Credo che narrazione, design, tecnologia e media differenti possano coesistere.
Il mio lavoro è far si che questo accada.
Questo è il posto dove condivido note, idee, lavori in corso. Tutti i giorni.
...o quasi.

La radio: Il primo dei New Media

30 January 2006 | 3 Commenti

Leggendo un post di Charlie, ho avuto modo di riflettere su un media tanto vecchio quanto moderno: La Radio.
In realtà, credo che non lo si debba guardare come media pieno di limiti (e qui mi riferisco al post di Charlie), ma pieno di potenzialità e caratteristiche che altri old-media non hanno.Le immagini sono la grande forza della televisione, ma anche un suo limite. Una comunicazione audio-visiva impone un’attenzione costante, esclude dal campo visivo la realtà circostante allo schermo televisivo, implica una messa a fuoco, uno spazio intermedio tra noi e l’oggetto, anche se non obbliga una ricostruzione mentale degli eventi.
La radio, invece, permette all’orecchio di captare i suoni da qualsiasi direzione provengano, anche quando la fonte del suono è al di fuori della nostra portata, in quanto la fonte del suono può essere indifferentemente lontana o vicina. Captiamo il suono dagli autoparlanti della macchina, in cuffia, o da un’altra stanza.

La mancanza di immagini sono il suo limite, ma anche la sua forza.

La radio, inoltre sfrutta una caratteristica del corpo umano: L’ “àcusma”. Cos’è? Vi faccio un esempio.
Cosa fate quando non volete guardare qualcosa? Semplice, sfruttate una caratteristica del corpo umano, le palpebre. Le chiudete, interrompendo, di fatto, un flusso di informazioni visive in ricezione. Ma quando non volete ascoltare qualcosa che fate? Bè, sfortunatamente il nostro corpo non ha in dotazione dei tappi per orecchie.
Questa nostra caratteristica permette al suono di estendere la sua azione anche oltre il desiderato, facendolo diventare, appunto, “acusmatico”. (Pierre Schaeffer, “La voce nel cinema”, Pratiche, Parma 1991)

Un’altra caratteristica importante è la dimensione. A differenza della Tv, la radio può essere di dimensioni ridottissime, senza perdere alcuna delle sue caratteristiche, mentre è ovvio che il discorso non vale nell’audiovisivo. Diminuendo le dimensioni di una fonte di immagini, la qualità delle percezioni diminuisce.

La radio, come gli altri media, è stata investita dei processi tipici della modernità, riportandola alla ribalta, anche se di fatto ha più di un secolo di vita. La miniaturizzazione, la mobilità, la flessibilità e non per ultima, la stretta vicinanza a chi la utilizza (facendolo diventare un medium personale e non collettivo o familiare) sono le caratteristiche che più hanno contato nel processo di modernizzazione del mezzo. Un po’ come è avvento per il telefono, da medium fisso, è diventato mobile e quindi personale e intimo.

La flessibilità, sarà la carateristica più forte, proprio perchè permette di adattarsi ai newmedia portando ad una evoluzione del mezzo. Pensate al Podcast. Il concetto di programma radiofonico rimane, ma il palinsesto ce lo costruiamo noi e lo ascoltiamo quando più ci è comodo.

Ecco perchè la radio è il primo dei New Media.


E’ inutile continuare…

27 January 2006 | 7 Commenti

 

Devo dire che il grande fratello (come tutti gli altri reality) non suscita in me buoni sentimenti, se non quando la gialappa’s ci mette lo zampino.
Quest’anno, oltretutto, è abbastanza inutile continuare con la trasmissione, tanto vince lei: un esplosione di solarità. Ammetto però che quando ieri ho visto entrare la nuova esplosiva concorrente qualche minuto in più davanti allo schermo mi sono fermato…

p.s.
E’ inutile commentare la sparata del ministro sul risparmio energetico dentro la casa letta dalla Marcuzzi durante la trasmissione..

 


Torino oggi

27 January 2006 | Commenta


Nevica…

26 January 2006 | 5 Commenti
Nevica.
Nevica su Torino…finalmente, ma metaforicamente nevica anche su di me che sono a casa.
A volte mi dico che 24 ore per una giornata non bastano, ce ne volevano almeno 48.
Sono preso tra 1000 lavori che spero mi portino a pagare l’affitto e a crearmi una reputazione decente proprio lì dove mi piacerebbe lavorare nel prossimo futuro.
C’è la tesi che deve essere scritta e ci sono gli ultimi esami da dare.
C’è un progetto che va portato avanti il prima possibile.
Il lavoro è troppo, non per quanto ancora potrò fisicamente sopportare tutto questo.
Dormo 6 ore a notte (quando va bene) e comunque non ho il tempo per fare tutto.
Se solo fossi nato ricco, buona parte di questi problemi non ci sarebbero, ma purtroppo non è così e se non mi do’ io una mossa di certo non ricaverò nulla di buono.
A volte i ritmi del sud mi mancano tremendamente…
Nel frattempo tutto questo mi ha fatto perdere la discussione della tesi di uno tra i più cari amici che ho a Torino, ma sono sicuro che andrà benissimo, così come è abituato da sempre.
Spero che presto tocchi anche a me, così mi tolgo un peso e ricomincio a prendere fiato. Il fatto è che non so fino a quando riuscirò a resistere, ma non posso deludere nessuno, nè i miei genitori, nè gli amici, nè tutte le persone che stanno credendo in me e soprattutto non posso deludere me stesso…non di nuovo.

Ufficializzato l’acquisto. Steve Jobs pensa in grande.

25 January 2006 | 5 Commenti
Disney e AppleFino a ieri era certo, ora è anche ufficiale: Disney ha acquistato Pixar per il valore di 7,4 miliardi di dollari, pagandoli tutti in azioni. Steve Jobs ha così acquisito un ruolo importante nella casa dello zio Walt, e si unirà alla direzione. Il vicepresidente di Pixar, John Lasseter, diventerà capo degli uffici creativi degli studios di Disney, e sarà membro anche del Walt Disney Imagineering (la branca dedicata alla creazione dei parchi a tema). Steve Jobs ha già commentato in alcune interviste l’accordo, accennando anche ad un ruolo di Apple…

Infatti, quando è stato chiesto al CEO di Disney (Iger) se questo accordo porterà a dei cambiamenti alla relazione nata con iTunes la risposta è stata generica: "L’obiettivo, prima di ogni cosa, è quello di fare dei bei film. Il resto andrà avanti da solo (…) In ogni caso Disney è aperta a qualunque tecnologia che possa distribuire contenuti in tempi ridotti e costi ridotti".

Jobs, invece, sembrava già più aperto: "Puoi vedere il tuo film preferito tre, quattro, cinque volte nella tua vita. Ma quando parliamo di un buon film di animazione, allora i tuoi figli potrebbero guardalo dozzine o centinaia di volte (…) la possibilità di vederlo su altri device potrebbe giocare un ruolo importante, e rispondere ad una domanda delle famiglie che vogliono vedere le pellicole in molti posti e su diversi dispositivi".

Secondo Iger "Steve sarà una voce importante in vari ambiti interni a Disney, e credo sia una cosa positiva". Quando Jobs invitò Disney nell’iTunes Music Store per vendere video, contattò direttamente Iger, con il quale ha un rapporto amichevole da diversi anni.

fonte: melablog.it


Come distruggere una città

24 January 2006 | 6 Commenti
Fosse solo questo il paesaggio che si presenta a chi arriva nella ex "Città dei Sassi" (oggi "Città del Cemento"), sarebbe splendido.

Purtroppo però, il susseguirsi di eventi, circostanze, persone, sta portando allo sfacelo, alla morte dell’arte e del bello, con tutto quello che ne consegue.

Per fortuna c’è chi non ci sta.

E’ per questo motivo che mi unisco al grido di dolore lanciato da un amico che, a differenza mia, vive la quotidianità di questa città, sopportando sofferente quello che sta accadendo.

Caro Donato, sappi che non sei solo.


Il lento è lento, il rock è rock!

23 January 2006 | 1 Commento

Breve viaggio di andata e ritorno nel panorama musicale più rock del XX° secolo…a modo mio.
Buon ascolto.

All Along the Watchtower – Jimi Hendrix
Sweet Child O’ Mine – Guns N’ Roses
Baba O’Riley – The Who
Keep On Rockin’ In The Free World – Neil Joung
Lazy – Deep Purple


mind the gap

19 January 2006 | 2 Commenti
gap