7 January 2006 | Commenta
Nasce il primo servizio della società di Mountain View a pagamento per l’utenza finale. Le indiscrezioni volevano l’uscita di un D.D. PC di fascia economica (200 $) dotato di un nuovo sistema operativo, invece le ultime da google riguardano i video e i cellulari.
Google infatti, ha annunciato l’imminente uscita di uno store che cercherà di attenuare il flusso di clienti di iTunes Music Store, attraverso un servizio che permetterà di scaricare episodi di serie televisive, da "Star Trek" a "Csi", le partite di basket Nba, video musicali, cartoni animati e una serie di contenuti informativi.
Ovviamente, considerato il boom del videocasting, google video store darà la giusta rilevanza al video amatoriale: "Per chiunque abbia una videocamera, Google Video darà l’opportunità di raggiungere l’intero pubblico di Google in maniera veloce, gratuita e immediata", ha dichiarato Larry Page.
I prezzi però, saranno stabiliti dal produttore di contenuti e non da google, cha darà inoltre, libertà di decidere se metterli in vendita o in noleggio. Opzioni rese possibili dalla tecnologia anticopia sviluppata appositamente da Google, che rende possibile fissare tutta una serie di limitazioni all’uso dei video. Ad esempio, il produttore di contenuti può stabilire che i suoi video non vengano riprodotti su lettori portatili come iPod o Psp. In tal caso, l’unico modo di vederli sarà l’apposito player che si scarica gratuitamente dal sito di Google.
Nell’attesa dell’uscita di google video store, la società di Mountain View non sta ferma. Sembra infatti aver stretto anche un accordo con Motorola, la quale, entro la fine di questo trimestre, dovrebbe commercializzare i primi cellulari Motorola dotati di un tasto Google, che permetterà di accedere con un click alle ricerche, alla posta, e ad altri servizi studiati per la clientela mobile.
fonte Repubblica.it
6 January 2006 | 6 Commenti
Fra due giorni riparto alla volta della città sabauda per eccellenza. Mi aspetta tanto studio, tanto lavoro in attesa che arrivino ste benedette olimpiadi.
Oggi però, mi è arrivata una notizia. Mi chiamano per lavorare durante le 2/3 settimane di gare…in montagna. La cosa inizialmente mi ha fatto un po’ spavento, ma visto che occasioni così non si ripresenteranno tanto facilmente, visto che sto a corto di money, visto che con il tesserino entrerei gratis in tutti gli impianti e visto la quantità di povere infreddolite ragazze islandesi/finlandesi/lettoni/americane/russe/polacche/… in cerca di una seria guida dedita al suo lavoro, non ho potuto far altro che felicitarmi per la cosa.
Aggiungo inoltre che la montagna (quella vera, non le collinette di Timmari ) non mi è mai dispiaciuta..anzi. Per l’occasione inaugurerò una categoria apposita per documentare il tutto dall’interno, ma a differenza di qualcun’altro starò ben alla larga da "neve e gliz"!.
6 January 2006 | 2 Commenti
Splendida serata ieri al Bourbon Street . Tanti pacci con regalini da reciclare, tanti amici, tante risate e anche tanta birra.
Devo dire che mi è andata più che bene, ci siamo tutti molto divertiti. Qualcuno ha lasciato i suoi pacchi e tra quelli ne ho beccato uno davvero splendido. Il DVD che vedete in alto: "Sultan of Swing – The very best of Dire Straits". Ecco cosa c’era scritto sul biglietto che accompagnava il pacco:
"Tipico esempio di regalo che avrei fatto a meno di ricevere. Ricevuto lo scorso anno, mai visto. Me lo ha regalato una persona che conosce esattamente i miei gusti, eppure.. Per la serie "basta il pensiero" … non la penso così!"
hyperbros.com
Mi spiace che questo regalo non sia di suo gusto, ma fortunatamente lo è di mio..arrivato a casa sono corso a vederlo. Bè, che dire..grazie!
5 January 2006 | 2 Commenti
Nasce una nuova applicazione web che permette di riordinare le foto del proprio account di flickr: Photobloggr. Per adesso ancora niente i preciso, siamo ad una beta, ma potete comunque testare (senza una guida sull’utilizzo) il servizio, scrivendo http://photobloggr.com/tuonomesuflikr/
5 January 2006 | 9 Commenti
Tranquilli, non è un insulto!
Sembra assurdo, ma è il nome di una vineria di Martina Franca (TA). Da quelle parti infatti, questa espressione viene utilizzata per descrivere una persona di "lunga esperienza". Grazie ad una segnalazione, ho scoperto che qualcuno ha pensato bene di chiamare il proprio locale così.
Perlomeno non è il solito nome…
4 January 2006 | Commenta
La focagna era il camino nella tradizione contadina lucana.
Indispensabile in ogni casa, dava luce, colore e vita. Attorno al focolare si mangia, si concludono gli affari, si prepara il cibo, diventando il centro di conversazione e di racconti, mentre cuoce la pignata.La penombra che produce il bagliore delle fiamme riflette sulle caldaie di rame e sugli attrezzi del contadino appesi alle pareti.
Con molta franchezza ed ospitalità si accoglie l’amico o lo sconosciuto che non ha dove andare.
Lo screpitio del fuoco, il vino e le castagne consumate in compagniacreano un’atmosfera che non può sostituirsi a nessun altro posto.
Dedicato a quanti amano gustare sapori tradizionali sorseggiando buoni vinie particolari birre nel tipico contesto contadino..al calore di un vecchio focolare.
2 January 2006 | Commenta
Di recente ho avuto modo di sentire varie opinioni sullo sviluppo tecnologico in atto, quello che è stato e quello che potrebbe essere.
Il tema tecnologico sta diventando, sempre più, oggetto di commenti e giudizi, di entusiasmi e gioie, di perplessità e di paure, da parte della maggior parte dell’ attuale popolazione mondiale.
In realtà, se ci pensiamo bene, lo è sempre stato.
La situazione attuale vede un uso sempre più spropositato di oggettini elettronici, sempre più in grado di migliorare a tal punto la nostra vita da pianificarla.
Smanettone per gioco e futurista per hobby sono cresciuto con precise convinzioni riguardo la tecnologia. Oggi, però, mi ritrovo a essere scettico sull’utilizzo inesatto di alcune innovazioni tecnologiche messe a disposizione di noi tutti.
Senza che ce ne accorgessimo siamo passati dalle urla dal balcone per dire che il pranzo era pronto allo squillo sul cellulare, dal primo stranito rapporto con i client di posta elettronica alla videochiamata, dalle enormi cuffione antennate per fare jogging all’iPod.
C’è chi dice che si esagera, ma non può fare a meno del cellulare, chi dice che si deve e si può far qualcosa di più, chi dice che bisognerebbe trovare la via di mezzo e chi dice che bisognerebbe quasi tornare agli albori dell’esistenza.
Chi ha ragione?
Come sempre, tutti e nessuno.
L’uomo è parte stessa della natura e, come tale, ha la necessità e il bisogno di ritrovarla.
Parchi enormi all’interno di metropoli affollattissime e viaggi in luoghi di ricongiunzione con lo spirito sono sempre più gettonati da parte di chi, essendosi “evoluto” alla vita di città, è costretto in uffici cubici e monocromatici per la maggior parte della propria esistenza.
L’uomo crea tecnologia per migliorare la propria vita, e poi va disperatamente alla ricerca delle sue origini scappando dalla quotidianità.
A volte tutto sembra un controsenso.
C’è poi chi esagera.
C’è Eric Brende, specializzatosi al MIT che, grazie ad una borsa di studio, ha vissuto per più di un anno con una comunità Amish dell’east-coast e chi, per più di un mese, si è fatto rinchiudere in casa senza mai uscire e, spiato dalle videocamere, è sopravvissuto grazie alle possibilità offerte da internet.
C’è poi chi guarda al futuro: un 2035 con robot dalle sembianze umane che si emozionano e che sognano.
Quanto di questo è giusto?
Eric Brende ha fatto un viaggio nel tempo, ma lo ha fatto a ritroso e lo racconta in “Meglio senza. Staccare la spina della tecnologia”. Alex Proyas , riportando a nuova vita un libro di Isaac Asimov ha trasmesso a noi tutti la visione di un futuro prossimo secondo lui molto veritiero: quello di “I robot”.
Entrambi cercano di farci notare come la tecnologia può incidere o meno sulla vita umana.
Nonostante gli esempi abbastanza estremisti, a volte sembriamo aver proprio bisogno di ricordarlo.
In maniera molto più realista, anche Howard Rheingold, con lo studio delle smart mobs (folle intelligenti), cerca di capire fino a che punto l’innovazione tecnologica possa modificare i corpi e le menti, le abitudini e i costumi della gente. Rheingold lo fa portandoci esempi pratici, quotidiani, ormai comuni a noi tutti, ma guardando anche verso quello che potrebbe essere davvero un futuro prossimo.
Ma siamo sicuri di voler andare in quella direzione? Quanta della tecnologia che abbiamo a disposizione è davvero necessaria? Sicuramente non quanto vogliono farci credere.
Credo che la tecnologia sia utile se racchiusa in uno spazio di coscenziosità.
Credo che effettivamente alcune recenti innovazioni tecnologiche possano migliorarci la vita, ma cedo anche, che avesse ragione Brende quando scriveva che “ciò che accade sta nell’attimo. Accelerando la vita con la tecnologia, si riduce la capienza del singolo attimo. Rallentando, la si espande.”
Da parte mia cerco di trovare il giusto equilibrio, tentando di delineare la mia visione di attimo.
(tratto da un vecchio post, quando ero ancora su splinder)
1 January 2006 | 4 Commenti
Ieri leggevo i post di alcune
blog star , sorridendo per via dei l
oro racconti. Devo dire che mi sono molto divertito nel leggere questi post, perchè a dire il vero (a parte una volta) non mi è mai accaduto niente di particolarmente strano durante la notte di San Silvestro.
Non ho neanche fatto in tempo a raccontare queste storie ad amici e parenti, che indovinate un po’? Ho passato una notte assurda, ritrovandomi in situazioni che non avevo assolutamente messo in conto…roba da pazzi!
Ore 20:00 – Alla fine, sorridendo, mi sono alzato dalla scrivania e sono andato a passare la serata da mio zio, intrattenendomi con le classiche prelibatezze tipiche dell’occasione.
Ore 1.30 – La serata è andata bene fino a quando ho incontrato altri amici, con i quali abbiamo raggiunto altri amici, per poi andare da altri amici.
In pratica i miei buoni propositi sono andati a quel paese.
Ore 2:15 – Dovevamo raggiungere una festa in campagna quando la fila di 10 macchine si è incamminata verso un sentiero non asfaltato. Ovviamente su 10 macchine solo un paio di persone sapevano dov’era di preciso la festa e, naturalmente, non erano quelli in cima alla carovana! Quindi? Il mio professore di informatica avrebbe detto: "state andando Ad Capocchiam!"
Ore 2.30 – Cammina cammina, arriviamo in un punto in cui il fango era talmente alto che neanche un fuoristrada ce l’avrebbe fatta, figuriamoci una berlina da 18 quintali con 5 persone a bordo.
Siamo bloccati nel fango nel bel mezzo del nulla, mentre le macchine prima di noi spariscono nella notte. Dopo un paio di tentativi per uscire (ovviamente falliti) chiamiamo i rinforzi.
Ore 2.40 – Arriva Carlo ed insieme a Renato, Sonia e Imma, si tenta di muovere l’auto.
Ore 3:00 – Carlo intento a spingere all’altezza del faro anteriore sinistro, urla: "al mio 3 spingete! Giovà tu prova a sterzare accellerando un pò!"
"Uno, due e tr…nooooooooo!!! ma porca putt…!"
L’ingegnere si era messo proprio in direzione della ruota, e alla prima leggera accellerata in corrispondenza del 3, è partita una raffica di fango che ha travolto lui, la sua giacchettina, la camicia, gli occhiali, i capelli…insomma siamo scoppiati a ridere, mentre lui imprecava in una lingua sconosciuta ai non residenti.
La situazione era tragica e l’unico a non sporcarsi con il fango sono io…doveva pur’esserci qualcuno alla guida. 
Ore 3:15 – Riusciamo ad uscire e raggiungere una parte degli amici che ci aspettavano per andare a questa benedetta festa. Parcheggio girandomi verso la macchina. Non sapendo se ridere o se piangere per lo strato di fango che copriva il tutto, mi incammino verso questa casa di campagna dove sembravano esserci un paio di centinaia di persone che poco a poco se ne stavano andando (in tutti i sensi).
Ore 5:00 – Usciamo da questa festa/raduno per avviarci verso la più famosa cornetteria di matera..ovviamente stracolma. Per avere un "bombolone bomboloso", una crepes alla nutella e un cornetto con il gelato, ci mettiamo quasi un ora.
Insomma una chiacchiera tira l’altra, arrivano le 6.
Ore 17:00 di oggi – Senza che mio padre si rendesse conto di persona della situazione in cui versava la macchina, mi sono avviato verso un autolavaggio self-service dove ho passato più di un’ora con mio fratello a pulire fango.
Detto così, sembrerebbe una situazione abbastanza triste, da dimenticare, ma forse è stato il più divertente capodanno della mia vita, anche perchè tra le 3:15 e le 5 sono stato in ottima compagnia
, riuscendo addirittura ad evitare quell’odiosa tradizione chiamata trenino!
Al di là di tutto devo dire che quest’anno è iniziato decisamente bene..vedremo come continuerà..
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filippo Mi sto preparando per percorrere parte delle strade da te indicate in bicicletta. Davvero...
Marina Ciao, o forse dovrei darle del lei e dire buonasera. Adoro i libri di carta e non riesco a...
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Roberto Placido Bella d’estate fiabesca sotto la neve!