Incommensurabile tristezza
24 December 2005 | 9 CommentiE’ questa la sensazione che provo sotto Natale, ormai da troppi anni.
Ricorrenze come questa non rientrano proprio nella mia idea di festività. Natale soprattutto, è una di quelle feste nate con l’obbiettivo di far riaffiorare valori e moralità che tendono a sparire durante il corso dell’anno, ricordando a tutti noi la strada da seguire affinchè si possa vivere una vita corretta e basata su valori come l’amore, l’amicizia, la famiglia, la pace.
Francamente tutto questo mi sembra falso e penoso.
Forse è vero, ogni tanto abbiamo bisogno di ricordare a noi stessi che esistono questi valori, che dovremmo fare qualcosa di buono. Un regalo, un’azione positiva nei confronti degl’altri invece che per noi stessi.
Penoso. Perchè aspettare che qualcuno ci ricordi tutto questo per diventare “buoni” o per dimostrare il nostro affetto ad un’altra persona?
Ciò che solo pochi riescono a vedere, sono i presupposti sbagliati su cui tutta questa idea si basa. L’uomo per natura è selvaggio, non ha di suo valori simili. Quello che noi siamo oggi è il risultato di una subdola istruzione ottenuta nel corso dei secoli da chi, sfruttando queste nostre caratteristiche, ci comanda, ci ha fatto assuefare ad una vita che non ci appartiene, che non è la nostra, ma permette a noi burattini di alimentare il benessere di chi sta sopra di noi, di chi ha capito come funzioniamo.
La chiesa (di qualunque tipo) è in cima a questa piramide e dall’alto, manovra e controlla che le fondamenta del suo impero non cedano.
Per quanto mi riguarda, giuste o sbagliate che siano queste osservazioni, questa è una festa che non ho mai potuto sopportare, motivo per cui mi associo a questa iniziativa.





Francamente mi sembra un discorso un po’ esagerato, in particolare da “l’uomo per natura è selvaggio” in giù. Penso, ad esempio, che l’istruzione più che comandarci e “farci assuefare a vite che non ci appartengono” ci condizioni in meglio: in linea di massima ci facilita la vita.
Il fatto di essere o meno un burattino, poi, mi sa che dipende dalla propria individualità, dal fatto che tu individuo permetta o meno a qualcuno o a qualche evento di sopraffarti e manovrarti – un modo per evitare ciò potrebbe giàessere non limitarsi a vivere passivamente, per dire.
Ci tengo a specificare che anche io odio il Natale per l’ipocrisia eccetera, ma buttarsi giù così e vedere il mondo neanche fossimo un romanzo di Houellebecq penso sia una reazione spropositata.
volutamente esagerato caro wick, così com’è esagerata l’enfasi che la gente mette in queste ore, correndo e dimenandosi per cercare regali e cazzatine varie da donare a coloro che generalmente vengono “dimenticati” durante il corso dell’anno. Ho esagerato, forse si, ma era un momento di particolare arrabbiatura, visto che qualunque cosa uno faccia in questi giorni, si è cosparsi, nella maggior parte dei casi, da ipocrisia.
Beh allora ti riporto le considerazioni che avevo elaborato sul Natale qualche giorno fa:
NATALE, LUMINARIE E COTILLON
Sta arrivando. La festa bestiale.
E’ gia’ nell’aria da diversi giorni. La stazione Termini aveva gia’ il suo bell’albero addobbato.
I negozi sono gia’ pieni di lucine, angioletti, nastri rossi…
La gente ha cominciato il suo processo di rincoglionimento.
C’e’ crisi. C’e’ recessione. Ma davanti al Natale tutto scompare, sotto un pesante velo di ipocrisia.
Non si potrebbe andare in letargo per una ventina di giorni? Mi piacerebbe risvegliarmi intorno al dieci di gennaio.
L’ennesimo Natale. L’ennesimo anno che se ne va portandosi dietro speranze e sogni non realizzati.
L’ennesimo spreco di denaro nel nome di un amore fraterno che il giorno dopo butteremo nel cesso ancora intasato dalle badilate di merda che abbiamo gettato sul prossimo per tutto l’anno.
Natale. Bisognerebbe riuscire a non rimanerne coinvolti. Ma e’ impossibile. Ti basta guardare i bambini, con i loro desideri, i loro capricci.
Che bello che e’ scrivere una letterina, fare le preghierine, sperare ardentemente in qualcosa, e ritrovartela li’, sotto un albero addobbato dalle amorevoli mani di tutta una famiglia, unita, felice. C’e’ il tuo pacco…ti ci avventi, strappi via l’incarto in due nanosecondi, ed eccolo li, il tuo robottransformerradiocomandato…Non c’e’ niente che puo’ riempirti il cuore di gioia nella stessa maniera. Il mondo si ferma intorno a te.
Ci sei solo tu e il tuo dono tanto bramato. Al diavolo le cioccolate, i maglioncini e il libro di Harry Potter…
Che invidia. Adesso sei grande e in teoria potresti comprarti tutti i robot di questo mondo…
splendido.
ciao Gio.
Io non credo che il natale sia una festa nata con l’intento di ricordarci alcuni valori…
Il natale è una festa cristiana, in cui si vuole commemorare la nascita di un dio che ha scelto di venire tra noi nel modo più umile possibile, facendosi piccolo piccolo. Che uno ci creda o no, questo è il natale.
Tutto il resto è venuto dopo, tutto il “a natale si è tutti più buoni” & affini…
io lo vivo come un’occasione per godermi la mia famiglia, allora il natale diventa una bella giornata, ma per me non cambierebbe molto se fosse il 4 marzo, oppure il 15 gennaio…
buona feste Gio, mi dispiace non averti salutato prima che te ne tornassi a matera!!
un bacio grande grande
Paola
“…Il natale è una festa cristiana, in cui si vuole commemorare la nascita di un dio che ha scelto di venire tra noi nel modo più umile possibile…”
a parte la fede, non ti sembra che questo che hai appena scritto combaci con le mie affermazioni? Anch’io la prendo come un’occasione per stare più tempo in famiglia, ma al di làdi questo non vedo altro.
Come ha scritto una mia cara amica:
Ricordiamoci che si sta celebrando il figlio di un personaggio di pura fantasia. Il prossimo anno propongo di festeggiare il figlio di zorro!
OK OK LAPIDATEMI!
Ciao a tutti,
voce piu’ o meno fuori dal coro: io quest’anno a Natale ho lavorato. Pure la vigilia. Pure a Santo Stefano. Al rientro dal lavoro, sono stata sola soletta a casa mia mentre avrei preferito stare attorno al tavolo con mia sorella ed i miei. E basta…..senza grandi mangiate, ma insieme. E invece no. Il giorno che mi sono piu’ goduta di questo Natale e’ stato il martedi’ precedente la festa, perche’ nel pomeriggio mi sono dedicata ad un sano shopping natalizio, durante il quale ho cercato e trovato una serie molto piccola di pensierini per le persone a cui voglio piu’ bene, divertentomi un mondo a scovare qualcosa di veramente adatto, di veramente sentito. Senza esagerazioni, sprechi, ma con tanto affetto.
Ho guardato le luci, le vetrine, ho pensato, con un poco di rimpianto, a quando ero ragazzina, e avevo ancora la limpidezza e l’ingenuita’ di guardare alle feste come ad un periodo di rinnovata speranza.
Crescere non e’ sempre un affare.
Vi abbraccio.