentito grazie a Domeniko e agli amici del meetup per lo sforzo e la passione che dedicano, come me, per questa città .
P.S.
Siamo riusciti a far passare una legge che va contro gli interessi dei più grossi operatori telefonici italiani (e in alcuni casi del mondo). La mia speranza non è quella di vedere costruita la stazione che aspettiamo da decenni nel giro di poco tempo, ma quella di arrivare con youtube dove i mainstream non sono arrivati.
Se vi costa qualcosa non fatelo, ma se volete essere ancora una volta cittadini attivi e solidali, fate girare questo video il più possibile.
Grazie di cuore.
31 January 2007 | 2 Commenti
Il vantaggio principale che ottiene chi ascolta Pandora è sicuramente quello di ascoltare brani sconosciuti e sicuramente adatti ai propri gusti.
Quante volte però vi è capitato di sentire una canzone che vi piace e non poterla riascoltare a meno di non comprarla?
Il problema è risolvibile. Attraveso un’applicazione open source sarà possibile scaricare la canzone che state ascoltando in formato mp3.
Pandora Downloader non si limita a farvi scaricare gli mp3, ma integra anche altre funzionalità .
La principale caratteristica di questo software è la possibilità di tenere traccia della lista di brani ascoltati. Così facendo sarà possibile andare a ripescare il brano ascoltato in precedenza e non scaricato.
Tutto il materiale scaricato sarà salvato in c:\pandora quindi, se usate iTunes, potrete impostarlo per fare una scansione quotidiana in quella cartella in modo da avere la libreria musicale sempre aggiornata.
Troppo bello per essere vero he? No, è vero, c’è solo un piccolo inconveniente: a meno che non usiate questo plugin su Firefox potrebbe non funzionare. Su Internet Explorer invece nessun problema.
Ah, un’altra piccola cosa da sapere. Gira solo su windows e richiede .NET 2.0.
P.S.
Come già capitato non è probabile che questo software venga fatto sparire dalla circolazione.
Download: Pandora Downloader
29 January 2007 | 3 Commenti
Ieri ho assistito all’ultima delle conferenze organizzate per ToShare, il festival annuale dell’arte e della cultura digitale organizzato dall’Accademia Albertina a Torino.
Ospite d’eccezione quest’anno è stato Bruce Sterling.
La conferenza è stata incentrata principalmente sulle community, sulla NetArt e sul rapporto esistente tra queste due cose.
Apparentemente sembrano essere due argomenti assolutamente discordanti. In realtà non è così.
Si sono subito distinte due tipologie di comunità . Quelle organizzate che fanno capo ad una piattaforma di condivisione (Flick, Youtube, Del.icio.us, MySpace, ma anche forum, ecc.) e quelle decentrate basate sul concetto di peer-to-peer.
Il web 2.0 e la creazione di comunità sembrano essere il luogo ideale per sviluppare forme d’arte in grado di aprire a nuovi mondi e modi d’espressione.
Pensiamo a Flickr o a Youtube. Queste due piattaforme stanno aprendo scenari fino a ieri difficili da mettere in pratica.
Sia su Flickr che su Youtube stanno nascendo subcommunity (i gruppi di Flickr o i canali di Youtube) che hanno come obiettivo quello di condividere una espressività personale che senza il web, ma in particolar modo senza il web 2.0, non sarebbe mai venuta a galla.
Sterling ha parlato di NetArt come il ritorno al passato.
Le comunità stanno effettivamente facendo questo. Se fino a poco tempo fa la NetArt era considerata in stretto rapporto con lo strumento, oggi il web 2.0 sta facendo abbandonare quella strada. Si ritorna ad una visione della realtà centrata sull’uomo.
Non nascono nuove forme d’arte, ma nascono nuovi modi per condividere la propria espressività . Il soggetto quindi cambia.
Durante la conferenza è stato affrontato anche un altro tema fondamentale che sta facendo preoccupare molte persone.
Sterling ha definito le piattaforme come Flickr come sistemi profondamente instabili.
Tutto il nostro sapere, la nostra arte, i nostri pensieri riversati su sistemi come wikipedia, flickr, youtube, o i blog, non sono eterni. Nessuno oggi può garantire la preservazione di questi dati. Sterling era molto sicuro, ma allo stesso tempo preoccupato quando diceva che con molta probabilità queste piattaforme scompariranno portandosi dietro tutta la mole di dati che hanno. E’ solo questione di tempo…e denaro.
E si, perchè se queste piattaforme sono in piedi è perchè dietro c’è un business. Quando quel business non ci sarà più, non ci sarà più nemmeno la necessità di dover garantire la gestione di un sistema così costoso.
Di fatto la rete è la cosa che al mondo cambia più repentinamente. Nessuno saprà cosa accadrà fra 5 o 10 anni perchè le logiche che la regolano sono anche loro in continuo mutamento, a partire dal sempre più veloce progresso dell’hardware per finire con quello software. Pensate, per esempio, che molti dei video di dieci o più anni fa sono riproducibili solo con le tecnologie dell’epoca, ormai obsolete. La corsa verso il progresso tecnologico non fa che rendere sempre più improbabile la possibilità di vedere quei filmati, portandoli alla morte, alla distruzione.
La paura che questa ipotesi diventi reale è così grande che anche i Big del settore stanno cercando di trovare delle soluzioni adeguate.
Microsoft, per esempio, ha appena stretto un accordo con Seattlepi con il quale spera di creare il computer immortale. Il progetto si concentrerà sulla possibilità di costruire una macchina in grado di non diventare mai obsoleta ed in grado quindi di poter essere lasciata (con tutto il suo archivio di conoscenza) alle prossime generazioni o addirittura alle prossime civiltà . Non a caso il nome del progetto è “Immortal Computing”.
One scenario the researchers envision: People could store messages to descendants, information about their lives or interactive holograms of themselves for access by visitors at their tombstones or urns.
And here’s where the notion of immortality really kicks in: The researchers say the artifacts could be symbolic representations of people, reflecting elements of their personalities. The systems might be set up to take action — e-mailing birthday greetings to people identified as grandchildren, for example.
Insomma, quale che sia il destino delle macchine, loro oggi contengono la nostra memoria, la nostra arte, quindi la fotografia della nostra civiltà . Il nostro presente.
Se non vogliamo che tutto ciò vada distrutto dovremmo iniziare a preoccuparci di questo.
L’avvento dell’uomo, la crescita delle sue abilità cognitive ed industriali hanno portato grossi vantaggi a se stesso, ma numerosi inconvenienti per il pianeta che lo accoglie.
Oggi l’uomo sta rischiando di mettere a repentaglio ciò che lui stesso a creato. La rete è il bene più prezioso che abbiamo e dovremmo iniziare a capire come preservarlo sia che parliamo di Net Neutrality, sia che parliamo di archivi di conoscenza o di arte.
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filippo Mi sto preparando per percorrere parte delle strade da te indicate in bicicletta. Davvero...
Marina Ciao, o forse dovrei darle del lei e dire buonasera. Adoro i libri di carta e non riesco a...
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Roberto Placido Bella d’estate fiabesca sotto la neve!